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mayra

Giovane Amico

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421

Friday, August 31st 2018, 7:28pm

Eravamo sopravvissuti ad un'overdose di sofferenza e potevamo sopportarne ancora, ma non saremmo scampati alla scoperta che in quell'immenso travaglio non vi fosse alcun senso.

Paolo Giordano - Il corpo umano

Angus

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422

Monday, September 10th 2018, 6:50pm

Milton H. Erickson:
" Allora mio padre mi sfidò a fare entrare il vitello nella stalla. Visto che si trattava di una resistenza ostinata e irragionevole da parte dell'animale, decisi di dargli la più ampia occasione di continuarla secondo quello che era chiaramente il suo desiderio. Di conseguenza lo posi di fronte a un doppio legame: lo presi per la coda e lo tirai fuori dalla stalla, mentre mio padre continuava a tirarlo verso l'interno. Il vitello decise subito di opporre resistenza alla più debole delle due forze e mi trascinò nella stalla. "

Opere vol. I

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Angus

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423

Thursday, September 13th 2018, 9:15pm

Italo Calvino - Lezioni Americane

"Prendete la vita con leggerezza,
che leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall'alto,
non avere macigni sul cuore."

Sienne

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424

Friday, September 21st 2018, 3:47pm

Dio! Come esprimere colle parole la bruttezza orrenda di quella donna! Come vi sono beltà di cui è impossibile il dare una idea, cosí vi sono bruttezze che sfuggono ad ogni manifestazione, e tale era la sua. Né tanto era brutta per difetti di natura, per disarmonia di fattezze, — ché anzi erano in parte regolari, — quanto per una magrezza eccessiva, direi quasi inconcepibile a chi non la vide; per la rovina che il dolore fisico e le malattie avevano prodotto sulla sua persona ancora così giovine. Un lieve sforzo d’immaginazione poteva lasciarne travedere lo scheletro, gli zigomi e le ossa delle tempie avevano una sporgenza spaventosa, l’esiguità del suo collo formava un contrasto vivissimo colla grossezza della sua testa, di cui un ricco volume di capelli neri, folti, lunghissimi, quali non vidi mai in altra donna, aumentava ancora la sproporzione. Tutta la sua vita era ne’ suoi occhi che erano nerissimi, grandi, velati — occhi d’una beltà sorprendente. Non era possibile credere che ella avesse mai potuto essere stata bella, ma era evidente che la sua bruttezza era per la massima parte effetto della malattia, e che, giovinetta, aveva potuto forse esser piaciuta. La sua persona era alta e giusta; v’era ancora qualcosa di quella pieghevolezza, di quella grazia, di quella flessibilità che hanno le donne di sentimento e di nascita distinta; i suoi modi erano cosí naturalmente dolci, così spontaneamente cortesi che parevano attinti dalla natura piú che dall’educazione: vestiva colla massima eleganza, e veduta un poco da lontano, poteva trarre ancora in inganno. Tutta la sua orribilità era nel suo viso.

Igino Ugo Tarchetti (Fosca, cap. XV)

Sienne

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425

Friday, September 21st 2018, 3:55pm

Di giorno nel negozietto,Teresa s'interessava della realtà esterna; non viveva più ripiegata su se stessa, piena di odio e di desiderio di vendetta.
I sogni l'annoiavano, aveva bisogno d'agire e di vedere.
Dal mattino alla sera guardava le persone che attraversavano la strada, quel rumore, quell'andirivieni la divertivano.
Guardandosi continuamente in giro aveva notato un giovanotto, uno studente che abitava in una cameretta ammobiliata lì vicino e che più volte al giorno passava di fronte al negozietto.
Teresa se ne innamorò per una settimana, ma era un amore da educanda.
Si mise allora a leggere romanzi, fece paragoni fra quell'uomo e Lorenzo e trovò che quest'ultimo era davvero grossolano e rozzo.
La lettura le aprì a poco a poco nuovi orizzonti che ancora non conosceva; non avendo finora amato che con la carne, scoprì che si poteva anche amare con la testa.

Emila Zola (Teresa Raquin, pag.83)

Sienne

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426

Friday, September 21st 2018, 4:01pm

In cima alla via Guenegaud, venendo dalla strada lungo la Senna, si trova il passaggio del Ponte Nuovo, una specie di corridoio stretto e oscuro che va dalla via Mazarino alla via della Senna. Quel passaggio ha, al massimo, trenta passi di lunghezza e due di larghezza; è selciato di pietre giallastre, consunte, sconnesse, che trasudano sempre un'acre umidità; la vetrata che lo ricopre, tagliata ad angolo retto, è nera di sporcizia. Nei bei giorni d'estate, quando un ardente sole incendia le vie, un chiarore biancastro cade dai vetri sporchi e si trascina miseramente nel passaggio. Nei brutti giorni d'inverno, nelle mattinate di nebbia, i vetri gettano soltanto oscurità sulle pietre viscide, oscurità sporca e ignobile.

Emile Zola - (Teresa Raquin, incipit)

Sienne

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427

Saturday, January 12th 2019, 11:29pm

Quando il sole iniziò a filtrare dagli scuri, Isotta si svegliò, avvertendo uno sconosciuto malessere diffuso per tutto il corpo. Si alzò, preoccupata per quel lieve tremore che le percorreva le gambe, rendendo il suo passo incerto. Decise di non dire niente a nessuno. Facendosi forza si vestì, con l’intento di raggiungere il Tempio Malatestiano. Impiegò più tempo del solito a percorrere le strade che dividevano la Grillanda da quella che sarebbe stata la sua ultima dimora ma, facendo forza sulla sua inesauribile determinazione, la raggiunse. Quando il pesante portone si richiuse dietro di lei lasciando il mondo fuori, le parve di essere stretta in un rassicurante abbraccio. Una sensazione che le era familiare ma che quel giorno si presentò più intensa di sempre. Non se la sentì di affrontare l’abituale percorso che dalla cappella della Madonna dell’Acqua si concludeva davanti a quella di San Sigismondo, per cui decise di sedersi su una panca di legno posta al centro della chiesa.

Sigismondo e Isotta - Una storia d'amore (Maria Cristina Maselli)

mayra

Giovane Amico

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Sunday, January 13th 2019, 7:22pm

Sapeva soltanto di esistere, di aver attraversato varie regioni per tornare dal nulla, c'era, al centro della sua coscienza, la consapevolezza di una tristezza infinita, e al tempo stesso rassicurante, poichè era la sola ad essergli familiare.


Paul Bowles - Il te nel deserto

Vento

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Sunday, May 26th 2019, 10:51pm

<< Il sentimentalismo, sa com'è, sostituisce spesso in me il vero desiderio di cambiare, e continuo a ferire tranquillamente la gente appellandomi a quel tipo peculiare di autocommiserazione e di pentimento che nella maggior parte dei casi assume la forma di un feroce egoismo.[...] A lei non succede lo stesso? Non ha mai provato il desiderio di vomitare se stessa' >>.

(In Culo Al Mondo; Lobo Antunes)
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)