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ramy1989

Giovane Amico

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1

Monday, October 10th 2011, 10:06am

Abolire il valore legale della laurea

Cito uno dei tanti articoli:
http://www.anmvioggi.it/8598/02-09-08/ge…le-della-laurea

Secondo voi sarebbe giusto?
Secondo me da una parte potrebbe essere una svolta,così prima di tutto si inizierebbe ad assumere chi ha veramente le capacità per fare il proprio mestiere,poi le università invece di insegnare tanta teoria inutile, inizierebbero a prepararti sul serio, a fare a gara a chi offre la migliore preparazione.Però c'è il rischio che le università, essendo comunque pubbliche, se ne infischino e continuino comunque sulla loro strada.E quindi c'è il rischio che anche chi studia non trova lavoro.Cosa ne pensate?

vissik

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2

Monday, October 10th 2011, 11:11am

E chi o cosa certifica se sai fare o no il tuo mestiere? Già le imprese (quelle serie) si trovano a dover fare dei periodici bilanci di competenze per definire cosa sanno fare i dipendenti e possibili dipendenti e pianificare percorsi di formazione, se togliamo anche questo tipo di controllo esterno dovrebbero davvero farsi carico loro di tutto, il che vorrebbe dire anche ulteriori costi sul mondo del lavoro. Qualunque corso serio uno vada a fare ne riceve un attestato che certifichi una competenza. Il problema è, casomai, che alle volte questi certificati, laurea compresa,certificano il nulla.
Allora la soluzione è maggiore severità e criteri migliori, più attenti alle esigenze del mondo del lavoro, con cui trasmettere e certificare la conoscenza.
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Nemes

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3

Monday, October 10th 2011, 11:58am

Io penso alle ore di studio, ai sacrifici e alla passione che ho messo in ogni singolo esame, ogni anno fino alla laurea e certo questa notizia non mi entusiasma... Critichiamo tanto le università italiane non rendendoci conto che di norma forniscono un bagaglio culturale e professionale non indifferente (chiediamoci perchè gli altri Stati fanno il filo ai nostri laureati).
Io non so bene come l'abbiano pensata, ma mi puzza di riforma filo-stile americano, in cui fra qualche anno o ti puoi permettere Cattolica e Bocconi, oppure il tuo percorso universitario lo puoi buttare nel water.
L'unica riforma che apporterei (al di là dei contributi all'università che invece vengono sistematicamente tagliati) è una maggiore connessione tra percorso formativo e professionale; in Germania ad esempio per laurearsi è essenziale avere una parte di crediti ottenuta con un lavoro (retribuito) consono al percorso di studi, ci sono incentivi e gli studenti possono iniziare a mettere in pratica le conoscenze accademiche, oltre che farsi conoscere dalle aziende.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

dirceu

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4

Monday, October 10th 2011, 12:18pm

E chi o cosa certifica se sai fare o no il tuo mestiere?
Momento,momento,momento.Abolire il valore legale del titolo di studio non vuol dire che si potrà esercitare una professione non avendone i requisiti,ad esempio non ci potranno mai essere medici non laureati in medicina o avvocati non laureati in giurisprudenza.Semplicemente verranno aboliti i punteggi che la laurea dà nei concorsi pubblici e nelle svariate graduatorie.

Secondo me sarebbe una cosa giusta:tante persone ora come ora studiano solo per il "pezzo di carta",senza passione e con svogliatezza,abolendo il valore legale la maggior parte delle persone che passano il tempo a cazzeggiare all'università sparirebbero in quanto non ci sarebbe più motivo di stare lì a svernare.Vogliamo parlare di tutti quelli che poi hanno lauree farlocche e senza avere nessuna competenza ti scavalcano regolarmente nei concorsi pubblici?

Io sarei strafavorevole,ma solo e soltanto se i concorsi pubblici non finiscano per premiare ancor più i figli di e amici di.Ora per lo meno devono essere laureati...

vissik

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5

Monday, October 10th 2011, 12:27pm

Ma perchè, esistono ancora i concorsi pubblici? Soprattutto con la nuova finanziaria che impedisce le assunzioni poi!

E poi, ripeto, se le università fanno il loro dovere e certificano solo competenze realmente acquisite, perchè una persona con queste competenze non dovrebbe essere privilegiata rispetto a chi non ha fatto questo percorso?
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dirceu

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6

Monday, October 10th 2011, 12:35pm

Ma perchè, esistono ancora i concorsi pubblici? Soprattutto con la nuova finanziaria che impedisce le assunzioni poi!

