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Broken Mirror

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Tuesday, May 14th 2019, 1:30pm

Dubbio sui neurolettici...

Buongiorno,

scrivo qui perché questo è un argomento che mi riguarda in prima persona. Inoltre, seguo da anni gli interventi del dr. Vassilis Martiadis sul web, il quale gentilmente offre con molta pazienza (e nei limiti possibili dati dall'uso di questi spazi virtuali) il suo sapere in materia!

Dunque, io sono in crisi con il sonno da moltissimi anni… Senza farmaci, in poche parole, non dormo. Rischio di non chiudere letteralmente occhio...
Non voglio dilungarmi: dopo un ricovero presso un centro specializzato in disturbi del sonno mi fu diagnosticata una sindrome da fase del sonno posticipata a tendenza ipernictemerale con conseguente situazione di insonnia, poiché senza medicine io resto spesso sveglio fino all'alba.

Al ricovero si tentò con fototerapia, esposizione solare durante le ore diurne, integrazione di vitamina D mattutina e uso di melatonina... Poi mi hanno dimesso con una cura farmacologica perché non rispondevo abbastanza, vivevo costantemente "con il fuso orario" ogni giorno, non so se ho reso l'idea.

La cura funziona benissimo e mi ha risolto il problema, devo ruotare due farmaci tra loro per non perdere il loro effetto ipnotico (assuefazione al principio attivo dunque): clonazepam e quetiapina. Per un mese prendo il primo, il mese successivo il secondo. Poi si fa ruotare e il mese dopo ancora riprendo il primo farmaco citato. Mi hanno spiegato che, così facendo, non divento mai resistente ai due medicinali e posso continuare a prenderli a oltranza (ed è così, perché vado avanti già da due anni così)

Il mio dubbio ricade sull'ultimo medicinale, che è un neurolettico. Questo uso non continuativo ma interrotto della quetiapina può portarmi comunque al rischio di sviluppare una discinesia tardiva?Posso continuare sereno oppure no? Grazie per la risposta che mi si potrà dare, perché al centro mi hanno detto che questa eventualità è improbabile, tuttavia vorrei ricevere un secondo parere di esperto!

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