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cicala991

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Wednesday, November 22nd 2017, 5:51pm

Pensieri ossessivi e incapacità a rilassarsi

Ho intrapreso da poco un percorso di psicoterapia per liberarmi dell'ansia e dalle sue somatizzazioni.
Da quando ho iniziato ad affrontare i miei problemi, la situazione (sia a livello di umore che di sintomi fisici e ripercussioni psicologiche) è drasticamente peggiorata. La psicologa dice che fa parte del percorso, in quanto sto affrontando direttamente delle paure e degli avvenimenti che prima erano presenti solo a livello inconscio. E fin qui voglio crederci.
Il problema è che, tra le varie cose, soffro di pensieri ossessivi (sottolineo pensieri: non mi trovo a praticare gesti o rituali in serie), talmente invadenti che negli ultimi giorni mi hanno privato anche del sonno e nemmeno lo Xanax riesce a farmi dormire.
Quando chiudo gli occhi sopraggiunge un pensiero che cerco di scacciare spostando la mia attenzione su qualcos'altro (ad es. il corpo), come mi ha consigliato di fare la psicologa.
Così facendo magari mi distraggo e il pensiero in questione passa, ma ne subentra subito un altro che diventa ossessivo a sua volta. Questi pensieri possono essere preoccupazioni di vario tipo, dal lavoro alla paura delle malattie (sono diventata ipervigile su ogni minimo sintomo) ma spesso mi trovo a rimuginare anche su sciocchezze o fatti avvenuti durante la giornata, senza apparente significato, che però mi impediscono di dormire. Praticamente la mia testa inizia a viaggiare e non c'è più modo di fermarla, finchè non crollo per la stanchezza. Ma dura poco, perchè nel giro di un paio d'ore mi sveglio di soprassalto e i pensieri ricominciano, fino al mattino. Non sono in grado di inserire in questo flusso pensieri "positivi", perchè proprio non mi vengono in mente!!!
Vi prego, ditemi che qualcuno è riuscito ad affrontare questi problemi e a liberarsene...
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mademoiselle_moi

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Wednesday, November 22nd 2017, 7:14pm

io ho una cosa simile riguardo alle malattie. Come te sono attenta ad ogni minimo segnale del corpo, e per farti un esempio su tanti, un periodo mi ero fissata coi nei, che ne avessi qualcuno brutto. Così nell'attesa della visita(due mesi tremendi!) mi controllavo ogni minuto, facevo ricerche su internet, pensavo solo a quello, consumando tantissime energie e anche tempo materiale. Niente mi faceva staccare la mente perchè anche se uscivo, i pensieri continuavano. Questa cosa , passata una malattia, mi focalizzavo su un'altra.
Ti posso solo dire che dopo mesi, e facendo terapia, la cosa si è almeno un po' affievolita anche se non è ancora passata del tutto, i pensieri non sono quasi mai così tanto ossessivi. In terapia non ho parlato nello specifico di questo, perchè la psico aveva già capito che il problema era un altro, e che l'ipocondria era solo un modo come un altro di manifestarsi dell'ansia. Non ho risolto ancora, ma ho lavorato sui problemi che stavano alla base...anzi ci sto lavorando. Per ora mi sento solo di dirti che se prima ero messa da schifo, adesso va un filo meglio....è già qualcosa!

3

Wednesday, November 22nd 2017, 9:10pm

Non sono in grado di inserire in questo flusso pensieri "positivi", perchè proprio non mi vengono in mente!!!

Certamente come ti ha consigliato la tua psicologa di effettuare una distrazione cognitiva è ottima cosa. Il problema è anche riuscire a stemperare, alleggerire, i problemi che ti affliggono. Se da un lato la distrazione non ha sempre i suoi effetti evidentemente la fonte di quei pensieri negativi è dettata dal fatto che essi sono generati da grosse preoccupazioni. Credo che dovresti lavorarci su cercando di renderli meno ossessivi, perdona il gioco di parole, dandogli un peso minore. Del resto in base a cosa questi pensieri ti preoccupano? E soprattutto perché ti preoccupano moltissimo anzicchè poco? Evidentemente c'è anche una tua interpretazione degli stessi che grava sul peso che gli attribuisci. Un problema non è mai in se grave, lo è molto per come lo interpretiamo, per la valenza che gli diamo. Ad esempio Tizio è in crisi con la fidanzata e pensa che si lasceranno, non ci dorme la notte, ci sta male, genera dei pensieri ossessivi. Caio vive la stessa situazione ma accetta che la storia possa finire e anzi vede nella fine di essa anche la fine di una sofferenza di cui accetta il termine liberandosi di un peso. Tizio e Caio vivono la stessa situazione ma Caio le attribuisce un peso differente e vive meglio di Tizio.

