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31

Wednesday, November 22nd 2017, 9:16pm

Credo che la maggior parte delle persone che parlano di "rassegnazione" abbiano proprio in mente il concetto che hai esposto.

Battuta a margine, in Italia manco i giovani vanno a correre :wasted: :wasted:
namasté

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Thursday, November 23rd 2017, 7:47pm

Bruce mi così mi deludi! Dov'è il guerriero che è in te? Ma quale rassegnazione!! Finchè avrà un globulo rosso nel sangue, un respiro e un cuore che batte io non mi rassegnerò a niente anche se starò su una sedia a rotelle!!
Mi sa che ci stiamo fraintendendo sul termine "rassegnazione".

La rassegnazione non è quella che ci dipingono le venature "new age" della cultura moderna. La rassegnazione può essere (ed è) spesso funzionale, a seconda della situazione.

Se ho 40 anni e mi rassegno a non mangiare più dolci senza ritegno: mi comporto in modo funzionale.
Non sono depresso, sono rassegnato.
Non sono un fallito: sono rassegnato.
Non sono debole: mi adeguo.
E, per il futuro: la mia rassegnazione sarà funzionale alla mia vita.

Mi spiego meglio più sotto.

Ci saranno degli acciacchi? Pazienza. Bisogna andare avanti, la vita è fatta di fasi e tutte possono essere fonte di crescita inclusa la vecchiaia.
E' in quel "pazienza" la chiave di tutto. Quella è rassegnazione.
Se al posto di "pazienza" avessi scritto: esco a provarci con le 19enni, oppure: vado a fare una scalata in mtb, oppure: alla domenica bevo come una spugna, dormo 3 ore e al lunedì sono presente e vigile a lavoro... allora c'era qualcosa che non va.

Accettare le fasi è rassegnazione.
Per spiegare il concetto faccio l'esempio diametralmente opposto. Chi non si rassegna, chi non accetta le fasi: cerca continuamente di dimostrare a se stesso/a di non essere vecchio/a. Trucco, tinte, vestiario e comportamento da ragazzini. Sfiorano il ridicolo.

Inizio ad avere la mia età anche io. Mi rassegno, ma non per questo mi deprimo o fallisco: semplicemente cambia la forma di alcuni comportamenti.
Al lavoro, per esempio:
- quando devo studiare una nuova tecnologia: mando avanti i più giovani, poi ridefinisco io alla fine
- quando si esce a pranzo prendo il dolce più goloso, lo assaggio e poi lo lascio finire a loro
- quando vanno a correre come pazzi: io mi faccio trovare verso la fine del percorso
- quando bevono 384 "schorthini" al bar: io vado di vino rosso o di rum con cola zero
- quando parlano di futuro io divento un malinconico oracolo e cerco di evitargli gli errori che ho fatto e che ho visto fare
- quando giocano: gioco anche io, ma quando è ora di fermarsi sono quello che inizia lo stop e ferma tutti (altrimenti andrebbero avanti per giorni).
- etc.

Piacerebbe anche a me essere come loro, ma non lo sono (più). Quindi mi rassegno e faccio la mia parte in modo diverso.


Se madre natura ci ha dato anche la vecchiaia un motivo ci sarà e madre natura non sbaglia mai.
La vecchiaia serve a non fermare l'evoluzione.
In natura tutto ha un ciclo vitale. L'evoluzione interviene con piccoli cambiamenti per ogni ciclo vitale, generando dei "tentativi".
Ogni ciclo leggermente diverso va incontro a una vita diversa. La scrematura dei migliori avviene proprio per mortalità.
Così madre natura si assicura di avere sempre una versione "aggiornata" di esseri umani.
Questo per quanto riguarda la specie.

Per il singolo, invece, la vecchiaia è solo un problema. Ma esso (singolo) non esisterebbe all'infuori della sua specie... per cui: o esisti da mortale (invecchiante, biodegradabile), oppure non esisti.

Il problema è che diamo troppa importanza al nostro IO, poiché essendo esso autocosciente: s'immagina che l'esistenza ruoti attorno a lui. Niente di più sbagliato.
Noi non esistiamo per soddisfare i nostri bisogni: sono i nostri bisogni che esistono per soddisfare quelli della specie e, a scalare: quelli di madre natura.

Qui si potrebbe aprire un capitolo a parte, poiché siamo proprio nel tempo dove la società _alienandoci da quel che è naturale_ ci ha diseducato alla vita, al merito e al desiderio.
Oggi siamo tanto più soli, infelici, patetici e "diversamente giovani": proprio perché siamo ignoranti rispetto alla vita, alla natura e anche alla vecchiaia.

