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jokopokomajoko

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1

domenica, 22 gennaio 2017, 01:07

Torno dopo anni, paure esplose, vita ingestibile, dubbi su farmaci e terapia

Salve, scrivo qui dopo qualche anno, ricordo che all'epoca siete stati un supporto importante, vi avevo raccontato delle mie MOLTE PAURE QUOTIDIANE (mezzi pubblici, perdere amicizie, ansia in ascensore, paura degli insetti) e del fatto di sentirmi sempre troppo teso prima di iniziare un'esperienza di qualsiasi tipo. Tiravo avanti all'epoca con le gocce di En prese preventivamente su consiglio di una zia psicoterapeuta. Ma molti di voi mi fecero notare che non potevo andare avanti cosi' a vita....eppure svolgevo una vita piu o meno decente fatta di amicizie, fidanzamenti, palestra, piscina, viaggi all'estero (anche da solo), corsi di lingue, lavoretti part time.

Ebbene, dall'agosto 2015, dopo una tranquilla vacanza ad Alicante (Spagna) vivo purtroppo ATTUALMENTE UNA VITA TROPPO LIMITATA in quanto le paure sono esplose a livello tale da non farmi stare tranquillo appena mi allontano da solo troppo dal mio quartiere! Credetemi, in pratica da un anno e mezzo vivo quotidianamente col freno tirato, faccio una vita da pensionato, vecchietto o disabile in quanto HO TROPPA PAURA OGNI GIORNO PER OGNI COSA, anche a fare più di 4 fermate di Metro.

Mi sto recando da UNA TERAPEUTA da settembre 2015, negli ultimi mesi vado anche due volte a settimana, ma affronto questo RAPPORTO IN MANIERA DIFFICILE in quanto mi fa un sacco di critiche immeritate, ed essendo io permaloso non tollero di essere umiliato ogni volta. A livello di farmaci la Dott.ssa era restìa a darmi qualcosa, ma siccome le ho fatto presente che dopo un anno e mezzo di chiacchiere e litigi ho sempre almeno DUE CRISI DI PANICO A SETTIMANA pur facendo una vita ristretta, l'ho convinta a darmi il DAPAROX.

Sinceramente ho pensato di CONDIVIDERE CON VOI la mia esperienza perchè sento che LA VITA MI STA SFUGGENDO di mano: non ho un vero lavoro (scrivo solo online qualcosa), vivo con i miei genitori da figlio unico a 35 anni, SOPRATTUTTO non riesco a relazionarmi con le persone (appena ci parlo per più di qualche minuto mi sale il sangue alla testa, sento una vera e propria FOBIA SOCIALE) e ovviamente non posso pensare di avere un rapporto sentimentale. Prendo tutti i giorni ancora l'En, ma ora assumendolo in coppia col Daparox sto andando in confusione perchè mi sento uno straccio e quando esco di casa mi sento svenire o MI SENTO UN UBRIACO.

A questo punto, voi cosa fareste? A me viene in mente in primis di cambiare terapeuta, anche se in molti mi dicono che un anno e mezzo è ancora poco per migliorare, ma possibile? Inoltre, vorrei capire se davvero il Daparox può darmi fiducia e coraggio oppure ha solo gli effetti deleteri di questa prima settimana.

Grazie mille,
Giorgio.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "jokopokomajoko" (22/01/2017, 09:18)


jokopokomajoko

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2

lunedì, 23 gennaio 2017, 13:31

Vi prego, vorrei un responso da gente con una situazione analoga alla mia.

Sto notando gli effetti devastanti del Daparox, e dopo 12 giorni vorrei smettere.

riccioinletargo

la voce sincera

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3

lunedì, 23 gennaio 2017, 17:39

Tieni duro, gli antidepressivi fanno effetto dopo un mese, adesso hai gli effetti collaterali, ma se resisti dopo starai meglio.

jokopokomajoko

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4

lunedì, 23 gennaio 2017, 19:13

OK, ho parlato con la terapeuta e mi ha consigliato di cambiare fascia oraria d'assunzione, ma non il dosaggio, quindi dovrei continuare con 10 gocce al giorno di Daparox,nonostante i seguenti effetti collaterali: aumento della defecazione (3 volte al giorno), stanchezza cronica alle gambe anche per fare 4 passi, stordimento in mattinata tale da non riconoscere le persone.

