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NathanDrake

Utente Attivo

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1

mercoledì, 13 marzo 2019, 17:13

Lavoro Categorie Protette, Invalidità: Svantaggio?

Ciao a tutti,

ho 35 anni, sono disoccupato da tempo e da circa tre anni insieme alla mia psichiatra abbiamo deciso di presentare la domanda per l'invalidità civile. Sia per avere un piccolo riscontro economico che un aiuto sul lavoro per poter accedere alle famigerate Categorie Protette.

Dopo le varie visite sono riuscito ad ottenere sia l'invalidità che la pensione minima che certo, non riesce a farmi essere autonomo, ma quantomeno è un aiuto per non gravare troppo sui miei genitori, con cui purtroppo abito ancora nonostante la mia veneranda età.

Insomma con l'aiuto dell'invalidità civile dopo un po' di tempo sono riuscito ad ottenere un lavoro, tra l'altro un bel lavoro, che mi piaceva e combaciava con la mia passione per il web. Mi trovavo molto bene anche se l'orario era di 5 ore al giorno rispetto a tutti gli altri miei colleghi che ne facevano 8.

Si trattava di un'azienda con almeno un centinaio di persone, la mansione si svolgeva prevalentemente in team e in quel contesto io ho sempre cercato di nascondere la mia appartenenza alle Cat. Prot. un po' per timore personale, un po' per evitare pregiudizi. Ogni tanto però ho avuto l'impressione che qualcuno ne fosse al corrente anche se devo dire che non mi è mai stato fatto pesare, anzi, sono sempre stati tutti molto discreti.

Poi il rapporto di lavoro purtroppo per svariati motivi è terminato ma arriviamo al dunque, la questione che vorrei discutere con voi è:

Ma inserirsi in un contesto lavorativo come Categoria Protetta, ammesso che non sia per qualcosa di fisico, è davvero un vantaggio?

Mi spiego, l'impressione che ho io, dopo qualche esperienza lavorativa e numerosi colloqui di lavoro, è che si tratti di un'arma a doppio taglio. Certo, se sei invalido perché non ci vedi da un occhio, perché stai su una sedia a rotelle o qualsiasi altro fattore fisico evidente allora "tutto bene", ma appena i datori di lavoro devono confrontarsi con una tipologia di invalidità psichica, a quel punto l'argomento diventa quasi tabù ed appare un alone di disagio.

Inoltre ho notato che la Privacy che ci dovrebbe essere riguardo a questo argomento nel team di lavoro, spesso non è rispettata, nemmeno a livello personale. Si perché se tu agenzia interinale, mi chiami per un lavoro e al telefono mi chiedi "Posso sapere che cosa riguarda la sua invalidità?" mi stai mettendo a disagio. Non tanto perché non voglio dirtelo, ma perché quantomeno sarebbe opportuno parlarne in sede di colloquio, a quattr'occhi, dato che l'argomento è abbastanza delicato. Una volta mi è anche stato risposto che se non avessi voluto parlarne al telefono allora non se ne sarebbe fatto nulla. A quel punto ho chiuso la chiamata e ciao.

Quello che voglio dire è che se da un lato hai più opportunità perché la competizione con gli altri candidati diminuisce, dall'altro hai lo svantaggio di essere "Diverso" dagli altri. E purtroppo questo dagli altri viene percepito. Ad esempio nel lavoro di cui ho parlato all'inizio ero l'unico a fare 5 ore invece che 8, e già solo questo ti pone in maniera differente rispetto ai tuoi colleghi.

Ai colloqui, una volta assodato che non hai nessun deficit a livello fisico, ti viene sempre chiesto di raccontare del motivo della tua invalidità, spesso aggiungendo un "Se vuole / Se se la sente".
Che praticamente diventa un obbligo dato che se rifiuti di parlarne vieni automaticamente scartato perché è come se avessi qualcosa da nascondere.

Infine gli assunti come Categorie Protette sono un obbligo da parte dell'azienda. È come se tu venissi assunto perché devono per forza assumere uno come te, ma non perché realmente l'azienda ne ha bisogno... come tu fossi una ruota di scorta... un tuttofare... qualcuno in più che può fare comodo.

Insomma dopo diverse esperienze credo che siano più gli svantaggi che i vantaggi. Ovviamente se sei uno che se ne frega e pensa solo a portarsi a casa il suo stipendio allora nessun problema, ma per chi ha un minimo di dignità ed amor proprio e crede fortemente nelle sue capacità si rivela un handicap non indifferente, tanto che ho sempre continuato ad inviare CV anche per posizioni aperte a tutti.

Nel mio verbale di invalidità, che va necessariamente consegnato in sede di colloquio o prima dell'assunzione, è riportato "Disturbo di personalità di tipo schizoide", mettendomi nei panni di chi legge non è proprio la cosa più rassicurante del mondo... per fortuna c'è anche la versione con scritto "Omissis", il problema è che tendono comunque ad indagare a fondo.

Qualcuno di voi rientra nella categoria? Opinioni? Esperienze personali?

