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gaietta89

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1

Saturday, November 9th 2019, 10:23pm

Strana sensazione di perdere il controllo della mente!

Buonasera a tutti!
Mi sono iscritta in quanto vorrei condividere con voi una situazione e spero mi possiate ‘aiutare’.
Premetto che ho iniziato a soffrire di ansia all’età di 17 anni,ho seguito una terapia con una psicologa e qualche anno più tardi ho intrapreso una terapia farmacologica.
Sono migliorata tantissimo e sono cresciuta molto ma ho ancora periodi in cui l’ansia la fa da padrona.
Nel corso degli anni si è manifestata in tanti modi: ansia anticipatoria,attacchi di panico ed infine pensieri ossessivi.
Lo scorso anno questi pensieri intrusivi sono aumentati notevolmente e avendo svariata origine faccio fatica a riconoscerli ma soprattutto a gestirli.
Qualche anno fa ho avuto un episodio molto intenso: avevo appena fatto la doccia,ho iniziato ad essere invasa da pensieri riguardo ad una serata che mi attendeva e non sono stata in grado di fermarli pensando ad altro. Mi sembrava di non essere più padrona della mia mente e mi sono immensamente spaventata.
Da quel momento la mia ansia continua a presentarsi sotto questa forma: paura di perdere il controllo.
Devo uscire a cena, immagino di stare male in preda a questa forma di ansia.
Devo prendere l’aereo, idem.
Devo uscire con gli amici del mio fidanzato, la stessa cosa.

Ho rinunciato a parecchie occasioni per questo motivo. Lo specialista che mi segue dice che sono in una fase di regressione fisiologica dovuta ad un cambiamento importante che mi aspetta: la convivenza.
Ma io ho il terrore che non sia così.

Vorrei sapere se qualcuno ha sperimentato questa sensazione e se mi puo’dare qualche consiglio..mi sto facendo sopraffarre.

Grazie!

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

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2

Sunday, November 10th 2019, 1:19pm

Parlare di regressione fisiologica nella prospettiva di una imminente convivenza, significa dare per scontato che la convivenza sia per te scelta e passo di crescita, una prova adulta, una novità che staccando e portandoti oltre l'abituale e conosciuto, ti intimorirebbe e ti indurrebbe a reagire in modo regressivo, come da parte di chi recalcitra e teme, una risposta interiore non adulta, quasi infantile, considerata tipica e comune, di frequente riscontro, perciò definita fisiologica. C'è però, nel tuo interesse, da capire tutto, senza dare nulla per già compreso e scontato, per evitare che tu, anche dietro parere "esperto", ti faccia cattiva interprete di te stessa. Ne va di te, del rapporto con te stessa, che non può essere segnato da malintesi, da mancanza di sintonia con ciò che senti e che si muove anche con veemenza dentro di te, ne va della qualità della tua vita, dell'affidabilità di ciò che fai e che determini del tuo destino, che dev'essere felicemente corrispondente a te, ai tuoi interessi più veri e profondi. Se ciò che vive anche tumultuosamente dentro di te non ti vede capace di avvicinarlo, di ascoltarlo, di comprenderlo, se prevale la tendenza a spiegarlo, a tenerlo a bada, questo è già un primo fondamentale problema di cui prendere visione, di cui occuparti. Se la cura non ti ha messa e non ti mette nelle condizioni di imparare a comunicare con te stessa, di formare la capacità di accogliere e di ascoltare tutto ciò che il tuo sentire, nelle sue svariate espressioni anche le meno facili o piacevoli, ti vuole dire e far capire, se non ti consente di trovare sintonia e unità con te stessa, se i tuoi pensieri, se le spiegazioni che ti dai e le iniziative che prendi vanno da una parte e il tuo sentire va da un'altra, se non c'è incontro, c'è da chiedersi se sia davvero il miglior modo di prenderti cura di te stessa. Nulla va mai dato per scontato e reso credibile appoggiandosi a schemi, a idee comuni, a esempi altrui. Cosa ad esempio sia la convivenza per te, cosa ci vedi, cosa cerchi in questa scelta, cosa ti aspetti, cosa ti spinge a compierla, è da parte tua da capire con attenzione, senza tacerti nulla, senza affidarti alla retorica, senza paura di dirti il vero. Come esseri umani, come individui siamo fatti non solo di volontà e di capacità di ragionamento, ma ci appartiene anche una parte intima e profonda, non certo di poco valore e peso, che non sta certo a guardare e a lasciar fare all'altra parte. C'è dentro di noi una parte vitale intima, che sa vedere le cose in profondità, che non ignora i veri perchè delle nostre scelte, che non sottovaluta le loro implicazioni e conseguenze, che perciò può bersagliarci di richiami anche fortissimi, come ansietà e attacchi di panico, facendoci sentire la estrema fragilità e il rischio dovuto allo stato di disunione con noi stessi, per indurci a fermarci a riflettere, a intendere l'importanza di un simile problema, pungolandoci a formare la capacità di capirci in profondità e in pieno accordo con noi stessi, senza raccontarcela con i ragionamenti, senza farci rassicurare da senso comune o da pareri esperti o che si pretendono tali. Pierangelo Lopopolo

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gaietta89

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Tuesday, November 12th 2019, 10:01pm

la ringrazio per la risposta!
Se non ho capito male lei intende dirmi di ascoltare con più attenzione questo senso di malessere e di non dare per scontato quanto detto dallo specialista che mi segue,corretto?
Fondamentalmente, se avverto questa sensazione ci deve essere una motivazione.

