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Bloodborne89

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Tuesday, September 19th 2017, 1:44pm

Paura di sangue, ospedali e dolore

Salve a tutti,
Ho sempre avuto paura del sangue, di ospedali e del dolore in generale inteso come soffrire dal dolore di un'operazione o di un taglio sanguinante.
Ho fatto diverse sedute da uno psicologo il quale ha ipotizzato un mio possibile trauma da bambino di quando andai all'ospedale per essermi fratturato le clavicole per ben due volte.
Dopo tale episodio svenni per la prima volta dopo delle analisi del sangue (avevo tra i 3 e i 4 anni a quanto pare).
Da allora pare sia nata la mia ansia per il sangue, vaccini e ospedali.
Di recente ogni qual volta si parla di ospedali o andare all'ospedale e, purtroppo, per motivi familiari i miei ne parlano sempre, mi sento male, provo ansia fino allo svenimento.
Fin da bambino infatti ogni volta che a lezione si parlava del corpo umano io svenivo.

A me piacerebbe tanto aiutare le persone ammalate o sanguinanti senza svenire, temo un giorno di non poter aiutare mio figlio se dovesse sbucciarsi un ginocchio o se dovesse fare delle analisi.
Ho provato anche un altro psicologo ma la sua risposta al come curare questo mio problema/fobia o come si voglia definire, è stata: E IO COSA NE SO? VUOI PASSARMI LA TUA ANSIA PERCHE' NON SO COME SI RISOLVE?
Dopo tali parole la mia fiducia nei suoi confronti è svanita. Credo che gli psicologi possano risolvere il mio problema ma penso anche di aver bisogno di qualcuno già specializzato in casi come il mio.
Di recente ho sviluppato anche ansia e attacchi di panico quasi immotivati semplicemente guardando l'immagine di un coltello, di una siringa o altro.

Insomma, so che ci sono tantissime persone che svengono alla vista del sangue ma per me sta diventando un vero problema e il tutto mi porta a stare male dentro, non riesco a gioire e a stare bene come prima, quando magari ero più spensierato.

Cosa mi suggerireste di fare per superare tutto ciò?
Grazie per la vostra disponibilità e spero che almeno qualcuno mi risponda e mi dia la sua opinione, spero anche in pareri tecnici di esperti visto che fino ad ora gli psicologi che ho conosciuto non mi hanno inspirato molta fiducia, o forse sbaglio io?
Grazie.
B.

repcar

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Tuesday, September 19th 2017, 5:58pm

ciao.......iniziamo a dire che pochissime persone si trovano a proprio agio negli ambienti ospedalieri. La maggior parte di noi associa l'ospedale ad un luogo di sofferenza anche se consci che questo non è. Io personalmente non ho la vera e propria paura, ma ti assicuro che quando devo andare per trovare una persona o farmi analisi per me è un calvario, già ci penso molti giorni prima. Stai tranquilla che se tuo figlio si sbuccia il ginocchio e vedi sangue sarai la prima ad intervenire, l'istinto di madre è superiore alla paura, credimi. Sempre secondo me ormai sei entrata in un circolo vizioso e qualsiasi cosa vedi o senti ti porta ad essere ansiosa. Se poi associ a tutto questo un qualsiasi fonte di stress la frittata è fatta. Certo che il secondo psicologo ha un'alta professionalità, complimenti a lui. Se hai ansia ed attacchi di panico che non riesci a gestire rivolgiti ad uno psichiatra o se preferisci ad una cura fitoterapica. Purtroppo il cervello elabora tutte queste sensazioni facendo si che il nostro corpo reagisca in modo anomalo in base all'evento, ma questo è il cervello.......a disposizione per qualsiasi chiarimento ed in bocca al lupo........... :thumbup:

