Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

Baby _

Utente Attivo

  • "Baby _" is female
  • "Baby _" started this thread

Posts: 10

Activitypoints: 58

Date of registration: Aug 9th 2019

  • Send private message

1

Friday, August 9th 2019, 9:20pm

Vie d’uscita?

Ciao a tutti.. mi sono appena iscritta al forum e lo trovo molto accogliente e confortevole.
Sono una studentessa di 24 anni, stavo per terminare un faticoso percorso di laurea magistrale se non fosse accaduto l'inizio di un incubo di cui ora vi parlerò.
Quest'inverno finita la sessione invernale invece di riposarmi cominciavo a stare meno bene.. iniziavo lentamente a spegnermi senza un motivo apparente. Sono sempre stata attiva super sportiva e ho sempre amato la vita.
Nei due mesi successivi la sessione sono stata poco bene per una forte ossessione (sul fisico) che talvolta sfociava in reazioni poco controllate dove chiedevo a chiunque rassicurazioni e capitava che in preda all'ansia avevo atteggiamenti poco ragionevoli.
Mi ero un po' spenta.
Avevo quindi allentato le mie attività quotidiane e parlavo sempre della stessa cosa quasi con tutti... un po' i rapporti si erano allentati.
La mia terapeuta mi consiglió di andare da uno psichiatra e inizialmente, contro la volontà dei miei decisi di non iniziare la cura che mi era stata prescritta.

La situazione peggiora e un giorno mio padre mi obbligó a fare la cura e a iniziare la psicoterapia con la psichiatra.
Da li l'inferno. Non soltanto per il distacco improvviso dalla mia terapeuta ma soprattutto per la cura che mi è stata imposta e che mi ha fatto stare molto male.. tra l'altro la dottoressa è stata assolutamente sgradevole e sono capitata in mani sbagliate... ho provato sensazioni orribili appena iniziatala cura (sono piombata in uno stato depressivo che forse era latente già da prima) e ho iniziato a spostare l'ossessione sui farmaci che non avrei voluto prendere... sono stata veramente male. dopodiché in virtù di tutto questo decido dopo appena un mese di abbandonare la dottoressa e i farmaci (scalandoli secondo quanto da lei prescritto) e cambio terapeuta.

Da quando ho iniziato quella cura tutta la mia vita si è sconvolta...io stando malissimo mi sono allontanata dallo studio e dalle persone e da ciò che più amo fare...allenarmi.

Ora a distanza di quasi due mesi dalla fine dell'interruzione della terapia mi sento male... stanca, debole con fastidi fisici mai avuti, con disinteresse generale per tutto e con una ossessione pazzesca per i farmaci presi e la paura che mi abbiano rovinato per sempre.
Mi trovo incastrata in questo circolo vizioso che mi dice che avendoli presi ed essendo stata male ora sto male per quello e non ritorneró più come quella di una volta... che amava la vita e amava allenarsi.

Non ne posso davvero più, vivo la giornata sperando che termini al più presto e non mi riconosco più. Non vorrei prendere altri farmaci ma nemmeno rimanere così.
Non faccio altro che pensare che era meglio non prenderli e ripercorro l'iter devastante degli ultimi mesi mentalmente quasi per non voler concetrarmi sul presente.
Non vedo via d'uscita....è possibile che stia male oggi per i farmaci assunti e terminati da quasi due mesi?
Mi chiedo se da sola è possibile uscirne e se qualcuno si è mai trovato in una situazione simile.
Scusate il papiro..

This post has been edited 1 times, last edit by "Baby _" (Aug 10th 2019, 12:04am)


