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Sunday, January 15th 2012, 3:04am

Daparox, Xanax e sfera emozionale

Mia moglie ha sofferto per molti anni di attacchi di panico, e che l'hanno costretta sempre più ad una vita molto limitata. Niente mezzi pubblici, niente ascensori, niente cinema o locali chiusi, ma solo casa ed uffico. Da circa 6 mesi è in cura da uno psicoterapeuta ed da un psichiatra che gli ha prescritto il Daparox e lo Xanax. La mia domanda non riguarda l'efficacia di tali farmaci, in quanto una serie di miglioramenti si sono visti (ora prende i mezzi pubblici, può entrare in un cinema) ... pur rimanendo ancora fuori da ascensori chiusi, treni, ma sappiamo che ci vuole tempo. Quello che ho notato e che buona parte delle emozioni che prima riusciva a vivere, per esempio commuoversi davanti ad un bel film o essere leggermente preoccupata quando nostro figlio fa un po' più tardi nel rientrare a casa, sembrano essere sparite. Lei è sempre stata una persona molto sensibile, che si preoccupava ad ogni piccolo malessere dei familiari, mentre ora sembra vivere tutti questi episodi con estrema sufficienza, direi più di testa che di cuore. Inutile dire che, nonostante i miglioramenti circa gli attacchi di panico, il nostro rapporto affettivo sembra improvvisamente essere peggiorato, proprio in virtù di questa estrema semplicità. Ed anche il rapporto con il padre e la madre sta prendendo la stessa piega. Prima era più incline a comprendere i genitori in virtù dell'età e delle loro convinzioni, oggi invece non tollera più i loro comportamenti e ragionamenti. Altro esempio e che prima della cura se ns figlio sembrava non aver studiato a sufficienza interveniva con la classica ramanzina e spingendolo a fare di più, oggi invece si limita a dirgli "E' un problema tuo, devi essere responsabile" ... ma ha solo 13 anni!!! Insomma sembra proprio che da quando ha cominciato la cura sia passata da una vita condotta comunque con cuore e sentimenti ad una quotidianietà fatta soprattutto dalla razionalità e dove le emozioni, sia belle che brutte, siano vissute con molta, troppa leggerezza. E' possibile che tali farmaci possano influire così evidentemente sulla sfera emozionale che coinvolge i propri familiari? Ci possono essere delle verifiche cliniche di tali cambiamenti e/o ipotizzare una leggera superficialità da parte dei medici che la stanno seguendo? Grazie

Dr. Vassilis Martiadis

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Sunday, January 15th 2012, 9:32pm

Gentile utente,
ha parlato con sua moglie di questi presunti cambiamenti?
Dott. Vassilis Martiadis

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Monday, January 23rd 2012, 7:04pm

Si, certo o almeno ci ho provato. Lei sostiene che ora è veramente se stessa e che è in grado di esprimere al meglio i propri desideri. A me invece che la conosco da oltre 10 anni mi sembra l'esatto contrario. Appare fredda e distaccata nei confronti di ciò che le accade intorno, si è molto accentuata una visione materialistica della vita, proprio in lei che, come già detto, era in grado di "sentire" anche episodi che per molti altri sarebbero passati nella più totale indifferenza. Fino a prima di cominciare la cura 6 mesi fa, si dilettava scrivendo poesia o piccoli racconti, alcuni dei quali davvero facevano venire la pelle d'oca per la sensibilità che esprimevano. Ora non scrive quasi più. Io capisco il senso di liberazione che sta vivendo dopo anni passati a soffrire a causa delle crisi di panico, ma sono convinto che le cure che sta affrontando se da un lato la pongono in uno stadio di "insensibilità" emozionale che la evita ora gli attacchi di panico, dall'altro le impediscono anche di vivere quelle emozioni, sicuramente più delicate, che ha sempre vissuto nell'ambito della sfera sentimentale familiare. E' in cura da un psicoterapeuta ed un psichiatra, ma mi chiedo quanto entrambi possano essere influenzati dai sui racconti e quanto gli stessi racconti possano essere obiettivi. Sono riuscito a convincerla a farmi parlare con il suo psicologo per raccontargli le mie impressioni, ma lui non ha acconsentito, sostenendo che non è eticamente corretto. Ma per uno psicologo l'importante è che il paziente si senta bene, senza tener presente come siano cambiati i comportamenti del paziente? Mi sembra ovvio che se il paziente dice che è verde, lo psicologo, non avendo altro su cui ragionare crederà che sia verde davvero ... ma se invee fosse rosso? Può lo psicologo valutare davvero la natura di una persona e valutarla meglio da chi la conosce da 10 anni? E' possibile che possa indicarle una direzione sbagliata, semmai fuorviato dai racconti? Tutto sommato l'obiettivo lo sta raggiungendo, lei ora riesce ad entrare in un cinema, o in un ristorante chiuso, è perfino entrata in un ascensore ... ma possibile che il prezzo di ciò sia la lenta agonia dei sentimenti ... Può avere fondamento la mia teoria che tali farmaci, forse unitamente al lavoro dello psicologo (non so bene in che direzione), possano aver si attenuato le ansie ma anche attenuato in generale tutte le emozioni?