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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2

mercoledì, 13 marzo 2019, 18:05

Ciao. Almeno percepisci un sussidio sia pure minimo...certo preferiresti stare bene. Io ho il 67% per cardiopatia e nessuna pensione. Fui licenziato per problemi di salute nel 2011, da allora ho lavorato 6 mesi come categoria protetta. Il rispetto della privacy in azienda non può esistere almeno per i colleghi con cui lavori direttamente...per sapere come ''comportarsi''...esempio se sei cardiopatico non ti faranno prendere su dei pesi ripetutamente. Dipende sempre dalle mansioni e dal contesto. Purtroppo le agenzie interinali chiedono senza attendere un colloquio e se non rispondi la candidatura viene cestinata. Hai scritto che l'azienda assume ''per forza, non perché ne abbia bisogno, come se si fosse una ruota di scorta, un di più che potrebbe fare comodo''. Innanzitutto ogni azienda, non vuole assumere disabili, per ogni azienda un disabile è un ''peso''. Due, essendo le multe in caso di non assunzione decisamente inferiori allo stipendio lordo di un disabile, ultimamente non vi sono assunzioni in numero sufficiente a coprire le necessità di legge, diminuite nel decreto legge sblocca italia Monti...meno disabili al lavoro più pil...forse la pensavano così. Ci sono aziende, marchi di fama mondiale, con sede nella mia città che preferiscono pagare le multe, non importa se anche un disabile potrebbe produrre....e non hanno un disabile al lavoro...mah, montare attrezzi ginnici può essere pesante, costruire una fresa per scavare un tunnel può essere pesante, ''tirare il collo'' ad un pollo può farsi male anche il lavoratore....ogni scusa è buona e giù a pagare multe. Ma in queste aziende leader mondiale non serve un'impiegato? Un portiere? No. Non serve. E queste cose le hanno dette al centro per l'impiego. essere disabili è uno svantaggio nella vita, nei rapporti col prossimo e sul lavoro. In passato, anche recente, si tendeva a dare il 46% molto facilmente...facendo così si è caricato il mercato di invalidi con bassa percentuale, nelle categorie protette si entra col 46%, e chi ha percentuale più alta viene scavalcato da chi l'ha più bassa. Mi sembra che ci fosse anche un obbligo per percentuali superiori, nelle aziende più grandi, ma in un numero irrisorio. Ho espresso pareri personali basati su esperienza ed informazioni nella sfera personale. Alzi la mano chi è contento di essere disabile...eppure esistono persone che pensano che appartenere alle categorie protette sia un privilegio.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Sienne

Il velo dipinto

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3

giovedì, 14 marzo 2019, 15:36

Io faccio parte delle categorie protette per un problema motorio che ho dalla nascita, tre anni fa ho fatto aggiungere l'invalidità psichica per una sindrome ansioso depressiva che tuttora ho e che mi condiziona in alcuni ambiti lavorativi e prendevo la pensione di invalidità.
Due anni fa però ho deciso di rinunciare alla pensione e all'invalidità psichica perché avendo anche quella motoria la mia situazione diventava troppo complicata per ottenere un lavoro (questa cosa mi venne detta da un'impiegata del collocamento, la quale mi disse anche che i datori di lavoro preferiscono assumere persone con una bassa percentuale di invalidità).
Ancora oggi mando curriculum alle aziende che hanno l'obbligo di assumere disabili (ogni anno il collocamento dovrebbe darti la lista delle aziende provinciali che hanno una scopertura per disabili) ma non ho nessun tipo di riscontro, solo una volta ottenni un lavoro per categorie protette, venni riconfermata per tre anni e poi quando dovevano assumermi a tempo indeterminato non venni riconfermata, tra l'altro era un posto in fabbrica che non mi causava nessun problema di ansia per cui questo aspetto riuscivo a nasconderlo bene.
Il mio consiglio è di rimanere nelle categorie protette se senti che la tua disabilità ti condiziona molto in ambito lavorativo ma se senti che potresti lavorare tranquillamente anche con la sindrome che ti è stata diagnosticata allora secondo me non ti conviene rimanere nelle categorie protette perché non c'è offerta di lavoro per disabili (confermo tutto quello che ha scritto windrew), chi ha un problema fisico non trova lavoro e purtroppo anche chi ha un problema psichico deve confrontarsi con pregiudizi maggiori.
Poi può essere che tu riesca a trovare un datore di lavoro sensibile alla tua problematica, tutto può accadere.
Prova per un po' di tempo e vedi se riesci a trovare qualcosa come categoria protetta, dopotutto un lavoro l'avevi trovato quindi potrebbe risuccedere.
Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo miglior momento è ora. Proverbio cinese

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Sienne" (14/03/2019, 16:17)


NathanDrake

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4

sabato, 16 marzo 2019, 12:35

Grazie a entrambi per le risposte,

insomma mi sembra di aver capito che siete d'accordo con me... essere disabile, appartenente alle categorie protette è più uno svantaggio...

Per rispondere a Sienne, io sono quasi certo di essere in grado di affrontare un lavoro anche senza essere assunto come cat.prot., cercherò in entrambi i casi e poi vediamo.

Comunque ribadisco, trovo abbastanza scandaloso che si parli tanto di Privacy quando praticamente al giorno d'oggi non esiste. I recruiters vogliono sapere tutto di te, sono invadenti e sempre più pressanti, la cosa triste è che in ogni caso il coltello dalla parte del manico lo hanno sempre loro, e che se tu mostri un minimo di obiezione questi non fanno altro che passare al candidato successivo. Siamo come delle figurine... che sconforto.

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