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16

Sunday, January 21st 2018, 4:13pm

Sparala, da parte mia non riceverai alcun flame.
Le persone di cui parli, per quanto sole, comunque hanno la possibilità di stabilire interazioni sociali se non altro con i familiari. Penso sia questa la discriminante.
E' vero. Il fatto di essere single non significa necessariamente "essere soli", però ne è un potenziale indicatore o incentivo.
Chi è solo di base è anche certamente single.
Se il problema della solitudine è emerso in un Paese (GB) dove i single risultano essere poco più del 25% della popolazione... immagina ora quanto potrebbe essere un problema da noi dove ufficialmente i single sono il 32%, ma in modo ufficioso pare siano più del 40%.

Voglio spingere nella filosofia....forse tutto ciò che abbiamo intorno è solo un accessorio al nostro servizio, in funzione di noi stessi, se non serve o non se ne sente la necessità si può fare senza o addirittura sbarazzarsene....
L'argomento è affine, molto affine.

Ne introduco una parte, perché tutto sarebbe eccessivamente dispersivo.
Ci sono tre principali ragioni alla base di questa solitudine dilagante.



1- L'inganno della gratificazione istantanea.


Le generazioni odierne sono diseducate all'idea della pianificazione, fatica e merito. Non conoscono questo paradigma mentale perché i loro genitori sono stati incapaci di trasmetterglielo.

*** Le vecchie generazioni (i genitori di cui sopra) hanno conosciuto l'idea di pianificazione, fatica e merito (gratificazione a lungo termine) solo in modo pallido e indiretto. Si trattava di una realtà vissuta e raccontata dai nonni (genitori dei genitori e addietro). Nel mondo dei vecchi di oggi era tutto più facile e/o le prospettive erano chiare. Chi aveva 30 anni nel 1970 non faticava a pagare le rate del mutuo. Con uno stipendio comprava l'automobile. Il loro potere d'acquisto era talmente elevato che quando si lamentavano della mancanza di soldi era perché invece di "tanti" ne avevano solo "abbastanza".
Le prospettive di crescita erano fin troppo positive: bastava aprire una bottega ed evadere un po' il fisco per diventare quasi ricchi.

Questi poi sono diventati i genitori delle attuali generazioni e sono stati incapaci di insegnare il valore della gratificazione a lungo termine (o differita) ai loro figli.
Le generazioni odierne sono abituate ad avere gratificazioni esclusivamente istantanee. Scattano una foto e la vedono subito, se non va bene la ri-scattano fino a quando è perfetta. Possono verificare istantaneamente il risultato della foto. La pubblicano e ricevono "mi piace", "cuori" o altri apprezzamenti in modo istantaneo.

Non sono stati i social a trasformarci in "voglio tutto e subito". I social si sono limitati a venderci quel che volevamo. Non volevamo fatiche e futuri meriti: volevamo il giocattolo pronto che bippasse al nostro comando. Un giocattolo che potevamo spegnere e accendere a comando.



Le le generazioni attuali cercano nell'altro lo stesso tipo di interazione che hanno sempre avuto con i loro genitori o in relazione ai loro desideri infantili: "voglio questo" e il genitore (per non avere rotture) compra subito o dice "no" ed è un "no" definitivo. Se la gratificazione arriva è sempre istantanea, diversamente si cambia porto. Nel mezzo nessuna condizione, nessuna spiegazione.

Tutto ciò ovviamente ci rende -di fatto- narcisisti (nei tratti di comportamento sociale). Non conosciamo il concetto di "pianificazione, fatica e merito". Crediamo che tutto ci sia dovuto in sola funzione di "esistere". Ciò -ovviamente- è incompatibile con un reale rapporti di amicizia o coppia duraturi.

Se prendi due persone così e le metti in coppia: saranno infelici l'uno dell'altra, poiché incapaci di scambiarsi affetto a lungo termine. Non ne sono in grado poiché aspettano sempre che sia l'altro a fare la prima mossa. Pretendono, in cambio di nulla. Si aspettano dall'altro sempre più di quanto mettono di tasca loro. Si aspettano un rapporto come quello che hanno avuto con i genitori, in particolare la madre.

