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secretgarden

Semplicità

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1

Wednesday, March 25th 2009, 6:13pm

di insegnanti che hanno voglia di fare il loro lavoro ce ne sono pochi

ciao a tutti. da sempre ho questa sensazione: di insegnanti "bravi" ce ne sono pochi. la maggior parte fanno il loro lavoro per il loro bisogno di dominare. E non mi riferisco solo alla scuola, ma anche e soprattutto al mondo del lavoro, a tutte quelle piccole realtà in cui si instaurano dei rapporti gerarchici.

voi che ne pensate?

Serena

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2

Wednesday, March 25th 2009, 6:37pm

Quoto. la penso esattamente come te. Insegnare dovrebbe essere una passione, ma non lo è quasi mai.
Non stare davanti a me, potrei non seguirti; non stare dietro di me, potrei non esserti di guida; ma, sta al mio fianco e sii semplicemente mio amico. (Albert Camus)

araba fenice

Utente Attivo

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3

Wednesday, March 25th 2009, 6:45pm

Ciao, secretgarden...io faccio parte della categoria "insegnanti" ormai da parecchi anni...ne ho conosciuti molti; preparati o meno, desiderosi di imparare e di fare esperienza, menefreghisti, impegnati, dedicati più a far colpo sulle famiglie che sui bambini...

Penso che sia un lavoro molto difficile, se svolto con passione e voglia di capire chi hai di fronte; ti assicuro che è molto faticoso e io stessa, i primi anni, sono stata tentata più volte di gettare la spugna e di "adagiarmi" in un qualsiasi altro lavoro, che non mi impegnasse mentalmente anche quando ero a casa. Ma non ho mollato, e ce l'ho fatta...e adesso quello che faccio mi gratifica molto, mi diverte e mi ritengo fortunata nel poter fare un lavoro che mi piace . Per tornare al tuo post, di insegnanti "dominatori" non ne ho conosciuti molti, ho conosciuto più insegnanti che vivacchiavano, senza spirito nè curiosità, insegnando sempre le stesse cose nello stesso modo, a bambini sempre più annoiati, e ciò mi è sempre sembrato molto triste.

Ciao ciao :)

patrizia

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4

Wednesday, March 25th 2009, 8:16pm

Luchino, io amo il mio lavoro, non solo come lavoro , ma amo i bambini e mi piace parlare con loro , insegnargli le cose che so , aprire i miei orizzonti e imparare da loro. Vedo anche colleghi poco interessati e menefreghisti e quella è la cosa che mi rode di più...che noi presto staremo a casa e invece...
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

secretgarden

Semplicità

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5

Wednesday, March 25th 2009, 9:28pm

fidati patrizia, che alla fine "vanno avanti quelli che..." in ogni tipo di lavoro

nomorepain

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6

Wednesday, March 25th 2009, 9:39pm

ciao luca...io ti rispondo come madre, che avrebbe voluto fare l'insegnante...
come alcuni di voi sanno, ho un bimbo che ha un piccolo ritardo di sviluppo...e devo dire che sono state proprio le maestre a farmi "imboccare" la strada giusta...francamente mi sono trovata bene con le "signore maestre" di mio figlio, così come mi sono trovata bene anche all'asilo, con entrambi i bambini...ma concordo con chi pensa che questo lavoro sia davvero una passione, perchè creare un legame con i bambini, ritengo che sia molto difficile e delicato...
Meglio Essere Pazzo Per Conto Proprio, Anziche' Savio Secondo La Volonta' Altrui!

aleamo

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7

Friday, March 27th 2009, 8:42pm

Caro Secret, generalizzare non porta a delle verità secondo me. Io sono una prof da molti anni e l'ho fatto per scelta. Amo moltissimo il mio lavoro che a volte è veramente duro perchè si svolge in realtà difficili socialmente e senza strumenti a disposizione. Ho 3 scuole ed ognuna di queste è differente, un Liceo, un Istituto Tecnico ed un Istituto professionale. In ognuna di esse bisogna cimentarsi in modo diverso, nella scuola Professionale, ad esempio, ci troviamo tutti ad affrontare ragazzi difficili, non supportati dalle famiglie, ragazzi di strada che spesso spacciano e rubano. Quest'anno ho subito 4 furti in classe...loro mi accusano di non essere abbastanza autoritaria, vogliono essere comandati e strapazzati ed io dovrei veramente cambiare la mia natura per suscitare la paura che loro mi chiedono....a nessuno importa quanto sono preparata, devo fare il cane da guardia. Tutto ciò è stressante e potrei non essere considerata una brava insegnante. Nelle altre due scuole riesco a fare un lavoro più inerente a quello per cui ho studiato ma rimango molto sensibile ai problemi dei ragazzi a causa della lunga e dolorosa gavetta nei Professionali...E' triste e deprimente sentirsi giudicare perchè si appartiene ad una categoria, peraltro maltrattata sia economicamente che socialmente....sono molto stanca per questo. Sentirsi giudicare e trattare da tutti ( comprese le Istituzioni) come se fossimo dei mangiapane a tradimento può produrre sconforto e lassismo...bisogna essere forti e decisi, credere in questo lavoro che poi diventa una missione in realtà proprio perchè queste difficoltà lo rendono tale. Pensa a chi rsta precario per anni e anni. Una mia collega che ha 63 anni è ancora precaria e quest'anno ha solo 6 ore di insegnamento. Non riesce neanche a comprarsi da mangiare. Secondo te come fa una persona a dare il massimo di se stessa se vive nell'incertezza e nella preoccupazione di non arrivare a fine mese specialmente se si trova in quest situazione da decenni? Il problema del precariato è storico e indissolubile. Simo strumentalizzati dallo Stato al quale non importa se ci siamo affezionati alle nostre classi perchè ha abolito la continuità didattica solo per questioni economiche. Io stessa che sono di ruolo sono sbattuta ogni anno in posti diversi spendendo cifre non trascurabili per il carburante, impossibilitata ad usare i mezzi pubblici perchè nello stesso giorno ho 2 scuole non collegate e poco tempo per andare dall'una all'altra....sono esausta. Scusa se mi sono dilungata, spro di non averti tediato
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secretgarden

