Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

16

Friday, February 11th 2011, 12:34am

Visto che non sapevo dargli una risposta convincente mi disse: "Bhe, allora vai per esclusione..." Ed io gli risposi: "Papà, ho escluso tutto..."

:assi:

nel corso precedente gli esami li ho dati, ma non mi piaceva l'ambiente e non mi soddisfavano i risultati...per quanto studiassi non riuscivo ad avere l'esito che mi aspettassi...penso di aver cambiato un po' per riscattare le delusioni del primo anno, in cerca di un contesto più stimolante, ma evidentemente ho fatto un errore di valutazione...


tradotto: hai cercato di sfuggire a un possibile fallimento, giusto?
probabilmente i risultati di cui parli erano sì relativi alle tue aspettative ma forse queste sono più il riflesso delle aspettative altrui... (ed è interessante in questo senso una frase che hai scritto, che ho citato più avanti)
sono TERRORIZZATO all'idea di cambiare,


certo, hai il terrore di un doppio fallimento: quello di non aver soddisfatto ne' le aspettative esterne ne' le tue reali passioni

ho davvero paura a chiedermi chi sono e cosa voglio, come se una parte di me volesse scappare dalla decisione finale, e il modo migliore per scappare senza venir meno al dovere è stato continuare a studiare ma senza la piena convinzione di farlo


forse perchè sei in conflitto tra ciò che "gli altri" vorrebbero che tu fossi e ciò che tu vorresti essere, o meglio tra ciò che sei-vuoi essere e ciò che "dovresti essere"? probabilmente non hai avuto modo di affacciarti alla conoscenza con reale passione, quella che nasce da dentro, quella che è indipendente dalle aspettative altrui, quella che riflette l'autenticità di ciò che siamo.... magri nella tua vita non ti è stata concessa la libertà di essere veramente te stesso, pena la mancata accettazione-riconscimento... (?)

i miei genitori, i professori e gli amici più stretti mi hanno sempre visto come un ragazzo con delle qualità straordinarie, intelligente e dotato, ma dentro di me sono sempre stato debole e mi sono sempre sminuito...io dentro so qual è la verità: ho avuto un'adolescenza troppo tranquilla perchè ho sempre avuto un bisogno irresistibile di [b]tenere sotto controllo la mia vita,[/b] non mi sono mai avventurato seriamente in altri interessi (a parte lo sport) al di là della scuola, per me questa veniva prima di tutto, dovevo eccellere a tutti i costi, perchè così pretendevo da me stesso...così anche gli ultimi due anni del liceo, quando si trattò di cominciare a pensare alla vita adulta, all'università, quindi a guardare in se stessi e riflettere sui propri desideri, ho sempre finito per rimandare la questione con la scusa che intanto dovevo concentrarmi sugli studi che stavo conducendo, ma mi rendo conto che inconsciamente avevo una paura matta di farlo...e tuttora l'ho..



complimenti per l'autoanalisi! viste le premesse ti consiglierei di passare a psicologia :assi: scherzo, è per dirti che forse hai centrato e individuato il fulcro del problema...

forse i "devo" a volte è meglio accantonarli e guardare anche i "vorrei" (e i "potrei" ).... le tue scelte sono solamente tue e il miglior modo per fare la scelta giusta è sentirsela, sapere di avere motivazione reale, INTERIORE (non esteriore, cioè basata su un rinforzo esterno), qualcosa che è solo tuo e che devi sentirti di fare, perciò se vuoi capire qual'è la scelta giusta accantona le aspettative altrui, lascia perdere i risultati in termini di voti prchè quelli non misurano ciò che sei! e nemmeno se hai fatto la scelta giusta o sbagliata, ti dicono, indicativamente, solo se hai studiato per quell'esame!! (che è un fattore situazionale, del momento). ciò che conta è la motivazione a studiare per"quell'esame" perchè interessante, non perchè è un obbligo...
io fossi in te mi fermeri a riflettere su ciò che veramente mi appassiona, e valuterei quanto è forte la spinta a seguirlo..immaginati tra 4 o 5 anni, osserva come ti vedi e come vorresti, invece, vederti.. ma come lo vorresti TU, non gli altri...
22 anni sono pochi, puoi sempre, se necessario, ricominciare....

