Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


This thread is closed.

Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

1

Sunday, August 13th 2017, 11:25pm

storia

Ciao a tutti

This post has been edited 1 times, last edit by "MissMT07" (Oct 10th 2017, 12:58am)


2

Sunday, August 13th 2017, 11:34pm

Ciao, ma il medico che ti segue cosa pensa di tutto questo?

3

Sunday, August 13th 2017, 11:44pm

Ciao, ma il medico che ti segue cosa pensa di tutto questo?


che devo arrivare a capire

This post has been edited 1 times, last edit by "MissMT07" (Oct 10th 2017, 12:58am)


Pulmino73

Bischero virtuale

  • "Pulmino73" is male

Posts: 373

Activitypoints: 1,219

Date of registration: Jul 31st 2009

Location: Spazio

Occupation: Imprenditore

  • Send private message

4

Monday, August 14th 2017, 12:13am

Possibili soluzioni

Ciao.
Ho letto quello che scrivi e mi sono rispecchiato. Soffro di ansia: ansia da prestazione. Io ho trovato soluzione con l'aiuto farmacologico. Ci ho impiegato almeno un anno, con alti e bassi notevoli, ma alla fine il risultato di stabilita' pare essere arrivato. Nel mio caso, la specialista mi ha prescritto Cipralex (escitalopram). Altrettanto vorrei dire che molto dipende da noi stessi. Il farmaco - letto e detto 1 milione di volte - e' una stampella che alla lunga (un annetto almeno) verra' ad essere abbandonata.

I motivi per i quali si arriva a somatizzare l'ansia (che provoca crisi, come l'attacco di panico) sono cosa piuttosto lunga da analizzare. Una volta acclarati non e' detto che la situazione di disagio venga risolta in un battibaleno. Ecco perché sostengo che l'aiuto di uno specialista sia sempre utile alla comprensione prima e nel definire una terapia.

Ogni persona e' una storia a se'. Nel mio caso pero' posso dire senza indugi che grazie a farmaci sono riuscito a riacquistare la vita e la sua vivibilità. Altrettanto pero' oltre al farmaco vorrei consigliarti alcune letture (IMPORTANTISSIME) che potranno dare un senso o magari semplici risposte alle tue difficolta'.

Ricordati sempre che ad ogni difficolta, momento no, c'e' sempre una risalita. Occorre saper aspettare. Pazientare ma sempre arriverà. Sempre.

5

Monday, August 14th 2017, 12:46am

Ciao.
Ho letto quello che scrivi e mi sono rispecchiato. Soffro di ansia: ansia da prestazione. Io ho trovato soluzione con l'aiuto farmacologico. Ci ho impiegato almeno un anno, con alti e bassi notevoli, ma alla fine il risultato di stabilita' pare essere arrivato. Nel mio caso, la specialista mi ha prescritto Cipralex (escitalopram). Altrettanto vorrei dire che molto dipende da noi stessi. Il farmaco - letto e detto 1 milione di volte - e' una stampella che alla lunga (un annetto almeno) verra' ad essere abbandonata.

I motivi per i quali si arriva a somatizzare l'ansia (che provoca crisi, come l'attacco di panico) sono cosa piuttosto lunga da analizzare. Una volta acclarati non e' detto che la situazione di disagio venga risolta in un battibaleno. Ecco perché sostengo che l'aiuto di uno specialista sia sempre utile alla comprensione prima e nel definire una terapia.

Ogni persona e' una storia a se'. Nel mio caso pero' posso dire senza indugi che grazie a farmaci sono riuscito a riacquistare la vita e la sua vivibilità. Altrettanto pero' oltre al farmaco vorrei consigliarti alcune letture (IMPORTANTISSIME) che potranno dare un senso o magari semplici risposte alle tue difficolta'.

Ricordati sempre che ad ogni difficolta, momento no, c'e' sempre una risalita. Occorre saper aspettare. Pazientare ma sempre arriverà. Sempre.


Grazie per la tua risposta!