Bloodborne89

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Tuesday, September 19th 2017, 7:16pm

ciao.......iniziamo a dire che pochissime persone si trovano a proprio agio negli ambienti ospedalieri. La maggior parte di noi associa l'ospedale ad un luogo di sofferenza anche se consci che questo non è. Io personalmente non ho la vera e propria paura, ma ti assicuro che quando devo andare per trovare una persona o farmi analisi per me è un calvario, già ci penso molti giorni prima. Stai tranquilla che se tuo figlio si sbuccia il ginocchio e vedi sangue sarai la prima ad intervenire, l'istinto di madre è superiore alla paura, credimi. Sempre secondo me ormai sei entrata in un circolo vizioso e qualsiasi cosa vedi o senti ti porta ad essere ansiosa. Se poi associ a tutto questo un qualsiasi fonte di stress la frittata è fatta. Certo che il secondo psicologo ha un'alta professionalità, complimenti a lui. Se hai ansia ed attacchi di panico che non riesci a gestire rivolgiti ad uno psichiatra o se preferisci ad una cura fitoterapica. Purtroppo il cervello elabora tutte queste sensazioni facendo si che il nostro corpo reagisca in modo anomalo in base all'evento, ma questo è il cervello.......a disposizione per qualsiasi chiarimento ed in bocca al lupo........... :thumbup:


Ok quindi uno psicologo che risponde in quel modo non è normale giusto? Non ho grandi esperienze ma non mi è sembrato un consiglio valido, è come se andassi dal macellaio chiedendo per del manzo e mi dice "e io che ne so qual è, scegli tu il pezzo".
Ho provato anche una cura omeopatica, penso sia passata un po l'ansia del momento grazie ai granuli, ma può anche essere stata a diminuzione dello strss in generale.
Anche li non mi sento di dire che le cure omeopatiche siano del tutto efficienti ma io sono solitamente molto scettico.
Avete esperienze riguardo a questo tipo di medicina?

Lei mi suggerisce una visita psichiatrica, penso che ci proverò. Cosa cambierà dalla visita fatta con uno psicologo?
In quanto uomo subentra anche il fattore di protezione, a volte noto che la mia fidanzata è più "coraggiosa" di me in questo ambito.
E' l'unica pecca che non vorrei per vivere una vita felice, spero ualcuno capisca come mi sento. Lo svenimento mi ferisce nell'orgoglio di "uomo"...

Altri suggerimenti o consigli?
Grazie,
B.

Maira

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Tuesday, September 19th 2017, 8:58pm

anche io tendo a svenire ogni volta che vedo il sangue. Non so a cosa sia dovuto, non ho avuto traumi in questo senso.
Quella dei sogni e` una balla colossale. Lo sapevo l`ho sempre saputo. Perche` poi arriva il dolore e niente ha piu` senso. Perche` tu costruisci, costruisci costruisci e poi all`improvviso qualcuno o qualcosa spazza via tutto.

Bloodborne89

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Tuesday, September 19th 2017, 11:31pm

anche io tendo a svenire ogni volta che vedo il sangue. Non so a cosa sia dovuto, non ho avuto traumi in questo senso.


Io non pensavo di aver subito un trauma infantile ma con le sedute psicologiche siamo giunti a tale conclusione. Cercando su google pare che i traumi infantili sono quelli che poi formano le paure delle persone poi adulte. L'inconscio ricorda il trauma anche se magari tu lo hai cancellato perchè eri troppo piccolo/a.
Questo è quello che mi pare di capire...

mademoiselle_moi

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Wednesday, September 20th 2017, 9:22am



Ok quindi uno psicologo che risponde in quel modo non è normale giusto? Non ho grandi esperienze ma non mi è sembrato un consiglio valido, è come se andassi dal macellaio chiedendo per del manzo e mi dice "e io che ne so qual è, scegli tu il pezzo".