Cmq secondo me non sempre le facoltà scientifiche premiano, università tipo chimica, fisica, farmacia, biologia, biotecnologie le vedo scelte rischiose,almeno se si vuole restare a lavorare in italia. invece ho visto laureati in lettere o beni culturali trovare abbastanza facilmente lavoro, che magari però non c'entrava niente col percorso di studi fatto.


sì sono d'accordo, non c'entra il tipo di facoltà, altrimenti gradualmente si sarebbero estinte!

perplesso

Nuovo Utente

Posts: 6

Activitypoints: 18

Date of registration: Apr 10th 2011

  • Send private message

17

Sunday, April 10th 2011, 6:35pm

Quoted


miei genitori, i professori e gli amici più stretti mi hanno sempre visto come un ragazzo con delle qualità straordinarie, intelligente e dotato, ma dentro di me sono sempre stato debole e mi sono sempre sminuito...io dentro so qual è la verità: ho avuto un'adolescenza troppo tranquilla perchè ho sempre avuto un bisogno irresistibile di tenere sotto controllo la mia vita, non mi sono mai avventurato seriamente in altri interessi (a parte lo sport) al di là della scuola, per me questa veniva prima di tutto, dovevo eccellere a tutti i costi, perchè così pretendevo da me stesso...così anche gli ultimi due anni del liceo, quando si trattò di cominciare a pensare alla vita adulta, all'università, quindi a guardare in se stessi e riflettere sui propri desideri, ho sempre finito per rimandare la questione con la scusa che intanto dovevo concentrarmi sugli studi che stavo conducendo, ma mi rendo conto che inconsciamente avevo una paura matta di farlo...e tuttora l'ho..


Anche io ho il tuo stesso problema, a scuola andavo bene un po in tutto ma soprattutto andavo fortissimo in matematica, perciò tutti i miei prof di mate mi coccolavano. All'università ho scelto proprio la laurea in matematica con grandi aspettative e invece il primo anno non ho dato neanche un esame e poi sono andato in crisi e frequentavo i corsi pochissimo e tra l'altro non capivo niente. Ho un sacco di sensi di colpa verso i miei che mi pagano le tasse universitarie e perchè ho deluso le aspettative che avevano su di me (e che anche io avevo) Una volta ho incontrato un mio prof di matematica delle superiori e lui mi fa "Allora come va all'università, scommetto che hai la media del 30 eh!", mi sono vergognato come un ladro a dirgli che il primo anno non avevo dato neanche un esame. Poi a maggio del 2010 un giorno mi sono guardato allo specchio e mi sono detto "Fai schifo devi darti una mossa!" :assi: e così in estate mi sono preparato da autodidatta due esami che ho dato a novembre con buoni risultati (27 e 28 ) e un altro l'ho dato a marzo di quest'anno (un altro 28 ). Adesso però è ricominciata a venirmi l'ansia ed è un bel pò che non vado a lezione, ho paura di cadere di nuovo nel circolo vizioso della nullafacenza. Nel senso che studiare almeno è un modo per non pensare alle altre cose della mia vita che non mi piacciono e che mi deprimono. :assi:

18

Saturday, April 16th 2011, 12:04am

Quoted


miei genitori, i professori e gli amici più stretti mi hanno sempre visto come un ragazzo con delle qualità straordinarie, intelligente e dotato, ma dentro di me sono sempre stato debole e mi sono sempre sminuito...io dentro so qual è la verità: ho avuto un'adolescenza troppo tranquilla perchè ho sempre avuto un bisogno irresistibile di tenere sotto controllo la mia vita, non mi sono mai avventurato seriamente in altri interessi (a parte lo sport) al di là della scuola, per me questa veniva prima di tutto, dovevo eccellere a tutti i costi, perchè così pretendevo da me stesso...così anche gli ultimi due anni del liceo, quando si trattò di cominciare a pensare alla vita adulta, all'università, quindi a guardare in se stessi e riflettere sui propri desideri, ho sempre finito per rimandare la questione con la scusa che intanto dovevo concentrarmi sugli studi che stavo conducendo, ma mi rendo conto che inconsciamente avevo una paura matta di farlo...e tuttora l'ho..