Er19

Utente Attivo

Posts: 16

Activitypoints: 55

Date of registration: Jul 21st 2019

  • Send private message

2

Friday, August 9th 2019, 10:36pm

Ciao a tutti.. mi sono appena iscritta al forum e lo trovo molto accogliente e confortevole.
Sono una studentessa di 24 anni, stavo per terminare un faticoso percorso di laurea magistrale se non fosse accaduto l'inizio di un incubo di cui ora vi parlerò.
Quest'inverno finita la sessione invernale invece di riposarmi cominciavo a stare meno bene.. iniziavo lentamente a spegnermi senza un motivo apparente. Sono sempre stata attiva super sportiva e ho sempre amato la vita.
Nei due mesi successivi la sessione sono stata poco bene per una forte ossessione (sul fisico) che talvolta sfociava in reazioni poco controllate dove chiedevo a chiunque rassicurazioni e capitava che in preda all'ansia avevo atteggiamenti poco ragionevoli.
Mi ero un po' spenta.
Avevo quindi allentato le mie attività quotidiane e parlavo sempre della stessa cosa quasi con tutti... un po' i rapporti si erano allentati.
La mia terapeuta mi consiglió di andare da uno psichiatra e inizialmente, contro la volontà dei miei decisi di non iniziare la cura che mi era stata prescritta.

La situazione peggiora e un giorno mio padre mi obbligó a fare la cura e a iniziare la psicoterapia con la psichiatra.
Da li l'inferno. Non soltanto per il distacco improvviso dalla mia terapeuta ma soprattutto per la cura che mi è stata imposta e che mi ha fatto stare molto male.. tra l'altro la dottoressa è stata assolutamente sgradevole e sono capitata in mani sbagliate... ho provato sensazioni orribili appena iniziatala cura (sono piombata in uno stato depressivo che forse era latente già da prima) e ho iniziato a spostare l'ossessione sui farmaci che non avrei voluto prendere... sono stata veramente male. dopodiché in virtù di tutto questo decido dopo appena un mese di abbandonare la dottoressa e i farmaci (scalandoli secondo quanto da lei prescritto) e cambio terapeuta.

Da quando ho iniziato quella cura tutta la mia vita si è sconvolta...io stando malissimo mi sono allontanata dallo studio e dalle persone e da ciò che più amo fare...allenarmi.

Ora a distanza di quasi due mesi dalla fine dell'interruzione della terapia mi sento male... stanca, debole con fastidi fisici mai avuti, con disinteresse generale per tutto e con una ossessione pazzesca per i farmaci presi e la paura che mi abbiano rovinato per sempre.
Mi trovo incastrata in questo circolo vizioso che mi dice che avendoli presi ed essendo stata male ora sto male per quello e non ritorneró più come quella di una volta... che amava la vita e amava allenarsi.

Non ne posso davvero più, vivo la giornata sperando che termini al più presto e non mi riconosco più. Non vorrei prendere altri farmaci ma nemmeno rimanere così.
Non faccio altro che pensare che era meglio non prenderli e ripercorro l'iter devastante degli ultimi mesi mentalmente quasi per non voler concetrarmi sul presente.
Non vedo via d'uscita....è possibile che stia male oggi per i farmaci assunti e terminati da quasi due mesi?
Mi chiedo se da sola è possibile uscirne e se qualcuno si è mai trovato in una situazione simile.
Scusate il papiro..

Ciao, capisco benissimo tutte queste sensazioni, ci sono passato anche io per molto tempo.
Proverò a rispondere alle tue domande in base a quella che è la mia esperienza...
Hai 24 anni,periodo università. Il periodo più delicato per incappare in queste problematiche secondo le statistiche.
Tutte quelle che hai nella testa, le cosiddette "ossessioni" sono il risultato di uno stato d'ansia elevato, che purtroppo ha la capacità di fare fossilizzati su paure svariate, domande, dubbi, ecc....
Per la questione farmaci, medici ecc...
Tieni in mente questa linea guida:
Ne uscirò da sola? Meglio affidarsi ad uno psichiatra, ho avuto brutte esperienze, ok, affidati ai migliori specialisti in questo settore.
Mi daranno farmaci? In base a quello che valuteranno, fai,esponendo tutti i tuoi dubbi.
Rimarrò sempre così? No, tornerai a star bene, sei solo in fase acuta e questo ti porta in uno stato mentale di pensieri catastrofici, ma sono solo pensieri (si può allenare la consapevolezza, con la meditazione) ci vuole un po' di tempo ad arrivare a questo punto.
Comunque affidati ad uno specialista e cosa fondamentale: PORTA PAZIENZA!!!! é difficile quando si sta così, perché di ha fretta di star bene.
Forza che questa è una situazione temporanea,come del resto tutte le cose che ci succedono nella nostra vita.

