Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


  • "beabea94@outlook.it" is female
  • "beabea94@outlook.it" started this thread

Posts: 1

Activitypoints: 10

Date of registration: Nov 2nd 2020

Location: Velletri

Occupation: studentessa

  • Send private message

1

Monday, November 2nd 2020, 11:10pm

Ansia esami e voto di laurea

Salve, scrivo perché sto vivendo un periodo molto buio dopo che, durante l'ultimo anno, si è sviluppata per me una vera e propria ossessione per gli esami universitari e per il voto di laurea.
Per quasi ogni esame che ho dato negli ultimi tempi mi sono sentita malissimo sia mentalmente che fisicamente, tanto che per uno sono dovuta andare anche in ospedale perché per l'ansia rimettevo e non riuscivo a mangiare, avevo attacchi di panico e così via. Credo che tutto nasca da un'insoddisfazione di fondo, ho 26 anni e sto ancora finendo la magistrale e questo per molto tempo mi ha fatto sentire una fallita per essere rimasta indietro con gli esami. Inoltre ho capito a poco a poco che il mondo dell'università proprio non mi piace. Nonostante questo mi assillo tutto il giorno con l'ansia di non farcela, di prendere un voto basso (ho preso tutti 30 e lode agli ultimi 8 esami che ho dato, nonostante il sentirmi male). Ora a tutto questo si è aggiunto anche il peso della tesi di laurea, la paura di impegnarmi con la media alta e di ricevere un voto basso alla laurea. Vorrei avere qualcuno con cui parlare ma chi mi sta intorno, giustamente, non riesce a capire e mi viene detto che esistono problemi molto più seri, cosa che so. di cui sono consapevole ma non riesco proprio a non avere tutta quest'ansia che a volte mi fa venire dei veri e propri attacchi di panico. Mi sento anche in colpa perché a volte penso appunto a quei problemi peggiori del mio e allora per qualche minuti mi "rilasso" mentalmente riflettendo sul fatto che un voto basso o una valutazione della tesi sotto il 110 non è la fine del mondo, che tra qualche anno nemmeno ci penserò più, ma poi torna tutto come prima.
Non so veramente come fare, secondo voi è vero che è importante uscire con 110 o 110 e lode dal punto di vista lavorativo?

Taniquetil

Nuovo Utente

Posts: 8

Activitypoints: 31

Date of registration: Jun 28th 2017

  • Send private message

2

Saturday, November 14th 2020, 2:36pm

Secondo me uscire con un voto che va dal 105 al 110 è un buon risultato. Ovvio che poi dipende dall'ateneo: certi atenei sono severi ed è difficile uscire con voti molto alti, altri invece son assai più larghe di maniche.
Cmq, è una facoltà tosta la tua, come Ingegneria o Lingue con cinese ad esempio, o una facoltà più facile? Credo che anche questo influsisca molto. Per esempio il mio corso triennale non era certo uno dei più facili, anzi, e infatti non so di nessuno che era giusto o quasi coi tempi abbia preso più di 104. Ricordo che c'era gente che aveva preso 99 o meno e non volevano proseguire, ma andare a lavorare.
Quello che conta per me dal punto di vista lavorativo è, oltre ad un voto decente, saper fare qualcosa di concreto e "spendibile". Per me ha poco senso con un voto molto alto se poi non si sa far nulla di concreto ell'ambito che si ha studiato. Non so se capiti nella tua facoltà ma in certe ciò succede frequentemente. Penso a coloro che studiano ad esempio le lingue asiatiche, l'arabo o il russo: in molti casi gli studenti di queste facoltà non imparano poco di concreto, pur ammazzandosi di studio (lo so per esperienza).
Ti capisco cmq, anche io faccio la magistrale e son sempre eccessivamente in ansia per i voti.
Gæth a wyrd swa hio scel...

gloriasinegloria

Pilastro del Forum

Posts: 3,097

Activitypoints: 9,550

Date of registration: Aug 11th 2017

  • Send private message

3

Sunday, November 15th 2020, 10:19am

secondo voi è vero che è importante uscire con 110 o 110 e lode dal punto di vista lavorativo?


Non voglio incrementare ansie, ma è un dato di fatto che nel lavoro dipendente (pubblico o privato) il voto di laurea conti.
Proprio qualche giorno fa ascoltavo un'intervista a Giovanni Minoli che parlava del vivaio di giornalisti da lui selezionato fin dai tempi del glorioso "Mixer" ...e apertamente diceva di aver attinto anche alle facoltà universitarie, escludendo a priori chi avesse votazione inferiore a 110.
Naturalmente non conta nulla nel lavoro autonomo, in cui contano le effettive competenze e capacità relazionali.

Poi (mio OT rapidissimo) constato, senza sapermelo spiegare, che il lavoro autonomo non viene neanche considerato come possibilità dalla stragrande maggioranza dei giovani laureati. E posso solo dire che questo mi sconvolge sinceramente. Fine OT. :rolleyes:
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

giandeg

Utente Avanzato

Posts: 784

Activitypoints: 2,731

Date of registration: Jul 26th 2014

  • Send private message

4

Sunday, November 22nd 2020, 2:32pm

Concordo con Gloria contano le competenze e trascuratissimo il

Used tags

ansia, esami, univeristà