diana33

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Wednesday, November 22nd 2017, 9:25pm

fissare il pensiero sul corpo è una buona cosa. io molto spesso penso anche a un paesaggio rilassante: le onde del mare, il calore del sole.
un consiglio che ti posso dare: 10/5 min prima di andare a dormire pensa ai traguardi raggiunti, a cose positive o ringrazia per quello che hai oggi. io se riesco accompagno questo momento con della musica per me rilassante.
se non riesci ad addormentarti o ti risvegli spesso costringiti ad alzarti, bevi qualcosa di caldo, leggi un po', rinfresca la stanza.
questi sono solo consigli per stemperare la situazione e magari avere sogni un po' più decenti.

per il resto dovrai imparare agetire l'ansia come si deve. anche io sono uguale a te meno male che prendo un farmaco che ha come effetto collaterale la sonnolenza, quindi riesco a dormire tranquilla.

cicala991

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Thursday, November 23rd 2017, 2:20pm

io ho una cosa simile riguardo alle malattie. Come te sono attenta ad ogni minimo segnale del corpo, e per farti un esempio su tanti, un periodo mi ero fissata coi nei, che ne avessi qualcuno brutto. Così nell'attesa della visita(due mesi tremendi!) mi controllavo ogni minuto, facevo ricerche su internet, pensavo solo a quello, consumando tantissime energie e anche tempo materiale. Niente mi faceva staccare la mente perchè anche se uscivo, i pensieri continuavano. Questa cosa , passata una malattia, mi focalizzavo su un'altra.
Ti posso solo dire che dopo mesi, e facendo terapia, la cosa si è almeno un po' affievolita anche se non è ancora passata del tutto, i pensieri non sono quasi mai così tanto ossessivi. In terapia non ho parlato nello specifico di questo, perchè la psico aveva già capito che il problema era un altro, e che l'ipocondria era solo un modo come un altro di manifestarsi dell'ansia. Non ho risolto ancora, ma ho lavorato sui problemi che stavano alla base...anzi ci sto lavorando. Per ora mi sento solo di dirti che se prima ero messa da schifo, adesso va un filo meglio....è già qualcosa!

Tendenzialmente ho lo stesso problema a livello di ipocondria, il punto è che sfogo tantissimo a livello di somatizzazioni quindi è difficile uscire da questo circolo perchè l'ansia mi genera sempre nuovi sintomi fisici e, nella nostra condizione, non è semplice convincersi che è "solo" ansia. Vorrei fare delle visite per tranquillizzarmi, ma anche solo questo pensiero mi genera nuova ansia, anche perchè ho così tanti sintomi che non saprei nemmeno da dove cominciare.
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cicala991

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Thursday, November 23rd 2017, 2:32pm

Non sono in grado di inserire in questo flusso pensieri "positivi", perchè proprio non mi vengono in mente!!!

Certamente come ti ha consigliato la tua psicologa di effettuare una distrazione cognitiva è ottima cosa. Il problema è anche riuscire a stemperare, alleggerire, i problemi che ti affliggono. Se da un lato la distrazione non ha sempre i suoi effetti evidentemente la fonte di quei pensieri negativi è dettata dal fatto che essi sono generati da grosse preoccupazioni. Credo che dovresti lavorarci su cercando di renderli meno ossessivi, perdona il gioco di parole, dandogli un peso minore. Del resto in base a cosa questi pensieri ti preoccupano? E soprattutto perché ti preoccupano moltissimo anzicchè poco? Evidentemente c'è anche una tua interpretazione degli stessi che grava sul peso che gli attribuisci. Un problema non è mai in se grave, lo è molto per come lo interpretiamo, per la valenza che gli diamo. Ad esempio Tizio è in crisi con la fidanzata e pensa che si lasceranno, non ci dorme la notte, ci sta male, genera dei pensieri ossessivi. Caio vive la stessa situazione ma accetta che la storia possa finire e anzi vede nella fine di essa anche la fine di una sofferenza di cui accetta il termine liberandosi di un peso. Tizio e Caio vivono la stessa situazione ma Caio le attribuisce un peso differente e vive meglio di Tizio.

