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1

Monday, November 6th 2017, 6:01pm

Astensionismo: riflessioni sparse

In questi giorni si è votato sia in Sicilia che nel Lazio (precisamente ad Ostia). In precedenza si era votato per il referendum sulle trivelle, su quello costituzionale e per le elezioni amministrative (nel 2018 voteremo per le elezioni nazionali). Non è mio intento discutere di politica dove ognuno forma, ed è suo sacrosanto diritto, le sue opinioni in base alle quali vota. La mia riflessione è invece sull'astensionismo che da anni ormai caratterizza ogni genere di voto nel nostro paese che si tratti di elezioni politiche, amministrative, regionali o referendum. Votare significa esercitare uno dei primari diritti del cittadino: decidere da chi essere governato/amministrato, cosa che specie in un paese inguaiato come il nostro dovrebbe essere il primario desiderio di ognuno visto che si lamentano quasi tutti e tutti dicono che molte cose non funzionano eppure quando arriva il fatidico giorno di decidere, vestirsi e andare a votare moltissimi non lo fanno, ergo se ne sbattono altamente e magari il giorno dopo sono pronti nuovamente a lamentarsi quando non hanno fatto nulla per cambiare le cose.

L'uomo è un mistero.

svmmvs

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2

Monday, November 6th 2017, 6:03pm

Ti sbagli, era prima che andavamo a votare in molti non adesso che andiamo a votare in pochi. Negli altri paesi le percentuali non sono poi tanto diverse dalle nostre.

solitario92

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3

Monday, November 6th 2017, 7:14pm

Criticare l'astensionismo di per sé significa guardare il dito che indica la luna e non la luna.
Se la qualità dell'offerta politica fosse più alta più gente andrebbe a votare. Ad oggi c'è la sensazione (giusta o sbagliata) che i partiti siano composti da persone incapaci di risolvere i problemi o spesso corrotte. Poi possiamo discutere all'infinito su quanto il degrado della classe politica rispecchi il degrado generale della popolazione.
Il problema è la mancanza di fiducia nella classe dirigente e il fatto che le persone non credono più che l'espressione del voto possa effettivamente influenzare e migliorare la vita pubblica e della comunità (e quindi anche della loro).
È una cosa molto grave e triste anche, considerando che moltissime persone nel passato hanno dato la vita affinché noi avessimo la possibilità di votare.

fran235

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4

Monday, November 6th 2017, 8:36pm

La bassa qualità della classe politica italiana è un dato di fatto e spiega una parte dell'astensione, ma secondo me non tutta, anche perché in modo diverso si verifica in tutte le democrazie occidentali. Secondo me cresce anche la percezione che in un mondo sempre più globalizzato i margini di manovra dei governi nazionali, la loro reale capacità di incidere sensibilmente sulla qualità della vita dei cittadini stanno riducendosi. Finite le grandi ideologie, secondo me molte persone hanno sviluppato l'idea che chiunque governi le cose non cambieranno in modo significativo. Confesso che anche io andando avanti con gli anni trovo sempre più difficoltà a trovare qualcuno per cui votare e non per un fatto di menefreghismo.
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5

Monday, November 6th 2017, 9:52pm

Se la qualità dell'offerta politica fosse più alta più gente andrebbe a votare

Seguendo questa logica non dovrebbe andare a votare più nessuno. A mio parere bisogna sempre provare e almeno per quanto mi riguarda non me ne perdo uno che sia un voto politico, locale o un referendum. Pensiamo solo che se non avesse vinto il "Si" avrebbero approvato una riforma costituzionale pessima e quindi è solo grazie a quei cittadini (come me) che hanno votato "No" che quella schiforma non è passata, se avessimo ragionato tutti secondo la logica da te indicata oggi ci ritroveremo con una repubblica presidenziale dove il presidente del consiglio (all'epoca Renzi), avrebbe assunto pieni poteri e abolito il parlamento cioè l'organo che fa da contrappeso all'approvazione delle leggi.