Anche io ho il tuo stesso problema, a scuola andavo bene un po in tutto ma soprattutto andavo fortissimo in matematica, perciò tutti i miei prof di mate mi coccolavano. All'università ho scelto proprio la laurea in matematica con grandi aspettative e invece il primo anno non ho dato neanche un esame e poi sono andato in crisi e frequentavo i corsi pochissimo e tra l'altro non capivo niente. Ho un sacco di sensi di colpa verso i miei che mi pagano le tasse universitarie e perchè ho deluso le aspettative che avevano su di me (e che anche io avevo) Una volta ho incontrato un mio prof di matematica delle superiori e lui mi fa "Allora come va all'università, scommetto che hai la media del 30 eh!", mi sono vergognato come un ladro a dirgli che il primo anno non avevo dato neanche un esame. Poi a maggio del 2010 un giorno mi sono guardato allo specchio e mi sono detto "Fai schifo devi darti una mossa!" :assi: e così in estate mi sono preparato da autodidatta due esami che ho dato a novembre con buoni risultati (27 e 28 ) e un altro l'ho dato a marzo di quest'anno (un altro 28 ). Adesso però è ricominciata a venirmi l'ansia ed è un bel pò che non vado a lezione, ho paura di cadere di nuovo nel circolo vizioso della nullafacenza. Nel senso che studiare almeno è un modo per non pensare alle altre cose della mia vita che non mi piacciono e che mi deprimono. :assi:

posso sapere, se non sono indiscreto, perchè il primo anno non sei riuscito a dare neanche un esame?

perplesso

Nuovo Utente

Posts: 6

Activitypoints: 18

Date of registration: Apr 10th 2011

  • Send private message

19

Saturday, April 16th 2011, 12:45pm

Esattamente non lo so nemmeno io... forse perche dopo la maturità uno deve scegliere il proprio percorso, deve cominciare a diventare quello che poi sarà (e farà) probabilmente per il resto della vita e se poi quello che diventi non ti piace non puoi mica tornare indietro, e allora mi sono venuti mille dubbi e ho cominciato a chiedermi se la matematica (nel mio caso) era veramente quello che volevo fare... e se poi divento un altro professore depresso e insoddisfatto come ce ne sono troppi nelle scuole italiane? Oppure qualcuno di ancora peggiore? E allora mi sono come paralizzato. Ho pensato che se non agivo, se restavo immobile lasciando scorrere il tempo come se la cosa non mi riguardasse non sarei stato costretto a scegliere, a inquadrare la mia vita, insomma... a crescere ecco... avevo (ed ho) paura di crescere... Poi forse ho anche altre questioni irrisolte che girano e rigirano nel mio incoscio, ma quelle non so come indagarle (ammesso che sia possibile :hmm: ) ...

20

Sunday, April 17th 2011, 7:15pm

Ciao perplesso,
qualcosa ti ha mandato in crisi, ok. Non fa nulla. Non sempre può andare tutto liscio.
Tu frequenti uno dei corsi di laurea più difficili in assoluto. Ti ammiro.
Sei riuscito a superare quel tuo blocco in modo superbo. I tuoi voti lo dimostrano.
Hai avuto forza di volontà ma devi continuare a tener duro.
Se ti lasci prendere di nuovo dall'ansia sarà difficilissimo poi ripartire di nuovo. Coraggio!
Mi raccomando :thumbup:
Il est, paraît-il, des terres brûlées donnant plus de blé qu'un meilleur Avril

federica94

Nuovo Utente

Posts: 3

Activitypoints: 16

Date of registration: Jul 27th 2015

  • Send private message

21

Monday, July 27th 2015, 8:10pm

,
Esattamente non lo so nemmeno io... forse perche dopo la maturità uno deve scegliere il proprio percorso, deve cominciare a diventare quello che poi sarà (e farà) probabilmente per il resto della vita e se poi quello che diventi non ti piace non puoi mica tornare indietro, e allora mi sono venuti mille dubbi e ho cominciato a chiedermi se la matematica (nel mio caso) era veramente quello che volevo fare... e se poi divento un altro professore depresso e insoddisfatto come ce ne sono troppi nelle scuole italiane? Oppure qualcuno di ancora peggiore? E allora mi sono come paralizzato. Ho pensato che se non agivo, se restavo immobile lasciando scorrere il tempo come se la cosa non mi riguardasse non sarei stato costretto a scegliere, a inquadrare la mia vita, insomma... a crescere ecco... avevo (ed ho) paura di crescere... Poi forse ho anche altre questioni irrisolte che girano e rigirano nel mio incoscio, ma quelle non so come indagarle (ammesso che sia possibile :hmm: ) ...


La carriera accademica non è l'unica via che puoi intraprendere, i matematici sono ad oggi molto richiesti dalle aziende. leggo spesso annunci di offerte di lavoro per economisti, ingegneri gestionali e matematici. per non parlare poi dei guadagni che potresti alzare con le ripetizioni private

Similar threads