Dr. Vassilis Martiadis

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Monday, January 23rd 2012, 8:34pm

A volte gli SSRI possono provocare una sortadi "ovattamento" emozionale, definito come "emotionale blunting". L'effetto è comunque reversibile alla sospencione della terapia. Vorrei fare io una domanda a lei: preferiva vedere sua mogli sofferente e "emozionabile" piuttosto che più libera, serena e autonoma?
Dott. Vassilis Martiadis

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Tuesday, January 24th 2012, 7:45pm

Ovvio che la preferisco serena ed autonoma, ma questa sua serenità sta compromettendo non poco il nostro rapporto. E' indifferente a tutte quelle situazioni che coinvolgono me in primo luogo ed a seguire tutti i familiari. L'avrei preferita serena, autonoma certo, ma anche affettuosa e premurosa com'è sempre stata con me e con tutti quelli che le erano intorno. Non si riesce più ad avere un confronto, è sempre sicura di quel che dice e non più disponibile a riflettere su ciò che gli si dice. Per caso ci siamo ritrovati a discutere con i suoi fratelli di argomenti familliari e con mia sorpresa anche loro hanno sostenuto quello che da tempo le dicevo. Non ha voluto sentire ragioni, ed il giorno dopo li ha duramente criticati sostenendo che non era in grado di comprendere ... In 10 anni non l'ho mai vista comportare così, è sempre stata disponibile, pronta al dialogo ed agli eventuali compromessi che la vita sempre impone. Per tanti anni, nel bene e nel male ci siamo sempre "curati" a vicenda ... mentre un mesetto fa una brutta influenza mi ha davvero fatto stare male (solitamemte anche con 37.5 di febbre vado al lavoro) e lei a stento mi ha preparato qualche farmaco e chiesto con distacco come mi sentissi. Ma forse ancora più eclatante, pochi giorni dopo, una sera quando ns figlio era nel letto con oltre 39,5 di febbre e lei, dopo la solita pillolina di xanax dormiva placidamente ... Un paio di volte si è svegliata in nottata ... ma non più di 6 mesi fa non avrebbe chiuso occhio per controllarlo. Certo, sono consapevole che il suo amore nei miei riguardi potrebbe essersi "dissolto", ma gli episodi di "insensibilità emozionale" si susseguono quotidianamente coinvolgendo anche altre persone ... e tutto questo è cominciato proprio con le terapie farmacologiche e con le sedute dallo psicologo. Ha finto per 10 anni di essere affettuosa e premurosa ed ora è davvero se stessa o le "cure" hanno risolto un problema (l'ansia) ma ne stanno creando un'altro altrettanto grande?
Le sarei grado se mi potesse dare anche un suo parere sul ciò che ho scritto dello psicologo nel post precedente, so che forse l'etica professionale Le consiglierebbe di non dirmi nulla, ma, purtroppo, so che in giro esistono molti (troppi) ciarlatani e vorrei capire se ... diciamo se la terapia/strategia a cui mia moglie è sottoposta è davvero quella che possa farla stare bene.
Grazie per la sua disponibilità.

Dr. Vassilis Martiadis

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Tuesday, January 24th 2012, 10:23pm

Senza conoscere sua moglie, la sua condizione precedente e il tipo di terapia che ha effettuato (dove per tipo non intendo genericamente l'orientamento, ma i temi che sono stati affrontati e in che modo) non posso esprimere giudizi.. Non è una questione di etica nei confronti dello psicologo. E' una questione di etica nei suoi confronti e in quelli di sua moglie.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis

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