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Mery9999

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  • "Mery9999" started this thread

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1

Thursday, April 4th 2019, 5:45pm

Disturbo borderline

Buonasera!Potrei avere qualche chiarimento in più sul disturbo borderline?In particolare sull'impulsività e sui possibili scoppi di ira da parte dei soggetti da esso affette.
Grazie mille

  • "Dott. Alessio Congiu" is male

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Location: Verona

Occupation: Psicologo clinico

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2

Wednesday, April 10th 2019, 10:27pm

Gentile Mery9999,

in gergo clinico va sotto il nome di “Disturbo di Personalità” una qualunque condizione psicologica in cui la persona vive abitualmente esperienze interiori e mette in atto comportamenti che nel loro insieme appaiono meno frequenti rispetto a quelle che vivono e agiscono la maggior parte delle persone. Con rifacimento alla diagnosi categoriale proposta nel principale manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5), la diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità (DBP) viene così definita:

Un pattern pervasivo di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1. Sforzi disperati per evitare un reale o immaginario abbandono
2. Un pattern di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzato dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione
3. Alterazione dell’identità: immagine di sé o percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile
4. Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto (es., spese sconsiderate, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate, etc.)
5. Ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidarie, o comportamenti automutilanti
6. Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore e soltanto raramente più di pochi giorni)
7. Sentimenti cronici di vuoto
8. Rabbia inappropriata, intensa, o difficoltà a controllare la rabbia (es., frequenti accessi di ira, rabbia costante, ricorrenti scontri fisici)
9. Ideazione paranoide transitoria, associata allo stress, o gravi sintomi dissociativi”

Per rispondere dunque alla sua domanda, la marcata impulsività e la facilità alla rabbia esprimono sintomi di questa condizione. Ciò significa che il significato che sarebbe opportuno attribuire a queste manifestazioni diverge da quello che solitamente si tenderebbe ad attribuire in condizione di normale funzionamento mentale, se non altro al fine di evitare che la persona alle prese con questo disturbo venga ingiustamente colpevolizzata per i propri agiti impulsivi o aggressivi. Le persone con DBP, infatti, sono spesso ipersensibili alla critica e al giudizio, a cui reagiscono con un’intensificazione dei propri sintomi. Allo stesso tempo, è spesso presente anche una ipersensibilità interpersonale che emerge in presenza di rifiuto o abbandono; simili casi possono portare chi vive questo disturbo ad un peggioramento della propria condizione. Questo è il motivo per il quale appare importare aiutare non solo chi vive questa problematica, ma anche chi con essi convive. Casomai potesse esserle utile, di seguito le allego il link di un e-Book gratuito per i familiari in cui sono racchiuse le linee guida proposte dal gruppo multi-familiare del McLean Hospital per aiutare giovani a rischio di questo disturbo.

Linee guida per i familiari: aiutare il giovane a rischio di Disturbo Borderline di Personalità

Nel complesso, i diversi modelli teorici che sono stati proposti per spiegare il disturbo tendono a definire 4 sfere di criticità:

1. La dimensione dell’ipersensibilità emozionale: si vive un intenso timore di essere abbandonati, segno presumibilmente di un bisogno di conforto, accudimento e amore che appare superiore a quello che potrebbero vivere altre persone. La solitudine e l’abbandono vengono infatti vissuti in modo fortemente negativo, comportando vissuti di vuoto interiore (es., “Come se qualcosa di divorasse dall’interno”) o dissociazione psicologica (si spegne una parte del funzionamento mentale cosciente a seguito di fattori emozionali estremi). Questi fattori sono spesso alla base di agiti autolesionistici o dei tentativi estremi per mantenere la vicinanza della persona da cui non ci si vorrebbe allontanare (es., richieste estreme, scenate pubbliche, etc.).

2. La dimensione della disregolazione emozionale: le emozioni vengono vissute in modo molto amplificato rispetto al normale e perdurano per tempi prolungati. Vivendo un’affettività avente una maggiore durata ed una maggiore intensità, la persona alle prese con un Disturbo Borderline di Personalità non appare in grado di gestire le proprie emozioni ricorrendo alle modalità che solitamente vengono impiegate per gestirle, ma necessita di strategie più complesse o estreme (es., masticare peperoncino, immergere una parte del corpo nell’acqua gelida). Se disadattive, queste strategie possono incrementare il rischio di salute individuale (es., abuso di alcol o sostanze psicotrope, autolesionismo, etc.).

3. La dimensione del controllo del proprio comportamento: la marcata impulsività che caratterizza la personalità di chi vive il disturbo può portare a compiere gesti che minano la propria incolumità psicofisica (es., guida spericolata, sesso promiscuo, abuso di sostanze, alimentazione incontrollata, etc.).

4. La dimensione identitaria: è presente una difficoltà specifica nel mantenere stabile la propria immagine di sé, aspetto che si manifesta nei rapidi cambiamenti dei piani di vita, dei propri gusti personali o dell’idea che si ha di se stessi e degli altri. Un conoscente che nel momento presente può essere considerato un amico leale e fidato, in breve tempo può venire rifiutato, in quanto considerato minaccioso e pericoloso (paranoia).

Nel complesso, l’impulsività può essere considerata come un tratto della personalità in chi si trova alle prese con questo disturbo, mentre l’ipersensibilità emozionale una caratteristica di possibile derivazione genetica. Entrambi questi aspetti non rappresentano in se stessi un problema, quanto piuttosto un fattore di rischio di sviluppo del disturbo: in presenza di un ambiente incapace di riconoscere queste caratteristiche distintive della persona (es., forte sensibilità alla critica, iperinvestimento sulla relazione per finalità di cura e protezione, etc.), la persona perderebbe la già precaria capacità di auto-controllo, imparando strategie di gestione disadattive e potenzialmente dannose.

In merito al trattamento, ad oggi esistono diversi interventi psicologici che hanno riscontrato una chiara evidenza scientifica. Ciascuno degli interventi che sono stati proposti sembra intervenire su una dimensione specifica del disturbo, aiutando chi vive questa problematica ad apprendere nuove strategie per gestire la propria ipersensiblità emotiva ed i comportamenti disadattivi che con essa si associano (Terapia Dialettico Comportamentale), a potenziare le proprie capacità di lettura dei propri stati mentali migliorando la riflessività e riducendo l’impulsività (Terapia basata sulla mentalizzazione), a gestire la propria stabilità psico-relazionale (Psicoterapia focalizzata sul Transfert), etc.
Indipendentemente dalla forma di terapia (che dovrebbe avere comunque solide basi scientifiche alle spalle prima di essere proposta alla persona alle prese con questo problema), si stima che circa l’80% di coloro che intraprendono un trattamento ne tragga giovamento. Sulla rete può trovare utili filmati al riguardo:

Testimonianze di persone alle prese con DBP

Se infine possono permetterti un consiglio, trovo di grande interesse l’iniziativa portata avanti da alcune ragazze italiane uscite da questo disturbo, fortemente motivate a diffondere conoscenze attendibili di questa delicata condizione. Potrà trovare utili indicazioni all’interno di questo portale.

Emergenza Borderline

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