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zibibbo

Utente Fedele

  • "zibibbo" ha iniziato questa discussione

Posts: 439

Activity points: 1.445

Data di registrazione: lunedì, 15 dicembre 2014

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1

domenica, 06 gennaio 2019, 15:25

percezione del caldo

Buongiorno dr. Martiadis,

da diversi anni ho l'impressione di essere diventato fortemente intollerante alle temperature.
A lavoro vado a maniche corte e sto bene intorno ai 18-20 gradi, mentre i miei colleghi hanno il maglione.
Qualche collega stupito dice scherzosamente che ho il termometro interno sballato.
Se accendono i termosifoni e arriviamo ai 24°C giù ho sudorazione e devo accendere il mio mini ventilatore.

Purtroppo d'estate o primavera non sempre accendono l'aria condizionata perchè qualche collega lamenta dolori muscolari al collo, tant'è che lavorare 8 ore in ufficio diventa una vera sofferenza tale da generarmi un forte stato ansioso e di aver pensato di cambiare tipo di lavoro.

D'estate cambiare in continuo vestiti (lavarli, stirarli) e fare continue docce mi porta via quel poco tempo libero che ho.

In palestra è caldo e umidiccio (quando ci sono tante persone) e quindi mi metto ad aprire le finestre, che puntualmente altre persone chiudono, perchè sento di soffocare e come mi muovo sudo.

Parimenti se d'inverno entro in un macchina o in un bus con aria calda accesa, manifesto sudorazione e malessere (sensazione di mancanza d'aria).

Mi chiedevo, al di là delle ovvie differenze individuali, se tutto questo potesse essere di origine aiatrogena (ssri assunti negli ultimi anni e, attualmente la venlafaxina)) e se addirittura possa essere legato anche ad un attacco di panico avuto diversi anni fa, a partire dal quale (ma non ne posso essere certo al 100%) ho l'impressione di aver iniziato a manifestare malessere negli amibienti con aria chiusa e\o calda.

Grazie

Dr. Vassilis Martiadis

Utente Avanzato

Posts: 656

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Data di registrazione: martedì, 29 giugno 2010

Lavoro: Specialista in Psichiatria - Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

  • Invia messaggio privato

2

lunedì, 07 gennaio 2019, 18:31

Se questo suo disagio non fa parte di un tratto costituzionale e si è manifestato dopo l'inizio della terapia farmacologica, potrebbe trattarsi di un effetto collaterale. Potrebbe essere utile parlarne con lo specialista per valutare e approfondire questa ipotesi.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis

Specialista in Psichiatria


www.psichiatranapoli.it

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