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Adriano1984

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  • "Adriano1984" started this thread

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Thursday, October 18th 2018, 11:14pm

linguaggio e ossessioni: il tarlo della riflessione metalinguistica (per es. pronuncia, grammatica, lingue straniere ecc.)

"Linguaggio e ossessioni" sarebbe un titolo carino, ma non è molto corretto per descrivere l'argomento della discussione che vorrei proporre: non si tratta necessariamente di ossessioni, e comunque non solo di queste.
Io ho fin dall'infanzia un interesse spontaneo e istintivo per le cose linguistiche: le differenze di pronuncia, i dizionari, le parole straniere che imparavo principalmente dai videogiochi, ecc. (Purtroppo non ho parenti istruiti e non disponevo assolutamente degli stimoli che avrei saputo mettere a frutto). Fin dalle elementari, ho trovato lo studio della grammatica particolarmente bello, piacevole, facile: aggiungo quest'ultimo aggettivo per sottolineare cursoriamente il fatto che, per la maggior parte dei bambini e non solo dei bambini, la grammatica è invece faticosa e respingente. Anche e soprattutto nei successivi gradi dell'istruzione scolastica, ho trovato coinvolgenti le materie con una componente linguistica, che fosse latino o inglese. Se dico coinvolgenti è perché mi coinvolgevano anche profondamente a livello emotivo: poteva prendermi una gioia ardente, per esempio, quando in classe mi rendevo conto di conoscere quelle date parole che gli altri non conoscevano, o simili.
Aggiungo sinteticamente altri dettagli o circostanze che caratterizzano la mia storia linguistica personale:
- difetti personali di pronuncia (completamente assenti nei miei familiari), in minima parte ancora oggi;
- difficoltà comunicative generali, soprattutto a causa dei problemi emotivi nelle relazioni interpersonali;
- capacità oratorie mediocri fino a 20-21 anni, molto migliorate in seguito;
- interesse modesto e intermittente per la narrativa (molto maggiore per la poesia, e per le minuzie formali ovviamente).
C'è per caso qui qualcuno che condivida quest'impostazione, questa tendenza? (Tendenza che può anche portare agli studi universitari di linguistica...! Altrimenti rimane come passione più o meno sopita, immagino. Linguistica non vuol dire lingue: naturalmente non mi riferisco ai tipici studenti di lingue e letterature straniere, che in maggioranza hanno una legittima e fruttuosa vocazione di chiacchiere e di viaggi).
(Quanto sarebbe stato bello, o quanto sarebbe bello, per me e per quelli come me, accedere a corsi di lingue *per introversi*! Avete presente la situazione in cui il professore d'inglese vi chiede di parlare dei vostri amici, vi chiede di descrivere un'esperienza di vita quotidiana, vi chiede di fare delle chiacchiere... e noi non siamo bravi a fare delle chiacchiere. :( Naturalmente i metodi didattici consueti, come quasi tutte le cose del mondo, sono orientati in prevalenza alle abilità degli estroversi. Gli estroversi sono di più, e più chiassosi. Si sentono vociare solo loro).

A.

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