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16

Thursday, April 12th 2018, 9:08am

no, francamente non capisco Choupette. e lo dico senza polemica. la fatica fa parte della vita e se talvolta è sopra la media ma "ne vale la pena" per i nostri personalissimi parametri, ha senso stringere i denti ed arrivare alla fine. se così non fosse, non ci sarebbe nessuno sportivo, nessuno imparerebbe mai qualcosa di nuovo, manco cucirsi un bottone perché la prima volta è faticoso e non si è mai tenuto in mano un ago.

cmq, è vero che ha l'autrice del thread ha aperto una discussione sulla fatica che sta all'università ma all'opzione che le hai proposto, ha fatto intendere che le piace l'idea di futuro che si sta costruendo

Quoted

Le opportunità ci sono per chi studia lingue e vero , ma deve piacerti anche quello che andrai a fare dopo? O sbaglio?


non trovo molto edificante continuare a picconare le fondamenta di chi sta mettendo impegno e sudore in un progetto.
se poi un domani si renderà conto che la facoltà è troppo faticosa per lei, cambierà ma almeno potrà dire di averci provato seriamente
namasté

17

Thursday, April 12th 2018, 10:39pm

Capisco il tuo punto di vista ma uno sportivo, ad esempio, cerca di superare se stesso nella specialità in cui ha scelto di cimentarsi dall'inizio, o comunque una molto simile. Non vedrai mai un sollevatore di pesi cambiare per i 110 ad ostacoli e se mai lo facesse penso che possiamo immaginare facilmente il risultato. Si tratta sempre, per quanto mi riguarda, di un'analisi costi/ benefici ed i primi, in un caso come questo, sembrano essere sproporzionati rispetto ai secondi; puo' anche sembrare "eroico" cercare di buttare il cuore oltre l'ostacolo ad ogni costo ma in questo ambito mi sembra un atteggiamento poco razionale.

Un tempo per accedere a determinate facoltà bisognava aver frequentato delle superiori ben precise e questo proprio per evitare di finire in questo genere di situazioni. Tu dici che Pallidal avrà eventualmente possibilità in futuro di cambiare studi, ma è già al secondo anno e quanto tempo deve perdere ancora, visto e considerato anche il suo stato d'animo attuale? Se avesse dato solo un paio di esami potrei anche pensare che si tratta di uno scoglio iniziale e superabile con l'impegno e la determinazione ma se è già in questo stato di scoramento e mancano comunque quelli veramente tosti non vedo buone premesse per il proseguio.

Comunque ripeto che ognuno è libero di decidere in autonomia e che rispetto le posizioni di chiunque, semplicemente Pallidal ha chiesto delle opinioni è questo è il mio pensiero al riguardo.
Primum non nocere

18

Friday, April 13th 2018, 8:31am

Le nostre opinioni divergono e va bene così.
Vediamo quanta energia vuole investire Pallidal
namasté

wavesequence

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19

Wednesday, April 18th 2018, 7:06pm

A suo tempo feci anch'io molta fatica durante il percorso universitario, un po' perché alcuni esami scientifici erano oggettivamente complessi e difficili, un po' perché altri richiedevano capacità di espressione grafica che un ex studente del Liceo Classico difficilmente aveva, un po' perché lo studio dell'architettura non era esattamente proprio quello che avrei voluto fare nella vita, ma tant'è.
Nonostante tutto, quando ebbi la fortuna di capire che, invece di stare per i fatti propri, l'integrazione con altri studenti e lo studiare assieme portava a risultati migliori sia come rendimento che anche nell'autostima, il mio rendimento scolastico subì un netto incremento prestazionale. Invece di avere la sensazione del "tolto il dente, via il dolore", riuscii anche ad apprezzare quello che stavo studiando o i progetti di architettura (tipicamente di stampo accademico che mai sarebbero capitati nella vita reale).
In definitiva, per abbassare il livello dell'ansia e affrontare lo studio con maggiore serenità, un buon metodo è creare un gruppo di lavoro composto da 3/4 persone al massimo, dove ognuno contribuisce e tutti traggono vantaggio l'uno con l'altro.
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche