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Vento

Nube del lupo

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16

Monday, November 20th 2017, 7:52pm

<< Com'è triste l'uomo solo che si guarda nello specchio.
Ogni giorno un po' più vecchio, che non sa con chi parlare.
Passa giorno dopo giorno, senza avere senza dare.
Quando il sole va a dormire ed il cielo si fa scuro,
resta solo una candela ed un ombra sopra il muro. >>

La tristezza negli occhi dei vecchi nasce dalle nostre sentenze con cui li abbiamo già condannnati a morte prima ancora che la biologia abbia fatto il suo corso. Come i poveri, vivono nell'esclusione della nostra indifferenza, per la loro inutilità. E' il nostro distacco emotivo che li fa precipitare in un autismo silenzioso, in quelle malinconiche passeggiate solitarie.


Eppure sono vivi. Perché di fatto la morte non riguarda mai nessuno.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

Leyla

Santa Impazienza

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17

Monday, November 20th 2017, 8:19pm

Mi sento più giovane ora di dieci anni fa. Ma mi rendo conto che sto cercando di "intortarmi".
Perché è vero che peso la metà, che conduco una vita più sana e con più interessi però...
- ogni acciacco ci mette il doppio a passare
- ho aperto un mutuo dal dentista
- dico sempre "stasera facciamo tardi, ci divertiamo" e alla seconda birra mi addormento sul bancone
- ogni visita di controllo diventa motivo di ansia
- guardo con invidia a chi ha la metà dei miei anni e tutta una vita da costruirsi
Cerco, nella rassegnazione consapevole che ogni anno è un anno in meno che mi resta e non so quanti
me ne resteranno e soprattutto che qualità di vita avrò, di vivere al meglio delle mie possibilità.
Non credo ci sia poi molto altro da fare.
Ho l'anima tutta incrinata di brividi di stelle

gloriasinegloria

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18

Tuesday, November 21st 2017, 1:32am

Tu come ti confronti con l'età che avanza?
Con la rassegnazione.
Credo non vi sia un sentimento più sano da provare a riguardo.

Inutile infarcirsi la bocca con elogi della vecchiaia: poiché essa è "il male", la morte che si avvicina. E' un lento decadimento psico-fisico che determina il nostro lento distaccamento dalla vita.

La vecchiaia oggi è messa in oblio, come la morte. Fingiamo che non esista.
Stagionate showgirls si fanno puntare fari da Kw di potenza sulla faccia in modo da apparire giovani.
Tutti si dicono giovani.
Muore una persona di 60 anni: "era giovane".

La vita di prima non ci spingeva a tingerci o a curarci per fingerci giovani perché tanto morivamo presto. SI viveva in modo più vicino a quello che la natura aveva pensato per noi.
Ci si accoppiava quando ancora non si era "geriatrici", si figliava, ci si sforzava per portare i figli all'accoppiamento e poi si moriva.
Era più facile.

Trovo che questo quadro di Bruce sia di una lucidità strepitosa. :hail:

Per rispondere al quesito di Michele, invece, direi che la mia rassegnazione è fastidiosamente turbata dalla pletora di quanti non si si rassegnano.

Ci sono tanti applicativi di "adulto-anziano che non si rassegna", ma quello che mi avvilisce di più l'applicativo sessuale : se c'è una cosa che davvero mi fa ribrezzo è il sesso in età molto matura, mentre per il sesso in età addirittura attempata...avessi potere normativo stabilirei l'obbligatorietà del TSO, con TSO senza alcuna discrezionalità del Medico se c'è l'aggravante dichiarata dal paziente di chiamare "amore" la propria pulsione estemporanea. :assi:

Leyla

Santa Impazienza

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19

Tuesday, November 21st 2017, 5:56am

Cit. da Gloriasinegloria
"Ci sono tanti applicativi di "adulto-anziano che non si rassegna", ma quello che mi avvilisce di più l'applicativo sessuale : se c'è una cosa che davvero mi fa ribrezzo è il sesso in età molto matura, mentre per il sesso in età addirittura attempata...avessi potere normativo stabilirei l'obbligatorietà del TSO, con TSO senza alcuna discrezionalità del Medico se c'è l'aggravante dichiarata dal paziente di chiamare "amore" la propria pulsione estemporanea."
Quoto anche le virgole.
Ho l'anima tutta incrinata di brividi di stelle

Vento

Nube del lupo

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20

Tuesday, November 21st 2017, 12:14pm

C'è da dire, visto anche gli interventi di questo thread, che la vecchiaia è prima di tutto uno stile di vita (o meglio di non-vita) che viene imposto dagli altri. Ma in fondo i vecchi, per fare un parallelismo con quell'altro thread, sono il nostro specchio.

