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danielegb

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Friday, October 25th 2019, 4:48pm

Siamo su un treno in corsa...

ciao,

è parecchio che non torno sul forum, o meglio, ogni tanto entro a leggere ma a scrivere poco.

Sono quasi 20 anni ormai che soffro di ansia, inizialmente molto più marcata di adesso e con talvolta attacchi di panico.
ho preso medicamenti e fatto un percorso psicoterapeutico (che attualmente sento sia arrivato ad un punto morto).
Ad oggi va molto meglio che all'inizio, ma l'ansia è sempre presente anche se in forma "diversa" creando a volte non pochi problemi.

Detto questo vorrei condividere un mio pensiero.

Inutile dire che la domanda più frequente in tutti questi anni è stata "ma perchè ho l'ansia?"

ovviamente le risposte date da medici vari sono sempre le stesse e un po "vaghe" a mio parere.
questo perchè credo che l'ansia non sia una vera malattia, ma una caratteristica di noi stessi (se fossimo un cellulare verrebbe chiamata "feature" )
viene indicata come malattia perchè siamo ritenuti diversi, d'altronde viviamo in una società dove tutto ciò che è diverso fa paura, viene rifiutato e deve essere corretto.
Ma è proprio questo rifiuto di questa nostra caratteristica, che può essere inizialmente timidezza, insicurezza, sensibilità, introversione, ecc che ci porta
a pensare che siamo sbagliati, difettosi, e qui si che veniamo spinti ad essere come non siamo scatenando di conseguenza tutti i problemi di cui soffriamo.

Sono convinto che se potessimo vivere con un nostro ritmo, con le nostre esigenze, l'ansia sparirebbe completamente.
Ma non è cosi, la nostra società è un treno in corsa dal quale non puoi (o difficilmente) scendere.
Viene chiesto sempre di più, sempre più veloce, sempre meglio.

Ma non puoi andare come un matto per sempre, perchè poi prima o poi crolli.
Mi viene in mente il leone, avete mai visto i documentari? rimane sdraiato all'ombra per la maggior parte della giornata.
eppure non è un debole, anzi. fisicamente potrebbe correre per tutto il giorno, ma poi avrebbe le forze per cacciare?
non penso proprio.
Perché noi invece dobbiamo correre tutto il giorno? per vederci soccombere alla prima difficoltà perchè siamo senza forze?

Purtroppo come detto prima ritengo che chi soffre di ansia è perchè ha una caratteristica che non gli permette di correre come gli altri.
ma non è un difetto, perchè allora cercare di curare questo difetto per riuscire a correre come gli altri?

Io personalmente ho una marcata sensibilità e reagisco fortemente agli stimoli, questo mi stanca e mette alla prova le mie emozioni.
essere quindi di corsa e fare mille cose aumenta notevolmente la probabilità di stimolare eccessivamente le emozioni.
E ne pago periodicamente le conseguenze dato che non riesco a gestirle essendo troppe.

Ma seriamente si può pensare di essere troppo sensibili? troppo delicati? troppo timidi? troppo paurosi? ecc, ecc.
una pastiglia, una terapia, magari può cambiarti (o credi di esserlo) e farti sentire "meglio" ma è realmente la via giusta?
è giusto cambiare per adeguarsi a qualcosa che non fa parte di te e ritieni sbagliato?


vorrei avere una soluzione a tutto questo, ma purtroppo non è cosi, ma continuo a sperare...

windrew

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Friday, October 25th 2019, 6:44pm

Ogni ansia è diversa perchè ogni persona è unica. Anche davanti le stesse cause le reazioni non sono uguali. I farmaci, invece, sono uguali per tutti, quindi con i mix e i dosaggi si ''tenta'' la terapia più giusta. Ma la domanda che mi pongo è: ''chi può dire di essere guarito definitivamente? ''. Quello che hai scritto è condivisibile e per le domande ti rispondo: si, si può pensare di essere troppo sensibili, troppo delicati, troppo timidi, troppo paurosi ecc... . Cambiare per adeguarsi? Non so, ma adeguarsi certamente si. Questo è il mio parere.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

danielegb

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Friday, October 25th 2019, 6:58pm

Ma la domanda che mi pongo è: ''chi può dire di essere guarito definitivamente? ''


Chi è guarito definitivamente può essere solo per due motivi.
O ha trovato come vivere secondo il suo ritmo oppure è cambiato e ha rinunciato a se stesso.
Ma solo la prima è una vera vittoria, l'altra è un compromesso.

