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Pallidal

Giovane Amico

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1

Sunday, April 8th 2018, 2:08pm

L'università mi fa sentire stupida.

Mi sono sempre considerata una persona , non dico 'intelligente ' , nel senso di un fenomeno. Ma comunque un tipo sveglio , che se l'è sempre cavata a scuola pur non ammazzandomi sui libri come invece vedevo fare alcune mie compagne.
Beh da quando ho iniziato l'università è tutto diverso , sono io quella che mi ammazzo sui libri , che penso sempre a studiare per poi non ottenere nulla o poco. E questa cosa mi fa sentire una stupida.
So che non sono solo un voto e chiacchiere , però questa situazione mi sta facendo uscire di cervello.
Passo la vita a pianificare , cosa studiare e come incastrare il tutto.
Non penso di avere un cattivo medito di studio, forse dovrei ripetere di più. Fatto sta che prima di un esame mi sento morire , non dormo la notte. O alcune notti mi sveglio pensando al perché quel esercizio non mi torna.

2

Sunday, April 8th 2018, 2:44pm

Ciao Pallidal, quale corso di studi stai seguendo? Siccome parli di "esercizio" immagino che sia uno del dipartimento di scienze MM.FF.NN o di ingegneria, sbaglio? Sei iscritta al primo anno? Ti faccio queste domande perché nei primi anni dei corsi di studi dove ci sono molta matematica, fisica, chimica e informatica è molto comune trovarsi con voti al di sotto delle aspettative e di quello che è reputato essere il proprio impegno. Purtroppo sono materie in cui arriva inaspettatamente la mazzata, perché basta fare un piccolo errore di distrazione in un certo punto di un problema che questo si propaga su tutto l'esercizio e ti fa perdere un sacco di punti. Lo dico perché l'ho vissuto in prima persona, e la stessa frustrazione che provi tu ora ha portato un carattere fragile - come il mio di allora - a scappare. Ecco, ti consiglio di non assecondare senza ragionare un eventuale impulso a scappare da ciò che studi, in preda ad un senso di insoddisfazione che ti fa mettere in discussione ciò che sei e di cui sei capace. Col tempo imparerai che non sono i voti dei singoli esami che ti qualificano come persona (dovrebbe essere abbastanza ovvio ma, ahimé, per tante persone sensibili e fortemente autocritiche non è così). Se la maggior parte di ciò che studi ti piace, ti stimola a impegnarti, continua sulla tua strada senza demordere, dacci dentro con coraggio e costanza (quest'ultima fondamentale all'università), e le tue soddisfazioni arriveranno. Non fissarti troppo sui singoli esami, non idealizzarli, ma relativizzali nel contesto del percorso di formazione e crescita che stai seguendo, vivili più stoicamente, così sarai anche più serena. Col tempo imparerai a vedere tutte le ansie e le frustrazioni che l'università all'inizio alimenta sotto una luce più matura, anzi un po' ti pentirai per aver speso tanta energia psicofisica su problemi relativamente piccoli come sono gli esami, e ti dirai che non valeva proprio la pena di starci tanto male. Sii più sicura di te e del tuo valore. Enjoy your life, cara Pallidal! ;-)

This post has been edited 1 times, last edit by "giac8" (Apr 8th 2018, 3:15pm)


Pallidal

Giovane Amico

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3

Sunday, April 8th 2018, 4:18pm

Grazie mille per il consiglio. Sono al secondo annno di un corso di agraria. Ho fatto una scuola superiore improntata sulle lingue e adesso ne sento il peso perché mi mancano le basi. Ma pensavo che ce l'avrei fatta pure senza basi.
Il primo semestre è andato abbastanza bene , poi ho sentito il peso degli esami addosso sempre di più. So che è sbagliato mettere l'università al primo posto , ci pensò troppo ma sono una persona di base molto ansiosa.

Bwndy

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4

Sunday, April 8th 2018, 6:04pm

Quoted

So che è sbagliato mettere l'università al primo posto


Perchè?

5

Sunday, April 8th 2018, 9:57pm

Grazie mille per il consiglio. Sono al secondo annno di un corso di agraria. Ho fatto una scuola superiore improntata sulle lingue e adesso ne sento il peso perché mi mancano le basi. Ma pensavo che ce l'avrei fatta pure senza basi.
Il primo semestre è andato abbastanza bene , poi ho sentito il peso degli esami addosso sempre di più. So che è sbagliato mettere l'università al primo posto , ci pensò troppo ma sono una persona di base molto ansiosa.