B.


che sia normale o no, non lo sappiamo. Di sicuro questo psicologo ha mancato totalmente di tatto, cosa che magari a qualcuno non interessa, ma a te ha dato fastidio, ergo, non è lo psicologo adatto a te.
Gli psicologi sono umani, e come tra le persone c'è chi ci sta simpatico e chi meno, credo che forse ci sarà qualcuno a cui uno psicologo che risponde così sta bene. Io l'avrei mandato a c***** in 30 secondi, e da me non avrebbe più ricevuto un euro!

gloriasinegloria

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Wednesday, September 20th 2017, 1:15pm

Ciao,
come già detto da chi mi precede, siamo in tantissimi.
Io entro in agitazione anche quando un semplice conoscente mi dice che dovrà fare degli esami diagnostici, e ci penso e ci ripenso per ore e anche per giorni.
Mio figlio si fida e sottopone senza problemi ad analisi e simili, ma se nomini "sangue" ti implora di smetterla perchè (testuale) "si sente crollare le forze".
Nè io nè lui abbiamo mai avuto esperienze traumatiche in ambito sanitario/ospedaliero...
Mi associo a chi ti ha già detto di non preoccuparti più di tanto (riguardo alla possibilità di non essere in grado di assistere un famigliare ferito), perchè è benedettamente vero che in presenza di emergenze di questo genere emergono risorse titaniche, ignote a noi stessi, che ci permettono di essere sia presenti e fattivi e sia (addirittura) più che ottimisticamente fiduciosi nelle potenzialità dei medici e delle strutture a cui affidiamo il nostro famigliare.
Poi, sì, penso anch'io che sarebbe un gran "vivere meglio" se la nostra mente riuscisse a liberarsi di questi spettri, ma non ho idea del come fare.
Lei mi suggerisce una visita psichiatrica, penso che ci proverò. Cosa cambierà dalla visita fatta con uno psicologo?
Cambia qualcosa di fondamentale, perchè lo psichiatra potrà prescriverti psicofarmaci (se lo riterrà opportuno) che lo psicologo non può prescriverti per legge.
Personalmente sono una sostenitrice degli psicofarmaci, quando servono.
Il problema è avere la certezza del "quando servono" e anche la certezza che siano prescritti quelli più idonei e con la posologia corretta e coscienziosamente studiata e seguita sul singolo paziente.
In nessuna branca hai la certezza di rivolgerti "alla persona giusta", purtroppo. E la tua esperienza con quello psicologo la dice tutta! Incommentabile, secondo me.
Nel mio piccolo..."svolto" (si fa per dire) con un atteggiamento fatalistico, ed è l'unico sistema con cui riesco a rimuovere l'uragano di pensieri angoscianti che mi si collegano in automatico al comparto medico-sanitario.
La vita mi ha già dimostrato che quando occorre essere presenti e fattivi per casi reali...strano ma vero...spariscono le paranoie e il mio campo visivo torna acuto e attento in funzione delle'emergenza concreta, e anche con tanta fiducia verso gli addetti ai lavori.
Di più non so dirti, purtroppo.
Penso che un bravo psichiatra/psicoterapeuta potrebbe aiutare davvero, dosando parole ed eventuale terapia farmacologica, a governare/superare il problema.

Devo ad un medico di base (che ha lavorato con me come un ottimo psichiatra e psicoterapeuta) l'aver potuto persino dimenticare i miei attacchi di panico.

Poi, però, ho visto mio figlio, in prima adolescenza, non risolvere assolutamente nulla, malgrado apparente dedizione di psichiatra e psicoterapeuta, per un doc a sfondo religioso...Gli fu prescritto Zoloft, mentre il dialogo con lo psico-plurimo e pure amico di famiglia era sugli stessi livelli del tuo psicologo , e ...penso sia andata ottimamente se lo Zoloft under 18 anni non abbia scatenato istinti suicidi (come da avvertenze in bugiardino), ma è sicuro che rimasi esterrefatta dagli effetti - di quel farmaco su mio figlio - in termini di slatentizzazione di "aggressività", per esempio. E fui io ad implorarne la dismissione protocollare, perchè non vedevo alcuna evoluzione positiva circa il doc, mentre vedevo emergere quadri allarmanti su fronti del tutto inediti...