This post has been edited 1 times, last edit by "MissMT07" (Oct 10th 2017, 12:59am)


Pulmino73

Bischero virtuale

  • "Pulmino73" is male

Posts: 373

Activitypoints: 1,219

Date of registration: Jul 31st 2009

Location: Spazio

Occupation: Imprenditore

  • Send private message

6

Monday, August 14th 2017, 1:46am

Letture? Facendo un salto in libreria ho comprato diversi testi. Essenzialmente ho letto molto (praticamente tutto) di Raffaele Morelli ma anche Giorgio Nardone. Ed altri. Morelli ad esempio (ho studiato giornalismo) e' un ottimo comunicatore. I suoi testi si leggono facilmente. Sui contenuti... mmm... De gustibus non est disputandum.

In particolare mi sono concentrato sul capire i meccanismi degli stati ansiosi: dalla nascita ai risvolti patologici, come la lunga sintomatologia. Poi mi sono interessato sui meccanismi che generano gli attacchi di panico, le scintille ed i perché.

Sull'approfondimento della sintomatologia, generalmente comune a tutti, ho cercato di immedesimarmi. Cioè capire ciò che mi produce situazioni di disagio, alla quali rispondo generando ansia.

Nel mio caso, per paradosso, vuoi per la professione e per il mio carattere, si tratta di un problema di autostima. In sostanza il cercare continuamente di controllare eventi e situazioni. Una volta riconosciuto il punto dolente, di conseguenza, molto dipende da noi sulla gestione della situazione.

L'importante pero' e' capire, relativizzare (in fondo, serve combattere contro noi stessi o meglio rinunciare al "braccio di ferro" immediatamente) ed andare avanti - più lentamente, magari - nella quotidianità.

Come detto ognuno e' pero' storia a se.

Ps. Sui medicinali, concordo: pareri discordanti ed efficacia non certa ed immediata. Certamente senza un equilibrio interiore ritrovato possono essere "acqua fresca".

mademoiselle_moi

Amico Inseparabile

  • "mademoiselle_moi" is female
  • "mademoiselle_moi" has been banned

Posts: 1,822

Activitypoints: 4,840

Date of registration: Jul 7th 2017

  • Send private message

7

Monday, August 14th 2017, 9:18am

La mia ansia si manifesta nello stesso identico modo, perlopiù in situazioni sociali, con l'aggravante che io sono anche emetofobica quindi a tutto quello si aggiunge il terrore che mi venga voglia di vomitare, cosa che ovviamente non è mai successa, così come non è mai successo di svenire quando mi sento instabile.
Io sto facendo psicoterapia da molto e devo dire che dei miglioramenti li ho avuti, anche se successivamente(adesso!) ho avuto anche un forte crollo.....proprio quando ho scoperto le cause della mia ansia.

Non voglio erigermi a giudice della tua situazione, sulla psicoterapia non dico nulla perchè sono la prima ad andarci da tanti anni ed ottenere miglioramenti lentissimi....quindi , tu ora stai cambiando, può essere che ti troverai meglio e vedrai risultati presto, come potrebbe essere che continuando la vecchia strada, molto lentamente, otterresti miglioramenti comunque...ed è anche quello che spero per me.
Volevo fare invece una considerazione sui farmaci...io con il solo xanax riesco abbastanza a contenere gli attacchi,anche se momenti di ansia forte ogni tanto capitano lo stesso.
Con gli ssri invece sono stata benissimo, nel periodo in cui li ho assunti mi erano passati praticamente tutti i sintomi e di conseguenza riuscivo ad uscire senza problemi. Mi sorge il dubbio che il farmaco che stai prendendo potrebbe non essere adatto a te. Te lo ha prescritto uno psichiatra? potresti come prima cosa provare a parlarne con lui e valutare un cambio di molecola.
La scelta di usare o meno farmaci è una scelta personalissima in cui non voglio entrare nel merito, ma se un farmaco è quello giusto, i sintomi te li toglie, quindi su questo aspetto credo che tu possa tentare un'altra soluzione.
Poi, con dei sintomi meno invalidanti, sarai anche più tranquilla di decidere cosa fare.

mademoiselle_moi

Amico Inseparabile

  • "mademoiselle_moi" is female
  • "mademoiselle_moi" has been banned

Posts: 1,822

Activitypoints: 4,840

Date of registration: Jul 7th 2017

  • Send private message

8

Monday, August 14th 2017, 9:25am

Ciao.
Ho letto quello che scrivi e mi sono rispecchiato. Soffro di ansia: ansia da prestazione. Io ho trovato soluzione con l'aiuto farmacologico. Ci ho impiegato almeno un anno, con alti e bassi notevoli, ma alla fine il risultato di stabilita' pare essere arrivato. Nel mio caso, la specialista mi ha prescritto Cipralex (escitalopram). Altrettanto vorrei dire che molto dipende da noi stessi. Il farmaco - letto e detto 1 milione di volte - e' una stampella che alla lunga (un annetto almeno) verra' ad essere abbandonata.

