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diamantina

Utente Attivo

  • "diamantina" started this thread

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1

Sunday, August 14th 2016, 8:37pm

Ma La Prima Volta Che Si Va Da Uno Psichiatra ----, o da un neurologo o neuro-psichiatra

Molto spesso che uno psichiatra(o neurologo o neuro-psichiatra)lavori
in collaborazione con uno psicologo-psicoterapeuta,normalmente con lo
psicologo ci si vede ad es ogni settimana,con lo psichiatra anche una
volta al mese,o addirittura una volta ogni tot mesi in incontri di
massimo un'ora alla volta.



La mia domanda è : non si
corre il rischio di non riuscire a dire abbastanza di ciò che è
importante su di se la prima volta che si va da uno psichiatra per
massimo un'ora,che magari ti somministra dei farmaci e che rivedrai dopo
un mese o dopo mesi di nuovo?



Qualcuno ha esperienze in merito e mi può dare lumi?

2

Sunday, August 14th 2016, 11:33pm

un'ora credo sia sufficiente per inquadrare la situazione, e poi tieni presente che psicologo e psichiatra collaborano e discutono il caso. Quindi niente paura..

pw81

Colonna del Forum

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3

Monday, August 15th 2016, 5:09pm

Con i farmaci si va a tentativi. Non è una questione di ore o nr di sedute.
''il depresso è un narcisista fallito''

fabri98

Quasi mai rispondo e discuto con gli stolti. Lo faccio solo quando ho tempo da perdere.

  • "fabri98" is male

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4

Friday, August 19th 2016, 9:00am

Infatti, un'altra pecca della psichiatria è l'incompetenza di molti psichiatri stessi, che dovrebbero avere almeno un metodo di terapia psicologica.
Non è quasi mai così.
Il paziente va lì, fa 2-3 sedute e lo psichiatra dà già un quadro diagnostico (quando va bene) e la terapia farmacologica da seguire, e poi arrivederci al prossimo mese, quando sarà già intontito dalle droghe prescritte legalmente.
Un paziente che soffre ha il bisogno di parlare, di fare chiarezza, di rimettere ordine nei pensieri, non di molecole artificiali pericolose e dalla dubbia azione.


Il problema è che la psichiatria (vale soprattutto per quella tradizionale) si è auto-proclamata guaritrice dei disturbi della psiche, quindi solo la gente che si pone il beneficio del dubbio riesce a vedere le cose per come stanno.

A favore dell'anti-psichiatria abbiamo:
- La dipendenza che danno gli psicofarmaci, che molte volte vengono presi a vita;
- Gli effetti collaterali che danno gli psicofarmaci, tra cui molti gravi;
-L'aumento del rischio suicidio nelle prime assunzioni di psicofarmaci;
- Le diverse diagnosi fatte ad un paziente da parte di diversi psichiatri;
- Lo schifo che ha combinato la psichiatria nel passato con le "terapie" elettriche;
-Le testimonianze di gente a cui gli psicofarmaci non hanno dato miglioramento, o addirittura hanno fatto il contrario;
- I casi di remissione spontanea di disturbi della psiche, che avvengono in molte persone che non hanno mai assunto farmaci;
- Il miglioramento che si ha quando si curano gli stili di vita sbagliati;
- I pazienti psichiatrici che scoprono dopo anni di avere intolleranze che causano malesseri psichici (intolleranze che quasi sempre non sono sospettate dagli stessi psichiatri, mentre invece sono loro i primi a dover associare i problemi psichici a squilibri del corpo o a componenti genetiche);
- Gli effetti dei farmaci che molte volte fanno cambiare personalità ad i pazienti, quasi sempre intontiti.

A favore della psichiatria abbiamo:
- La gente che non è laureata in psichiatria è incompetente, quindi gli psichiatri possono tranquillamente continuare a prescrivere droghe sperimentali e dannose.



Quando esisterà una diagnosi (che non si basa su test o giudizi arbitrari) figlia di esami scientifici rimarcanti un problema cerebrale (?) che causa la "malattia psichica", allora possiamo dire che la psichiatria è medicina.
Anche se si dovesse trovare uno squilibrio, sarebbe comunque da provare che questo sia il problema in sé, perché c'è la possibilità che invece si tratti solo di una conseguenza ad un problema fisico o intolleranze.
Inoltre, le cure mediche devono curare il problema, mentre invece gli psicofarmaci placano, oltre alla parte "malata", anche alcune parti della psiche che non hanno bisogno di "miglioramenti".
Si costringe il paziente ad una vita con emozioni a metà, e per quel che mi riguarda, quella non è una persona che vive, né una persona che si cura.