Io invece sono di parere diverso: una facoltà scientifica dopo aver studiato lingue alle superiori è un'apparente contraddizione, mancano talmente tante basi che rischia di diventare un'eterna rincorsa finendo solo per stressarsi oltre misura e ottenere risultati mediocri nonostante l'impegno. Dici che eri in grado di ottenere buoni voti con un minimo sforzo quindi vorrei capire cosa ti ha spinta a cambiare studi in maniera così radicale, penso ad esempio a tutte le opportunità che si apriranno in futuro per i laureati in lingue orientali; se sei così portata ritengo che dovresti considerare la possibilità di cambiare facoltà, ora che sei ancora in tempo, riuscendo magari a recuperare anche qualche esame già dato, prima di ritrovarti in una situazione ancora più scomoda. Fai leva sui tuoi punti di forza non su quelli deboli.
Primum non nocere

6

Sunday, April 8th 2018, 10:58pm

Esistono anche gli sportelli di orientamento, sostegno allo studio e/o psicologico se necessario, tutti offerti da ogni ateneo (o almeno dovrebbero).

Deckard

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7

Sunday, April 8th 2018, 11:02pm

Mi sento di condividere il pensiero di Choupette, non fosse altro che per la mia personale esperienza. Dopo delle superiori di stampo umanistico all'epoca scelsi anch'io, più per ragioni di cuore (una ragazza) che di testa, una facoltà scientifica ma dopo il primo anno accademico mi resi conto di essermi iscritto ad un corso di studi che non aveva praticamente nulla a che fare con le mie reali inclinazioni, interessi e conoscenze. A questo punto presi il coraggio a piene mani, lo dissi a miei che furono estremamente comprensivi, e cambiai facoltà scegliendone una più in linea con la mia formazione precedente e tutto si sistemò in maniera naturale.

Ovviamente non conoscendo nei dettagli la situazione di Pallidal non si può dire con certezza se anche questo è il caso, ma credo che sia una possibilità da prendere almeno in considerazione.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia

Pallidal

Giovane Amico

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8

Monday, April 9th 2018, 3:17pm

Grazie mille per il consiglio. Sono al secondo annno di un corso di agraria. Ho fatto una scuola superiore improntata sulle lingue e adesso ne sento il peso perché mi mancano le basi. Ma pensavo che ce l'avrei fatta pure senza basi.
Il primo semestre è andato abbastanza bene , poi ho sentito il peso degli esami addosso sempre di più. So che è sbagliato mettere l'università al primo posto , ci pensò troppo ma sono una persona di base molto ansiosa.

Io invece sono di parere diverso: una facoltà scientifica dopo aver studiato lingue alle superiori è un'apparente contraddizione, mancano talmente tante basi che rischia di diventare un'eterna rincorsa finendo solo per stressarsi oltre misura e ottenere risultati mediocri nonostante l'impegno. Dici che eri in grado di ottenere buoni voti con un minimo sforzo quindi vorrei capire cosa ti ha spinta a cambiare studi in maniera così radicale, penso ad esempio a tutte le opportunità che si apriranno in futuro per i laureati in lingue orientali; se sei così portata ritengo che dovresti considerare la possibilità di cambiare facoltà, ora che sei ancora in tempo, riuscendo magari a recuperare anche qualche esame già dato, prima di ritrovarti in una situazione ancora più scomoda. Fai leva sui tuoi punti di forza non su quelli deboli.

Le opportunità ci sono per chi studia lingue e vero , ma deve piacerti anche quello che andrai a fare dopo? O sbaglio?

Pallidal

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9

Monday, April 9th 2018, 3:18pm

Quoted

So che è sbagliato mettere l'università al primo posto


Perchè?



È importante , ma non deve annullarti la vita. Come un po' sta facendo a me

10

Monday, April 9th 2018, 3:31pm

alle superiori le classe sono composte da una ventina di alunni, senza grande selezione. non avere difficoltà è buono ma ancora non vuol dire che si farà lo stesso percorso all'università, dove i primi due anni sono di selezione dei migliori, dove il livello di preparazione richiesta non ha nulla da spartire con quello delle superiori. almeno, non in generale, poi ci sono facoltà abbastanza easy...

non so, se la facoltà ti piace, se riesci a vedere una tua posizione professionale, ti direi di tenere duro, di vedere come puoi migliorare la qualità dello studio e conseguentemente la resa agli esami.
namasté

11

Monday, April 9th 2018, 8:19pm

Quoted from "pallidal"

Le opportunità ci sono per chi studia lingue e vero , ma deve piacerti anche quello che andrai a fare dopo? O sbaglio?