I motivi per i quali si arriva a somatizzare l'ansia (che provoca crisi, come l'attacco di panico) sono cosa piuttosto lunga da analizzare. Una volta acclarati non e' detto che la situazione di disagio venga risolta in un battibaleno. Ecco perché sostengo che l'aiuto di uno specialista sia sempre utile alla comprensione prima e nel definire una terapia.

Ogni persona e' una storia a se'. Nel mio caso pero' posso dire senza indugi che grazie a farmaci sono riuscito a riacquistare la vita e la sua vivibilità. Altrettanto pero' oltre al farmaco vorrei consigliarti alcune letture (IMPORTANTISSIME) che potranno dare un senso o magari semplici risposte alle tue difficolta'.

Ricordati sempre che ad ogni difficolta, momento no, c'e' sempre una risalita. Occorre saper aspettare. Pazientare ma sempre arriverà. Sempre.


stesso tipo di ansia, stesso farmaco, risultati eccellenti.....finchè l'ho assunto.
Quando mi sembrava di stare bene, in seguito anche ad un po' di psicoterapia, e ho deciso di sospenderlo, dopo sei mesi circa ho ricominciato a stare male. Ora stringo i denti e cerco di fare solo psicoterapia, non vorrei più prendere antidepressivi e cercare di eradicare il problema alla radice. E' un periodo diffcilissimo, ho fatto questa scelta, ho spesso ricadute in cui mi dico che vorrei il farmaco e lo vorrei subito, ma cerco di resistere.
Tuttavia non giudico nessuna delle due posizioni, favorevoli e contrari ai farmaci. Io li ho usati per anni, ora sto provando senza proprio perchè ero spaventata dall'idea di doverli assumere per così tanto tempo (quasi 10 anni con qualche intervallo), ma non escludo la possibilità di cambiare di nuovo idea, se dovessi stare peggio, o stancarmi di non notare miglioramenti.

ATTENZIONE:
ogni mia decisione di prendere/sospendere è ssempre stata fatta in accordo con uno PSICHIATRA che mi ha seguito mentre aumentavo/scalavo le dosi....MAI FARE DA SOLI!!!!!!!

gloriasinegloria

Amico Inseparabile

Posts: 1,528

Activitypoints: 4,717

Date of registration: Aug 11th 2017

  • Send private message

9

Monday, August 14th 2017, 9:56am

Il mio consiglio è di cercare su Google, e leggere, i risultati più significativi per la chiave di ricerca "attacchi di panico respirazione".
;)

repcar

Amico Inseparabile

  • "repcar" is male

Posts: 1,642

Activitypoints: 4,662

Date of registration: Dec 10th 2016

Location: reggio calabria

Occupation: forze di polizia

  • Send private message

10

Monday, August 14th 2017, 2:57pm

ciao.....prendere farmaci e non star bene è indice che qualcosa non ha funzionato. Il farmaco è come un vestito, non sta bene a tutti. Capita che la fortuna azzecchi con il primo e vai liscio come l'olio. Purtroppo in alcune persone non è così, quindi bisogna trovare la molecola giusta ed anche quando la trovi ci sono molti psichiatri che tendono a non dare il dosaggio pieno. Si crede che meno dosaggio meno problemi, ma non è così. Oltre la farmacologia può interviene il supporto psicoterapeutico, molto utile, ed in sinergia con il farmaco, attualmente sono considerate le terapie migliori. Attenzione però, non bisogna riporre nel farmaco la soluzione ai problemi, esso, unito ad altre terapie, dà l'aiuto alla persona ad uscire dalla fase acuta, ma la nostra forza, che in presenza della fase acuta è molto attenuata deve essere messa in primo piano. Se ti piace leggere leggi, ma non andare MAI su internet a cercare un qualsivoglia sintomo..............stanne fuori.....vede retro satana.... :hi:

gloriasinegloria

Amico Inseparabile

Posts: 1,528

Activitypoints: 4,717

Date of registration: Aug 11th 2017

  • Send private message

11

Tuesday, August 15th 2017, 12:01pm

Se ti piace leggere leggi, ma non andare MAI su internet a cercare un qualsivoglia sintomo..............stanne fuori.....vede retro satana.... :hi:


Buongiorno Repcar,
non so se tu abbia scritto questo (che in linea di principio condivido totalmente) in rapporto al mio piccolo suggerimento precedente.