Baby _

Utente Attivo

  • "Baby _" is female
  • "Baby _" started this thread

Posts: 10

Activitypoints: 58

Date of registration: Aug 9th 2019

  • Send private message

3

Saturday, August 10th 2019, 12:27pm

Ti ringrazio moltissimo della risposta e delle parole di conforto. Tu ne sei uscito quindi?
Attualmente sono totalmente negativa e purtroppo “testarda di mio” ed è come se mi trovassi di fronte a un bivio le cui alternative mi angosciano soltanto e non c’È nulla che mi dia anche un minimo di speranza. Ogni secondo della mia giornata lo passo alimentando quel labirinto ossessivo fatto di frasi autodistruttive che nella mia mente hanno una logica fantastica. Tutto è bloccato e ogni cosa mi rimanda alla sofferenza che provo.. compreso il vedere persone felici o aver allentato i rapporti con le persone che nel frattempo sono andate avanti... tutto questo mi fa dire “tanto ormai...” e mi fa desiderare di non esistere. Un desiderio purtroppo più concreto della volontà di superare il tutto...

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

  • "PierangeloLopopolo" is male

Posts: 210

Activitypoints: 682

Date of registration: Jan 13th 2012

Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

  • Send private message

4

Saturday, August 10th 2019, 1:39pm

Entrare per uscire

La scelta più deleteria è porsi da
subito in combattimento con quanto interiormente si sta provando, che, se anche
spiacevole e debilitante e compromettente la propria consueta modalità di
procedere, non per questo è una calamità, un che di ostile e di nocivo. Tutto
prende forma interiormente e in modo affatto inconsulto, non c’è meccanismo
guasto. C'è una parte intima e profonda di te che ha consapevolezza di
quanto tu debba capire e trasformare di te stessa. Questa parte di te stessa ha
consapevolezza ben superiore e più lucida di quella che tu ti attribuisci nei
tuoi abituali convincimenti e modi di pensarti. Le crisi non si aprono mai per
caso e sempre hanno una necessità d'essere e cercano uno scopo di cambiamento
assolutamente utile oltre che indispensabile. Si ignorano in genere il
significato e lo scopo degli eventi interiori, non solo nella mentalità comune,
ma anche in quella di non pochi terapeuti, pronti da subito a aggredire
l'esperienza interiore sofferta e disagevole come fosse una patologia e non un
fermo invito a avvicinarsi a se stessi, a conoscersi, a ripensarsi, a portare a
compimento un processo di crescita personale sinora ignorato o malinteso come
semplice adattamento e allineamento a schemi e parametri comuni. Ognuno ha
necessità di trovare le proprie ragioni d'esistenza, le proprie risposte, il
proprio modo di vedere e di concepire la propria vita, pena il rischio di
perdersi nell'apparente buono e giusto delle strade già segnate dalla
cosiddetta normalità. Entrare creativamente nella propria crisi interiore,
imparare a capire cosa il proprio sentire dice, mettersi in contatto e in
dialogo con la propria interiorità, capace di dare, di dire e di comunicare
tanto sia attraverso le emozioni, gli stati d’animo, non importa se difficili e
poco piacevoli, che attraverso i sogni, anzichè combatterla come fosse presenza
nemica, inaffidabile e malata con farmaci e quant'altro, cominciare a
fidarsi a trovare intesa con il proprio intimo, scoprire che la crisi si è
aperta per dare opportunità e non per toglierne è cammino non facile in cui
serve un aiuto valido e capace. Curare, aiutare l'altro a prendersi cura di sè
per favorire l'incontro e l’intesa con se stesso, con la parte intima e
profonda di se stesso che inizialmente mette in crisi il procedere solito per
aprire una stagione di cambiamento è una cosa, curare per spegnere e zittire
ciò che interiormente è considerato anomalo e nocivo è un'altra. Questa seconda
modalità di cura, purtroppo non poco diffusa, rischia di creare divisione con
se stessi, sfiducia nel proprio intimo, vissuto come meccanismo guasto, oltre
che impedire di raccogliere tutto il nuovo e il positivo che il cambiamento
aperto, innescato dalla crisi interiore vorrebbe produrre. Entrare dunque
nel confronto e nel dialogo con se stessi, farsi aiutare per questo scopo, per
poter uscire più forti e coesi con se stessi, arricchiti di ciò che la crisi ha
voluto promuovere, questo è possibile oltre che auspicabile. E’ l’augurio che
ti faccio, Pierangelo Lopopolo