Gli effetti sulla solitudine sono facilmente immaginabili, quindi. Si cambia partner in continuazione. Sono tutti "papabili", ma non ne va bene nessuno. Uno è troppo alto, l'altro ha gli occhiali. Deve essere perfetto/a come se me lo disegnasse la mamma. Stessa cosa con gli amici. Nessuno abbastanza evoluto da capire che il proprio valore personale non giustificherebbe nemmeno l'unione con una persona qualsiasi. E di fatti questa unione non arriva. Mai.



2- Il problema del matrimonio

Chi di voi si azzarderebbe a sposarsi con un millennial o xennial come quelli definiti al punto 1?
Ovviamente il matrimonio ha altri grandi problemi, non solo quello del "con chi ci si sposa", ma soprattutto quello del "da chi rischi di divorziare"; che vi ricordo essere due persone completamente diverse.

Il matrimonio è un contratto sociale e Legale vecchio, non più adatto ai tempi che viviamo e infarcito ancora di troppe tutele sbilanciate nei confronti della donna.
Nella società moderna non è più l'uomo ad avere potere e controllo assoluto a livello sociale e finanziario, anzi.. L'economia è cambiata e le crisi economiche ci hanno reso tutti più poveri. Il lavoro non genera più reddito. Non abbiamo più futuro, non abbiamo i soldi per poterci permettere di fare dei figli. Siamo precari.

Il matrimonio e tutte le istituzioni a corredo, però, ragionano ancora come se fossimo nella condizione dei "vecchi" di cui al punto 1 (***)


Anche dal punto di vista femminile il matrimonio è stato pesantemente svalutato, per non dire criminalizzato. Si potrebbe dire che indirettamente ne sono state svalutate le unioni stabili (tutte) e il maschio a seguire.
E' accaduto poiché la situazione prima era esageratamente opposta. Una donna non poteva essere considerata "rispettabile" se non aveva un uomo al suo fianco, se non si sposava. Il neo-femminismo ha contrastato a tal punto questo pensiero da trasformarlo in uno spauracchio. Le idee a contrasto erano (e sono) praticamente opposte. Per essere una vera donna forte devi essere capace di farcela da sola, emancipata a tal punto da schifare (o rendere praticamente impossibile) la procreazione.
Vi ricordo che queste donne moderne si emancipano nella condizione economica disastrosa attuale. 13 ore di lavoro al giorno per pagarsi l'affitto di un monolocale in periferia e le rate di una fiat punto di quarta mano.
Copiare e doppiare il maschio è stato l'errore del neo femminismo, poiché hanno copiato (e doppiato) anche tutti i difetti del maschilismo.


La debacle del matrimonio ha avuto i suoi effetti sulla condizione di solitudine della popolazione. Nel bene o nel male il matrimonio configurava una compagnia (e compagna/o) obbligatoria/o. Le famiglie poi facevano "cose da famiglie", incontrandosi tra famiglie. Insomma: incentivavano la socialità, anche solo per la condivisione dei problemi.



3- L'ipocrisia ed economia.


Il terzo punto è molto caratteristico della società italiana.

Quelli che fino a 30-40 anni fa erano "convenzioni sociali" palesemente di facciata da applicarsi pubblicamente solo per mantenere la faccia ...oggi sono diventate realtà da accettare, pena essere considerati dei mostri.

Un tempo nessun genitore si sarebbe azzardata a dire al figlio:
- "Non importa se sei povero, basso e remissivo, continua pure a fare il pittore anche se non sai pitturare: troverai una ragazza che ti ama per quello che sei".

Così come nessun genitore si sarebbe azzardato a dire alla figlia:
- "Mangia pure come un maiale e comportati da tale, sarai bellissima comunque, troverai un uomo che ti ama per quella che sei, l'estetica non conta".

Queste due che ho usato a scopo esemplificativo e tante altre sono cose che si son sempre dette. Un tempo però si sapeva che erano false. A furia di ripeterle, queste ed altre convenzioni di facciata hanno preso il posto della realtà nella coscienza comune.
Ovviamente poi la realtà reale, quella fatta di cose che accadono per causa di forza maggiore: oppone ancora una certa resistenza a queste idee ipocrite umane. Ed e proprio qui che casca l'asino: il contrasto tra la realtà e la iper-realtà ipocrita genera nevrosi a cascata e ci rende infelici. Piuttosto che avere a che fare con la realtà di essere imperfetti: preferiamo starcene da soli.