diana33

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mercoledì, 25 gennaio 2017, 11:44

al di là del farmaco, come procede la terapia? stai avendo benefici?

tieni conto che molto spesso la psicoterapia ti mette di fronte a ciò che non vuoi sentirti dire, a ciò che è scomodo e che comporta fatica.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "diana33" (25/01/2017, 12:19)


Edmea

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6

mercoledì, 25 gennaio 2017, 12:16

Sono quasi tua coetanea e posso capirti per alcune cose che dici. Tieni duro per il daparox, anche io assumo paroxetina e nonostante l'avessi presa per anni, quest' ultima volta ci ha messo tanti mesi per fare un leggero effetto, tutt'ora sono a momenti non sto sempre ''normale''. Non sospendere è tropo presto davvero. Il terapeuta ti umilia , ne sei certo ? O sono tuoi modi di percepire le cose ? fai degli esempi.

jokopokomajoko

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mercoledì, 25 gennaio 2017, 13:16

Salve diana e edmea, grazie del responso.

Allora, sto familiarizzando col Daparox, gli sto prendendo le misure: ho capito di essere IPERSENSIBILE AI FARMACI (pensate che dopo anni di assunzione mi bastano persino 3 gocce di En per stordirmi). D'accordo con la terapeuta, prenderò SOLO 7 GOCCE DI DAPAROX nel tardo-pomeriggio dopo uno spuntino, e senza uscire mai di casa successivamente. Eppure, avverto ancora stanchezza alle gambe, ma rispetto al rimbambimento mattutino che avevo prima ben venga. Comunque, sono alla TERZA SETTIMANA DI ASSUNZIONE.

Per quanto riguarda IL RAPPORTO CON LA TERAPEUTA, io le contesto il fatto di dirmi cose di me in cui non mi rivedo affatto, come l'insistere sul fatto che io sia UNA PERSONA NOIOSA nonostante nessuno me l'abbia mai detto e soprattutto per il fatto che odio questa categoria di persone. Inoltre, nella mia vita non ho mai tediato nessuno per problemi personali, e sono sempre il primo a chiudere le discussioni senza molestare gli altri.

Devo dire che nei primi mesi di psicoterapia la dottoressa è stata importante perchè MI HA APERTO DEI PENSIERI facendomi notare in cosa avevo sbagliato nella GESTIONE DELLE AMICIZIE finite male. Ma da alcuni mesi pare che si ''diverta'' nel farmi critiche immeritate. Ultimamente insiste sull'aspetto che io a 35 anni DEBBA PENSARE A UNA MOGLIE e a dei figli, ma chi lo ha stabilito che bisogna rientrare per forza in questo clichè di ''normalità'' per essere una persona felice? IO VOGLIO UNA MANO NEL RAPPORTARMI AGLI ALTRI, NON VOGLIO CAMBIARE IL MIO CARATTERE DI BASE!
Ma se insisto su questo tasto, tutti mi dicono che è il....''METODO'' (?!), boh.

Edmea

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8

mercoledì, 25 gennaio 2017, 13:32

Io mi arrabbio molto quando sento certe cose, una medico decente non dovrebbe mai esprimere certi tipi di giudizi offensivi sulla persona, al massimo aiutarlo a scoprire nuove strade o le cose da migliorare, di certo non dicendo che una persona è noiosa o DEVE FARE la classica vita ordinaria della persona della sua età. Cos'è la normalità?? Ognuno ha il suo percorso.
Per quanto riguarda il farmaco 7 gocce è meno della metà del minimo, vuole lasciartele sempre così o salire ? Non sono un medico, ma dopo anni di ricerche e studi per i fatti miei so che per l'ansia , panico ecc. il minimo sindacale è 20 mg. Che mi pare equivalgano a 20 gocce circa. Poi magari ti sta dando così poco perché tu reagisci male ai farmaci e lo fa molto graduatamente.

jokopokomajoko

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9

mercoledì, 25 gennaio 2017, 13:46

Edmea, hai centrato proprio in pieno cosa io vorrei dalla psicoterapeuta: SCOPRIRE NUOVE STRADE E MIGLIORARE. Infatti, quando la Dott.ssa polemicamente mi rinfaccia: ''se non vuoi critiche, che ci vieni a fare qui?!'', io rispondo sempre ''PER AVERE UNA MANO nell'affrontare la FOBIA delle RELAZIONI, creatasi per AMICIZIE DELUDENTI, e poi NON VOGLIO PIU ATTACCHI DI PANICO!''.