arianna73

Colonna del Forum

Posts: 1,677

Activitypoints: 5,045

Date of registration: Apr 11th 2019

  • Send private message

5

Saturday, August 10th 2019, 2:47pm

Ciao Baby, credo che Er19 e Pierangelo abbiano già detto cose importanti ed utili. Porta pazienza, anche se capisco che mentre si sta male e si entra in questo gorgo se ne vorrebbe uscire subito... ma a volte è proprio questo dibatterci che ci fa affogare. La nostra mente e il nostro cervello possono inguaiarci anche senza particolari motivi apparenti, per bizzarrie biochimiche. Ma forse, più spesso, ci sono motivi e fasi di transizione da attraversare e non da zittire come scrive Pierangelo.
Forse ci sono motivi e cose in te a cui dare ascolto, e spero che il prosieguo della terapia che sceglierai ti sostenga anche in questo.
Uscirai da questo momento difficile, forza :)

6

Sunday, August 11th 2019, 11:59am

Anche io sono stato male con alcuni farmaci, se una classe di farmaci ti crea effetti collaterali troppo importanti devi farlo presente al medico che ti segue esistono diverse strategie da attuare in questi casi, come rivedere la dose, o passare ad un altra molecola. Ma sono tutte cose che deve decidere il medico che ti visita.

Esserti trovata male con una terapeuta non significa che tutte siano cosi, e comunque come i farmaci anche alcuni tipi di psicoterapia possono presentare effetti secondari.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

Make your voice heard.

Er19

Utente Attivo

Posts: 16

Activitypoints: 55

Date of registration: Jul 21st 2019

  • Send private message

7

Sunday, August 11th 2019, 1:26pm

Ti ringrazio moltissimo della risposta e delle parole di conforto. Tu ne sei uscito quindi?
Attualmente sono totalmente negativa e purtroppo “testarda di mio” ed è come se mi trovassi di fronte a un bivio le cui alternative mi angosciano soltanto e non c’È nulla che mi dia anche un minimo di speranza. Ogni secondo della mia giornata lo passo alimentando quel labirinto ossessivo fatto di frasi autodistruttive che nella mia mente hanno una logica fantastica. Tutto è bloccato e ogni cosa mi rimanda alla sofferenza che provo.. compreso il vedere persone felici o aver allentato i rapporti con le persone che nel frattempo sono andate avanti... tutto questo mi fa dire “tanto ormai...” e mi fa desiderare di non esistere. Un desiderio purtroppo più concreto della volontà di superare il tutto...

Ti ringrazio moltissimo della risposta e delle parole di conforto. Tu ne sei uscito quindi?
Attualmente sono totalmente negativa e purtroppo “testarda di mio” ed è come se mi trovassi di fronte a un bivio le cui alternative mi angosciano soltanto e non c’È nulla che mi dia anche un minimo di speranza. Ogni secondo della mia giornata lo passo alimentando quel labirinto ossessivo fatto di frasi autodistruttive che nella mia mente hanno una logica fantastica. Tutto è bloccato e ogni cosa mi rimanda alla sofferenza che provo.. compreso il vedere persone felici o aver allentato i rapporti con le persone che nel frattempo sono andate avanti... tutto questo mi fa dire “tanto ormai...” e mi fa desiderare di non esistere. Un desiderio purtroppo più concreto della volontà di superare il tutto...