L'uomo basso, povero e remissivo lo sa benissimo in cuor suo (inconsciamente) che non può essere amato per le sue caratteristiche pre-elencate, però ha perso troppo tempo nel convincersi che questo poteva accadere ed oggi che è ben più che adulto non è altro che un uomo basso, povero e remissivo. Non ha più voglia di andare in palestra. Lavorare 15 ore al giorno con l'economia attuale non lo renderanno ricco. E' troppo tardi per dis-imparare ad essere remissivo; quando c'è un problema meglio telefonare a mammà.

La stessa cosa accade alla donna che all'alba dei 30 scopre che l'estetica conta, che essere femminili attrae i maschi migliori, che non era vero che poteva comportarsi da essere indefinito ed edonistico senza pagarne le conseguenze... e che in generale ci ha pure preso gusto. A 30 anni levarsi i chili di troppo non restituisce la tonicità. E' troppo tardi anche per disimparare modi e comportamenti da animale da birreria.

A scanso di equivoci: il Lui e la Lei degli esempi (topici) qui sopra: non si accontenterebbero l'uno dell'altra.


Esiste anche una ipocrisia economica in parte spiegata al punto 1 che rende le cose ancor più difficili.
Il mainstream governato dai vecchi continua a dare per scontate le capacità economiche della generazione precedente, ignorando quasi completamente il dissesto finanziario attuale di chi si appresta a "farsi una vita".
Se non metti su famiglia per la società sei ancora uno o una che non vuole rinunciare ai vizi, che non si priverebbe di nulla, egoista, che non vuole fare un minimo di sacrificio, etc.

La realtà invece è ben diversa. Per chi non ha le spalle coperte dai genitori, per chi si deve "fare da sé": farsi una vita vera costa troppo. Non ci sono le risorse per creare l'ambiente per crescere e sfamare un figlio. E non è certo rinunciando all'iphone o alla vacanza che ci paghi pannolini o asilo. Inoltre lo stile di vita odierno ha standard più elevati e "condivisi" di un tempo. Se te la passi male: te la passi male. Non puoi "fingere" ricchezze che non hai e non puoi sperare in un futuro per rifarti economicamente: l'economia non lo permette.

Ecco che venendo a mancare la prospettiva di famiglia, le unioni stabili perdono ragion d'essere. Se è vero che l'amore è eterno finché dura: tanto vale vivere di continui inizi e, nel mezzo: la solitudine.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

fran235

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Sunday, January 21st 2018, 4:38pm

Grazie Bruce, contrariamente a quanto avevo preannunciato mi trovo d'accordo con te per la gran parte dell'articolato ragionamento che poi è parzialmente legato a un mio pensiero ricorrente, ossia che la famiglia tradizionale è incompatibile con il modello socio-economico verso cui stiamo tendendo. Mi viene la curiosità di capire come un ministero possa in qualche modo mitigare i disagi derivanti dal dilagare della solitudine quando questa deriva da cause così profondamente insite nella società.
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Creamy

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18

Sunday, January 21st 2018, 4:49pm

Mi piace l'idea, non la trovo assurda, io mi immagino tipo sovvenzioni per strutture che aiutino la socialità, a seconda più o meno delle fasce d'età ( ma ciò non esclude che possano nascere tanti posti dove che ne so un giovane abbia la possibilità di stare a contatto con un anziano ), io ad es. ho un po' sofferto il fatto che nella mia piccola realtà non ci siano luoghi di aggregazione giovanile, che non sia la chiesa U.U ...cmq concretamente cosa sta facendo questo ministero? Sarei curiosa

Kyra

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Sunday, April 8th 2018, 10:57pm

Questa non l'avevo mai sentita...una politica contro la solitudine. Però a me piace. Immagino intendano la solitudine come assenza di rapporti umani, emarginazione fisica, e secondo me è una cosa utile. E' diversa però la solitudine esistenziale, quella che ci sentiamo dentro, nonostante siamo magari circondati da persone, o abbiamo comunque possibilità di rapporti umani. Su questo, penso che la politica non possa fare molto, ma dipende dalla coscienza delle persone.