Ad ogni modo la vecchiaia può essere ritardata con un sano stile di vita. Conosco anziani che fanno la maratona, che si fanno 4 ore in bici, che zappano ancora la terra.
La vecchiaia non si può ritardare, ma si possono contenere i suoi effetti.

direi che la mia rassegnazione è fastidiosamente turbata dalla pletora di quanti non si si rassegnano.
In effetti è così, anche per me.
Ci sono troppi ignoranti che non sanno "rassegnarsi" e spingono anche i più tranquilli a sentirsi inadeguati.

Litigo continuamente con persone che mi dicono "farò un figlio a 45 anni, tanto oggi si può", solo perché mi scappa di dire che andranno in contro a rischi e che se possono permetterselo dovrebbero farlo prima.

Oppure, per il motivo opposto: se sei senza figli a tot anni e dici di non volerne più perché è tardi: ti assaltano i non rassegnati, poiché se passa la tua tesi: sono troppo vecchi anche loro.


C'è da dire, visto anche gli interventi di questo thread, che la vecchiaia è prima di tutto uno stile di vita
Da un certo punto di vista si, ma non è quello oggettivo.
Da un punto di vista oggettivo (il più oggettivo possibile): la vecchiaia è una condizione psico-fisica e biologica che può essere "rafforzata" o "indebolita" dallo stile di vita.
Nonostante questo, un ventenne segregato in casa da mesi può uscire, correre fino a non sentirsi più le gambe e probabilmente sopravviverà. Se lo fa un cinquantenne sedentario: rischia la vita e percorre (alla metà della velocità) un tratto di strada irrisorio rispetto al collega ventenne.

Stessa cosa per il sesso.
Da "anziani" può essere anche molto appagante, complicato, vizioso, etc. Ma quella "botta di vita" che poi ti viene da svenire... non la senti più. :assi:


La rassegnazione equivale alla resa
In realtà no.
Va intesa come una rinuncia volontaria (o comunque consapevole) ad attività che non si è più in grado di fare, ma che la nostra mente ancora ricorda o riesce a proiettare.
Per molte altre attività, invece, non ce n'è nemmeno bisogno: senza accorgercene smettiamo di farle. In questo caso la rassegnazione sta nell'accettare la condizione senza farne un dramma.

Credo che la maggior parte delle persone che parlano di "rassegnazione" abbiano proprio in mente il concetto che hai esposto.
Purtroppo Sì.

Ma possiamo anche trovare un termine più adeguato. Accetto consigli.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

fran235

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33

Thursday, November 23rd 2017, 8:29pm

Premesso che nella sostanza sono d'accordo con Bruce, se proprio non si vuole utilizzare il termine rassegnazione in quanto percepito come fallimento, si potrebbe optare per accettazione. Anche se poi la natura se ne sbatte se accettiamo o meno...il tempo passa e basta.
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I'm drowning in my nostalgia

34

Thursday, November 23rd 2017, 8:51pm

Sarà ma io nel termine rassegnazione ci vedo una forma di resa, comunque a dirla tutta i termini sono relativi, ciò che conta è con quale spirito si affronta la vita e vale a 80 anni così come a 20. Ci sono 20 enni pantofolai e 80 enni birichini, credo che sia tutto molto soggettivo. Dal mio modesto punto di vista ognuno dovrebbe cercare sempre il massimo da se stesso a qualsiasi età, logicamente con giudizio e cioè in relazione al proprio stato psicofisico riconoscendo i propri limiti. Tuttavia a volte ho l'impressione che il vero limite sia di tipo mentale tipo avendo raggiunto tale età a prescindere sono fuori da certe dinamiche. Mio zio e mia zia sono una strana coppia eppure vanno d'amore e d'accordo. Lei una volta andata in pensione è caduta in depressione, ha messo le pantofole ed esce giusto a fare la spesa. Lui quando è andato in pensione ha scoperto una nuova vita, mi fa "sono più impegnato ora rispetto a prima, non sto un attimo fermo!" Come me è un gran camminatore e a volte mi racconta di aver fatto giri di ore, poi la spesa, poi in giardino, gli dico ma hai le Duracell?! Insomma ha quel brio, quell'argento vivo addosso che gli consente di vivere i suoi 76 anni non dico come un ragazzino ma con quella vitalità che certamente non fa rima con rassegnazione.

gloriasinegloria

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35

Thursday, November 23rd 2017, 10:01pm

A proposito del "rassegnarsi": mi è capitato parecchie volte di ascoltare altrui commenti su anziani con atteggiamenti e/o mise proprio stonati con l'età (il 75 che fa il calamaro con la quarantenne o trentenn, la 75 enne che va in fibrillazione simil-ormonale al cospetto del 50enne, e così via), e il commento ilare era appunto "eh...non si rassegna!".

