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Monday, November 2nd 2020, 11:10pm

Ansia esami e voto di laurea

Salve, scrivo perché sto vivendo un periodo molto buio dopo che, durante l'ultimo anno, si è sviluppata per me una vera e propria ossessione per gli esami universitari e per il voto di laurea.
Per quasi ogni esame che ho dato negli ultimi tempi mi sono sentita malissimo sia mentalmente che fisicamente, tanto che per uno sono dovuta andare anche in ospedale perché per l'ansia rimettevo e non riuscivo a mangiare, avevo attacchi di panico e così via. Credo che tutto nasca da un'insoddisfazione di fondo, ho 26 anni e sto ancora finendo la magistrale e questo per molto tempo mi ha fatto sentire una fallita per essere rimasta indietro con gli esami. Inoltre ho capito a poco a poco che il mondo dell'università proprio non mi piace. Nonostante questo mi assillo tutto il giorno con l'ansia di non farcela, di prendere un voto basso (ho preso tutti 30 e lode agli ultimi 8 esami che ho dato, nonostante il sentirmi male). Ora a tutto questo si è aggiunto anche il peso della tesi di laurea, la paura di impegnarmi con la media alta e di ricevere un voto basso alla laurea. Vorrei avere qualcuno con cui parlare ma chi mi sta intorno, giustamente, non riesce a capire e mi viene detto che esistono problemi molto più seri, cosa che so. di cui sono consapevole ma non riesco proprio a non avere tutta quest'ansia che a volte mi fa venire dei veri e propri attacchi di panico. Mi sento anche in colpa perché a volte penso appunto a quei problemi peggiori del mio e allora per qualche minuti mi "rilasso" mentalmente riflettendo sul fatto che un voto basso o una valutazione della tesi sotto il 110 non è la fine del mondo, che tra qualche anno nemmeno ci penserò più, ma poi torna tutto come prima.
Non so veramente come fare, secondo voi è vero che è importante uscire con 110 o 110 e lode dal punto di vista lavorativo?

Taniquetil

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2

Saturday, November 14th 2020, 2:36pm

Secondo me uscire con un voto che va dal 105 al 110 è un buon risultato. Ovvio che poi dipende dall'ateneo: certi atenei sono severi ed è difficile uscire con voti molto alti, altri invece son assai più larghe di maniche.
Cmq, è una facoltà tosta la tua, come Ingegneria o Lingue con cinese ad esempio, o una facoltà più facile? Credo che anche questo influsisca molto. Per esempio il mio corso triennale non era certo uno dei più facili, anzi, e infatti non so di nessuno che era giusto o quasi coi tempi abbia preso più di 104. Ricordo che c'era gente che aveva preso 99 o meno e non volevano proseguire, ma andare a lavorare.
Quello che conta per me dal punto di vista lavorativo è, oltre ad un voto decente, saper fare qualcosa di concreto e "spendibile". Per me ha poco senso con un voto molto alto se poi non si sa far nulla di concreto ell'ambito che si ha studiato. Non so se capiti nella tua facoltà ma in certe ciò succede frequentemente. Penso a coloro che studiano ad esempio le lingue asiatiche, l'arabo o il russo: in molti casi gli studenti di queste facoltà non imparano poco di concreto, pur ammazzandosi di studio (lo so per esperienza).
Ti capisco cmq, anche io faccio la magistrale e son sempre eccessivamente in ansia per i voti.
Gæth a wyrd swa hio scel...

gloriasinegloria

Pilastro del Forum

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3

Sunday, November 15th 2020, 10:19am

secondo voi è vero che è importante uscire con 110 o 110 e lode dal punto di vista lavorativo?


Non voglio incrementare ansie, ma è un dato di fatto che nel lavoro dipendente (pubblico o privato) il voto di laurea conti.
Proprio qualche giorno fa ascoltavo un'intervista a Giovanni Minoli che parlava del vivaio di giornalisti da lui selezionato fin dai tempi del glorioso "Mixer" ...e apertamente diceva di aver attinto anche alle facoltà universitarie, escludendo a priori chi avesse votazione inferiore a 110.
Naturalmente non conta nulla nel lavoro autonomo, in cui contano le effettive competenze e capacità relazionali.

Poi (mio OT rapidissimo) constato, senza sapermelo spiegare, che il lavoro autonomo non viene neanche considerato come possibilità dalla stragrande maggioranza dei giovani laureati. E posso solo dire che questo mi sconvolge sinceramente. Fine OT. :rolleyes:
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

giandeg

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Sunday, November 22nd 2020, 2:32pm

Concordo con Gloria contano le competenze e trascuratissimo il

5

Tuesday, December 15th 2020, 3:42pm

Da studente e lavoratore,o meglio, imprenditore, sono in disaccordo.
Questo mito del voto di laurea é solo il frutto di una mentalità accademica fascista, basata su nulla nel momento che molti corsi di studio se non tutti, consistono in un modello arcaico di dire quello che impari a canzonetta, non stimola l'inventiva, la creatività e l'interesse. Ciò lo credo ancora di più dopo aver fatto un anno all'estero dove ho fatto esami in cui la valutazione era pressoché su nostri progetti e lavori in gruppo, non di andare davanti a una cattedra con qualche presuntuoso che ti fa l'interrogatorio.

