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michelangelo338

Nuovo Utente

  • "michelangelo338" started this thread

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1

Thursday, May 23rd 2019, 10:48am

ansia sociale

soffro da sempre di fobia sociale ed ho deciso di affrontarla rivolgendomi a uno psicologo. nel frattempo mi sono un po documentato ho fatto domande mi sono confrontato con altri e quindi sono rimasto un po sconcertato quando il mio psicologo dopo poche sedute mi ha invitato ad affrontare la cosa che piu mi spaventa ossia salire su un palco e fare un discorso, questa è la cosa che piu mi spaventa in assoluto quindi volevo sapere se è corretto un approccio del genere da parte del mio psicologo in quanto io ho sempre pensato che in questi casi si dovrebbe applicare il sistema di desensibilizzazione sistematica mi sbaglio o forse il mio psicologo è un incapace e dovrei cercarne un altro?

Morpheus88

Utente Avanzato

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2

Thursday, May 23rd 2019, 7:35pm

Si è un incapace, cambialo. Per curiosità, che orientamento è?

michelangelo338

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3

Friday, May 24th 2019, 12:50pm

Si è un incapace, cambialo. Per curiosità, che orientamento è?

.Specializzazione in Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e inPsicodiagnostica

dottdistefano

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4

Sunday, June 2nd 2019, 3:15pm

Caro Michelangelo
io non so che cosa esattamente le abbia proposto il collega cui lei si è rivolto.
Quindi non esprimo opinioni su di lui e nessuno ha questo compito in questo forum.
Solo lei può valutare, più che la competenza personale, la relazione terapeutica che si è stabilita fra di voi. Da sempre e tuttora è essenziale questo elemento. Al di là del tipo di approccio, se si stablisce un buon rapporto terapeutico - non personale, non confondiamo - spesso i risultati sono positivi.

Detto questo, la psicoterapia cognitivo-comportamentale è una tecnica ampiamente suggerita dalle linee guida per la fobia sociale.
Prevede sostanzialmente:
  • imparare a controllare i sintomi fisici dell’ansia attraverso il rilassamento e gli esercizi di respirazione;
  • riconoscere i pensieri negativi alla base dell’ansia sociale portando il paziente a punti di vista più equilibrati;
  • affrontare le situazioni sociali che spaventano in modo graduale e sistematico, invece di evitarle. Naturalmente la psicoterapia cognitivo comportamentale non si limita a questo.
La gradualità è molto importante, il rischio principale è di non ottenere risultati e la conseguenza potrebbe essere peggiorare i comportamenti di evitamento, anziché migliorarli.

In linea di principio è giusto affrontare ciò di cui ha paura - parlare in pubblico - con progressività.
Non entro assolutamente nel merito delle proposte del suo psicologo e men che meno mi azzardo a dire se è capace o no. Sommessamente invito tutti ad evitare opinioni in questo senso.

Grazie alla psicoterapia si possono ottenere risultati eccellenti nella fobia sociale e la invito a proseguire sulla strada intrapresa. Se poi non si trova bene con il collega, faccia le sue valutazioni, come è giusto e sacrosanto.

Un caro saluto.

P.S. : sono molto contento di aver risposto ad una persona che porta il mio nome. Non siamo tantissimi. :)
Dottor Michelangelo Di Stefano, medico e psicoterapeuta
Certificato EMDR, Training Autogeno e Psicoterapia
sito web email


5

Monday, June 3rd 2019, 7:16am

Morpheus ti ricordo che quest'area del forum è riservata alle domande da porre agli psicologi che gentilmente collaborano col forum, e non è consentito l'intervento da parte di altri utenti.
Ti pregherei di fare più attenzione ed inoltre evitare di esprimere giudizi così netti su un professionista che non si conosce.

Sara84 per lo staff
[email protected]
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*sara swarovsky*

michelangelo338

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6

Friday, June 7th 2019, 5:35pm

Caro Michelangelo
io non so che cosa esattamente le abbia proposto il collega cui lei si è rivolto.
Quindi non esprimo opinioni su di lui e nessuno ha questo compito in questo forum.
Solo lei può valutare, più che la competenza personale, la relazione terapeutica che si è stabilita fra di voi. Da sempre e tuttora è essenziale questo elemento. Al di là del tipo di approccio, se si stablisce un buon rapporto terapeutico - non personale, non confondiamo - spesso i risultati sono positivi.