E poi, ripeto, se le università fanno il loro dovere e certificano solo competenze realmente acquisite, perchè una persona con queste competenze non dovrebbe essere privilegiata rispetto a chi non ha fatto questo percorso?
Sì,ce ne sono e sono pochi.E persone laureate in scienze del cane e del gatto hanno lo stesso punteggio di base di un laureato in ingegneria,ti pare normale?Ora come ora le lauree hanno stesso valore e non va bene,è inutile essere ipocriti,alcune sono diventate troppo semplici e di dottori che dottori non sono ne è piena l'Italia.L'abolizione del valore legale secondo me avrebbe l'effetto di svuotare le facoltà dai parassiti che popolano le aule (e che hanno un costo per lo Stato anche se pagano le tasse) lasciando l'università solo a chi ha voglia e passione per lo studio.Questa la mia opinione

Nel privato non vedo come l'abolizione del valore legale del titolo di studio possa cambiare qualcosa.Secondo te un'azienda che cerca un economista ne prende uno senza laurea ma che sostiene di saper fare il lavoro o uno laureato?

ramy1989

Giovane Amico

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Monday, October 10th 2011, 12:36pm

Io non so bene come l'abbiano pensata, ma mi puzza di riforma filo-stile americano, in cui fra qualche anno o ti puoi permettere Cattolica e Bocconi, oppure il tuo percorso universitario lo puoi buttare nel water.
E perchè non buttarlo nel water se effettivamente ha valore zero ?
Così le università non serie o chiudono, oppure si danno una mossa a dare una preparazione pratica e utile.
L' università diventerebbe un modo per imparare le cose che servono nel mondo del lavoro, non un lasciapassare per entrare nel mondo del lavoro pur non sapendo fare niente.Considera che molti all' università (da quello che ho constatato) imbrogliano agli esami (magari si fanno un esame in due e il professore non vede o fa finta di niente), vanno la solo per cazzeggiare e sono inutili.Negli stati uniti quando fai un colloquio di lavoro non ti chiedono nemmeno se hai la laurea, vedono cosa sai fare.
Chi certificherebbe le competenze? Al colloquio di lavoro e ci potrebbero essere dei concorsi periodici per ottenere una promozione.

LunaX

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Monday, October 10th 2011, 8:38pm

Non so voi, ma io non trovo la situazione dei laureati in gattologia come dite voi (e in generale) così brillante, nè tutte queste richieste di assunzione.
[...]

doctor Faust

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Tuesday, October 11th 2011, 11:49am

Secondo te un'azienda che cerca un economista ne prende uno senza laurea ma che sostiene di saper fare il lavoro o uno laureato?


Se cercano un ingegnere prendono anche un perito, basta che dimostri di saperci fare.

E se vogliono un economista, si prendono anche un ragioniere, peuche dimostri capacita'.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

Nemes

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Tuesday, October 11th 2011, 2:23pm

Io non so bene come l'abbiano pensata, ma mi puzza di riforma filo-stile americano, in cui fra qualche anno o ti puoi permettere Cattolica e Bocconi, oppure il tuo percorso universitario lo puoi buttare nel water.
E perchè non buttarlo nel water se effettivamente ha valore zero ?
Così le università non serie o chiudono, oppure si danno una mossa a dare una preparazione pratica e utile.
L' università diventerebbe un modo per imparare le cose che servono nel mondo del lavoro, non un lasciapassare per entrare nel mondo del lavoro pur non sapendo fare niente.Considera che molti all' università (da quello che ho constatato) imbrogliano agli esami (magari si fanno un esame in due e il professore non vede o fa finta di niente), vanno la solo per cazzeggiare e sono inutili.Negli stati uniti quando fai un colloquio di lavoro non ti chiedono nemmeno se hai la laurea, vedono cosa sai fare.
Chi certificherebbe le competenze? Al colloquio di lavoro e ci potrebbero essere dei concorsi periodici per ottenere una promozione.
Io non parlo della situazione attuale, ma di cosa questa riforma potrebbe significare in un futuro.
C'è una tendenza a privatizzare tutto (ora siamo arrivati alla sanità, esistono già le assicurazioni sanitarie qui in Italia), quindi perchè non l'università?
Se agenzie private di commissioni esterne devono giudicare il valore del percorso accademico (come accennato nell'articolo), quanto ci si metterà a classificare le università? Fondi e rette ingrasseranno sempre di più le università private, mentre le pubbliche rischiano di essere lasciate a loro stesse, senza la possibilità economica di garantire servizi decenti. Lo Stato risparmia un bel po' e il diritto allo studio va a farsi friggere. Certo, tutti potranno accedere all'università pubblica, ma il titolo non varrà nulla, ecco il percorso buttato nel water, anche perchè un altro tipo di percorso non ce lo si potrebbe permettere (alla faccia della meritocrazia).
Negli Stati Uniti chi si può permettere università come Yale, Harvard etc.. ha le porte aperte verso i piani alti della società (politica, informazione, grandy lobbies), tutti gli altri si attaccano; poi ci sono le borse di studio (una per scuola se va bene) in modo che uno su mille possa portare avanti il mito della meritocrazia.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

ramy1989

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Tuesday, October 11th 2011, 3:49pm