Certo, davo per scontato che avendo scelto lingue alle superiori si trattasse di un percorso di studi che facesse al caso tuo per inclinazioni e capacità. Quindi devo presumere che questa dell'Agraria sia una "vocazione tardiva"? Trovo curiosa una simile discrepanza tra prima e dopo, comunque se è quello che ti interessa fare in futuro insisti e scopri cosa salterà fuori.

Quoted from "la huesera"

non avere difficoltà è buono ma ancora non vuol dire che si farà lo stesso percorso all'università, dove i primi due anni sono di selezione dei migliori

Ovviamente non è obbligatorio seguire lo "stesso" percorso ma scegliere una facoltà "agli antipodi" non è un buon viatico per riuscire dato che verranno a mancare almeno tutte le basi fondamentali di quelle discipline. Poi sta ad ognuno decidere in merito.
Primum non nocere

12

Tuesday, April 10th 2018, 5:53pm

Ovviamente non è obbligatorio seguire lo "stesso" percorso ma scegliere una facoltà "agli antipodi" non è un buon viatico per riuscire dato che verranno a mancare almeno tutte le basi fondamentali di quelle discipline. Poi sta ad ognuno decidere in merito.


sicuramente è un vantaggio seguire un percorso iniziato piuttosto che scegliere una facoltà completamente diversa.
ma lo è fino ad un certo punto perché l'università richiede pressoché sempre uno studio che è infinitamente più approfondito di quello che anche la migliore scuola superiore può darti...in sostanza, spesso quello che hai acquisito in cinque anni di superiori, all'università ti viene chiesto in un esame universitario.
namasté

13

Tuesday, April 10th 2018, 6:55pm

Quoted from "la huesera"

ma lo è fino ad un certo punto perché l'università richiede pressoché sempre uno studio che è infinitamente più approfondito di quello che anche la migliore scuola superiore può darti

La discriminante è proprio quel "certo punto": affrontare una facoltà scientifica senza alcuna base e "forma mentis" adeguate acquisite alle superiori (per quanto "scalcinate" potessero essere) è un azzardo notevole e quasi certamente imporrà sacrifici ed impegno di gran lunga superiori al normale solo per restare al passo, e non di sicuro per eccellere. Penso a matematica, chimica, fisica e biologia e mi chiedo quali sforzi debba intraprendere, per integrare tutte queste nozioni mancanti, una persona che ha studiato lingue e mi domando se veramente ne vale la pena, rischiando pure di terminare gli studi con una votazione finale bassa a causa delle difficoltà incontrate. Oppure si sta fuori corso in eterno, aspettando di riuscire a passare con successo ogni singolo esame?
Primum non nocere

14

Wednesday, April 11th 2018, 3:21pm

"ne vale la pena" nella misura in cui la materia che si studia interessa veramente e si riesce a vedere un futuro lavorativo, una professione a cui ambire. poi ognuno di noi ha una propria propensione alla fatica, questo è chiaro. ma non vedo perché uno studente del liceo linguistico non dovrebbe studiare medicina se ad un certo punto delle scuole superiori si accorge che la sua ambizione non è insegnare francese agli adolescenti ma curare le persone ...

mi pare di capire che l'autrice del thread non riuscisse a vedere uno sbocco interessante con la formazione linguistica, probabilmente un po' per inclinazione sua, un po' perché oggettivamente lo studio delle lingue di per sé non apre molte strade professionali se non si acquisiscono ulteriori competenze (e lo dice una che è cresciuta parlando due lingue...ma con la sola lingua sei poco attraente per il mercato del lavoro)
namasté

This post has been edited 1 times, last edit by "la huesera" (Apr 11th 2018, 3:26pm)


15

Thursday, April 12th 2018, 12:14am

Quoted from "la huesera"

ma non vedo perché uno studente del liceo linguistico non dovrebbe studiare medicina se ad un certo punto delle scuole superiori si accorge che la sua ambizione non è insegnare francese agli adolescenti ma curare le persone

Il punto non è questo, ognuno come ho detto è libero di scegliere come meglio crede. Quello che discuto è l'opportunità di affrontare un compito così gravoso con la consapevolezza che, molto probabilmente, si dovrà sgobbare il doppio per ottenere la metà rispetto a chi le basi le ha già e rischiare di uscire alla fine con risultati mediocri. Il fatto stesso che Pallidal abbia aperto questo topic lamentando scarsi risultati, stress alle stelle e senso di inadeguatezza nonostante il grande impegno penso dimostri da sè la cosa, se così non fosse stato non saremmo qui a discuterne.
Primum non nocere