L'ho sentito tante di quelle volte questo "eh..non si rassegna!" che francamente fu la prima considerazione che mi venne in mente guardando una sfilata di bolidi a due ruote che partecipavano ad un motoraduno, (estate scorsa), quando mi resi conto che dai caschi uscivano ciuffi di capelli bianchi e dai pantaloncini ...gambe...sarcopeniche, da anziani. Mi venne questo "non si rasssegnano" più che altro perché pensavo a uno dei miei più cari amici che, anche lui patito di bolidi a due ruote, a 50anni acquistò il top in BMW e poi venne a prendermi per l'euforia di farci un giro. Lui ha oltre dieci anni più di me, e...nel risalire a cavallo di questa grande moto mostrò un'agilità di cui mi complimentai (io con dieci anni di meno non l'avrei avuta), e lui mi fa ridendo "Voltaren!"..."quando prendo la moto prendo prima il Voltaren, altrimenti mi spezzo di dolori e non riesco neanche a salirci!"....

Non ho mai sentito pronunciare, né mi è mai venuta alla mente, quella stessa frase al riguardo degli anziani (uomini e donne) che, curati e vitali, coltivano quella loro vitalità in modi adeguati a età e fisico.

Chapeu, per dire a un Roberto Gervaso o ad una Barbara Alberti, mentre penso a una Barbara D'Urso, ma anche alla Madonne Ciccone, come due esempi da manuale di persone che "non si rassegnano", purtroppo.

Vento

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Friday, November 24th 2017, 11:03am

Anche se poi la natura se ne sbatte se accettiamo o meno...il tempo passa e basta.

Ma il problema dell'essere vecchio è proprio il tempo che non passa. Non c'è niente di più immobile del tempo che scorre.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

37

Friday, November 24th 2017, 11:35am

In realtà più si diventa anziani più il tempo scorre velocemente.
A 70 anni un anno è 1/70 della propria esistenza, mentre a 30 anni è solo 1/30.
Ed 1/70 è molto più breve di 1/30.
Pertanto, in proporzione ovviamente, la percezione del trascorrere del tempo accellera con il progredire dell'età anagrafica.
Ecco spiegato perché, ad esempio, le persone anziane tendono a dormire meno.
Se io stesso penso, chessò, ai tempi dell'università, ricordo che un anno accademico mi pareva lunghissimo mentre ora, da un compleanno all'altro .. zac!
Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

This post has been edited 1 times, last edit by "Acronimo" (Nov 24th 2017, 11:41am)


Vento

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Friday, November 24th 2017, 12:02pm

Non mi risulta che sia così.
Il vecchio in realtà, avendo a disposizione tutto il tempo del mondo, non lo utilizza più. Non si impone sul tempo come chi ne deve fare qualcosa. Lo subisce. Gli scivola addosso. Non va incontro al tempo ma è il tempo ad andargli incontro. Lo sanno tutti quelli che hanno provato almeno una volta a stare fermi senza fare nulla.


E se il tempo lo si lascia scorrere senza che niente accada, senza che ci si muova anche nello spazio nelle cose, si ritorna a quell'età "infantile", tipica della vecchiezza, in cui si ripiega in quell'interiorità assopita dove il proprio mondo interno si svela.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

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Friday, November 24th 2017, 12:35pm

Ma il problema dell'essere vecchio è proprio il tempo che non passa. Non c'è niente di più immobile del tempo che scorre.

:hmm: Per ogni cellula del nostro corpo...il tempo passa, ogni secondo, e lo si vede, SE lo si guarda....

Se poi vogliamo pensare che non sia vero...forse è un gioco molto temerario, ma che non evitiamo con la temerarietà pseudo-filosofica, e che ci presenta comunque il conto...(magari come come al mio amico, nel più felice dei casi: vuoi salire sulla tua moto come facevi senza pensarci a 25 anni...ma...siccome ne hai 50...o ti aiuti col Voltaren o no ci sali proprio)....

P.s.: ieri sera ho visto una (stranamente deludente) puntata di Nemo, su Rai2.

Deludente, per me, globalmente, e poi particolarmente deludente per un servizio sulla Terza Eta' che ho trovato "a livello Maria De Filippi o Barbara D'urso".

Il nucleo era di ultraottantenni che "abballano" al centro anziani e che qualche volta "si inammmmmorano e si sposano persino" (oddio...la reversibilità fa sempre comodo, e questo è l'unico aspetto che riesco a "comprendere" in qualunque matrimonio over 40 , e ho proprio detto 40 e non addirittura 80 :assi: ).