Ma ok, sono opinioni;
In ogni caso non tutte le aziende guardano al curriculum e ancora meno ai voti, si tende di più a vedere se la persona è adatta a fare la mansione offerta in base alle esperienze passate e se la persona è disposta, e ha il "profilo" giusto.
Focalizzarsi sui numeri non serve

Si capisce bene che nonostante i risultati grandiosi, vivi molto male la cosa, ciò potrebbe portare appunto altri problemi più gravi in altre cose future.
Per il tuo problema di ansia direi che magari può anche essere dovuto a qualche altra cosa che ti ha poi spinto as essere così ossessionata. Ti consiglio di indagare andando da una persona che può aiutarti a gestire questi meccanismi disfunzionali.
E in bocca al lupo
Il saggio è autosufficiente; e tuttavia, egli vuole avere un amico, un vicino di casa, un compagno di vita.
Seneca

amoreperduto

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6

Wednesday, December 16th 2020, 3:57am

Ci sono diversi aspetti da considerare, tutti importanti.
1) Il voto e' una questione personale, di misura del proprio successo, del confronto con se stessi, una sorta di ricompensa per gli sforzi non indifferenti fatti. Questo prescinde da lavoro o altre cose. Ed in effetti, NON HA SENSO LOGICO fare una facolta' perche' poi "da' lavoro". Fare una facolta' comporta molti anni di studi anche durissimi che fanno incanalare la vita in una certa direzione. Se uno studia un campo in quanto "fa figo" " fa trovare lavoro" "piace a papa'mamma'", fa un errore di vita colossale in quanto poi si trovera' in una carriera in un campo che ODIA con problemi psicologici connessi di ansia e compagnia. Se io avessi un figlio gli direi semplicemente di scegliere cosa gli piace, infischiarsene del lavoro nella scelta (a meno che non e' una scelta fra due cose che piacciono uguale ma una da' possibilita' e l'altra no). Si vive una volta sola e poi, se uno e' bravo o bravissimo (e tutti con l'impegno lo possono diventare) il lavoro saltera' fuori, a Roma o a Milano, in Italia o in Europa o Australia!

2) Il voto e' una misura di quanto una persona sia AFFIDABILE: chi seleziona un candidato/a non si interessa molto di quel che ha imparato in universita'. Quel che si impara in universita' e' avere un senso critico, le conoscenza cambiano nel tempo...Il selezionatore che prende un 110 e lode SA CHE QUELLA PERSONA SI IMPEGNA AL MASSIMO ANCHE QUANDO CI SONO PROBLEMI OGGETTIVI del professore farabutto, della materia che non piace o del fidanzato che ha fatto le corna. Dunque il voto, non viene considerato come una misura dell'intelligenza (come molti studenti ingeuamente credono) ma e' una misura della affidabilita' della persona

3) Puo' sembrare un paradosso, ma solo a chi ha poca esperienza di vita. Molte aziende scartano a priori quelli troppo bravi e qualificati in quanto "creerebbero problemi" ad un manager poco competente, costerebbero troppo, l'azienda non vuole investire troppo negli stipendi etc. Spesso i voti "medi"sono preferiti: una persona PIU' CONTROLLABILE e meno consapevole delle proprie abilita; e che puo' essere PLASMATA con piu' facilita'.

Io consiglio FORTISSSSSSSSSSIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIMMMMMMMMMMMMMMMMMMAAAAAAAMMMMMMMMMMEEEEENNNNNTTTEEEEE di andare all'estero, dove lavoro duro e competenze vengono molto piu' premiatie dove non bisogna pagare il debito enrome in Italia con stipendi da fame e pensione che uno si scorda, ma non voglio ora andare toppo fuori tema

Giulisui

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7

Thursday, December 31st 2020, 1:00am

Sei fortissima complimenti. 26 anni sono pochissimi, c'è chi inizia l'università dopo i 30!
Tutti questi 30 E lode ...
Io da esterna ti dico che andrà tutto bene e che ti laurererai con il massimo dei voti vista la media, ti laurererai con il massimo anche se tu dovessi prendere qualche voto più basso.
Per l'ansia mi dispiace, mi dispiace che avverti come una minaccia un voto che non sia altissimo, ma vista la tua bravura perchè avverti ancora questa minaccia?
Conoscevo bene una persona che faceva come te stava malissimo vomitaava per via dall'ansia ma perchè effettivamente la minaccia era reale visto che nonostante l'impegno poi non rendeva come doveva.
Secondo me non devi fare nulla di diverso anche perchè o capisci che nel tuo caso la minaccia di voto basso è molto lontana oppure continuerai a star male. In fondo che male c'è se stai male alla fine prendi 30 E lode quindi bene così!
:)

gloriasinegloria

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Thursday, December 31st 2020, 8:01pm

