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Kylo

Giovane Amico

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1

Thursday, December 28th 2017, 4:44pm

Trent'anni, (non solo) laurea magistrale ma poca esperienza: sono già un fallito?

Salve :)
Premetto che il titolo è provocatorio, ma a volte ho la sensazione di sentirmi già così: un fallito, uno che ha perso tempo e che difficilmente recupererà.
Stimo moltissimo chi inizia a lavorare presto, sarà che io ho iniziato tardissimo e mi sento tutt'ora "vergine" di tutto o quasi ciò che riguarda il mondo del lavoro.

Ho avuto una carriera formativa brillante (mi sono laureato con lode sia alla triennale che alla magistrale e ho seguito con successo un corso di alta formazione cui si accedeva a numero chiuso dopo un'accurata selezione), ma "non lineare", lunga e piena di deviazioni, avendo cambiato più volte indirizzo prima di approdare a quello definitivo, cosa che naturalmente mi ha portato via un bene preziosissimo: il tempo.

Nel frattempo mi sono cimentato in diverse esperienze, alcune in qualche modo collegate al mio ramo di studi (la comunicazione: sì, la famosa "Scienze delle Merendine", come la conoscono in molti), altre totalmente slegate, il che per molti è uno dei miei tanti pregi, ma mi sento come se non mi fossi specializzato in nulla. Alle aziende di marketing non interessa se faccio teatro, per dire.

L'unica esperienza professionale propriamente detta è stata uno stage semestrale (a sua volta "premio" per pochissimi selezionati al termine del sopracitato corso di alta formazione) presso una grande azienda internazionale, fiore all'occhiello del mio curriculum ma comunque fuori fuoco rispetto alle mie aspirazioni e alle mie competenze teoriche. Un'esperienza che non so come rivendermi.

Alcuni miei colleghi, anche più giovani, hanno già iniziato da un po' a lavorare nei vari rami del mio stesso (ampio) settore, ma io mi sento "in ritardo" e privo di competenze più verticali, come si suol dire, o forse ne ho già abbastanza ma non mi sento sufficientemente sicuro, e in ogni caso non ho intenzione di investire ulteriori risorse (tempo + denaro) in ulteriore formazione (master e simili), almeno per il momento.

Chi mi conosce mi considera una persona brillante, creativa, vulcanica e piena di idee, capace di tutto. E anch'io mi sento così, quando "sto bene". Però poi subentrano le candidature respinte o ignorate, annunci in cui si richiede esperienza pluriennale persino per gli stage e colloqui non troppo lusinghieri, in cui mi è stato rinfacciato proprio l'essere un neolaureato (in realtà laureando, perché parlo di qualche mese fa) trentenne privo di un focus preciso. E allora ripiombo nella sfiducia in me stesso.

In cuor mio sono convinto di avere molto da offrire ma non riesco a dargli una forma, a "confezionarmi" per il mercato. O so fare molte cose ma ad un livello forse troppo basilare, o ne so fare alcune bene ma troppo di nicchia o in un mercato troppo chiuso.

E' come per la verginità sessuale: più tempo passa senza la propria "prima volta" e più ci si sente "in difetto". Almeno per me così è stato.
E' un cane che si morde la coda.

Come posso fare per ritrovare la fiducia giusta?
Come posso fare per avere quel minimo di faccia tosta che mi faccia tradurre i miei studi e i miei centodieci e lode in un CV appetibile?

Sono aperto a qualsiasi consiglio.

Grazie :)

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dhalsim

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2

Thursday, December 28th 2017, 5:39pm

Cosa sai fare per cui la gente è disposta a pagare ?

Tutto il resto è conversazione...
Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

TeddyBear

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3

Thursday, December 28th 2017, 11:42pm

Comunque, io ho un lavoro stabile ma non ho problemi a definirmi un fallito. E' tutta la nostra generazione che è fallita, non si salva proprio nessuno. Anche quelli con la "pappa pronta" che ereditano aziende di famiglia o studi professionali non arrivano mai a ripetere i successi dei loro genitori, è già tanto se non chiudono. Figurarsi cosa possiamo combinare gli sfigati come noi. E adesso internet e i robot ci daranno il colpo finale.

amoreperduto

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Friday, December 29th 2017, 5:42am

Kylo, sei una persona molto in gamba. Non farti prendere da pensieri sbagliatissimi!

Ti consiglio di andare all'estero. Se non riesci a trovare contatti che ti aiutino, prendi una "vacanza" di sei mesi. sE serve fai pure lo sguattero. Ma vai in un posto dove la professionalita' e ' pagata e ricercata. L'Italia non e
piu' quella di un tempo. Se non ti inserisci poi rimarrai fuoridal mercato e i giovani laureati saranno preferiti a te che non hai esperienza. AGISCI.
Se ti puo' servire, io ho trovato il mio lavoro (stellare) a 35 anni. Fino ad allora ho fatto una vita durissima con paghe da fame. Ora ho guadagnato in 9 anni quello che tutti i i miei colleghi avevano guadagato prima. Ho comprato una casa bellissima, una amcchina etc.


VAI ALL'ESTERO AL PIU' PRESTO. Gli affetti e genitori ricordano che non potranno aiutarti se non ti aiuti da solo.