Settembre

Giovane Amico

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Friday, October 25th 2019, 7:02pm

Guarda carissimo che chi corre tanto per cose inutili o comunque passeggere ( come il lavoro perché non viviamo in eterno sulla terra) alla fine farà una brutta fine ( scusami il gioco di parole) Quindi io non vedo perché affannarsi tanto per essere inutilmente come gli altri.

Bisogna chiedersi : Rimango indietro oppure non sono come quei deficienti della massa?

Poi c'è chi si adegua per convenienza e chi non lo accetta. Io non lo accetto, a ognuno la scelta.

Non lo dico perché è il mio avatar ma il leone è davvero un animale in gamba, si dovrebbe prendere esempio da lui proprio perché non si spreca inutilmente.

Ciao :)

windrew

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Friday, October 25th 2019, 8:18pm

Una terza via: ''soffre tanto e sopravvive finchè può''.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

gloriasinegloria

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Saturday, October 26th 2019, 11:39am

Sono convinto che se potessimo vivere con un nostro ritmo, con le nostre esigenze, l'ansia sparirebbe completamente.


:hmm: Ciao..
Non ho nessuna ricetta o spiegazione :blush: e posso solo portare i miei pensierini di ansiosa dalla nascita (super-timidissima, capace di restare seriamente ferita da una parola altrui o dal suo tono, ovvia esperienza di attacchi di panico, ecc.ecc.).

Non penso che tutto il nostro disagio dipenda dai ritmi che ci vengono imposti (che poi questi possano essere strazianti siamo d'accordo, ma lo sono per tutti, e non li vedo come causa dell'ansia di chi è nato come noi).
Avendo avuto un'infanzia felice e in cui non mi era imposto davvero NULLA (non volevo andare all'asilo, dopo averlo provato, e mi diedero ascolto; a scuola ero "brava" di mio e quindi non ho mai avuto nessuno che mi perseguitasse per essere "meglio") ...a me sembra di ricordarlo bene che...gli altri e i loro ritmi non c''entrassero un granchècon il mio modo di essere...
Ero (sono ancora, in fondo) quella che avrebbe vissuto felicemente da invisibile.
Ero quella per cui essere notata (anche per ragioni positive) era un Problemone.
Ero quella che quando la mia ADORABILISSIMA compagna di banco delle elementari mi chiedeva di andare a giocare a casa sua...feci preoccupare i miei (e lo ricordo come fosse oggi) perchè chiesi a mio padre di dirle che non mi dava il permesso di andarci ...ma ero io che non ne avevo voglia e che stavo mille volte meglio a giocare da sola in casa mia............ E ti assicuro che era una compagna adorabile, che voleva più bene a me che a sua sorella, e che ancora oggi per me rappresenta un ricordo bellissimo...

Detestavo un amico di famiglia dei miei, perchè era rituale che...quando non sapeva più che dire per fare il brillante...diceva "Gloria ma tu hai parlato troppo!" ...e io ero lì, con la solita aspirazione ad essere invisibile, ma molto curiosa di quel che dicevano loro adulti............ Però sapevo di non aver NULLA da dire e mi disturbava seriamente questo essere "chiamata alla ribalta" da uno che voleva solo fare il brillante..........