2) Il voto e' una misura di quanto una persona sia AFFIDABILE: chi seleziona un candidato/a non si interessa molto di quel che ha imparato in universita'. Quel che si impara in universita' e' avere un senso critico, le conoscenza cambiano nel tempo...Il selezionatore che prende un 110 e lode SA CHE QUELLA PERSONA SI IMPEGNA AL MASSIMO ANCHE QUANDO CI SONO PROBLEMI OGGETTIVI del professore farabutto, della materia che non piace o del fidanzato che ha fatto le corna. Dunque il voto, non viene considerato come una misura dell'intelligenza (come molti studenti ingeuamente credono) ma e' una misura della affidabilita' della persona

3) Puo' sembrare un paradosso, ma solo a chi ha poca esperienza di vita. Molte aziende scartano a priori quelli troppo bravi e qualificati in quanto "creerebbero problemi" ad un manager poco competente, costerebbero troppo, l'azienda non vuole investire troppo negli stipendi etc. Spesso i voti "medi"sono preferiti: una persona PIU' CONTROLLABILE e meno consapevole delle proprie abilita; e che puo' essere PLASMATA con piu' facilita'.


Solo per il piacere di ragionare : non ti sembra che il tuo punto 2 sia in contrasto con il tuo punto 3 ?

Proprio perchè concordo sul punto 2, io non riesco a concordare sul punto 3.
Resettando : pacifico che il voto di laurea (e anche i tempi di conseguimento della stessa) esprimano essenzialmente la capacità di abnegazione rispetto ad un progetto/compito, e che non siano necessariamente un test di intelligenza.
Proprio per questo, però, più il voto è alto e più suona come conferma di quella "abnegazione al dovere" che qualunque datore di lavoro vorrebbe garantirsi.
Inoltre....non è che uno laureato con 66 lo paghi meno di uno laureato con 110 e lode...
Anzi! Uno laureato con 66 (e per quanto raro ne conosco uno! :D ) ...nella sommaria disamina dei curricula...rischia di essere bollato o in quanto sospettato di essere un po' "durino" di comprendonio, oppure in quanto sospettato di essere eccessivamente "spirito libero" e tutt'altro che adattabile alle circostanze (quello che conosco è il mix esatto fra le due cose, in effetti).

Mi viene in mente, in parallelo, la famosa risposta di Enzo Ferrari alla domanda "perchè le sue segretarie sono tutte bellissime?"
Risposta da genio manageriale : "perchè quelle belle prendono lo stesso stipendio di quelle brutte, e in più sono belle!" . :)
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amoreperduto

Piu' duro della vita

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9

Saturday, January 9th 2021, 9:34pm

Non c'e' alcuna contraddizione. Il mondo e' vario (e per fortuna). Questo determina che anche se uno sulla carta e nella pratica non e' molto bravo, puo' essere di interesse in certi "ambientini" lavorativi. Ho visto questo e altro

ipposam

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10

Monday, January 11th 2021, 10:58am

La risposta è "dipende".
Intanto dipende dal lavoro a cui aspiri; nel privato non conta quasi nulla il voto, anche se le più grandi aziende vogliono minimo 101/110.
Molte altre no.
Nel pubblico si richiede generalmente un voto minimo di 105/110 per partecipare ai concorsi.
Una volta entrata non interesserà a nessuno del tuo voto di laurea, né nelle aziende pubbliche né in quelle private, e facilmente vedrai persone fare più carriera di te anche se all'università eri molto più brava e prendevi voti più alti.
Personalmente, concludendo, ti suggerisco di fare in fretta a finire gli studi e non concentrarti sul voto: il mondo del lavoro è un mondo totalmente staccato da quello universitario.

11

Monday, January 11th 2021, 1:08pm

Uno degli psichiatria più bravi che conosco si è laureato con 99/110, fa un po' te...
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Tuesday, January 12th 2021, 1:50pm

Invece di preoccuparti tanto per il voto di laurea, vedi di laurearti il prima possibile. Ci sono molti settori dove conta di più la capacità di fare, quella relazionale e quella di lavorare in gruppo che del voto di laurea. Al datore di lavoro interessano persone motivate, non un foglio di carta che racconta curricula scolastici mirabolanti che, poi, all'atto pratico non dimostrano nulla. Anzi, è proprio da un curriculum esplosivo che si pretendono prestazioni straordinarie.
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


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