Santacruz

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5

Friday, December 29th 2017, 7:05am

rinfacciato proprio l'essere un neolaureato

Il colloquio meritano di non passarlo loro... Che incompetenti! Hanno davanti una precisa categoria di persona, un post-graduate con ottimi voti e curriculum formativo, e non sanno come gestirla.
In realtà la categoria dei neo-laureati è richiestissima, almeno nel mio settore. Anche per motivi non del tutto positivi... Si spera di avere persone molto in gamba da pagare meno con la scusa che devono fare esperienza.
Continua a puntare su quello che ti piace, non avere fretta. Se non hai problemi economici ovviamente. Il modo più facile per essere realizzati e felici è facendo qualcosa che ci piace sul serio. Perché saremo sempre aggiornati e competenti e avremo una marcia in più rispetto agli altri. Io ho fatto il contrario e a volte mi chiedo se non avrei fatto meglio a essere meno frettolosa. A concedermi più tempo dopo gli studi per trovare ambienti ed esperienze giusti.

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dhalsim

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Friday, December 29th 2017, 9:12am

Per come la vedo io, il consiglio "generico" di andare all'estero... buttato lì così... ha veramente poco senso...

La scelta di andare all'estero, soprattutto se non hai 19 anni, deve essere ben ponderata... ci sono difficoltà di lingua... ci sono spese di vitto ed alloggio che, almeno inizialmente, sono quasi sempre "a perdere"... e comunque non bypassi la domanda principale... a fare cosa ? cosa sai fare per cui all'estero la gente è disposta ad assumerti e pagarti più dell'italia ?

Se la risposta a questa domanda non c'è... o è negativa... allora smetti di pensare a voti e pezzi di carta ed impara a fare qualcosa che ti permetta di pagare le bollette...
Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

dhalsim

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7

Friday, December 29th 2017, 9:15am

@Santacruz

Hai fatto benissimo ad aver fretta... oggi è tutto dilatato in avanti, ma le statistiche parlano chiaro... più velocemente si lasciano alle spalle gli studi e si entra nel mercato e più sono le probabilità di riuscita... è meglio una laurea con 100 a 23 anni che un 110 e lode a 25...
Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

Santacruz

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8

Friday, December 29th 2017, 9:47am

@Santacruz

Hai fatto benissimo ad aver fretta... oggi è tutto dilatato in avanti, ma le statistiche parlano chiaro... più velocemente si lasciano alle spalle gli studi e si entra nel mercato e più sono le probabilità di riuscita... è meglio una laurea con 100 a 23 anni che un 110 e lode a 25...


A 10 anni dalla laurea il bilancio è negativo. Mi sono bruciata troppo presto con un'esperienza di troppo impegno e responsabilità. Rinunciando ad altre occasioni meno remunerative ma più formative. Oltre a esseremi rovinata gli anni tra i 25-30.
Poi ho rimesso in gioco tutto ma senza arrivare da nessuna parte. Il lavoro non manca, ma i progressi di carriera e di stipendio vanno al contrario.
Come sempre la risposta giusta sta nel mezzo.
Serve un giusto mix tra passioni e realismo, velocità ma nello stesso tempo non lasciarsi scorrere le cose addosso con frettolosita'.

Santacruz

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Friday, December 29th 2017, 9:55am

allora smetti di pensare a voti e pezzi di carta ed impara a fare qualcosa che ti permetta di pagare le bollette...

Solo una puntualizzazione. Secondo te un dilpomato al conservatorio, un dottore in filosofia, un maestro d'arte o un futuro architetto non meritano di fare la loro professione? Anche se ci vuole anni prima di pagare le bollette. Gli avvocati, i medici e i commercialisti stessi, prima di pagare le bollette con il loro lavoro, devono fare tanta di quella gavetta che dubito prima dei 30, se non hanno un secondo lavoro o una famiglia alle spalle, possano pagarsi grandi cose..

amoreperduto

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Friday, December 29th 2017, 11:00am

Io sono andato all'estero a 29 anni. Non conoscevo nulla di inglese. E' stato durissimo. Ma ne e' valsa la pena. Ora ho un lavoro super pagato che mi fa vivere in una citta' bellissima con tante prospettive anche di divertimento. Per andare all'estero dovresti trovare qualcuno che spinge per te. Ma se non lo trovi vai a trovare qualunque lavoro e nel frattempo fai networking per i lcampo che ti interessa. Ovviamente no ndevi andare nella giungla ma in citta' che offrno molto (Parigi, Londra, MAdrid etc.).

dhalsim

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11

Friday, December 29th 2017, 11:24am

Quoted

A 10 anni dalla laurea il bilancio è negativo.

Forse analizzi le cose da un punto di vista sbagliato.

Comunque in un contesto lavorativo generale "critico" ti sei inserita nel mercato... hai iniziato ad accumulare redditi e contributi a partire da 25 anni (non è poca roba)... oggi tu stessa dici che il lavoro non manca... non mi sembri messa malissimo... anche considerando quello che si vede in giro...

L'alternativa quale era... non saltare sul treno in cui sei saltata... continuare a formarti... ma siamo proprio sicuri che, aspettando qualche anno, saresti entrata ugualmente nel mondo del lavoro ? (considerando anche che dal 2007 al 2010 è cambiato TUTTO in peggio)... siamo proprio sicuri che oggi avresti delle opportunità commisurate all'investimento in termini di tempo e soldi spesi in più in formazione ?

Il tuo ragionamento mi sembra quello di chi ha il bicchiere quasi del tutto pieno ed allora prima lo svuota un pò e poi lo vede mezzo vuoto :D


Quoted

Secondo te un dilpomato al conservatorio, un dottore in filosofia, un maestro d'arte o un futuro architetto non meritano di fare la loro professione?

Questa risposta non devo darla io... la da il mercato...
Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

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