Semplicità

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8

Friday, March 27th 2009, 9:12pm

tu non mi tedi mai alessandra!

hai fatto benissimo a condividere con noi la tua realtà. Io sono stato solo un "alunno" e queste cose non le potevo capire... ;)

irisk

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9

Friday, May 15th 2009, 11:15am

Questi racconti mi stanno persuadendo a non fare l'insegnante in futuro...

Il problema sono quegli insegnanti che pensano di essere bravi e formativi e invece hanno qualche problema alle spalle che glielo fa credere... Saranno interessanti da certi punti di vista, perché spaziano nell'insegnamento, ma poi ti buttano addosso anche la loro frustrazione. Ho iniziato a pensare che un bravo insegnante dovrebbe aver avuto una buonissima infanzia e adolescenza, in modo tale da poter essere un completo punto di riferimento per i bambini e i ragazzi, altrimenti, proprio perché è un lavoro difficile e delicato, riuscire ad essere sempre tutto d'un pezzo in classe è difficile...

Il fatto che gli insegnanti siano costretti a cambiare scuola negli anni è una vergogna! Pesa veramente tanto sulla formazione cambiare in continuazione insegnanti, anche gli insegnanti, se avessero cinque anni di tempo, sarebbe più rilassati nel creare e svolgere il percorso formativo per le proprie classi.

10

Saturday, May 16th 2009, 1:27pm

Io invece ero partita con l'idea "non vorrò mai fare l'insegnante" e adesso sto cominciando a contemplarla come possibilità.
Credo che avrei la pazienza e anche la sensibilità, ma forse non ho ancora la giusta sicurezza in me stessa.
"Per fortuna" la situazione vigente mi permetterà di pensarci almeno x un altro anno, visto che l'accesso alle graduatorie è al momento bloccato.

io cmq, per rispondere al post di Luca, penso che ci sia un'altra categoria di insegnate, ancora più nociva di quella citata, che ha scelto il mestiere solo perchè, se non lo fai con scrupolo, ti dà un mucchio di tempo libero e di ferie. :pinch:

LunaX

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11

Saturday, May 16th 2009, 8:24pm

A me sarebbe piaciuto diventarlo, ma oramai ovviamente è troppo tardi.
[...]

aleamo

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12

Saturday, May 23rd 2009, 10:53pm

Questi racconti mi stanno persuadendo a non fare l'insegnante in futuro...

Il problema sono quegli insegnanti che pensano di essere bravi e formativi e invece hanno qualche problema alle spalle che glielo fa credere... Saranno interessanti da certi punti di vista, perché spaziano nell'insegnamento, ma poi ti buttano addosso anche la loro frustrazione. Ho iniziato a pensare che un bravo insegnante dovrebbe aver avuto una buonissima infanzia e adolescenza, in modo tale da poter essere un completo punto di riferimento per i bambini e i ragazzi, altrimenti, proprio perché è un lavoro difficile e delicato, riuscire ad essere sempre tutto d'un pezzo in classe è difficile...

Il fatto che gli insegnanti siano costretti a cambiare scuola negli anni è una vergogna! Pesa veramente tanto sulla formazione cambiare in continuazione insegnanti, anche gli insegnanti, se avessero cinque anni di tempo, sarebbe più rilassati nel creare e svolgere il percorso formativo per le proprie classi.
Cara Irisk,a anche se gli insegnanti avessero una infanzia ed adolescenza perfetta, con la frustrazione accumulata in anni di precariato svilupperebbero,probabilmente, una serie di insicurezze e frustrazioni che potrei descriverti. Io ho dovuto aspettare 9 anni per un concorso pubblico che mi potesse far accedere al ruolo e nel frattempo mi sono dovuta adattare a tutte le situazioni che mi venivano proposte. Per risparmiare sono stati capaci di farmi una supplenza fino al 30 aprile e riassumermi il 2 maggio, solo per togliermi dallo stipendio un giorno di lavoro. Siamo maltrattati dalle istituzioni. Adesso quando ci ammaliamo, e spesso è per motivi professionali perchè nelle scuole è più facile prendersi l'influenza, ci tolgono soldi dallo stipendio. Per fare l'insegnante ( bene) credo ci voglia tenacia e bisogna crederci veramente, amare questo lavoro e curare i propri disagi interiori. Soprattutto bisogna far sì che nessun malessere personale ricada sui ragazzi o i bambini, sì, è veramente difficile. Purtroppo il mondo dell'insegnamento è soggetto a molte porcherie che un giorno voglio avere il coraggio di raccontarvi, anche se non sono sicura che questo possa fare bene perchè potrebbe intaccare questa visione pura che avete ( che vi invidio un po')
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irisk