Chiedo scusa a Tutti se riporto quel che penso davvero e che mi fa orrore: a me fa orrore pensare che ...rottami fisici, perfettamente consapevoli ENTRAMBI del fatto che "bello e sessualmente stimolante" sia ben altro da ciò a cui fisicamente si congiungono alla bisogna over 80, ma anche over 70, e per me possiamo anche scendere a over 50 , se siete d'accordo e se la cosa non Vi turba.

L'aspetto più PORNOGRAFICO a cui ritengo di aver assistito, però, è questo : ultraottantenni che dichiaravano di avere rapporti sessuali (testuale) "mah certo mica tutti i giorni, però ...una volta alla settimana, dieci giorni"" e che alla domanda "con qualche aiutino?" rispondevano tronfi "ma neanche a pensarci! Mi fa schifo solo l'idea!"...

A completare il tripudio dell'oscenità pornografica...Lando Buzzanca 82 enne, ora compagno di donna 41enne, che a propria volta (ma lui è un comico, dopotutto) si sdegna dinanzi alla domanda di Lucci "aiutino?" ...e ribadisce "ma quale aiutino? Mi fa schifo solo l'idea! Ci sono le energie!"............. :roftl:

ORA : la FISIOLOGIA UMANA ...UNA E', e non è re-inventabile né re-scrivibile dai simpatici (e molto orgogliosi) ballerini e faccendieri dei centri anziani over 60, e in ambito medico è proprio un'ovvietà, nota a tutti i medici e anche a chiunque di curi di conoscerla. E non prevede erezioni spontanee a ...70 anni...e men che mai le prevede alla vista di un rudere femminile coetaneo...

Infatti...l'unico simpatico e realistico tra gli ospiti era un attore (non so il nome), quarantenne circa e molto piacevole nei modi e nell'aspetto, che più realisticamente diceva "ma...non capisco questo sdegno verso la pillola blu, a cui sta scendo il brevetto per cui sarà anche accessibile a pochi euro tra i generici, perché...a me dà conforto l'idea di potermici affidare, quando sarà ora!"...

Cosa ne concludo? Personalmente ne concludo una esondazione di "giovanilismo" (sostanzialmente ignorante di ciò è certezza per la Medicina e Fisiologia Umana) che viene fomentato da chi "non si rassegna" e poi elevato a potenza (non so perché, giuro che devo cercare di capirlo) da una informazione che io trovo sia DIS-informazione BECERA.

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40

Friday, November 24th 2017, 1:00pm

Per ogni cellula del nostro corpo...il tempo passa, ogni secondo, e lo si vede, SE lo si guarda....

Leggimi meglio. Perché nei miei precedenti posto ho parlato appunto del mito della giovinezza.</div><div><br></div><div>Il vecchio non ha più tempo "suo". Ciò che si doveva evolvere, si è già evoluto. Il vecchio è l'ultimo stadio, forse l'unica vera età, da cui non si cambia perché non ce ne sarà un'altra. Non ha più un suo tempo nel mondo in cui procedere, ma solo il tempo del mondo, degli orologi, che scorre con regole non sue. Le sue rughe sono la testimonianza proprio di quel tempo. Solo per questo io già gli porto rispetto.

Se poi vogliamo pensare che non sia vero...forse è un gioco molto temerario, ma che non evitiamo con la temerarietà pseudo-filosofica

Eh, vabbeh, è chiaro poi che se la vuoi mettere così è inutile pure portare altri argomenti. Me ne farò una ragione.
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41

Friday, November 24th 2017, 1:34pm

Leggimi meglio. Perché nei miei precedenti posto ho parlato appunto del mito della giovinezza.



Il vecchio non ha più tempo "suo". Ciò che si doveva evolvere, si è già evoluto. Il vecchio è l'ultimo stadio, forse l'unica vera età, da cui non si cambia perché non ce ne sarà un'altra. Non ha più un suo tempo nel mondo in cui procedere, ma solo il tempo del mondo, degli orologi, che scorre con regole non sue. Le sue rughe sono la testimonianza proprio di quel tempo. Solo per questo io già gli porto rispetto.

Ma...probabilmente sono più prossima di Te all'anzianità, e quindi ...mai messo in discussione il rispetto! (voglio dire che non mi converrebbe neanche).

Poi, magari, per essere rispettati (vale per tutti e qualunque età) sarà anche opportuno che diamo "segni" delle ragioni su cui dovrebbe fondare la nostra rispettabilità. Non credi?