Purtroppo lei non vuole mai soffermarsi sull'origine degli attacchi di PANICO, e ha convocato in seduta persino i miei GENITORI (anche se ho 35 anni e per due-tre anni in passato ho vissuto da solo in altre città...). Inoltre, come dicevo, devo subire queste UMILIAZIONI in merito al mio carattere in quanto a suo dire non rientrerei ''NEI BINARI TRADIZIONALI''. Non so perchè abbia preso questa piega il nostro rapporto, sto avendo forti dubbi su di lei, ma a questo punto non so se sono io a non aver COMPRESO LA PSICOTERAPIA o lei sia un caso particolare.

Per il DAPAROX, ti assicuro che 7 gocce per me sono significative, non oso immaginare con 20 a cosa vada incontro. Tieni presente che per assumerne 10 per 3 mattine di fila stavo avendo una CRISI DI IDENTITA'.

oscarw

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10

mercoledì, 25 gennaio 2017, 13:49

Salve diana e edmea, grazie del responso.

Allora, sto familiarizzando col Daparox, gli sto prendendo le misure: ho capito di essere IPERSENSIBILE AI FARMACI (pensate che dopo anni di assunzione mi bastano persino 3 gocce di En per stordirmi). D'accordo con la terapeuta, prenderò SOLO 7 GOCCE DI DAPAROX nel tardo-pomeriggio dopo uno spuntino, e senza uscire mai di casa successivamente. Eppure, avverto ancora stanchezza alle gambe, ma rispetto al rimbambimento mattutino che avevo prima ben venga. Comunque, sono alla TERZA SETTIMANA DI ASSUNZIONE.

Per quanto riguarda IL RAPPORTO CON LA TERAPEUTA, io le contesto il fatto di dirmi cose di me in cui non mi rivedo affatto, come l'insistere sul fatto che io sia UNA PERSONA NOIOSA nonostante nessuno me l'abbia mai detto e soprattutto per il fatto che odio questa categoria di persone. Inoltre, nella mia vita non ho mai tediato nessuno per problemi personali, e sono sempre il primo a chiudere le discussioni senza molestare gli altri.



Devo dire che nei primi mesi di psicoterapia la dottoressa è stata importante perchè MI HA APERTO DEI PENSIERI facendomi notare in cosa avevo sbagliato nella GESTIONE DELLE AMICIZIE finite male. Ma da alcuni mesi pare che si ''diverta'' nel farmi critiche immeritate. Ultimamente insiste sull'aspetto che io a 35 anni DEBBA PENSARE A UNA MOGLIE e a dei figli, ma chi lo ha stabilito che bisogna rientrare per forza in questo clichè di ''normalità'' per essere una persona felice? IO VOGLIO UNA MANO NEL RAPPORTARMI AGLI ALTRI, NON VOGLIO CAMBIARE IL MIO CARATTERE DI BASE!
Ma se insisto su questo tasto, tutti mi dicono che è il....''METODO'' (?!), boh.

Salve diana e edmea, grazie del responso.

Allora, sto familiarizzando col Daparox, gli sto prendendo le misure: ho capito di essere IPERSENSIBILE AI FARMACI (pensate che dopo anni di assunzione mi bastano persino 3 gocce di En per stordirmi). D'accordo con la terapeuta, prenderò SOLO 7 GOCCE DI DAPAROX nel tardo-pomeriggio dopo uno spuntino, e senza uscire mai di casa successivamente. Eppure, avverto ancora stanchezza alle gambe, ma rispetto al rimbambimento mattutino che avevo prima ben venga. Comunque, sono alla TERZA SETTIMANA DI ASSUNZIONE.