Sintesi : soprattutto se penso a quella età...come faccio ad accusare "ritmi o aspettative altrui" ?
Non posso negare a me stessa che l'aspettativa un po' assurda fosse la mia , e cioè quella di vivere all'interno di una bolla invisibile tutta mia, MA partecipando con immensa curiosità al mondo intorno a me!

Concluderei che siamo nati così (cosa che ha anche i suoi immensi pregi! :) ) , ma non riesco a colpevolizzarne nessuno.

Per gli attaccchi di panico (scatenati da una somma di eventi estremi) ho risolto con otto mesi di terapia farmacologica, dieci anni fa. Direi ...miracolosa!

E l'ansia di base me la tengo, perchè la registro come "congenita parte di me", senza la quale...in fondo...io non sarei la stessa io a cui ...voglio bene e di cui ho stima... ;) :friends:

stellapolare

Giovane Amico

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Saturday, October 26th 2019, 2:39pm

Se è stato il tuo terapeuta a dirti che l'ansia è una malattia ci credo che non ne sei uscito, o che ti senti ad un punto morto.

Lo stesso se è stato lui a dirti che è una feature, un difetto.

L'ansia è il tuo inconscio che parla. Se lo soffochi lui grida. E se ne esce, lo so perché ci sono già passata. E non è che rinunci a te stesso, come dice qualcuno. Ti liberi delle zavorre del passato e di comportamenti errati.

Cambia terapeuta.
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

Settembre

Giovane Amico

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Saturday, October 26th 2019, 3:12pm

Rileggendo un po' tutto, l'utente in questione avrà anche i suoi limiti ma se è solo per questo non gliene faccio una colpa. Ovviamente se una persona non è adeguata a fare un certo compito allora non ci riuscirà. Ma è anche vero che i propri limiti e debolezze non vanno via credo, o comunque non del tutto.

La società invece va troppo velocemente e non si preoccupa di chi ha i suoi problemi. Allora purtroppo ti mettono davanti alla legge degli animali che ovviamente per l'uomo non va bene e sarebbe: o riesci a sopravvivere così oppure addio.

Io ti consiglio di non snaturarti, anche perché tra l'altro, proprio come hai detto tu, non potresti reggere per sempre.

danielegb

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Tuesday, October 29th 2019, 9:43am

posso solo portare i miei pensierini di ansiosa dalla nascita



Non penso che tutto il nostro disagio dipenda dai ritmi che ci vengono imposti (che poi questi possano essere strazianti siamo d'accordo, ma lo sono per tutti, e non li vedo come causa dell'ansia di chi è nato come noi).


il primo errore a mio parere è proprio questo, pensare che siamo nati ansiosi.
questo è impossibile, nessuno nasce ansioso, lo si diventa a causa di fattori esterni e parzialmente interni.
i fattori interni sono principalmente sensibilità, capacità recettiva, ecc. , questi fattori non sono assolutamente negativi, anzi, sono caratteristiche che possono solo aiutarti nella tua vita.

ma se una predisposizione ad una sensibilità viene inserita in un ambiente ostile, non può fare altro che male.
facciamo un esempio (quasi da supereroe...) se nasci con un udito pazzesco, senti cose che altri non sentono e ti mettono 8 ore al giorno con un martello pneumatico, direi che il tuo udito ti farà impazzire prima o poi.

Io ritengo che la natura umana è quella di essere più sensibile e recettivo verso il mondo (mondo come natura, ecc), ma dalla nascita in avanti, per tutta la nostra vita, tutto questo viene snaturato, veniamo alterati per fare in modo di spostarci su un piano differente, che nulla ha a che fare con la vera natura dell'essere umano.
Un palloncino pieno di aria non può vivere in un negozio di cactus, immagino che stress, che paura avrebbe, e prima o poi scoppierà.
A volte però (quasi sempre) non ci si accorge nemmeno di essere al posto sbagliato.
faccio un esempio estremo, prendi un bambino che nasce in zona di guerra, crescerà nella "sua" normalità, finché sarà grande crederà di vivere come tutti e quindi la sua mente verrà plasmata basandosi su tutto questo.
poi un giorno inizierà a capire e la sua mente inizierà a ribellarsi.

