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Eagle_336

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Thursday, July 25th 2019, 6:41pm

Prima esperienza lavorativa presa malissimo

Un mese e mezzo fa, a pochi giorni dal conseguimento della laurea triennale, ho avuto l'opportunità di uno stage formativo con opportunità di contratto successivo a tempo indeterminato. Da premettere che durante gli studi non ho mai avuto esperienze lavorative, se non qualche piccolo impiego estivo, ed i miei progetti sono di proseguire gli studi con una specialistica. Da un paio di anni a questa parte la mia vita ha subito radicali cambiamenti, ho intrapreso una relazione stabile, che ora considero l'unico punto stabile e felice della mia vita, e che l'ha anche cambiata profondamente in quanto abitudini "sociali", poiché per incomprensioni e fraintendimenti ho dovuto lasciare il mio vecchio gruppo di amici e quindi c'è stata questa variazione socialmente drastica. Negli ultimi 9 mesi ho sviluppato, in seguito ad una congiuntivite virale molto forte che mi ha debilitato per circa un mese, una sorta di ipocondria mista ad ansia, che mi causa anche forte malumore e somatizzazione. Vivo con la costante paura di non poter tenere testa a qualsiasi tipo di impegno sociale, scolastico e lavorativo programmato per la improvvisa venuta di una malattia fisica. Fatta la giusta premessa, appena cominciato lo stage, il primo giorno, comincio ad avvertire un senso di oppressione misto a disagio e nostalgia, comincio a pensare che quello potrebbe essere il lavoro che caratterizzerà la mia intera vita (un posto negli uffici amministrativi e contabili dell'azienda), che molto probabilmente scegliendo questo lavoro non potrò conseguire la magistrale, frenando quindi tante delle possibilità lavorative che ne derivano. Mi sono visto in una gabbia vera e propria, che ha alimentato pensieri nostalgici al passato e mancate speranze per il futuro. Tornato a casa ne ho parlato con i miei genitori, ovviamente loro, fiutando l'opportunità di una sistemazione per me, mi hanno chiesto di continuare e vedere che succedeva, anche a costo di ritirarsi successivamente e cominciare poi la magistrale in ritardo. Io il giorno dopo, dopo una notte insonne per ansia e forte disagio, ho deciso di parlare con il mio tutor aziendale e interrompere lo stage, per poter proseguire gli studi, senza perdite di tempo. Ora ovviamente il mio stato d'animo è molto combattuto e terribilmente demotivato. Penso di aver fatto la scelta più rischiosa ma allo stesso tempo più giusta per me, non vedevo quegli uffici la sede lavorativa della mia vita, ma mi sento in colpa per i miei genitori, per la mia fidanzata, a cui avrei già potuto garantire una sistemazione e un pò anche per me, siccome ora sono di nuovo al progetto iniziale, ma con la consapevolezza di aver lasciato andare un'opportunità lavorativa molto succulenta e quasi certa a 5 minuti da casa. In questi due giorni, sono stato malissimo, pensavo con tristezza e disagio che la mia vita doveva essere alle dipendenze di quel lavoro, quando poi studiando altri due anni avrei avuto l'opportunità di trovare qualcosa di più stimolante per quel che sono le mie esigenze e le mie ambizioni. Ed è stata questa la chiave per una decisione così veloce, in modo da poter cominciare la magistrale già a settembre. Ora però, dopo questa drastica e velocissima decisione, sono caduto in un tunnel di incertezza e ansia, ho paura che dopo la magistrale mi capiti la stessa cosa con la prossima opportunità lavorativa. Ho paura di non poter garantire un futuro alla mia fidanzata, di dare delusione ai miei genitori. Chiudo dicendo che quest'opportunità lavorativa è capitata al momento sbagliato, un momento in cui ero già debole mentalmente, pronto a recuperare le forze mentali nell'attesa dell'inizio della magistrale e che è stato un grosso errore firmare quel contratto.

Elisa89

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Monday, August 5th 2019, 8:03pm

Ciao. Leggendoti vedo un fiume in piena di pensieri... STOP!
Hai già fatto il passo difficile ma giusto:pensare solo a te stesso e alle tue ambizioni! Hai scelto la magistrale sapendo che è il gradino necessario per il futuro che desideri.
Basta non c'è altro da dire. STEP BY STEP. Fra due anni ci ripenserai.
E la tua ragazza se è intelligente e ti ama stai tranquillo che ti capisce e ti aspetta. Costruirete la vs vita insieme un po' più tardi. Che problema c'è?

Eagle_336

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Saturday, August 24th 2019, 12:22pm

Ciao. Leggendoti vedo un fiume in piena di pensieri... STOP!
Hai già fatto il passo difficile ma giusto:pensare solo a te stesso e alle tue ambizioni! Hai scelto la magistrale sapendo che è il gradino necessario per il futuro che desideri.
Basta non c'è altro da dire. STEP BY STEP. Fra due anni ci ripenserai.
E la tua ragazza se è intelligente e ti ama stai tranquillo che ti capisce e ti aspetta. Costruirete la vs vita insieme un po' più tardi. Che problema c'è?


