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Wednesday, July 24th 2013, 12:47pm

Rabbia repressa.

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This post has been edited 3 times, last edit by "Luna_stregata" (Sep 9th 2015, 9:51pm)


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Wednesday, July 31st 2013, 1:33pm

Buongiorno Luna Stregata,
anzitutto mi colpisce come lei divide se stessa in due parti e come alla parte arrabbiata associ le caratteristiche di perfida e pazza. Io trovo, da ciò che mi ha descritto in merito alla sua situazione in casa (vive ancora con i genitori, giusto?), che la rabbia sia invece la reazione più sana e non certo cattiva. Ho premesso ciò per dare anzitutto una dignità al sentimento di rabbia che prova, che è naturale e del tutto coerente con la situazione e oltretutto dà il confine tra ciò che lei è disposta ad accettare e ciò che invece (giustamente) rifiuta ; la rabbia rappresenta la sua volontà di non aderire all'immagine che suo padre le da di lei, ma neanche a quella proposta da sua madre. Lei è una donna con la sua personalità, le sue idee e la sua identità che ora vuole essere difesa perchè lei ha trovato delle conferme interne a sè e esterne al nucleo famigliare che la riconoscono come persona di valore.

Un altro aspetto che noto dal suo racconto è l'inibizione della rabbia con questa facciata di ragazza buona e tranquilla, come se una sua espressione della rabbia potesse ditruggere ciò che ha costruito e, nel contempo, renderla cattiva e immeritevole e quindi distruggere anche l'immagine di se stessa.
Ormai lei non riesce più a soffocare la rabbia e il modo meno "compromettente" che trova per sfogarla è di riversarla su di sè con fantasie autolesioniste.
Per gestire questo sentimento, anzitutto lo si deve riconoscere e accettare che lei, in quanto persona di valore, continuerà ad essere di valore e buona anche se si arrabbia; inoltre l'espressione della sua rabbia non distruggerà niente e nessuno, gli altri "sopravvivono" se lei si arrabbia e così anche i rapporti importanti, che non possono basarsi solo sulla sua accondiscendenza, perchè si baserebbero su qualcosa di artefatto.
Quindi il primo passo è imparare a distinguere quando è una reazione conforme all'evento e in tal caso esprimerla. Già si sentirebbe molto meglio.
Per sfogare tutta quella accumulata nel tempo, potrebbe trovare un'attività che incanali e liberi l'energia (uno sport per esempio, o andare a correre o in bici, o ballare, dipende dai suoi interessi).
Invece come prospettiva a lungo termine, se vive ancora in casa provi ad allontanarsi dall'ambiente svalutante in cui si trova, con il tempo e la lontananza sarà più semplice avere la misura delle dinamiche famigliari che ha vissuto e potrà affrontarle con calma.