Sì, ne sono fuori da quel maledetto circolo di paure,dubbi, sintomi invalidanti ecc...
Hai scritto che tutto è bloccato, capisco benissimo la situazione,
Mi ricordo benissimo anche io, la sofferenza, i pianti vedendo persone che si laureavano, mentre io ero rimasto indietro, nonostante amassi quello che facevo.
Beh ti posso dire che tutto questo tempo "perso" si recupera poi dopo.
So benissimo che la cosa più difficile è accettare tutto questo, ma è la cosa più importante da fare.
Attenzione non fraintendere le mie parole però, accettare non significa subire passivamente il tutto, ma attivarsi per trovare la soluzione migliore, ricordo che quando lo stavo facendo pensavo: questo è il massimo che io in questo momento posso fare.
La soluzione migliore è a mio avviso:
1) cerca dove abiti il miglior specialista in questo ambito.
2) contattalo, parla di tutti i tuoi dubbi e le incertezze su eventuali terapie, siano esse farmacologiche o psicologiche
3)segui il più possibile uno stile di vita salutare, sia alimentare, che sportivo in base a quello che riesci a fare.
4) non incolparti se non riesci a fare tante cose (se avessi una gamba rotte riusciresti a correre)? No, bisogna dare tempo al corpo ed alla mente di rimettersi in sesto.
5) io lo scrivo, ma se non hai confidenza con queste cose, in uno stato di sofferenza é difficile da fare: prendi consapevolezza dei tuoi pensieri, cioè i pensieri sono pensieri, e non rappresentano la realtà, in questo momento sono fortemente condizionati da uno stato "elevato" di ansia. Io mi ero rivolto ad un maestro di meditazione, e ho dovuto lavorarci parecchio perché non è così semplice.
6) ricorda questo perché è importante,: in qualunque livello di sofferenza con l'ansia tu ti trovi ora, c'è sempre il modo per tornare a star meglio.
Questa è la mia esperienza, maturata dopo molto tempo di sofferenza, errori su errori, studi, ecc...
Quindi, alla fine serena.... Ne uscirai fuori

luca63

mistico dubbioso

  • "luca63" is male

Posts: 375

Activitypoints: 1,040

Date of registration: Oct 27th 2013

Location: genova

  • Send private message

8

Monday, August 12th 2019, 12:52am

Entrare dunque
nel confronto e nel dialogo con se stessi, farsi aiutare per questo scopo,

riprendo queste parole per evidenziare al massimo che in una situazione come la tua l'approccio unicamente psichiatrico-farmacologico mi sembra decisamente insufficiente.
Occorre assolutamente metterci a fianco (e io direi anche "prima") una terapia psicologica.
Sei giovane, intelligente, lucida, e hai sviluppato una fobia dei farmaci: è più che mai necessario che tu ti faccia aiutare per capire cosa ti si agita dentro.
E devi farlo - aggiungo - con uno/una psicoterapeuta che ti ispiri fin fai primi minuti la massima fiducia.
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

This post has been edited 1 times, last edit by "luca63" (Aug 12th 2019, 7:28am)


Baby _

Utente Attivo

  • "Baby _" is female
  • "Baby _" started this thread

Posts: 10

Activitypoints: 58

Date of registration: Aug 9th 2019

  • Send private message

9

Monday, August 12th 2019, 1:45am

La terapia psicologica la sto facendo anche se fin’ora ho fatto poche sedute...
Per la ‘fobia ‘ dei farmaci purtroppo riconosco che è un meccanismo ossessivo che si è incentrato su di loro che purtroppo poi viene alimentato da ulteriori remunerazioni che hanno solo la finalità di farmi del male... e a forza di pensare, di ossessionarti ecc finisce che rimani ferma sullo stesso punto, ti rimproveri per questo ma continui a perseverare nel vortice malsano

In più ci si mettono i sintomi fisici e la paura che non riesco a ritornare com’ero prima

This post has been edited 1 times, last edit by "Baby _" (Aug 12th 2019, 1:51am)


Baby _

Utente Attivo

  • "Baby _" is female
  • "Baby _" started this thread

Posts: 10

Activitypoints: 58

Date of registration: Aug 9th 2019

  • Send private message

10

Wednesday, August 14th 2019, 9:27am

Citato da "Baby _"

Ti ringrazio moltissimo della risposta e delle parole di conforto. Tu ne sei uscito quindi?
Attualmente sono totalmente negativa e purtroppo “testarda di mio” ed è come se mi trovassi di fronte a un bivio le cui alternative mi angosciano soltanto e non c’È nulla che mi dia anche un minimo di speranza. Ogni secondo della mia giornata lo passo alimentando quel labirinto ossessivo fatto di frasi autodistruttive che nella mia mente hanno una logica fantastica. Tutto è bloccato e ogni cosa mi rimanda alla sofferenza che provo.. compreso il vedere persone felici o aver allentato i rapporti con le persone che nel frattempo sono andate avanti... tutto questo mi fa dire “tanto ormai...” e mi fa desiderare di non esistere. Un desiderio purtroppo più concreto della volontà di superare il tutto...