La verità, o almeno la mia percezione parlando con la gente, è che a moltissimi non frega nulla della politica, poi però il giorno dopo non aver votato sono tutti li a lamentarsi delle cose che non funzionano.

solitario92

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6

Monday, November 6th 2017, 10:00pm

Non sto dicendo che le persone fanno bene a fare un certo tipo di ragionamento, essendo anche io una persona che a votare ci va sempre.
Semplicemente lo illustro, e non ne sono felice :(
Per Fran, il tuo ragionamento lo condivido, ma considerando che parliamo comunque di elezioni locali non penso che c'entri tanto la ormai evidente difficoltà dei governi nel gestire fenomeni globali. A livello locale penso contino molto altre considerazioni.

fran235

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7

Monday, November 6th 2017, 10:26pm

Sono d'accordo con te Solitario a livello locale pesa indubbiamente di più la bassa qualità della classe politica. Obbiettivamente è proprio difficile andare a votare. Qui a Roma le abbiamo provate tutte e, anche ammettendo che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere problemi antichi, neanche si vede un'ombra di miglioramento. Ovvio che poi il discorso è complesso e, a essere onesti, le colpe non sono esclusivamente della politica in senso stretto, ma, vedendo l'offerta si fa una fatica titanica.
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gloriasinegloria

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8

Monday, November 6th 2017, 10:34pm

A mio parere bisogna sempre provare e almeno per quanto mi riguarda non me ne perdo uno che sia un voto politico, locale o un referendum. Pensiamo solo che se non avesse vinto il "Si" avrebbero approvato una riforma costituzionale pessima e quindi è solo grazie a quei cittadini (come me) che hanno votato "No" che quella schiforma non è passata, se avessimo ragionato tutti secondo la logica da te indicata oggi ci ritroveremo con una repubblica presidenziale dove il presidente del consiglio (all'epoca Renzi), avrebbe assunto pieni poteri e abolito il parlamento cioè l'organo che fa da contrappeso all'approvazione delle leggi.

Completamente d'accordo. :hail:

Ho ragionato e tendo ancora a ragionare come Fran e Altri, non lo nego.

Sono state molte le volte che in passato non sono andata a votare per gli stessi motivi esposti da Loro.

Sono arrivata, molto sinceramente, a pensare che nessuno dei candidati meritasse il mio sforzo di vestirmi e muovere l'auto per andarne a votare qualcuno, in uno scenario in cui mi risultavano tutti deludenti (a dire poco) o addirittura pericolosi.

Per l'ultimo Referendum è stato più forte, diverso, superiore.

Avevo giurato a me stessa che ...se anche fosse risultato inutile...non avrei potuto portarmi sulla coscienza di non aver votato NO . Mi è costato fatica, come costano fatica tutte le cose che temi inutili.

Al seggio c'era una fanatica , tra i soggetti abilitati al controllo per la fazione SI, che ...mi ha comportato un sicuro picco pressorio , perché anziché fare "supervisione e controllo" faceva propaganda per il SI', per la serie (con targhetta qualificante appesa alla camicetta) starnazzare euforica "siamo a livelli strepitosi!".

Come dire...che anche tre secondi prima di votare e mentre ero in fila al seggio elettorale...attingevo disgraziatamente solo segni che mi avrebbero consigliato di andar via e di lasciar perdere e di non sprecarci neanche un secondo in più...

Di sicuro NESSUNO avrebbe scommesso neanche una caramella sul fatto che avrebbe vinto il NO, ma ...ormai ero lì, lo avevo tanto voluto, e ho votato quel NO che TUTTO mi faceva credere inutile e illusorio.

La notte dei risultati.......ero FELICE....ero incredula, veramente incredula, ma FELICE !