Se così fosse, per una chiarezza che desidero anch'io, preciso soltanto che con la chiave di ricerca che avevo suggerito non si trovano sintomi o provvidenziali farmaci sintomatici.
Anche perchè mi pare che non siamo in presenza di un sintomo, bensì di una diagnosi chiara, che è "attacchi di panico".

Con quella chiave di ricerca, quindi, si trova soltanto una lettura tutta diversa degli attacchi di panico. Legata alle nostre modalità di respirazione e che non suggerisce nessunissimo farmaco.

Suggerisce soltanto l'ipotesi che l'attacco di panico abbia molto più a che fare con il nostro modo di respirare di quanto possa averne con nostri (irrintracciabili) traumi infantili.


Poi c'è una prova semplicissima a costo zero e chimica zero che chiunque può fare all'esordio di un attacco di panico : imporsi l'apnea per qualche decina di secondi.
Scommettiamo che qualcosa fa? ;)

12

Tuesday, August 15th 2017, 12:59pm


Con quella chiave di ricerca, quindi, si trova soltanto una lettura tutta diversa degli attacchi di panico. Legata alle nostre modalità di respirazione e che non suggerisce nessunissimo farmaco.

Suggerisce soltanto l'ipotesi che l'attacco di panico abbia molto più a che fare con il nostro modo di respirare di quanto possa averne con nostri (irrintracciabili) traumi infantili.


Poi c'è una prova semplicissima a costo zero e chimica zero che chiunque può fare all'esordio di un attacco di panico : imporsi l'apnea per qualche decina di secondi.
Scommettiamo che qualcosa fa? ;)

Perdonami ma non sono assolutamente d'accordo. Se la respirazione sbagliata (iperventilazione), aggrava lo stato ansioso e se respirare bene da un grosso beneficio, personalmente ritengo che il discorso della respirazione sia efficace realmente solo nei "pazienti avanzati". Generalmente soprattutto agli esordi e nelle fasi iniziali si finisce al pronto soccorso (credo che ci siamo passati tutti). In quei momenti non hai il tempo di pensare all'apnea, stai troppo male. Successivamente il percorso è generalmente farmacologico avente come base gli ansiolitici per calmare l'attacco, successivamente si procede se il medico lo ritiene necessario, sull'abbinamento di altre molecole.

Posso aggiungere che ho personalmente provato l'apnea e non mi ha risolto nulla. Ho invece avuto beneficio da respirare nel sacchetto di carta (vecchio metodo rudimentale ma efficace almeno nel mio caso ma dopo anni di terapie di vario genere cioò quale paziente avanzato.

Infine non sono per nulla d'accordo sul fatto che l'attacco di panico abbia relazioni col nostro modo di respirare. Io ho una respirazione che definirei perfetta, faccio esercizi da una vita, sono uno sportivo e ti assicuro (ma lo dicono psicologi e psichiatri), che gli attacchi di panico hanno radici ben diverse e profonde del modo di respirare.

Ps: riuscire a gestire se stessi durante un attacco di panico è una delle sfide più difficili che la vita possa presentare.

repcar

Amico Inseparabile

  • "repcar" is male

Posts: 1,642

Activitypoints: 4,662

Date of registration: Dec 10th 2016

Location: reggio calabria

Occupation: forze di polizia

  • Send private message

13

Tuesday, August 15th 2017, 1:35pm

ciao gloriasinegloria..........il mio era un consiglio indirizzato esclusivamente a non cercare sintomi su internet. Nulla riguarda il tuo consiglio, che non conosco in quanto grazie a Dio, fino ad ora nella mia collezione mi manca. Una cosa è certa che quando personalmente avevo un attacco di panico non vi era nulla che il cervello potesse rendere in quel momento "ragionevole", proprio perchè l'intensità è tale da non permetterti di compiere alcuna azione. Riguardo la sua natura, credo che nessuna specialista, tranne in psicoterapia, sia mai riuscita capire il motivo. :hi:

gloriasinegloria

Amico Inseparabile

Posts: 1,528

Activitypoints: 4,717

Date of registration: Aug 11th 2017

  • Send private message

14

Tuesday, August 15th 2017, 7:01pm

X Repcar : grazie del chiarimento. ;)

