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Simone Rouswin

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1

Thursday, January 26th 2012, 9:23am

Sono stanco di vivere e non ho motivazioni.

Ho 18 anni e sono stanco di vivere, non ho più motivazioni.
A settembre dovrei iscrivermi all'università, io vorrei andare a Scienze dell'educazione, ma non sento più nessuno stimolo.
Prima per me questo era un sogno, ma ora il mio odio per la società, per le sue regole, ha preso il sopravvento sulla mia passionalità, la mia voglia di provare emozioni e sentimenti.
Io non sono un tipo capace di fare un lavoro, sono una persona ribelle e fortemente indipendente, non riuscirei a stare 8 ore in ufficio, obbedendo a qualcuno, che mi ricatta dicendomi che se mi alzo non mi darà i miei mille e passa euro al mese, per comprare la mia casetta in periferia, io voglio di più, sento che questo non è vivere!
Sento che questa routine, mi toglie libertà ed energie creative, che potrei utilizzare, diversamente, lo sento, ma allo stesso tempo, ora non ho forza di sognare una società diversa ed un modo di relazionarmi diverso.
Io volevo fare scienze dell'educazione, per lavorare con i bambini e attraverso il rapporto con loro e con il loro modo di imparare, riuscire ad essere libero, da regole e obblighi alienanti, essere solo con loro aiutandoli a capire le cose, rapportandomi a loro dimostrandomi servo solo della mia mente e della loro incredibile, naturalezza e spontaneità, con cui si rapportano ad un mondo per loro totalmente sconosciuto, al quale cercano via via di adattarsi, sfoggiando la loro unica personalità che col passare del tempo cresce e si forma.
Ma ora, nemmeno questo mi entusiasma, perchè, la paura di combattere, contro le istituzioni, la famiglia e la mentalità ristretta della maggior parte delle persone, mi annienta e mi fa preferire, di rimanere chiuso in camera senza combattere, visto che ora non ne ho la forza.
Poi mi sto appassionando ai paesi orientali e da qualche giorno, mi è venuta in mente l'idea di attraversare a piedi e con mezzi di fortuna l'intera Asia, per arrivare fino in GIappone e poi tornare in dietro, così da sfuggire da tutto ciò che vedo, ma soprattutto, visitando questi paesi a piedi o con mezzi di fortuna, riuscirei a vivere come le persone del posto, di respirare l'aria e spogliarmi dall'abito di "turista" che va li per divertirsi e crescere personalmente, guardando tutto ciò dall'esterno.
Io voglio vivere questi paesi e guardare le persone negli occhi, guardare i paesaggi, e lasciare che essi, mi rimangano impressi nella memoria e nel cuore, in tutta la loro bellezza o bruttezza, non voglio, scegliere un posto, che sia solo uno, in maniera calcolata, io voglio viverli i posti per quello che hanno da raccontare attraverso la loro storia millenaria.
Ma Anche questo sogno, al momento non ho il coraggio di realizzarlo e nemmeno la forza.
Sono solo depresso e apatico e non so cosa sarò in futuro...e non so nemmeno se voglio viverlo, almeno nelle condizioni che si presentano ai miei occhi ora.

summertime

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Thursday, January 26th 2012, 10:00am

La cultura del "ribelle" ha mietuto un'altra delle sue vittime: tu.

Vivere senza regole significa, in realtà, non-vivere.

Le regole che tu percepisci ora come imposizioni ed obblighi, altro non sono che la base di una società civile.

A 18 anni forse sei ancora immaturo per comprenderlo, ma secondo me non poi così tanto.

Prova a coniugare il tuo desiderio di libertà con il rispetto delle regole. E' una sfida importante, che dura una vita: ma la puoi vincere.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

Simone Rouswin

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3

Thursday, January 26th 2012, 10:20am

@
summertime

Per favore, non mi catalogare, in maniera così semplicistica senza conoscermi.
La ribellione è fondamentale, per quanto spesso, (come hai fatto tu) sia accomunata ad un atteggiamento infantile, che però secondo me non ha nulla in comune con la mia idea di ribellione.
La ribellione è una questione fondamentale, per ogni individuo, per la propria esistenza, chi si è adeguato confidando nel fatto che le regole servano senza averle analizzate ha semplicemente fatto la cosa più facile, rinnegando però se stesso.
Il mio modo di pensare, non prevede una vita priva di alcuna regola...prevedem piuttosto un vivere privo di quelli, che ci vengono fatti vedere come obblighi, ma che in realtà sono cose che servono solo a mantenere in piedi il sistema.
Per me l'essenza di un'esistenza si nasconde nel saper vivere ogni giorno, ponendosi la domanda di come sia più giusto agire, e soprattutto di godere, della grandezza di cose come l'amore, l'arte e l'espressione dei nostri corpi e della nostra personalità.