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13

Sunday, May 24th 2009, 11:12am

Il lavoro dell'insegnante dovrebbe essere il più tutelato, perché secondo me l'educazione scolastica è veramente il punto di partenza dell'intera società, da molti lati può anche sostituirsi con successo a mancanze familiari, come la mancanza di senso critico o la mancanza del punto di riferimento per il ragazzo. Una delle cose più assurde è il cambio dei professori secondo le graduatorie: è una delle cose più faticose per l'alunno cambiare insegnante di una materia anche tre volte in cinque anni! E' chiaro che non è colpa degli insegnanti.

In ogni caso ci sono effettivamente insegnanti che danno i voti alti per il prestigio della scuola, altri che mirano a fare carriera, altri che anche se ci mettono del buono rimangono sempre in una vision egocentrica... Mi piace quel passo di Galimberti in cui dice più o meno che ci sono professori che sembrano cercare più un identità per se stessi piuttosto che aiutare i ragazzi a trovare la propria. In alcuni abbiamo visto proprio questo, per quanto ci si sforzi di coglierne il buono per noi :rolleyes:

aleamo

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14

Wednesday, May 27th 2009, 7:23am

Lunedì mattina vado a scuola tranquilla ( una delle mie tre ma quella principale) e il Preside mi chiama intristito e mi dice che mi deve parlare, mi siedo e lui mi informa che dal prossimo anno non starò più in questa scuola perchè a causa dei tagli sono diventata sovrannumeraria. Mi dice anche che sono OBBLIGATA a produrre domanda di trasferimento entro la mattina. Dice, però, che il vicepreside proverà a farmi riavere la cattedra, persa perchè il ministero ha unito insieme 2 quarte e 2 quinte. Allora io non mi allarmo ancora ma sono costretta a compilare un plico di moduli ministeriali tanto che a scuola sono costretti a mettermi un supplente. Dovevo far svolgere un compito in una quarta e ho affidato questa mansione ai miei supplenti. Naturalmete sono andata a leggerglielo e non me ne sono andata fino a quando non sono stata sicura che i miei studenti avessero compreso il testo. Ho spiegato ai miei alunni cosa stava succedendo perchè io voglio che loro conoscano la realtà delle cose e mi hanno commosso per la loro solidarietà. Io insegno da 17 anni e da 3 sono di ruolo, ho fatto 14 anni di precariato nei posti più disparati ed insegnando di tutto: sono una tuttologa, non avete idea di quante materie in Ministero mi fa insegnare, anche materie che non ho mai fatto all'Università e che io, con pazienza, mi devo studiare di volta in volta. Quest'anno, ad esempio mi hanno dato da insegnare Informatica con progammazione ..........non è che fossi un pozzo di scienza in questa materia ma me la sono cavata. Ieri mi hanno dato conferma che ho perso il posto e mi trasferiranno chissà dove. Non ho la possibilità di affezionarmi e di ambientarmi in nessuna scuola perchè anche essendo di ruolo sono sbattuta a destra e a sinistra......forse neanche mi troveranno una collocazione perchè la legge sui tagli scolastici ha fatto perdere posto anche a colleghi che hanno più di 20 anni di insegnamento. Io amo il mio lavoro e i miei studenti ma lavorando così ci si sente demotivati. Economicamente poi........se per caso il Ministero mi mandasse a Civitavecchia (98 Km da casa mia) prenderei circa 1350 euro mensili ed avrei una spesa media di 300-350 euro mensili solo di benzina. Ho 45 anni, un mutuo , le bollette, una salute anch'essa un po' precaria e vivo da sola (?)........Certo, ce la faccio a sopravvivere ma, secondo voi, come faccio a non essere frustrata? Ci vuole una dose enorme di forza di volontà per sentirsi soddisfatti in una situazione come questa.
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irisk

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15

Wednesday, May 27th 2009, 8:32am

Ok, non farò l'insegnante da grande...

Sulla storia dei tagli abbiamo sentito tanti professori universitari e dottorandi, ahimé (mentre gli studenti quando parlano sembrano molto ingenui rispetto a loro, sembra ancora che debbano fare le manifestazioni del periodo della scuola superiore).

Non hai pensato di fare concorso e insegnare all'estero per un anno o più? Non so se dia punti in graduatoria, ma mi pare che almeno pesi positivamente sulla pensione!