Ti do pienamente ragione, sicuramente alla base di alcuni di questi pensieri ci sonno grosse preoccupazioni sulle quali sto cercando di lavorare. Il fatto è che la soluzione non è purtroppo immediata e nemmeno breve, quindi anche se sto elaborando la cosa, non mi tranquillizzo perchè so che dovrò continuare a portarmi sulle spalle questo peso ancora per chissà quanto.
Poi come dicevo oltre a queste preoccupazioni ci sono anche pensieri, che diventano ossessivi sebbene non abbiano per me un grosso significato: mi trovo a rimuginare su fatti che sono avvenuti durante la giornata, davvero di qualsiasi tipo (ad esempio: ho conosciuto una persona in palestra e a distanza di settimane ho scoperto che questa persona è la sorella di una mia vecchia compagna di scuola).
Da questi pensieri (e si tratta appunto di pensieri, non di preoccupazioni che sarebbero quindi più "giustificabili" nel ricoprire un ruolo ossessivo) la mente parte a viaggiare, tenendomi sveglia. E non c'è distrazione che regga. Rivolgere il pensiero sul corpo funziona per circa 10 secondi. Poi mi dico "vabbè, sono distesa, sono tranquilla, devo sgomberare la mente perchè comunque quello che mi preoccupa non posso risolverlo in questo istante" ed ecco che la mia testa riparte per la tangente!!!!
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mademoiselle_moi

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Thursday, November 23rd 2017, 2:33pm

già il fatto di avere tanti sintomi e non sapere cosa riferire al medico, ti fa capire che sono tutti sintomi aspecifici, e quindi meno importanti. Se ne avessi solo uno , che si manifesta chiaramente, sapresti cosa riferire, e il medico su cosa indagare.
Quando sono andata dal medico a chiedere gli esami del sangue, la prima cosa che mi ha chiesto è che sintomi avessi , per sapere cosa cercare.....perchè la gente normale pensa che con un semplice emocromo si possano diagnosticare tutte le malattie ma è una palla colossale. Gli ho detto che da un po' non li facevo, mi ha fatto fare quelli di base, ma è stato lui il primo a dire che non ce n'era necessità.
L'altra scelta è, da sola, andare privatamente da tutti i medici che ti saltano in mente a farti fare tutti gli esami che ti servono per tranquillizzarti.....ma una cosa del genere è fortemente deleteria per l'aspetto psicologico.
Io in una fase di delirio sono stata al ps pregandoli di farmi una tac o qualcosa al cervello....sai che hanno fatto? mi hanno detto che i miei sintomi non hanno niente a che fare con quel che temevo! sono tornata a casa arrabbiata, delusa,pensando che non mi avevano capita e che mi sarei ammalata......l'ho capito solo un bel po' di tempo dopo che avevano ragione loro, che nessun medico trascura un paziente, e che se si sono presi una laurea, sanno quello che fanno....quindi, probabilmente, avevano ragione loro a non volermi fare sta benedetta tac!

cicala991

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Thursday, November 23rd 2017, 8:49pm

fissare il pensiero sul corpo è una buona cosa. io molto spesso penso anche a un paesaggio rilassante: le onde del mare, il calore del sole.
un consiglio che ti posso dare: 10/5 min prima di andare a dormire pensa ai traguardi raggiunti, a cose positive o ringrazia per quello che hai oggi. io se riesco accompagno questo momento con della musica per me rilassante.
se non riesci ad addormentarti o ti risvegli spesso costringiti ad alzarti, bevi qualcosa di caldo, leggi un po', rinfresca la stanza.
questi sono solo consigli per stemperare la situazione e magari avere sogni un po' più decenti.

per il resto dovrai imparare agetire l'ansia come si deve. anche io sono uguale a te meno male che prendo un farmaco che ha come effetto collaterale la sonnolenza, quindi riesco a dormire tranquilla.

i tuoi sono dei buoni consigli, proverò a metterli in pratica. Io tento anche di pensare a paesaggi e visioni rilassanti, le visualizzo nella mia testa, ma dopo pochi istanti non riesco più a mantenere la concentrazione e subentrano altri pensieri. Spero che si tratti di una fase transitoria dovuta allo stress acuto, e che sia di breve durata.
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9

Thursday, November 23rd 2017, 9:02pm

Spero che si tratti di una fase transitoria dovuta allo stress acuto, e che sia di breve durata.