Poi se tu vuoi vivere andando a lavorare 10 ore al giorno ubbidendo a qualcuno che ti ricatta, e sei felice di avere come unica soddisfazione un abbonamento a Sky o una cenetta in un locale alla moda allora sei libero di farlo, ma per me questo non è vivere.

Il tuo mi sembra semplicemente un atteggiamento conformista riguardo al vivere e spogliato di passione.

Smetti di credere che l'obiettivo di una vita sia essere riconosciuto come "maturo" secondo quella che è la nostra cultura e vivi, immergendoti nel mondo.

Socrate stesso era un ribelle, così come gran parte dei filosofi.
Il vivere pensando a cosa sia più giusto fare e come sia più giusto vivere, porta inevitabilmente a scontrarsi contro il modo di pensare comune e andare contro le regole.

summertime

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Thursday, January 26th 2012, 10:50am

Curioso che tu dica di non catalogarti semplicisticamente, e poi faccia lo stesso con me.

Ma ho qualche anno più di te, per cui ci passo sopra.

Sarebbe interessante sapere quali sarebbero questi obblighi che servirebbero a mantenere in piedi il sistema, secondo te.

Quoted

Per me l'essenza di un'esistenza si nasconde nel saper vivere ogni giorno, ponendosi la domanda di come sia più giusto agire, e soprattutto di godere, della grandezza di cose come l'amore, l'arte e l'espressione dei nostri corpi e della nostra personalità.


una bella frase, che però non vuol dire assolutamente nulla.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

Simone Rouswin

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Thursday, January 26th 2012, 11:15am

@
summertime

Si...bravo, nasconditi dietro l'età senza nemmeno entrare nel merito.
Ecco una delle regole che contesto, secondo te, io devo darti ragione e piegarmi a quello che dici solo perchè sei nato prima di me e tu hai il diritto di guardarmi dall'alto in basso senza nemmeno conoscermi.
Come faccio a essere libero se ci sono persone come te che mi impongono il loro modo di pensare,dicendo addirittura, che io non devo più pensare perchè loro sono più capaci di me?
E poi il mio generalizzare, in questo caso, ha un valore, in quanto nella nostra società lo stile di vita borghese, che io contesto e che tu hai difeso è qualcosa di conosciuto ed esistente, mentre il tuo supporre che io sia rimasto coinvolto, dalla "cultura della ribellione" è qualcosa di molto indefinito ed estremamente generico.
Già sapevo che mi avresti risposto dicendo che anch'io ti stavo catalogando, ma io ho voluto comunque dire quello che pensavo tenendo conto solo del fatto che voglio dire quello che penso sia più giusto dire e non cercare di vincere la discussione.
Ma se per te è così importante avere ragione, smetto di scrivere e ti consegno personalmente una targhetta con su scritto:"Ha 30 e passa anni, quindi ha sempre ragione, ubbiditegli!Oggi ha fatto fare una brutta figura ad un ragazzino infantile...fategli anche i complimenti" così potrai farla vedere a tutti ed evitare anche di fare la fatica di darti tante aria da uomo vissuto e da persona che sa tutto e non ha nemmeno bisogno di discutere.
Impara a rispettare gli altri e ad essere umile, che tu abbia 5 20 30 100 anni, la qualità delle cose che dici, è indifferente.
A meno che tu non voglia parlare di conformarti all'idea che avere una età corrisponde ad un certo livello di saggezza e ad un certo modo di vivere, ma quella è aria fritta, legata più alla nostra cultura, che ci dice di vivere e di comportarsi in un modo o in un altro a seconda dell'età che si ha, senza prendere in considerazione la cultura personale, l'intelligenza, l'estrazione sociale, l'indole personale e i fattori psicologici.
Ma a te piace stare alle regole, quindi fatti una bella targhetta prima che sia troppo tarsi, altrimenti potresti perdere il ruolo di saggio uomo avanti con l'età che hai ora.


Ps.
Se vuoi rispondere rispondi, ma io cercavo aiuto e non intendo continuare a discutere, con una persona incapace di rapportarsi agli altri, a causa della sua presunzione.

summertime

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Thursday, January 26th 2012, 11:22am

Cerca di crescere un po', amico mio.

I tuoi drammi esistenziali, nessuno li vuole sminuire. Ma non pretendere d'aver capito la vita a 18 anni.