Citato da "Baby _"

Ti ringrazio moltissimo della risposta e delle parole di conforto. Tu ne sei uscito quindi?
Attualmente sono totalmente negativa e purtroppo “testarda di mio” ed è come se mi trovassi di fronte a un bivio le cui alternative mi angosciano soltanto e non c’È nulla che mi dia anche un minimo di speranza. Ogni secondo della mia giornata lo passo alimentando quel labirinto ossessivo fatto di frasi autodistruttive che nella mia mente hanno una logica fantastica. Tutto è bloccato e ogni cosa mi rimanda alla sofferenza che provo.. compreso il vedere persone felici o aver allentato i rapporti con le persone che nel frattempo sono andate avanti... tutto questo mi fa dire “tanto ormai...” e mi fa desiderare di non esistere. Un desiderio purtroppo più concreto della volontà di superare il tutto...

Sì, ne sono fuori da quel maledetto circolo di paure,dubbi, sintomi invalidanti ecc...
Hai scritto che tutto è bloccato, capisco benissimo la situazione,
Mi ricordo benissimo anche io, la sofferenza, i pianti vedendo persone che si laureavano, mentre io ero rimasto indietro, nonostante amassi quello che facevo.
Beh ti posso dire che tutto questo tempo "perso" si recupera poi dopo.
So benissimo che la cosa più difficile è accettare tutto questo, ma è la cosa più importante da fare.
Attenzione non fraintendere le mie parole però, accettare non significa subire passivamente il tutto, ma attivarsi per trovare la soluzione migliore, ricordo che quando lo stavo facendo pensavo: questo è il massimo che io in questo momento posso fare.
La soluzione migliore è a mio avviso:
1) cerca dove abiti il miglior specialista in questo ambito.
2) contattalo, parla di tutti i tuoi dubbi e le incertezze su eventuali terapie, siano esse farmacologiche o psicologiche
3)segui il più possibile uno stile di vita salutare, sia alimentare, che sportivo in base a quello che riesci a fare.
4) non incolparti se non riesci a fare tante cose (se avessi una gamba rotte riusciresti a correre)? No, bisogna dare tempo al corpo ed alla mente di rimettersi in sesto.
5) io lo scrivo, ma se non hai confidenza con queste cose, in uno stato di sofferenza é difficile da fare: prendi consapevolezza dei tuoi pensieri, cioè i pensieri sono pensieri, e non rappresentano la realtà, in questo momento sono fortemente condizionati da uno stato "elevato" di ansia. Io mi ero rivolto ad un maestro di meditazione, e ho dovuto lavorarci parecchio perché non è così semplice.
6) ricorda questo perché è importante,: in qualunque livello di sofferenza con l'ansia tu ti trovi ora, c'è sempre il modo per tornare a star meglio.
Questa è la mia esperienza, maturata dopo molto tempo di sofferenza, errori su errori, studi, ecc...
Quindi, alla fine serena.... Ne uscirai fuori



Hai fatto un quadro che ricalca esattamente la mia situazione.
Il tutto è molto nuovo per me che ho sempre fatto le corse e ho sempre voluto “dare il massimo” in ogni ambito della mia vita.
Ora invece devo sforzarmi addirittura di stare con gli altri perché sono dell’idea che prima devo stare bene e in pace con me stessa.
E onestamente mi fa male anche l’idea dell’inevitabile giudizio altrui perché so di alcune chiacchiere inutili ma in parte è normale per chi non ci è passato.
Grazie dei preziosi consigli che ho già iniziato a mettere in pratica.
Ho preso un quaderno dove appunterò tutto e ho preso già appuntamento con lo specialista. (Anche se la mia volontà è farcela senza farmaci)
Per ora ho deciso di puntare sugli obiettivi da raggiungere che mi sono prefissata... sperando che questo mi permetta di dare un po’ di tregua ai miei instancabili neuroni :D