In effetti, se le cose stanno così, ne avete per preoccuparvi.
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fran235

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21

Tuesday, November 21st 2017, 2:17pm

Carissimo Vento, purtroppo gli altri possono contrbuire a farti sentire "vecchio" , ma il fatto di diventarlo è un dato oggettivo che deriva dalla natura e sul quale la scienza può contribuire positivamente, ma non poi più di tanto. Per quello che mi riguarda (parlo a titolo personalissimo) la cosa peggiore è il contrasto tra il cuore da una parte e il binomio mente-corpo dall'altra. Il cuore (non in senso medico) è quello di un ventenne. Si appassiona, si innamora, si strugge, ma il malefico binomio decade e non è più in grado di assecondarlo. Su quest'aspetto l'atteggiamento degli altri non può avere influenza.
The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia

22

Tuesday, November 21st 2017, 3:11pm

La rassegnazione equivale alla resa, cosa che a priori non riesco ad accettare o lo faccio difficilmente. In altre parole se la rassegnazione è una scelta legata alla volontà di arrendersi davanti al passare degli anni solo per la forma mentis che si ha dell'avanzare dell'età allora per me equivale ad abbassare le armi, cosa che ci renderà vulnerabili davanti ad ogni altra difficoltà della vita. Se la vecchiaia è rassegnazione allora sarà rassegnazione anche la eventuale depressione conseguente alla constatazione di non avere più le potenzialità di un trentenne. Si rischia cioè di lasciarsi vivere guardando da spettatori passivi il proseguimento della propria esistenza.

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fran235

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23

Tuesday, November 21st 2017, 3:21pm

contro la natura e il tempo non puoi combattere. non è resa, ma accettazione di un dato inequivocabile. Mi piacerebbe volare senza aereo, ma non ho le ali.
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24

Tuesday, November 21st 2017, 3:32pm

La rassegnazione equivale alla resa, cosa che a priori non riesco ad accettare o lo faccio difficilmente. In altre parole se la rassegnazione è una scelta legata alla volontà di arrendersi davanti al passare degli anni solo per la forma mentis che si ha dell'avanzare dell'età allora per me equivale ad abbassare le armi, cosa che ci renderà vulnerabili davanti ad ogni altra difficoltà della vita. Se la vecchiaia è rassegnazione allora sarà rassegnazione anche la eventuale depressione conseguente alla constatazione di non avere più le potenzialità di un trentenne. Si rischia cioè di lasciarsi vivere guardando da spettatori passivi il proseguimento della propria esistenza.


non capisco....

uno sportivo va in pensione quando non riesce più a rendere le prestazioni che sono necessarie.
per un ginnasta sarà presto, per un calciatore più tardi, per un golfista ancora dopo.

è rassegnarsi questo?
namasté

Vento

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25

Tuesday, November 21st 2017, 3:43pm

Carissimo Vento, purtroppo gli altri possono contrbuire a farti sentire "vecchio" , ma il fatto di diventarlo è un dato oggettivo che deriva dalla natura e sul quale la scienza può contribuire positivamente, ma non poi più di tanto. Per quello che mi riguarda (parlo a titolo personalissimo) la cosa peggiore è il contrasto tra il cuore da una parte e il binomio mente-corpo dall'altra. Il cuore (non in senso medico) è quello di un ventenne. Si appassiona, si innamora, si strugge, ma il malefico binomio decade e non è più in grado di assecondarlo. Su quest'aspetto l'atteggiamento degli altri non può avere influenza.

Nessuno nega il decadimento fisico. Il problema però non è la vecchiaia ma il falso mito della giovinezza.

Cioè è chiaro che se si guarda all'esistenza del proprio corpo come ad una macchina che eroga prestazioni il vecchio, in questo mondo iperproduttivo e proiettato sull'utile, appare superato, scaduto. Non più in grado appunto di essere utile.
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Ero.
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(Kobayashi Issa)

fran235

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26

Tuesday, November 21st 2017, 3:55pm

su questo sono d'accordo con te Vento! il vecchio è la nostra memoria, la nostra esperienza non penso assolutamente sia inutile.
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hallison

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27

Tuesday, November 21st 2017, 9:30pm

Citato da [email protected]
Tutti prima o poi notano dei segni dell'invecchiamento, una ruga che prima non c'era, un capello bianco, performances fisiche inferiori etc: state invecchiando! Un processo che in realtà inizia sin da quando fate il primo respiro, un processo irreversibile che grazie ai progressi in campo medico, al Dna e alle sane abitudini di vita possiamo ritardare ma non arrestare.

Perché posto in questa sezione? Perché anni fa la vecchiaia era accettata diversamente dalla maggior parte delle persone. Essere vecchi era normale, non esisteva la chirurgia plastica, non esistevano i farmaci salvavita di oggi, non era consuetudine per gli uomini tingersi i capelli, non si andava in palestra e lo sport lo praticavano per lo più gli agonisti.