Non mancherò mai più a nessuna espressione di voto, e .....bravo-bravo-bravo Michele per aver svolto questa delicatissima e fondamentale sensibilizzazione!
:hail:

fran235

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9

Monday, November 6th 2017, 10:48pm

Il referendum però è diverso. Anche io votai convintamente per un semplice ragionamento...i governi passano, la costituzione resta. Votai No perché secondo me era una riforma pasticciata. Devo però dire che mi dava un po' fastidio una parte della propaganda per il no che affermava che era giusto votare in un certo modo per far fuori il governo. In questi casi non mi piace mischiare le cose, io preferisco appoggiare o rifiutare una riforma al di là di chi la propone.
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gloriasinegloria

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10

Monday, November 6th 2017, 11:31pm

Devo però dire che mi dava un po' fastidio una parte della propaganda per il no che affermava che era giusto votare in un certo modo per far fuori il governo. In questi casi non mi piace mischiare le cose, io preferisco appoggiare o rifiutare una riforma al di là di chi la propone.

Siamo in palese OT, e per questo rapidizzo: quando l'unico modo che hai per dire NO a chi non ti piace è quello di dirgli NO sul piattino che già pregustava...per me benedetto NO, anche dei tanti che non hanno avuto tempo e scuola per parlare di riforma costituzionale e a cui bastava l'istinto di dire NO all'affidabilità di chi la proponeva (certo come sempre di aver conquistato tutti con quattro sparate di scilinguagnolo facile).

Chiedo scusa per l'OT. :-CC

11

Monday, November 6th 2017, 11:41pm


Non mancherò mai più a nessuna espressione di voto, e .....bravo-bravo-bravo Michele per aver svolto questa delicatissima e fondamentale sensibilizzazione!
:hail:

Mi gratifica molto quanto hai scritto e se ti fa piacere saperlo io per la vittoria del No ho stappato una bottiglia di prosecco :D

12

Monday, November 6th 2017, 11:48pm

Devo però dire che mi dava un po' fastidio una parte della propaganda per il no che affermava che era giusto votare in un certo modo per far fuori il governo

Io invece ero d'accordo che quel governo doveva andare a casa, primo perché quel governo è stato l'autore di un indegno tentativo di cambiare la nostra costituzione portandola verso una deriva autoritaria, secondo perché quel governo non è mai passato per le urne, infatti è stato messo li dopo Monti dal presidente della repubblica, entrambe cose che per me non sono affatto di poco conto.

gloriasinegloria

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13

Monday, November 6th 2017, 11:52pm

io per la vittoria del No ho stappato una bottiglia di prosecco

Come ti capisco!!!!!!!!!!!! :assi:

Diamoci da fare per le prossime, e diamoci da fare sempre, comunque, dovunque!!!! :friends:

14

Tuesday, November 7th 2017, 12:03am

Ne approfitto per fare una ulteriore considerazione: a mio avviso non c'è differenza in termini di astensionismo tra elezioni locali, regionali, nazionali e referendum. In tutti i casi si tratta di totale menefreghismo da parte dei cittadini per quelle istituzioni che è loro diritto scegliere. A titolo di esempio ricordo che prima delle amministrative in fila all'ufficio postale c'era un tizio che si lamentava di tutto e di più della politica, quando gli dissi "ma lei cosa vota domani?" mi guardò cadendo dalle nuvole e mi rispose "perché si vota?" :D Questo è l'esempio tipico dell'italiano medio che passa più tempo a lamentarsi che a informarsi col paradosso che poi è il primo a pagare le spese di una cattiva politica.

diomede79

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15

Tuesday, November 7th 2017, 1:16am

Devo però dire che mi dava un po' fastidio una parte della propaganda per il no che affermava che era giusto votare in un certo modo per far fuori il governo

Io invece ero d'accordo che quel governo doveva andare a casa, primo perché quel governo è stato l'autore di un indegno tentativo di cambiare la nostra costituzione portandola verso una deriva autoritaria, secondo perché quel governo non è mai passato per le urne, infatti è stato messo li dopo Monti dal presidente della repubblica, entrambe cose che per me non sono affatto di poco conto.

Ci furono le elezioni nel 2013, ci fu prima il governo Letta per quasi un anno e poi il governo Renzi.