Al di la di quegli (ottimi) pensieri rilassanti bisogna anche andare a monte e fare qualcosa per quello "stress acuto" di cui parli. E' uno stress che provochi da te, ad esempio con eccessivi ritmi di studio/lavoro caricandoti di eccessive responsabilità? O è uno stress dipendente principalmente da altri?

cicala991

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Thursday, November 23rd 2017, 9:05pm

già il fatto di avere tanti sintomi e non sapere cosa riferire al medico, ti fa capire che sono tutti sintomi aspecifici, e quindi meno importanti. Se ne avessi solo uno , che si manifesta chiaramente, sapresti cosa riferire, e il medico su cosa indagare.
Quando sono andata dal medico a chiedere gli esami del sangue, la prima cosa che mi ha chiesto è che sintomi avessi , per sapere cosa cercare.....perchè la gente normale pensa che con un semplice emocromo si possano diagnosticare tutte le malattie ma è una palla colossale. Gli ho detto che da un po' non li facevo, mi ha fatto fare quelli di base, ma è stato lui il primo a dire che non ce n'era necessità.
L'altra scelta è, da sola, andare privatamente da tutti i medici che ti saltano in mente a farti fare tutti gli esami che ti servono per tranquillizzarti.....ma una cosa del genere è fortemente deleteria per l'aspetto psicologico.
Io in una fase di delirio sono stata al ps pregandoli di farmi una tac o qualcosa al cervello....sai che hanno fatto? mi hanno detto che i miei sintomi non hanno niente a che fare con quel che temevo! sono tornata a casa arrabbiata, delusa,pensando che non mi avevano capita e che mi sarei ammalata......l'ho capito solo un bel po' di tempo dopo che avevano ragione loro, che nessun medico trascura un paziente, e che se si sono presi una laurea, sanno quello che fanno....quindi, probabilmente, avevano ragione loro a non volermi fare sta benedetta tac!

Il problema è che la mia mente collega i tanti sintomi a varie malattie...ad esempio, ho dolore ai nervi, fitte alla testa, emicranie, dolore agli occhi, affaticamento della vista, mi sveglio la notte con formicolii alle mani, dimentico quello che stavo facendo o dicendo...e ovviamente cosa vado a pensare? A malattie come la sclerosi multipla, nella migliore delle ipotesi...
Magari dagli esami del sangue saltassero fuori tutte le malattie, se fosse così sarei già più tranquilla visto che li ho fatti 5 volte quest'anno (non per mia iniziativa ma per motivi differenti) e sono sempre risultati tutti nella norma. Il mio terrore è appunto soffrire di qualcosa di non diagnosticabile da un emocromo o da una visita, vorrei fare risonanze magnetiche, tac, e chi più ne ha più ne metta, ma il solo fatto di andare dal medico di base e sapere che dovrei seguire un iter piuttosto lungo per arrivare a questi esami già mi frena.
Non che risolva il problema eh, anzi continuo a pensarci incessantemente (anche a me era saltato in testa di andare al ps ma ho desistito) e ad ingigantire la cosa...anche perchè l'ansia con le sue somatizzazioni aggrava la situazione di giorno in giorno!!!
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cicala991

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Thursday, November 23rd 2017, 9:14pm

Spero che si tratti di una fase transitoria dovuta allo stress acuto, e che sia di breve durata.

Al di la di quegli (ottimi) pensieri rilassanti bisogna anche andare a monte e fare qualcosa per quello "stress acuto" di cui parli. E' uno stress che provochi da te, ad esempio con eccessivi ritmi di studio/lavoro caricandoti di eccessive responsabilità? O è uno stress dipendente principalmente da altri?

E' appunto su questo che sto lavorando a livello di psicoterapia...per rispondere alla tua domanda devo dire che è un po' il risultato di entrambi i fattori: da un lato io mi carico eccessivamente di responsabilità, con conseguenti ansie (ed è proprio da qui che sto partendo con il mio percorso di cambiamento), dall'altro deriva in buona parte anche da altre persone quindi la questione diventa più complessa...
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12

Thursday, November 23rd 2017, 9:26pm

Il problema è che se ti carichi spesso di eccessive responsabilità vuol dire che hai questa propensione e ciò si riflette anche nel vivere quelle che ti danno gli altri. Lavoro bene--->lavoro molto = risultato? Mi danno altro lavoro perché mi vedono responsabile e quindi affidabile. Se c'è un tornaconto (ad esempio un maggior compenso economico o un avanzamento di grado), questo può essere positivo ma il conto prima o poi arriva ed è appunto lo stress cioè quel meccanismo che il nostro organismo usa per avvisarci che abbiamo sforato. Lo stress è un meccanismo salutare, ci aiuta a conoscerci e a migliorarci. Il vero problema a mio avviso è che lo stress è innanzitutto caratteriale cioè parte di quei caratteri ansiosi che portano spesso a strafare sempre con l'ansia di non fare mai abbastanza, a quel punto si crea un loop cioè un ciclo ripetitivo. Per questo è importante non circoscrivere lo stress solo a dove noi lo vediamo ma indagare a 360° in tutta la sfera comportamentale (chi è molto stressato sul lavoro spesso si sovraccarica anche in famiglia e nel tempo libero). Queste sono logicamente dinamiche che riguardano la tua terapia ma tu sei l'unica a conoscerle realmente a fondo essendo come tu stessa dici ad essere in parte tu ad alimentarle.