Oggi il nostro rapporto col mondo esteriore è notevolmente cambiato. La società ci vuole tutti belli, perfetti e in forma ed internet alimenta le nostre insicurezze e il confronto con quei modelli vincenti che non sempre (anzi molto raramente), riusciamo a far nostri. Quindi il rapporto con la propria vecchiaia nei tempi moderni è assai più difficile
Tu come ti confronti con l'età che avanza?


Non misuro la mia vita in termini di gioventù/vecchiaia. Vivo, seguo le necessità del momento, cerco di continuare a coltivare i miei sogni, che certamente
non sono gli stessi di prima. Ma a volte anche sì. Anzi, col passare del tempo sono più indulgente con me stessa e cerco di concedermi quello che prima magari esitavo a prendermi.
In termini di libertà, espressione, leggerezza.
Poi capita che mi rintano su divano con la copertina di lana.
Ma anche questa è una soddisfazione :-)

AH...non mi funzionano le citazioni e neanche gli smile ....

This post has been edited 1 times, last edit by "hallison" (Nov 21st 2017, 10:40pm)


28

Wednesday, November 22nd 2017, 3:33pm


non capisco....

uno sportivo va in pensione quando non riesce più a rendere le prestazioni che sono necessarie.
per un ginnasta sarà presto, per un calciatore più tardi, per un golfista ancora dopo.

è rassegnarsi questo?

Non c'è niente da capire, sono punti di vista. Io non condivido chi dice che vecchiaia equivale a rassegnazione poiché la vecchiaia altro non è che una diversa fase della vita con alcune limitazioni come il corso della vita impone col passare degli anni. Il fatto che uno sportivo abbandoni la propria attività a seconda del tipo di sport praticato non equivale a rassegnarsi, a cosa poi? A non poter più fare il ginnasta o il calciatore? Ci si inventerà qualcos'altro e si andrà avanti (si dovrebbe), ugualmente con altri stimoli ed altri obiettivi in primis continuare a vivere al meglio la propria vita soprattutto come approccio mentale allo scorrere dell'età.

Qualcuno ha scritto "Inutile infarcirsi la bocca con elogi della vecchiaia: poiché essa è "il male", la morte che si avvicina". Allora perché mai madre natura sempre così perfetta ha previsto anche la vecchiaia? Evidentemente anche quella avrà un significato e uno scopo.

29

Wednesday, November 22nd 2017, 5:35pm

e se fossero compatibili entrambe le visioni?
mi spiego
escludendo "casi estremi" del tipo:
- da un lato i Sylvester Stallone (di ogni settore) che tirano pelle, tagliano o aggiungono per sembrare 30 anni più giovani di quello che sono o cercano di fare cose che il loro fisico o la loro mente non riesce più a fare (combinando anche guai)
- dall'altro il 50 enne che si mette in poltrona con ciabatte e pigiama, affranto e con le lacrime, aspettando che la vecchiaia gli porti la morte

adeguarsi al fisico ed alla mente che cambia, adeguando le attività che si compiono, con la gratitudine di avere ancora tempo ed energia ma nel contempo consapevoli che la morte si sta avvicinando, non ti pare possibile?

tra le opinioni che ho letto non ho visto diversità, ho visto questo mood....estremismi esclusi.
namasté

30

Wednesday, November 22nd 2017, 8:54pm

adeguarsi al fisico ed alla mente che cambia, adeguando le attività che si compiono, con la gratitudine di avere ancora tempo ed energia ma nel contempo consapevoli che la morte si sta avvicinando, non ti pare possibile?

Questo è in sintesi il mio pensiero, lo hai centrato a pieno meglio di come avrei potuto fare io stesso: adeguarsi è la parola d'ordine ma adeguarsi è un'arma a doppio taglio poiché la percezione di invecchiare potrebbe portare a mettersi in poltrona e non fare più nulla...tanto sono vecchio! A quel punto apprezzo più chi come Stallone continua ad andare in palestra rispetto a chi mette le pantofole e se ne sta a 60 anni come un novantenne.

Quando anni fa tornai in Uk (e sottolineo anni fa cioè gli anni 90), al mattino c'erano truppe di 70 enni al parco che andavano a correre. In Italia mai visto scene del genere, questione di mentalità? Allora, evidentemente, la vecchiaia non è uguale per tutti. Questo non equivale a voler fare i ragazzini, sorrido quando vedo quelle mamme ultracinquantenni che vestono come ventenni per assomigliare alle figlie o quelle che saltano da un chirurgo plastico all'altro con in faccia scritto: mi sono rifatta (spesso apparendo peggio di come starebbero senza ritocchi), tuttavia anche quella è una forma di vitalità, un rimanere attaccati alla vita per quanto a mio avviso criticabile.

Io sono per le vie di mezzo, per l'apprezzare fin quando possibile ogni fase della vita ed ogni virtù che essa porta.

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