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Alifatico

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  • "Alifatico" started this thread

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Thursday, September 5th 2019, 12:38am

un esempio del perchè, pur non essendo MRA, difficilmente sarò mai femminista

C'è un blog femminista nel quale c'è il seguente articolo in cui mi sono imbattuto:
https://abbattoimuri.wordpress.com/2018/…enza-di-genere/

La mia risposta (sperando, ma non contandoci troppo, che le moderatrici del blog approvino il mio commento, che potrà quindi finire a pie' di pagina), è quella qui sotto. Mi piacerebbe avere da qualcuno di voi un'opinione a riguardo:

" Salve a tutti/e, sarò piuttosto lungo e me ne scuso.

Affidamento parziale dei figli ai padri affinchè le donne possano godersi la vacanza di relax, per potersi rifare una vita, ecc.? Sacrosanto, ci mancherebbe. Ma non c'è solo quello: che un uomo possa sentire il desiderio di coltivare la propria paternità con i figli non è di vostro interesse? Perchè vedete questo problema solo ed esclusivamente nell'ottica di desideri ed esigenze materne? Io condivido la descrizione di alcuni dei temi che affrontate ma, davvero, riguardo le separazioni e l'affidamento dei figli sono in forte disaccordo. Affidarli per parte del tempo al padre avrebbe la precipua e (sembra, leggendo l'articolo) quasi esclusiva finalità di alleviare la madre di un peso? E che un/una bambin* possa usufruire di una bigenitorialità, dell'amore ANCHE di un padre, non sarebbe un'altra priorità? Mi pare che non ne abbiate parlato. E che un padre, essendo anch'egli genitore (la genitorialità non è fatta solo di obblighi come "per questo weekend ti appioppo i figli, ora veditela tu", ma anche e soprattutto di amore e di desiderio di condivisione di spazi e di tempi tra genitori e figli), voglia costruire e consolidare il rapporto (unico per i figli, come lo è quello con la loro madre) con i propri bambini/ragazzi, non è anch'esso una priorità? E d'accordo che INCIDENTALMENTE, con un affido condiviso, questi ultimi due obiettivi sono teoricamente (e mi auguro anche in senso pratico) raggiunti. Però non ritenete giusto battervi per l'affidamento paritario dai figli anche direttamente in quest'ottica, senza focalizzarvi quasi solo sui benefici che ne trarrebbero le madri? (Vero peraltro che la cura 24h/24 senza grossi aiuti dall'esterno è opprimente, difatti non contesto questo beneficio che riconoscete all'affido condiviso nell'articolo).

A me pare che il concetto "l'affidamento condiviso serve per non opprimere le madri", se non coadiuvato da altri concetti a mio avviso parimenti sacrosanti, possa portare a derive pericolose in ambito familiare, forse anche socio-relazionale: se una donna non ha problemi a gestire per il 100% del tempo i figli, l'affido può diventare tranquillamente esclusivo a suo carico, senza tenere conto delle esigenze dei bambini (salvo casi particolari di vessazioni su di loro da parte di uno dei due genitori) di mantenere il legame con entrambi i genitori (non sempre esprimibili a parole dai figli)? Se una donna fosse felice di esercitare il ruolo materno concretamente senza interruzioni (più che legittimo, sia chiaro, ma dopo una separazione - specie se consensuale - sarebbe a mio avviso cosa buona giungere a compromessi tra ex-coniugi con prole), il padre potrebbe rimanere tagliato completamente fuori dalla vita e dalla crescita dei propri figli?

In soldoni, nel vostro articolo mi sarebbe piaciuto leggere frasi inerenti allo smantellamento (che giudico un'ottima battaglia femminista) dei ruoli di genere, con la madre non più come esclusiva fornitrice di cure genitoriali e di accudimento e, contemporaneamente, con la riscoperta del valore affettivo-formativo del legame che i figli possono mantenere e coltivare ANCHE con il proprio padre. Non voglio suggerirvi come e cosa scrivere nelle vostre pagine, ci mancherebbe, lo spazio web non è il mio. Solo che, da maschio (e probabilmente anche da femmina, con uno sforzo di immedesimazione nel lettore dell'altro sesso), trovare tratteggiata la figura genitoriale maschile come mero strumento di affermazione della libertà e dell'autonomia femminile mi ha lasciato l'amaro in bocca. Gradirei (eventuali) confutazioni della mia argomentazione, se è possibile.

Volevo precisare che non ho il dente avvelenato verso una qualche donna nello specifico, men che meno queste faccende mi riguardano in maniera diretta, dato che ho 22 anni e sono ben lungi dallo sposarmi e dal diventare padre (non si interpreti questa frase come un rigetto aprioristico della paternità e della relazione sentimentale con una ragazza/donna: tutt'altro).

Per concludere, probabilmente non avevate l'intento (più o meno celato) di considerare la discrezionalità materna come unica facoltà decisionale nella dinamica dell'affidamento dei figli, ma ritengo che il vostro articolo contenga le fallacie concettuali che ho descritto. Fatemi sapere, se vi va, cosa pensate a proposito del mio post. Grazie anticipatamente e scusate per la prolissità. Alessandro. "

This post has been edited 1 times, last edit by "Alifatico" (Sep 5th 2019, 2:20am)