cicala991

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Friday, November 24th 2017, 5:17pm

Il problema è che se ti carichi spesso di eccessive responsabilità vuol dire che hai questa propensione e ciò si riflette anche nel vivere quelle che ti danno gli altri. Lavoro bene--->lavoro molto = risultato? Mi danno altro lavoro perché mi vedono responsabile e quindi affidabile. Se c'è un tornaconto (ad esempio un maggior compenso economico o un avanzamento di grado), questo può essere positivo ma il conto prima o poi arriva ed è appunto lo stress cioè quel meccanismo che il nostro organismo usa per avvisarci che abbiamo sforato. Lo stress è un meccanismo salutare, ci aiuta a conoscerci e a migliorarci. Il vero problema a mio avviso è che lo stress è innanzitutto caratteriale cioè parte di quei caratteri ansiosi che portano spesso a strafare sempre con l'ansia di non fare mai abbastanza, a quel punto si crea un loop cioè un ciclo ripetitivo. Per questo è importante non circoscrivere lo stress solo a dove noi lo vediamo ma indagare a 360° in tutta la sfera comportamentale (chi è molto stressato sul lavoro spesso si sovraccarica anche in famiglia e nel tempo libero). Queste sono logicamente dinamiche che riguardano la tua terapia ma tu sei l'unica a conoscerle realmente a fondo essendo come tu stessa dici ad essere in parte tu ad alimentarle.

La tua analisi è azzeccatissima, sono proprio una di quelle persone e purtroppo ho il "vizio" di sovraccaricarmi anche quando in realtà non c'è nessun tornaconto.
Con la psicoterapia ho preso atto di questo, ho capito che devo ritagliarmi i miei spazi e fare qualcosa anche per me stessa, altrimenti il corpo richiamerà la mia attenzione con le somatizzazioni.
Giuro, mi sto impegnando a mettere in pratica quanto mi è stato (fin'ora) consigliato, ma continuo ad avere problemi a gestire le situazioni di stress che derivano da altre persone (ad esempio il mio capo, che pretende la mia disponibilità anche al di fuori degli orari di lavoro prestabiliti).
So che in questo caso le strade sono due: o cambio atteggiamento, o cambio lavoro.
La prima opzione è un percorso lungo e faticoso con me stessa, pertanto finchè non capisco come riuscirci continuerò a subire lo stress lavorativo (che si somma a tutto lo stress già accumulato nei mesi precedenti) con le relative conseguenze. La seconda opzione sarebbe, diciamo così, l'uscita di emergenza :)
"Dai ad ogni giorno la possibilità di essere il più bello della tua vita"

14

Friday, November 24th 2017, 5:35pm

So che in questo caso le strade sono due: o cambio atteggiamento, o cambio lavoro.
La prima opzione è un percorso lungo e faticoso con me stessa

Non vedo perché bollare come lungo e faticoso un percorso che non hai ancora intrapreso. Parli di ritagliarti i tuoi spazi e dedicare più tempo a te stessa (lavoro permettendo!), ed è proprio da questi spazi che devi partire per rifare ordine evitando di sovraccaricarti anche nei ritagli di tempo libero. Infatti lo stress si combatte anche lontano dallo stress! Perdona il gioco di parole ma lo stress è come una perdita d'acqua, se non la fermi invade tutto. Il punto è riuscire non a gestire lo stress del lavoro ma a gestire ciò che lo provoca variando quei comportamenti che ti rendono vulnerabile ad esso e questo si fa prima che con un lungo e faticoso lavoro, stabilendo delle semplici regole che vanno dal recupero del sonno all'evitare di eccedere in tutto ciò che riguarda la quotidianità (affaticarsi molto nello sport, a casa, tirare le ore piccole avanti a tv e computer e non per ultimo curando la dieta poiché il sistema nervoso risente molto delle diete sbagliate). Quindi regole per ristabilire l'ordine nei ritmi della tua vita.