E quando ci si illude che quei segni possano consistere nel fatto che "un ottuagenario è sessualmente superman e schifa persino viagra, cialis, et similia, perché asserisce di farcela da solo" ...embè forse...chi ignorantemente lapida il proprio percorso di "rispettabilità" è proprio quell'anziano! .....

Mentre il dramma è che oggi sono TANTI!!!!!!!!!!!! E che servizi di pseudo informazione come quello di Nemo fanno proselitismo su questo NULLA - ANTI - NATURA e , quel che è peggio, rischiano anche di far sentire "sbagliati " quegli ultreasettantenni che sarebbero serenamente orientati a fare i nonni, o semplicemente i se stessi che non hanno trent'anni...pensando a ben altro che al sesso tra ruderi ...

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42

Friday, November 24th 2017, 1:48pm

che sarebbero serenamente orientati a fare i nonni,.


che magnifico compito per gli anziani! parlo a titolo personale, ma io anelerei a 70 anni (semmai dovessi arrivarci) a comprare le caramelle per una nipotina (o nipotino), piuttosto che comprarmi il viagra.

ps
nessuno si senta offeso sono considerazioni su me stesso
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43

Saturday, November 25th 2017, 1:13pm

ORA : la FISIOLOGIA UMANA ...UNA E', e non è re-inventabile né re-scrivibile dai simpatici (e molto orgogliosi) ballerini e faccendieri dei centri anziani over 60, e in ambito medico è proprio un'ovvietà, nota a tutti i medici e anche a chiunque di curi di conoscerla. E non prevede erezioni spontanee a ...70 anni...e men che mai le prevede alla vista di un rudere femminile coetaneo...

Infatti...l'unico simpatico e realistico tra gli ospiti era un attore (non so il nome), quarantenne circa e molto piacevole nei modi e nell'aspetto, che più realisticamente diceva "ma...non capisco questo sdegno verso la pillola blu, a cui sta scendo il brevetto per cui sarà anche accessibile a pochi euro tra i generici, perché...a me dà conforto l'idea di potermici affidare, quando sarà ora!"...

Cosa ne concludo? Personalmente ne concludo una esondazione di "giovanilismo" (sostanzialmente ignorante di ciò è certezza per la Medicina e Fisiologia Umana) che viene fomentato da chi "non si rassegna" e poi elevato a potenza (non so perché, giuro che devo cercare di capirlo) da una informazione che io trovo sia DIS-informazione BECERA.
Esatto: tant'è.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

44

Sunday, November 26th 2017, 3:38pm

Rileggendo i vari interventi mi rendo conto che ci si è proiettati sulla vecchiaia e non sul sentore della vecchiaia. Mi spiego meglio: il mio thread non era volto a fare un'analisi della vecchiaia in se ma al sentirsi vecchi. Tempo fa è stata aperta in questo forum una discussione da parte di "giovani-vecchi" cioè ragazzi/ragazze non più che trentenni terrorizzati dalla ruga o dal capello bianco. Alle superiori un mio amico di scuola a 17 anni aveva già molti capelli bianchi, altri miei coetanei nonostante ancora giovani sono già vecchi decrepiti in termini di sedentarietà. Ciò che intendo dire è che al di la di come ci sentiremo/vivremo quando avremo 80/90 o più anni, è come viviamo -oggi- il passare degli anni, oggi che in linea di massima, almeno a giudicare dai presenti, siamo ancora giovani dove per giovani intendo mentalmente lucidi e fisicamente attivi chi più chi meno nei limiti delle proprie abitudini/attitudini.

Non è quindi in se il prendere coscienza della propria età ma come si approccia ciò che verrà.

gloriasinegloria

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45

Sunday, November 26th 2017, 5:03pm

Non è quindi in se il prendere coscienza della propria età ma come si approccia ciò che verrà.

Ma è appunto su questo che ha risposto chi ha parlato di rassegnazione.

Speriamo di poterci rassegnare a 90 anni di quei segni e limiti che sono dei 90 anni, ma abbiamo agio e modo di cominciare a rassegnarci per quei segni che si affacciano molto prima, di giorno in giorno.

Basta pensare alla presbiopia. Pochi miracolati che non sforzano gli occhi in letture e monitor, pure se nati con vista perfetta, possono continuare a leggere allontanando lo scritto fino massimo 50 anni. Chi usa molto la vista per letture e pc...spesso è già un "non leggente" senza occhiali da lettura già verso i 43 anni.

Sai Michele, come si chiamavano gli occhiali da lettura, a inizio secolo ? Si chiamavano "occhiali per i vecchi" ! :roftl:

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