Ora ovviamente non conosco il tuo caso, il tuo vissuto, ma non è detto che se pensi che la tua infanzia sia stata normale che lo sia stata realmente.
basta che i tuo genitori, chiunque sia vissuto intorno a te stesse vivendo in modo stressante, che tu hai assorbito le sue sensazioni, i suoi modi, ecc, ecc. una parte di chi ti stava intorno è diventata parte di te.
Lo stile di vita odierno viene quindi tramandato da generazione in generazione, senza nemmeno accorgersene.

L'essere umano nasce con una spiccata sensibilità, a mio parere tutti, ma poi viene snaturata dallo stile di vita.
veniamo soffocati , trascinati da questa onda di ricerca della perfezione, dell'essere sempre primi, del fare vedere chi è più forte e bello, chi è più ricco e potente.
tutto questo, anche se non te ne rendi conto, ti bombarda ogni giorno la mente, è impossibile che la tua mente non vada in tilt.
Questo perchè la tua mente non è predisposta a questo, semplicemente.

Quindi tirando le somme, si, tutto questo dipende dai ritmi imposti, e da tutto quando citato sopra della nostra società.
solo che c'è chi combatte e gli viene l'ansia perché sente che è sbagliato.
altri invece (a mio parere apparentemente) si adattano e diventano parte del sistema sbagliato andando poi ad alimentare il problema.

Se hai 10 mele e 8 sono marce, non è attendendo che anche le ultime due diventino marce che risolvi essendo diventate la totalità.
la maggioranza non è mai segno di giustizia.

danielegb

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Tuesday, October 29th 2019, 9:53am

La società invece va troppo velocemente e non si preoccupa di chi ha i suoi problemi. Allora purtroppo ti mettono davanti alla legge degli animali che ovviamente per l'uomo non va bene e sarebbe: o riesci a sopravvivere così oppure addio.



i problemi non sono nel singolo individuo, ma nella società stessa.
è la società a dirti che hai problemi, non sei tu a dirtelo.
non conosco nessuno che si è svegliato alla mattina e in modo assolutamente cosciente si è detto "mi vene l'ansia perché sono un fallito, un debole, ecc"
è chi ti sta intorno a dirtelo, chi direttamente e chi no. anche solo con le pubblicità per esempio, se non hai l'ultimo modello di questo o quest'altro sei un fallito (non lo dicono ma è ovvio il segnale, è marketing).

se la società mi dice che sono un debole, come vuoi che mi senta? ma su che base uno viene definito debole? solo perché non può o sa fare quello che fanno altri?
e allora? fortunatamente non siamo tutti uguali, ma la società non mi sembra lo voglia capire.

danielegb

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Tuesday, October 29th 2019, 10:01am

Se è stato il tuo terapeuta a dirti che l'ansia è una malattia ci credo che non ne sei uscito, o che ti senti ad un punto morto.

Lo stesso se è stato lui a dirti che è una feature, un difetto.

L'ansia è il tuo inconscio che parla. Se lo soffochi lui grida. E se ne esce, lo so perché ci sono già passata. E non è che rinunci a te stesso, come dice qualcuno. Ti liberi delle zavorre del passato e di comportamenti errati.

Cambia terapeuta.



il terapeuta non ha detto assolutamente nulla a riguardo.


dici che non rinunci a te stesso e che ti liberi di comportamenti errati.
fammi capire, se l'ansia è il tuo inconscio che parla ti fa capire che c'è una contraddizione tra il tuo te stesso (che essendo per definizione "te stesso" non può cambiare) e il mondo fuori e relativi tuoi comportamenti.
quindi se cambi i tuoi comportamenti, cosa cambi?
te stesso oppure impari semplicemente ad ignorare le contraddizioni?
e quindi ti adatti e basta?