Per quanto riguarda IL RAPPORTO CON LA TERAPEUTA, io le contesto il fatto di dirmi cose di me in cui non mi rivedo affatto, come l'insistere sul fatto che io sia UNA PERSONA NOIOSA nonostante nessuno me l'abbia mai detto e soprattutto per il fatto che odio questa categoria di persone. Inoltre, nella mia vita non ho mai tediato nessuno per problemi personali, e sono sempre il primo a chiudere le discussioni senza molestare gli altri.

Devo dire che nei primi mesi di psicoterapia la dottoressa è stata importante perchè MI HA APERTO DEI PENSIERI facendomi notare in cosa avevo sbagliato nella GESTIONE DELLE AMICIZIE finite male. Ma da alcuni mesi pare che si ''diverta'' nel farmi critiche immeritate. Ultimamente insiste sull'aspetto che io a 35 anni DEBBA PENSARE A UNA MOGLIE e a dei figli, ma chi lo ha stabilito che bisogna rientrare per forza in questo clichè di ''normalità'' per essere una persona felice? IO VOGLIO UNA MANO NEL RAPPORTARMI AGLI ALTRI, NON VOGLIO CAMBIARE IL MIO CARATTERE DI BASE!
Ma se insisto su questo tasto, tutti mi dicono che è il....''METODO'' (?!), boh.


Non è compito dello psicoterapeuta dirti cosa devi fare della tua vita privata, certi medici andrebbero radiati per le cazzate che dicono; il compito del terapeuta è far emergere le distorsioni cognitive e comportamentali inerenti al disturbo diagnosticato e guidarti verso "la retta via" senza mai fare considerazioni di carattere personale.
Immagino questa terapeuta alle prese con un omosessuale: "Lei deve pensare a una famiglia alla sua età, e naturalmente con una donna"! :roftl:
Fossi in te cambierei medico anche perché é già da un po che vai senza aver raggiunto risultati apprezzabili!

oscarw

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11

mercoledì, 25 gennaio 2017, 13:54

Sono quasi tua coetanea e posso capirti per alcune cose che dici. Tieni duro per il daparox, anche io assumo paroxetina e nonostante l'avessi presa per anni, quest' ultima volta ci ha messo tanti mesi per fare un leggero effetto, tutt'ora sono a momenti non sto sempre ''normale''. Non sospendere è tropo presto davvero. Il terapeuta ti umilia , ne sei certo ? O sono tuoi modi di percepire le cose ? fai degli esempi.

Ciao Edmea, di cosa soffri?
Io soffro di attacchi di panico e ansia da circa 13 anni, sono quasi sempre andato avanti con i farmaci da quando ho 20 anni.

Edmea

Giovane Amico

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mercoledì, 25 gennaio 2017, 14:05

Se ti crea disagi o troppi dubbi magari dovresti cambiare terapista. Immagino come si sta male per i farmaci, anzi lo so sulla mia pelle. Ma ho letto spesso testimonianze dove dicono che proprio dosaggi troppo bassi fanno male a volte, ma non mi permetto di dire troppo è compito del tuo medico psichiatra . Di cosa soffro... bella domanda... come sapete spesso non ci danno risposte precise, sono sommari e dicono a tutti le stesse cose e spesso danno a tutti gli stessi farmaci quando ci sono mille sfumature e patologie , o più patologie che si intersecano ogni caso è diverso.
La psichiatra dice che soffro di una gravissima forma di ansia ( ho anche derealizzazione ) con disturbi di personalità , la psicoterapeuta accennò al borderline e isteria ( che poi sarebbe l'attuale ansia/somatizzazioni e via dicendo.) E' difficile curarsi quando manco sai esattamente cosa hai, anzi quando non lo sanno perché il tempo è poco.Io posso dire di essere ansiosa, ipocondriaca, somatizzare tutto, avere derealizzazione, e sì un poco mi riconosco nel borderline e nell' ''isteria'', termine ormai superato.Ho preso sempre l'antidepressivo paroxetina e l'alprazolam (xanax) , abbiamo parlato dell'abilify (antipsicotico/neutolettico) ma devo aspettare e rifletterci bene. A voi che diagnosi hanno fatto ?