Piccolo appunto: non credo che la solitudine esistenziale nasca dal doversi sentire per forza parte di qualcosa... (meno male che alcune ideologie sono crollate, con tutti i danni che hanno fatto), ma dal bisogno di essere accettati come individui unici e irripetibil.

fotonis

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Tuesday, April 24th 2018, 7:29pm

La mia solitudine oramai è una salvezza,vado in farmacia l'altro giorno e trovo la dottoressa che pareva una ossessa contro il reddito di cittadinanza e noi dietro a quel poveretto che ci era capitato ad aspettare il turno; andiamo al baretto l'altra sera a prenderci un caffè e giù una lamentela di oltre mezz'ora da parte di una donna russa findanzata con un italiano titolare del bar, rossa in viso che sputava veleno contro gli immigrati economici sui barconi che mangiano aggratis e gli danno perfino la piscina, perchè lei invece per entrare ha dovuto fare tutta la procedura legale ed ha dovuto pagare perfino le tasse e poi ancora a lamentarsi di non fare a tempo a sposarsi e fare giusto quei 3-4 figli perchè il bar con le tasse da pagare stava diventando un problema, un mal di testa che non vi dico, una roba che quando siamo tornati a casa ci siamo rilassati con la musica classica. I vicini che hanno i figli grandi disoccupati e giù lamentele contro il governo, i nostri parenti che sono dei fanatici religiosi che non si sopportano proprio, molto formali e ridigi di cervello: figurati a dirgli che io e mio marito siamo reincarnati... Ci butterebbero acquasanta addosso e ci direbbero vaderetro! Dove vai? Chi dovremo frequentare? Abbiate pietà di noi.

fran235

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Tuesday, April 24th 2018, 8:12pm

Be il mio motto è peace and love....se volete ci prendiamo un caffè
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fotonis

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Tuesday, April 24th 2018, 9:27pm

Io invece sono Libertà ed ho imparato che la mia pace me la devo cercare da sola, e se non nutro amore e stima per me stessa mi imiteranno anche gli altri e mi metteranno sotto i piedi come una pezza, ma devi buscarle tante volte per capirlo e si comincia proprio dalla famiglia di origine, messa insieme così come capita, perchè quando diventi adulto ti accorgi che sei completamente diversa da loro e soprattutto come loro volevano che tu diventassi.
Noi abbiamo chiuso il sipario con le nostre famiglie, non li frequentiamo più da anni e siccome siamo diventati atei non ci incontriamo neppure in occasione delle festività religiose, una pacchia incredibile viversi tutti quei giorni di festa in piena libertà, non dobbiamo più preparare pranzi da buffonata, zero regali inutili e soprattutto non ci diamo più gli auguri: a cosa servono se non ci credi? Ma ci sentiamo ogni tanto solo telefonicamente non c'è più rancore ma siamo come il giorno e la notte e mi pare giusto che ognuno conduca la propria esistenza a modo suo, a loro preferiscono la compagnia del mio cane. Mio marito suona per hobby ed a volte invitiamo a casa i suoi amici e mi piace ascoltarli suonare e mangiarci una pizza insieme: è divertente.

fran235

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Tuesday, April 24th 2018, 9:36pm

Sono felice per voi. Io invece detesto la solitudine
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fotonis

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Saturday, April 28th 2018, 12:41am

Da Fran:"Sono felice per voi. Io invece detesto la solitudine"
A volte un dente estirpato e messo a mo' di paragone per dire di una situazione dolorosa un po' alla buona che ho vissuto realmente ieri sera e da cui bisognava liberarsi ci costa una solitudine, un distacco, dall'essere giudicata una persona malvagia e superficiale: per questo non credo più nell'amore ma nella Libertà. Non provo amore per te.

fran235

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Saturday, April 28th 2018, 7:26am

Mi spiace che non provi amore per me, ma d'altronde ti capisco benissimo, neanche io mi amo granché.
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filippide

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Tuesday, May 8th 2018, 3:31pm

bruce0wayne che dire, un quadro molto interessante.

frili

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Wednesday, May 9th 2018, 6:13pm

Concordo.
Leggo solo ora tutto questo (oggi ho un sacco di tempo libero!) ed è veramente molto interessante. L'analisi di bruce è ahimè molto lucida e vera. E' un mondo che non sa stare al passo con se stesso....e, non è retorica, ma il crollo delle ideologie ha lasciato un vuoto che non si può colmare con la corsa all'avere e al consumare. Lo dico da un punto di vista molto pratico, non nostalgico, sia chiaro.
A fotonis faccio una domanda che non vuol essere una provocazione, solo bisogno di chiarimento: ami la solitudine, ma dici sempre "noi".....siete in due: non siete soli ma isolati, secondo me........

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