Per fortuna la mia ragazza è l'unica che mi ha supportato. Adesso c'è la pressione dei miei, che magari prima di questa opportunità era più bassa, nella loro testa la magistrale era lo step necessario e successivo alla triennale, ma adesso, c'è molta più pressione, per loro ho scelto una cosa che dopo l'opportunità lavorativa che ho avuto, è diventata inutile. Posso contare solo sulla fiducia della mia ragazza, i miei non ne hanno più, e se anche sembra che abbiano accettato la cosa, restano comunque delusi, fingendo di comprendere la mia scelta. La cosa mina completamente la mia di fiducia in me stesso, avendo sempre contato anche sul loro appoggio morale.
Ma sai, hai ragione, lo step più difficile l'ho fatto. Ora se ne riparla tra due anni.

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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Sunday, August 25th 2019, 8:01am

Bravo, questo è lo spirito. Brava la tua ragazza che ti supporta, tienitela stretta!
Come sai, la famiglia non si sceglie. Cerca solo di "convivere" col fatto che i tuoi genitori non sono d'accordo con le tue scelte. L'importante è che non te lo facciano pesare, ma che piuttosto evitino il discorso.

arianna73

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Sunday, August 25th 2019, 2:29pm

Ciao! Se i tuoi genitori non capiscono te, tu prova a capire loro: vivono in un mondo che li bersaglia di storie truci su giovani che invecchiano precari e a carico dei parenti pensionati.Nell'arco di una generazione , dalla loro alla tua, è cambiato tutto il mondo del lavoro, la "sistemazione" con la quale si raggiunge una stabilità e una dignità sociale nel vivere la propria vita autonomamente e costruire i propri progetti è passata dall'essere qualcosa che prima o poi arrivava nella vita della maggioranza, all'essere il terno al lotto di una strafortunata minoranza.

Sicuramente come tutti i genitori avrebbero voluto "togliersi il pensiero" di sapere che chi amano ha raggiunto questo step e può spiegare le ali in autonomia, anche perché saranno angosciati dall'idea che questo treno passato inaspettatamente presto potrebbe pure non presentarsi più, o non così comodamente.

Prova a pensare che per loro questi scenari, con la concretezza della loro età adulta, l'esperienza del mondo e la grandezza del loro affetto verso di te e della speranza per una vita dignitosa per te , per loro sono un sincero motivo di angoscia.
Non credo sia per disapprovazione fine a sè stessa o perché non capiscono e non condividono le tue ambizioni. Temono tu possa pagare cara una decisione che a loro è sembrata poco soppesata con la realtà.

Credo che se ti metti nei loro panni ti risulterà più facile capirli ed emanciparti dalla loro visione, comprendendola ma non condividendola. Ora essere fiducioso e convinto della tua strada, dopo questa decisione importante, spetta a te.
Se tu sei sereno col fatto che non eri pronto per dare un'impronta molto stabile e definita alla tua vita, ma hai ancora bisogno di vivere da studente e di tentare traguardi che senti più tuoi, devi impegnarti su questo col supporto di chi è d'accordo con te (la tua ragazza) e proseguire per la strada che a questo punto è davvero solo tua (e credo che questa decisione in autonomia senza approvazione dei tuoi genitori sia uno step necessario addirittura provvidenziale per crescere e maturare, indipendentemente dai risultati professionali che produrrà :) )

6

Wednesday, August 28th 2019, 10:14pm

ciao!
Dalle tue parole si evince chiaramente quanto sia stato difficile prendere questa decisione e capisco anche i sensi di colpa che ne derivano, per i tuoi, per la tua fidanzata, perchè al giorno d'oggi molti giovani avrebbero accolto volentieri questa opportunità.
Non voglio mentirti, io stessa al tuo posto avrei continuato cercando di portare avanti anche gli studi, anche perchè avresti potuto tirartene fuori in qualsiasi momento (a me è capitato e quando ho constatato l'impossibilità di battere su tanti fronti, ho mollato un tirocinio anche importante e ho continuato solo a studiare).
E' anche vero, però, che sei sicuramente giovane (almeno in base al grado di avanzamento dei tuoi studi mi sembra di capire questo) e non c'è cosa più importante della tua serenità.
Parli del dispiacere verso la tua ragazza e verso i tuoi, eppure, anche se in via indiretta, una situazione del genere l'ho vissuta e ti posso assicurare che per le persone che ti stanno accanto è molto più difficile convivere con il senso di insoddisfazione, la tristezza e l'inquietudine di chi si sente intrappolato in una vita, in un lavoro, che genera solo frustrazione e non soddisfazione. Sono certa che ti preferiscono disoccupato, ma sereno, mentre porti a termine i tuoi studi.
Ci hai pensato bene, hai preso la decisione migliore per te. Persevera e non guardarti indietro, ma soprattutto non guardare troppo avanti. non pre-occuparti, nel senso letterale, di quello che potrebbe accadere dopo la magistrale, i problemi vanno affrontati quando si presentano, non prima. Non ti rovinare il presente per qualcosa che in futuro, probabilmente, nemmeno accadrà.
Stai sereno e in bocca al lupo per tutto!