Non saprei proprio come rispondere, fosse per me farei tuttaltro.Renderei nullo il valore legale della laurea e lascerei tutto ai datori di lavoro.Il datore di lavoro deve e anzi ha convenienza a assumere chi sa fare e non chi ha il certificato che sa fare.
Dovrebbe essere vietato assumere solo chi ha le credenziali, è illogico.E' come se uno ha l' etichetta sulla fronte con scritto "bravo" ma non sa fare niente e allora viene considerato un bravo lavoratore.Ce ne vuole di cecità e di idiozia per arrivare a questi livelli.
Poi sinceramente non penso che le università spendano i soldi come si deve, io che sono iscritto all' università mi è stato dato un indirizzo email dove vengo informato di tutto quello che accade periodicamente.Inutile dire che ogni settimana mi arrivano email che parlano di seminari inutili (che tra l' altro nessuno segue),progetti e perdite di tempo varie che non interessano a nessuno, che portano via un mucchio di soldi all' ateneo.E secondo me se li intascano loro quei soldi.Poi se vado a vedere i professori guarda caso molti hanno lo stesso cognome.
E tutto questo chiedendo 670 euro a studente ogni semestre considerando che molti professori sono ricercatori e lavorano gratis.

Insomma forse sarebbe positivo privatizzare le università, forse non all' inizio perchè chi non se lo può permettere resterà senza istruzione.Ma non vedo l' ora che l' intero sistema dell' istruzione sarà privatizzato, così niente più tasse sull' istruzione (anche se ho il sospetto che se le succhieranno lo stesso)e ognuno paga quello che prende.
L' italia prende tantissimi soldi in tasse dai cittadini, se l' intero stato fosse privato (tranne i servizi inevitabilmente pubblici come la polizia...) ti assicuro che pagheremmo molto ma molto di meno.

Nemes

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12

Tuesday, October 11th 2011, 4:55pm

Non saprei proprio come rispondere, fosse per me farei tuttaltro.Renderei nullo il valore legale della laurea e lascerei tutto ai datori di lavoro.Il datore di lavoro deve e anzi ha convenienza a assumere chi sa fare e non chi ha il certificato che sa fare.
Dovrebbe essere vietato assumere solo chi ha le credenziali, è illogico.E' come se uno ha l' etichetta sulla fronte con scritto "bravo" ma non sa fare niente e allora viene considerato un bravo lavoratore.Ce ne vuole di cecità e di idiozia per arrivare a questi livelli.

Ma infatti per quello io ho fatto prima l'esempio della Germania, se ci fosse più connessione tra aziende e università, gli studenti potrebbero farsi veramente conoscere, potrebbero concretizzare le nozioni e il valore lavorativo sarebbe un requisito necessario per il conseguimento del titolo.
Io sono d'accordo sul fatto che così ci sono dei problemi, penso solo che questa iniziativa non sia un reale sforzo per risolverli ma un ulteriore modo per fregarci e aumentare il dislivello sociale.

Per il resto ci sono lavori per cui è indispensabile il titolo e altri no, su quest'ultimi sono d'accordo anch'io che sia più importante il saper fare.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

13

Thursday, November 3rd 2011, 6:58pm

E chi o cosa certifica se sai fare o no il tuo mestiere?
Momento,momento,momento.Abolire il valore legale del titolo di studio non vuol dire che si potrà esercitare una professione non avendone i requisiti,ad esempio non ci potranno mai essere medici non laureati in medicina o avvocati non laureati in giurisprudenza.Semplicemente verranno aboliti i punteggi che la laurea dà nei concorsi pubblici e nelle svariate graduatorie.

Secondo me sarebbe una cosa giusta:tante persone ora come ora studiano solo per il "pezzo di carta",senza passione e con svogliatezza,abolendo il valore legale la maggior parte delle persone che passano il tempo a cazzeggiare all'università sparirebbero in quanto non ci sarebbe più motivo di stare lì a svernare.Vogliamo parlare di tutti quelli che poi hanno lauree farlocche e senza avere nessuna competenza ti scavalcano regolarmente nei concorsi pubblici?

Io sarei strafavorevole,ma solo e soltanto se i concorsi pubblici non finiscano per premiare ancor più i figli di e amici di.Ora per lo meno devono essere laureati...
mettendo in conto che in questa terra italiota dimenticata da dio papà e figli di papà esisteranno sempre finchè melancholia non ci disintegrerà tutti, ma chi si fa il c**o studiando come un ossesso per anni sui libri (perchè quella è una fatica e un dispendio di tempo e di soldi e di emicranie e di esaurimenti nervosi, non diamo retta alle persone che ancora ti vengono a dire "lavoro, sono stanco io posso permettermelo tu no, non fai niente, studi"), come ho fatto io, poi non può neanche sperare nell'avere punteggi nei concorsi pubblici che nonostante ora siano pochi dovrebbero essere la norma? cioè allora che studio a fare? per esempio no, faccio lettere, ma non ho voglia di fare l'insegnante, posso pensare bene di buttarmi su un concorso studiando? no? se mi togli questo, che mi rimane, che studio a fare? perchè poi ragazzi è bello ok pensare all'università come luogo della passione, ma è un mondo di merda questo, quello che fai deve avere poi un prezzo sul mercato, devi creare profitto: e se a me mi togli l'unica probabilità che ho, che studio a fare? vado a lavorare subito, l'università non conta più nulla (diventando il luogo unicamente deputato allo sviluppo di una "passione")