Mi permetto di dissentire solo per un motivo..sono stata diagnosticata come disturbo d’ansia con tratti ossessivi.
Purtroppo più volte nel corso della mia vita sono stata combattuta a lungo riguardo decisioni da prendere e poche volte sono sicura di ció che faccio, lo metto sempre in dubbio. Credo quindi che lo specialista parlasse di regressione fisiologica per questo motivo.

Razionalmente sono convinta di voler andare a convivere con il mio fidanzato,prima di lui non avevo mai osato fare questo passo con nessuno. Non nego che ho paura di non essere in grado di gestirmi/di fallire, ho paura che la mia relazione ne possa risentire,ho molta paura di prendermi le mie responsabilità e di diventare adulta.
Ho paura che mi manchino i miei genitori e la mia vita da ‘figlia’. Ma dall’altra parte sono entusiasta all’idea di iniziare la mia vita con il mio fidanzato e di costruire un progetto di vita insieme.

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

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Friday, November 15th 2019, 1:36pm

Provo a chiarire meglio. Si tratta solo di spunti di riflessione che voglio darti, tenendo conto del fatto che sei in difficoltà e non da oggi nel rapporto con te stessa, con ciò che vive dentro di te. Sei tu poi a darti le risposte e a decidere di te, come è giusto che sia. Tu hai scritto: ““ho molta paura di prendermi le mie responsabilità e di
diventare adulta”. Cosa significa diventare adulta e quali sono le vere
responsabilità verso te stessa? Il punto è proprio questo. Non va dato per
scontato che il diventare adulta coincida e si risolva nel compiere passaggi
come quello della convivenza o del matrimonio o di tutto ciò che in fila ne può
conseguire. E’ facile, abituale e convenzionale ritenere questo, perciò il
discorso circa la regressione intesa come la paura di chi si tira indietro e non vuole
crescere, di chi non ha ancora coraggio e determinazione di compiere il passo
che porterebbe in una condizione di responsabilità adulta ecc. Visto però che
tu stai intervenendo su di te, sulla tua vita, determinandone il corso e i
possibili sviluppi, hai responsabilità, questa sì importante e da esercitare in
modo adulto verso di te, di capire se far crescere te stessa, conoscerti,
scoprire ciò in cui credi, mettere assieme un bagaglio tuo di consapevolezza,
scoprire ciò che tu come individuo puoi realizzare, far vivere, qual’è il tuo progetto
coincida e si risolva davvero, trovi realizzazione con convivenza e simili. Una
cosa è darti l’occasione fin dove necessario di crescere come nella condizione
di figlia e attingere a tutte le tue risorse interiori per coltivare e portare
a maturazione la tua identità, la tua personalità, per scoprire il tuo
progetto di vita, altra cosa è pensare che tutto si risolva con soluzioni
pronte tipo convivenza che comunque fanno conto sul legame con altro più che
con te stessa. Si può ovviamente decidere tutto, ma l’importante è fare
chiarezza. Se il tuo sentire ti rende malcerta, potrebbe avere un suo perché.
Non sei assistita solo dal raziocinio per capirti e per badare a te stessa, c’è
la tua parte profonda che non meno, anzi più dell’altra parte, quella
razionale, è attenta a capire le tue vere necessità, che ha capacità di non
farsi sedurre dalle illusioni e di non farsi convincere dai luoghi comuni, come
quelli riguardanti i modi di diventare adulti e responsabili. L’impazienza
spinge spesso a dare rapido credito a idee e a soluzioni, che paiono confortanti e risolutive, ma capire
bene a cosa affidare la propria vita è questione rilevante e la parte profonda
non per caso interviene anche intralciando, turbando il quieto vivere, mettendo
in campo grovigli ossessivi per far capire che le questioni vanno ben pensate e
ponderate, che l’intesa con se stessi va trovata per mettersi in mano qualcosa
di ben compreso, di fondato, di saldo e di affidabile. Pierangelo Lopopolo

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repcar

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Sunday, November 17th 2019, 4:22pm

ciao....nulla da dire in ordine a quanto postato dal dottore, in quanto non ho la competenza nè sono uno specialista. Personalmente mi ritengo un "veterano", è in tutti questi anni mi sono fatto una mia idea che ripeto è una mia idea. Tante patologie psichiatriche (depressione, ansia, fobie) hanno un loro esordio ed in relazione alla loro gravità l'episodio regredisce con le adeguate cure, sie esse farmacologiche o psicologiche, restano un episodio nella vita. Purtroppo in una percentuale (sottostimata per molteplici fattori) alcune persone ciclicamente hanno delle ricadute. Non entro nella questione delle cure in ordine alle ricadute, ma sempre secondo un mio pensiero, in questi casi (recidive) l'ansia diventa come un virus, tipo herpes, si innesta nei gangli del nostro cervello si attenua, ma appena esternamente capita un qualsiasi tipo di stress prolungato, ecco che essa esce fuori pronta a cogliere le nostre fragilità. In tutti questi anni ho capito, sulla mia pelle, che lo stress per noi ansiosi è più deleterio di qualsivoglia altra modalità, quindi ho cercato, per quanto possibile una gestione razionale, che si intende non sempre accade e quando questo non succede ecco che rispunta la mia vecchia e compagna di vita "l'ansia".
In bocca al lupo.......... :thumbup:
Un saluto al dottore PierangeloLopopolo.