Detto questo, la psicoterapia cognitivo-comportamentale è una tecnica ampiamente suggerita dalle linee guida per la fobia sociale.
Prevede sostanzialmente:
  • imparare a controllare i sintomi fisici dell’ansia attraverso il rilassamento e gli esercizi di respirazione;
  • riconoscere i pensieri negativi alla base dell’ansia sociale portando il paziente a punti di vista più equilibrati;
  • affrontare le situazioni sociali che spaventano in modo graduale e sistematico, invece di evitarle. Naturalmente la psicoterapia cognitivo comportamentale non si limita a questo.
La gradualità è molto importante, il rischio principale è di non ottenere risultati e la conseguenza potrebbe essere peggiorare i comportamenti di evitamento, anziché migliorarli.

In linea di principio è giusto affrontare ciò di cui ha paura - parlare in pubblico - con progressività.
Non entro assolutamente nel merito delle proposte del suo psicologo e men che meno mi azzardo a dire se è capace o no. Sommessamente invito tutti ad evitare opinioni in questo senso.

Grazie alla psicoterapia si possono ottenere risultati eccellenti nella fobia sociale e la invito a proseguire sulla strada intrapresa. Se poi non si trova bene con il collega, faccia le sue valutazioni, come è giusto e sacrosanto.

Un caro saluto.

P.S. : sono molto contento di aver risposto ad una persona che porta il mio nome. Non siamo tantissimi. :)


la ringrazio per la risposta cosi equilibrata e ne approfitto per esprimere ulteriori dubbi.abbiamo fatto altre sedute e il colloquio è vivo tra noi ma il dottore spesso si arrabbia e mi fa notare che cosi non va bene. tipo quando cerca di farmi riflettere su alcune cose ed io che gia conosco che intende dire gli dico che lo so però vorrei aggiungere altre valutazioni e lui mi quasi costringe ad ascoltare, ma non dovrebbe essere lui ad ascoltare me soprattutto?, quello che lui mi dice sono cose scontate che sono scritte ovunque su internet, io avrei bisogno di qualcuno che mi ascoltasse innanzitutto e poi dopo mi desse dei suggerimenti su come affrontare i miei problemi

si è creato un clima di sfiducia, non mi sento ascoltato e seguito come vorrei, a volte mi sento giudicato anche dal mio psicologo

dottdistefano

Utente Attivo

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7

Saturday, June 8th 2019, 12:43am

Caro Michelangelo
mi perdoni se le dico una cosa.
Lo psicoterapeuta è un professionista che deve aiutarla a migliorare le sue condizioni.
A stare meglio, in poche parole.
Non deve dare "suggerimenti su come affrontare" i suoi problemi. Dio ci scampi da coloro che invece di fare psicoterapia, si improvvisano maestri di vita.
Sono invece d'accordo su un punto. Ascoltare è una componente fondamentale. In una seduta io tendenzialmente parlo per non più del 10-15% del tempo complessivo, tanto per dare un'idea.
Mi capita che mi venga chiesto "cosa devo fare in questa situazione?" Io invariabilmente rispondo che non è il mio ruolo. Ruolo che invece penso sia far capire i propri desideri profondi, le pulsioni interne. Dare in sostanza gli strumenti per affrontare le situazioni; le scelte sono sempre del paziente.
So benissimo, purtroppo, che non è affatto la regola e mi sono stati raccontati comportamenti che ritengo impropri, se non proprio censurabili.
Però mi sembra che lei vorrebbe che il suo terapeuta seguisse le indicazioni sue - di Michelangelo :) - anziché le proprie.
Forse ha ragione, ma ritorno al consiglio, del tutto generale.
Se non si instaura una buona relazione terapeutica, le cose difficilmente funzionano.
Se ha fiducia nella persona che la tiene in cura, si armi di pazienza con se stesso e si "disarmi" di fronte a lui, segua le sue indicazioni.
Un caro saluto.
Dottor Michelangelo Di Stefano, medico e psicoterapeuta
Certificato EMDR, Training Autogeno e Psicoterapia
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