oscarw

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13

mercoledì, 25 gennaio 2017, 14:27

Se ti crea disagi o troppi dubbi magari dovresti cambiare terapista. Immagino come si sta male per i farmaci, anzi lo so sulla mia pelle. Ma ho letto spesso testimonianze dove dicono che proprio dosaggi troppo bassi fanno male a volte, ma non mi permetto di dire troppo è compito del tuo medico psichiatra . Di cosa soffro... bella domanda... come sapete spesso non ci danno risposte precise, sono sommari e dicono a tutti le stesse cose e spesso danno a tutti gli stessi farmaci quando ci sono mille sfumature e patologie , o più patologie che si intersecano ogni caso è diverso.
La psichiatra dice che soffro di una gravissima forma di ansia ( ho anche derealizzazione ) con disturbi di personalità , la psicoterapeuta accennò al borderline e isteria ( che poi sarebbe l'attuale ansia/somatizzazioni e via dicendo.) E' difficile curarsi quando manco sai esattamente cosa hai, anzi quando non lo sanno perché il tempo è poco.Io posso dire di essere ansiosa, ipocondriaca, somatizzare tutto, avere derealizzazione, e sì un poco mi riconosco nel borderline e nell' ''isteria'', termine ormai superato.Ho preso sempre l'antidepressivo paroxetina e l'alprazolam (xanax) , abbiamo parlato dell'abilify (antipsicotico/neutolettico) ma devo aspettare e rifletterci bene. A voi che diagnosi hanno fatto ?


Io soffro di disturbo di panico e ansia.
I primi anni prendevo entact 20 mg e gocce di En due volte al giorno, poi visto che non guarivo (alla sospensione avevo sempre malessere) ho cambiato medico e ho associato una psicoterapia, i risultati li ho avuti, ho tolto l'ansiolitico dopo anni e anni di assunzione e per un periodo ho preso solo entact 10 mg, poi anche quest'ultimo l'ho tolto.
Sono stato un anno senza, poi ho ripreso la cura (cymbalta 60 mg) perché avevo nuovamente panico e ansia forte e da quel giorno non sono riuscito a vivere senza, attualmente prendo trazodone 150 mg ma non sto bene.

Edmea

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mercoledì, 25 gennaio 2017, 14:42

Azz 150 mg , ma che roba è ? Sì anche io ho smesso e ripreso più volte per la fissazione di farcela da sola, ho sempre usato paroxetina .

jokopokomajoko

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mercoledì, 25 gennaio 2017, 14:50

Ciao Oscar,

nutro anch'io dubbi su questo cosiddetto ''metodo'' così invasivo della mia privacy, ma secondo la Dott.ssa avere come obiettivo MOGLIE E FIGLI mi farebbe ''entrare nel mondo'' e concentrarmi su una vita indipendente. Inutile che io le ripeta che in queste mie condizioni non ci sono i presupposti per costruire un rapporto sentimentale in quanto le ragazze sono giustamente poco disponibili ad aprirsi con un ''malato'', e io stesso non riesco ad avere la 'testa' per intraprendere un rapporto, considerando anche la mia attuale INTOLLERANZA SOCIALE.

Edmea,
il ''bello'' della situazione è che dopo un anno e mezzo ancora NON MI E' STATA DATA UNA DIAGNOSI precisa della mia patologia. Io sono confuso, non so spiegarla bene, ma mi meraviglio che questa terapeuta si mantenga ancora sul vago tentando la soluzione con queste umiliazioni e convocando i miei genitori come fossi un dodicenne. In sintesi, se dovessi tentare di dire cosa mi affligge direi: ''COSTANTE SENSAZIONE DI PAURA DERIVANTE DALLA DIFFICOLTA' DI INSTAURARE AMICIZIE E DALLA MANCATA REALIZZAZIONE POST-LAUREA''.

Ci tengo a sottolineare che, pur essendo FIGLIO UNICO, sono una persona che ha avuto in passato molti gruppi di amici, fidanzamenti (brevi), ho fatto vari viaggi da solo e in compagnia IN AEREO per corsi di studio o vacanza in tutta europa (compresa una CROCIERA). Inoltre ho lavorato in altre città per alcuni mesi, da solo.

Per la parte farmacologica, il DAPAROX e' il primo anti-depressivo della mia vita, mentre invece conosco l'EN sin dalla terza superiore.

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