Devi fare ancora tanta strada per arrivare a una qualche verità.

Detto questo, chiudo anch'io. Buona fortuna.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

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Thursday, January 26th 2012, 11:35am

Ho 18 anni e sono stanco di vivere, non ho più motivazioni.
A settembre dovrei iscrivermi all'università, io vorrei andare a Scienze dell'educazione, ma non sento più nessuno stimolo.
Prima per me questo era un sogno, ma ora il mio odio per la società, per le sue regole, ha preso il sopravvento sulla mia passionalità, la mia voglia di provare emozioni e sentimenti.
Io non sono un tipo capace di fare un lavoro, sono una persona ribelle e fortemente indipendente, non riuscirei a stare 8 ore in ufficio, obbedendo a qualcuno, che mi ricatta dicendomi che se mi alzo non mi darà i miei mille e passa euro al mese, per comprare la mia casetta in periferia, io voglio di più, sento che questo non è vivere!
Sento che questa routine, mi toglie libertà ed energie creative, che potrei utilizzare, diversamente, lo sento, ma allo stesso tempo, ora non ho forza di sognare una società diversa ed un modo di relazionarmi diverso.
Io volevo fare scienze dell'educazione, per lavorare con i bambini e attraverso il rapporto con loro e con il loro modo di imparare, riuscire ad essere libero, da regole e obblighi alienanti, essere solo con loro aiutandoli a capire le cose, rapportandomi a loro dimostrandomi servo solo della mia mente e della loro incredibile, naturalezza e spontaneità, con cui si rapportano ad un mondo per loro totalmente sconosciuto, al quale cercano via via di adattarsi, sfoggiando la loro unica personalità che col passare del tempo cresce e si forma.
Ma ora, nemmeno questo mi entusiasma, perchè, la paura di combattere, contro le istituzioni, la famiglia e la mentalità ristretta della maggior parte delle persone, mi annienta e mi fa preferire, di rimanere chiuso in camera senza combattere, visto che ora non ne ho la forza.
Poi mi sto appassionando ai paesi orientali e da qualche giorno, mi è venuta in mente l'idea di attraversare a piedi e con mezzi di fortuna l'intera Asia, per arrivare fino in GIappone e poi tornare in dietro, così da sfuggire da tutto ciò che vedo, ma soprattutto, visitando questi paesi a piedi o con mezzi di fortuna, riuscirei a vivere come le persone del posto, di respirare l'aria e spogliarmi dall'abito di "turista" che va li per divertirsi e crescere personalmente, guardando tutto ciò dall'esterno.
Io voglio vivere questi paesi e guardare le persone negli occhi, guardare i paesaggi, e lasciare che essi, mi rimangano impressi nella memoria e nel cuore, in tutta la loro bellezza o bruttezza, non voglio, scegliere un posto, che sia solo uno, in maniera calcolata, io voglio viverli i posti per quello che hanno da raccontare attraverso la loro storia millenaria.
Ma Anche questo sogno, al momento non ho il coraggio di realizzarlo e nemmeno la forza.
Sono solo depresso e apatico e non so cosa sarò in futuro...e non so nemmeno se voglio viverlo, almeno nelle condizioni che si presentano ai miei occhi ora.
http://www.percitour.it/il-viaggio

Dai un'occhiata. E' un ragazzo come te, un mio amico (non virtuale).
Ha girato il mondo, ora fa il modello, il cameriere e il madonnaro in Giappone.
Tornerà prossimo anno, forse.
Passando dal nord.
Non ho mai conosciuto una persona più libera e autonoma di lui.
A tutta manetta in vespa e in lambretta!

8

Thursday, January 26th 2012, 12:33pm

Io sono del parere che il marciapiede è sempre fuori che aspetta. Un lavoro per raccimolare un gruzzoletto bene o male per partire lo si trova. Ma se già stai tirando le somme in questo modo non solo non lo farai, ma mentre resti qua sei pure triste. E' giusto che i giovani facciano le loro esperienze, ma ogni lungo viaggio comincia sempre con il primo passo.

Hai ancora 18anni e puoi costruire la tua vita come ti pare, organizzarti come vuoi, non sta scritto da nessuna parte che devi lavorare 10ore in un ufficio, e non c'è motivo che vedendolo fare alla società questo di demoralizzi.

Vuoi viaggiare? Fallo. Se poi hai dei genitori pressanti e pieni di aspettative è tutto un altro paio di maniche. E ne possiamo parlare.

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felicità, futuro, viaggio., vita