X Michele : capisco quel che dici e ovviamente ti credo, ma nel mio caso personale il fattore respirazione - ti assicuro - si è rivelato determinante.
La mia storia con gli attacchi di panico è un po' strana, e la accenno se può essere utile ad altri.
Dopo il primo attacco di panico, circa dieci anni fa, rimasi sconvolta dall'esperienza perchè era, oltretutto, un periodo particolarmente tranquillo della mia vita.

Realizzato che avevo avuto un feroce attacco di panico, non solo mi terrorizzava la diagnosi, ma soprattutto mi terrorizzava l'idea di dover andare alla ricerca della causa psicologica.
Trovo prezioso il ruolo degli psicologi, ma avevo qualche amico che - pur essendosi rivolto per anni e con costanza ai migliori professionisti d'Italia - non solo non era arrivato ad individuare la causa, ma era peggiorato di anno in anno fino a risultare pesantemente invalidato da questo serissimo problema.
Quindi era questa prospettiva a terrorizzarmi, ancor più perché non mi sarei potuta permettere viaggi sanitari e parcelle auree, mentre nella mia zona sono gli stessi medici a dire con rammarico che il livello medio dei professionisti del settore è molto scadente rispetto ad altre regioni italiane.

Fu per questo che cercai forsennatamente se esistesse qualche spiegazione e prassi alternativa, e la trovai nella teoria della respirazione che, ripeto, funzionò perfettamente.

A distanza di qualche anno, e in mio scenario personale molto meno tranquillo del passato, cominciai ad avere nuovi attacchi di panico, pazzeschi e continui fino ad arrivare (proprio come dici tu) disperata al pronto soccorso, in cui non mi veniva partecipata alcuna diagnosi o terapia e, preso atto che fosse un mio periodo di massimo stress e di terrore ipocondriaco, mi fu solo consigliato di "andare alle radici con l'ausilio di uno psicologo".
Perchè non ho fatto ricorso alle tecniche di respirazione? Semplice: perchè in questo clima psicologico del tutto diverso ero più che convinta di avere qualche cardiopatia grave, e agli attacchi di panico non pensai proprio.
Infatti andai dal medico proiettata in chiave cardiologica e fu il medico a dirmi che avevo "solo" attacchi di panico.
Mi prescrisse SSRI a termine, ed ero talmente stremata dagli attacchi ma al contempo così felice della diagnosi che non osai minimamente deviare dalla terapia indicatami e la seguii scrupolosamente.
Al termine del ciclo il problema sembrava risolto.
Sono passati altri anni e non ho più avuto attacchi.
Nel 2013, altri problemi destabilizzanti mi facevano subodorare di poter essere nuovamente sul bordo dell'attacco e mi feci soltanto prescrivere lo Xanax "in caso d'emergenza".
In realtà è bastata la ricetta dello Xanax, perchè mi diede quel pizzico di "sicurezza" sufficiente a non sentirmi "in imminente emergenza drammatica e ingovernabile", mentre la ricetta è rimasta sul cruscotto della mia auto fino a qualche mese fa, mai utilizzata.

Scusa se ti ho annoiato, ma questa è la testimonianza che io posso portare. :)

15

Tuesday, August 15th 2017, 7:19pm

Ciao Gloria, anch'io ritengo che la respirazione sia un elemento determinante ma imparare a gestirsi durante un attacco di panico non è facile. Non a caso riferisci di soffrirne da 10 anni quindi anche tu rientri nei "pazienti avanzati" cioè evoluti, coloro che col tempo hanno appreso dalla loro patologia e da se stessi ponendosi l'obiettivo di migliorare.

Per approfondire: Cause degli attacchi di panico.......

http://www.attacchi-di-panico-psicoterap…cchi-di-panico/