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depanico

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Tuesday, April 28th 2015, 1:21am

Sintomi: i nostri alleati maltrattati

Ho aperto questo Thread per parlare bene dei sintomi, visto che il più delle volte se ne parla male o con preoccupazione leggittima.

Beh prima di tutto c'è da dire che sono loro che fanno il "lavoro sporco", che passano ore e ore a inventarsi modi per comunicarci che qualcosa non funziona. La prima utilità è questa, avvertire che ci sono delle situazioni che non vanno, che non ci fanno stare bene. Il vero problema sarebbe non avere sintomi, come gli ammalati di CIPA ( insensibilità congenita al dolore con anidrosi) una malattia molto rara del sistema nervoso che non permette al corpo di percepire dolore, con in più la totale assenza di sudorazione ( quindi difficilmente abbasseranno la temperatura corporea). La loro totale assenza di sintomi da dolore li espone a rischi enormi proprio perchè non percependolo non sentono il pericolo.
Se anche la nostra psiche si comportasse cosi saremmo veramente in mezzo ad un mare di guai, fortunatamente invece la maggior parte delle persone è dotata di sintomi di vario tipo. Un altro elemento è che i sintomi non usano il nostro linguaggio, in sostanza non parlano usando un perfetto italiano (sarebbe troppo semplice e non esisterebbero gli psicologi), piuttosto usano un tipo di linguaggio per immagini, per sensazioni, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione per richiamare la nostra attenzione. Naturalmente la prima reazione quando inizia una tachicardia improvvisa e violenta è di preoccupazione pensando ad un problema cardiaco. La verità è che prima del pensiero cosciente di un attacco cardiaco, abbiamo sistemi più primitivi di allarme che scattano, che ci fanno focalizzare l'attenzione su quel battito cosi anomalo, veloce, difficilmente comprensibile perchè non c'era nessun motivo, eravamo seduti a guardare la tv non stavamo correndo. E qui cominciamo a respirare male, ad avere giramenti di testa, sudiamo, il viso diventa caldo, la vista si annebbia. Ecco dietro tutto questo ci sono loro i sintomi, che anche se noi non lo sappiamo, stanno faticando più di noi solo per aiutarci. Non sto dicendo che dovremmo formare un sindacato per la difesa dei diritti dei sintomi, ma dobbiamo imparare a comprenderli, a leggerli e a non prendercela sempre con loro. Quando la macchina ha poca benzina te lo fa sapere con una spia arancione che si accende, quando noi siamo senza benzina ci sono i sintomi che fanno da spia arancione.

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Tuesday, April 28th 2015, 9:34am

Il problema è che i sintomi sono "ambigui", non c'è un sintomo univoco per l' ansia. Una generica tachicardia vuol dire tutto e niente. Lo scopriamo solo dopo che si è trattato di ansia, o comunque non siamo in grado di diagnosticare nulla nella fase iniziale.
Di qui l' equivoco, la paura di una malattia, dell' infarto, dell' aneurisma, ecc...
Non è facile discernere.

depanico

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Tuesday, April 28th 2015, 11:54am

Come sai la paura continua anche dopo aver saputo da frotte di medici che la tachicardia è di origine psicologica, ergo il punto non è questo. Quella che tu chiami ambiguità dei sintomi è in realtà ambivalenza dei sintomi.
Il sintomo è sempre ambivalente nel senso che se da un lato spaventa, dall'altro è funzionale e da dei vantaggi secondari che ci mantengono nella situazione di "malattia". Il sintomo, come ho scritto precedentemente, non usa il nostro linguaggio, non parla come noi. Ti immagini se un sintomi semplicemente ci dicesse:" Ciao cara Alessia volevo dirti che hai dei problemi risalenti all'infanzia ed in particolare hai vissuto....quindi per risolvere fai cosi!". Primo ci sarebbe un calo clamoroso del Pil nel settore Pharma, e tra le professioni dell'indotto, secondo non funziona cosi. Quello che volevo sottolineare è che concentrarsi sui sintomi, sulla paura dei sintomi, non permette l'uscita dal problema, ma crea solo un circolo vizioso di cui si rimane prigionieri.

vilervega

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Tuesday, April 28th 2015, 12:37pm

Il problema è che quando gai il primo approccio con l ansia e quindi non sai che è ansia pensi sempre che stai per morire, questo crea un tale trauma che è difficile da superare. Si creano quindi quei circoli viziosi tipici dell ansia o dell ipocondria, poi dipende da ognuno di noi quanto impiegare a superare il tutto ma uns cosa è sicura, se ne può uscire, ci vorrà tempo e sacrificio ma ce la faremo

depanico

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Tuesday, April 28th 2015, 5:21pm

La paura che ricapiti, cioè l'anticipatoria, in media inizia a stabilirsi dopo il terzo attacco. Volevo solo dire che un ipocondriaco non risolve il problema con rassicurazioni mediche o con analisi continue perche il gioco è proprio questo. I sintomi continuano proprio perchè non è quella la soluzione. Le resistenze in questi casi sono molte e ognuno di noi le giustifiche con la presenza di sintomi, in realtà sono più profonde e utilizzano i sintomi.
Quando c'è l'esordio sintomatico in realtà il problema è già in essere da tempo, noi ce ne rendiamo conto solo quando c'è l'esplosione, ma di solito il problema è già cominciato da molto tempo.