This post has been edited 1 times, last edit by "Baby _" (Aug 14th 2019, 9:41am)


niki

Giovane Amico

  • "niki" is male

Posts: 215

Activitypoints: 770

Date of registration: Mar 14th 2016

Location: Venezia

Occupation: NCC

  • Send private message

11

Wednesday, August 14th 2019, 2:35pm

Instancabili neuroni... infatti noi che soffiamo di questi disturbi abbiamo una iperattività mentale, che però quando mi capitano, come poco fa, attacchi al limite del panico, poi mi lasciano stremato, stanco mentalmente e ho voglia/bisogno di dormire... credo sia normale... a voi succede?

Er19

Utente Attivo

Posts: 16

Activitypoints: 55

Date of registration: Jul 21st 2019

  • Send private message

12

Wednesday, August 14th 2019, 5:07pm

Certo, è un iperattività mentale. I sintomi si manifestano in svariate forme, es: tu hai gli attacchi, a me invece prende con uno stato costante di agitazione.
Sono passato anche attraverso derealizzazione, ossessioni, paura di morire, paura di impazzire, paura della schizofrenia, paura del suicidio, paura di non uscirne più,paura di rimanere da solo, paura degli psicofarmaci,paura della sclerosi multipla, di tumore al cervello sintomi fisici a go, go, volevo persino farmi ricoverare, ecc.... Come vedi la platea di paure, sintomi è molto varia. E pensare che ero un tipo temerario che se ne sbatteva di tutto, altro che paura di qui e di là.
Alla fine di queste paure nemmeno una si è realizzata, mi hanno solo fatto perdere tempo tutte stesso pippe mentali.
Povero cervellino in iperattività :D

Baby _

Utente Attivo

  • "Baby _" is female
  • "Baby _" started this thread

Posts: 10

Activitypoints: 58

Date of registration: Aug 9th 2019

  • Send private message

13

Thursday, August 15th 2019, 12:08pm

Si è assolutamente normale sentirsi sfiniti e stanchi.. d’altronde non concediamo mai una pausa al nostro cervello e questo continuo lavorare si ripercuote anche sul corpo.
La cosa che non capisco è perché prima di prendere quei farmaci assunti per un mese ero iper attiva e agitatissima con un’ansia devastante e mentre li prendevo e quando li ho smessi non ho avuto più quegli attacchi di ansia ma sono soltanto vittima di continui pensieri, stanca e senza forze credendo che sia tutto perso e che non ritroverò mai il mio equilibrio da sempre precario e quindi mi fisso che è colpa dei farmaci ecc. un’agonia insomma :D

Er19

Utente Attivo

Posts: 16

Activitypoints: 55

Date of registration: Jul 21st 2019

  • Send private message

14

Saturday, August 17th 2019, 8:39am

Non sono stati i farmaci, o meglio, i farmaci per il periodo che li hai presi ti hanno abbassato i sintomi.
Quello che hai ora è sempre la stessa ansia di prima, ma sotto un'altra forma, e cioè che ti prende il pensiero.
Stesso problema, stessa soluzione...

Settembre

Utente Attivo

  • "Settembre" is male

Posts: 110

Activitypoints: 351

Date of registration: Jun 11th 2019

Location: Campania

  • Send private message

15

Saturday, August 31st 2019, 11:04am

Baby lo hai detto da sola, ora stai spostando le tue ossessioni sui farmaci. Per quanto facciano male non si sono mangiati il tuo cervello visto che ragioni ancora e a me fa piacere.

Pensa anche che la vita è fatta di rinunce e che comunque a te qualcosa è capitato. Quindi non pensare per forza di tornare a fare la stessa identica vita di prima, almeno un minimo di cicatrice rimane lo stesso. L'importante è che potresti stare meglio e te lo auguro.

Ciao :)

Used tags

doc