In parallelo : lo psicofarmaco che fu prescritto a me dal mio medico di base (unitamente al suo dialogare con me da vero psicoterapeuta) è lo stesso che...liberò me dagli attacchi di panico in circa otto mesi, ma è poi lo stesso che una delle mie più care amiche assume da OLTRE VENTI ANNI in dosaggi molto e molto più importanti rispetto a quelli che furono miei, e che...la lasciano, purtroppo, fragilissima, con "i nervi a fior di pelle", con tutti i suoi complessi e le sue fobie, e solo con un senso di "ottundimento generale" e stanchezza cronica che (secondo me) l'hanno solo cronicizzata nei suoi problemi, sedandola rispetto alle reazioni aggressive mediante cui avrebbe potuto esprimerli in mancanza di presidio farmacologico....

Come dire?
Resto convinta che un aiuto COMPETENTE E COSCIENZIOSO possa essere "miracoloso".
Esperienza mi ha insegnato, però, che quel "competente e coscienzioso" non è affatto garantito da titoli esposti in targhe professionali o da annunci sulle pagine gialle.

Penso che, se un nostro problema ci riduce a vivere malissimo, sia un nostro dovere verso noi stessi di cercarne il rimedio nelle sedi consone, e che sia salvifico ed essenziale l'affidarsi con fiducia.
Poi, strada facendo, penso resti altrettanto essenziale elaborare un "bilancio" della fiducia accordata e dei risultati che ha prodotto, così da poterci (anche, eventualmente,gentilmente) dissociare dal professionista prescelto e ..cercare di meglio. ;)

criceto

ognuno di noi ha un' angelo che ci guida e protegge anche nei momenti difficili

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Wednesday, September 20th 2017, 2:28pm

Scusa,ma che razza di psicologo dice una cosa del genere?!Per quanto riguarda svenire alla vista del sangue non sei il solo,non sempre c'è un trauma dietro ad esso.Io conosco un' ex quasi infermiera,che ha fatto il tirocinio da noi,come ha visto un goccio(nel vero senso della parola) di sangue su un ferro...è andata lunga distesa x terra!!E pensare che aveva studiato infermieristica ?(

V85

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Wednesday, September 20th 2017, 3:10pm

Anche io ho paura del sangue, il problema è che mi sento male anche sentendolo nominare o pensandoci, non solo vedendolo. Stessa cosa per argomenti "ospedalieri". Quando qualcuno ne parla devo allontanarmi e distrarmi. Una volta una mia parente con i suoi discorsi mi stava fecendo agitare, le ho chiesto di cambiare argomento perchè mi faceva impressione e mi ha risposto: non sei troppo grande per avere paura di certe cose? Ed ha continuato a parlarne... :huh: Odio quando la gente non capisce cosa proviamo :(

Bloodborne89

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Wednesday, September 20th 2017, 3:16pm

Ciao,
come già detto da chi mi precede, siamo in tantissimi.
Io entro in agitazione anche quando un semplice conoscente mi dice che dovrà fare degli esami diagnostici, e ci penso e ci ripenso per ore e anche per giorni.
Mio figlio si fida e sottopone senza problemi ad analisi e simili, ma se nomini "sangue" ti implora di smetterla perchè (testuale) "si sente crollare le forze".
Nè io nè lui abbiamo mai avuto esperienze traumatiche in ambito sanitario/ospedaliero...
Mi associo a chi ti ha già detto di non preoccuparti più di tanto (riguardo alla possibilità di non essere in grado di assistere un famigliare ferito), perchè è benedettamente vero che in presenza di emergenze di questo genere emergono risorse titaniche, ignote a noi stessi, che ci permettono di essere sia presenti e fattivi e sia (addirittura) più che ottimisticamente fiduciosi nelle potenzialità dei medici e delle strutture a cui affidiamo il nostro famigliare.
Poi, sì, penso anch'io che sarebbe un gran "vivere meglio" se la nostra mente riuscisse a liberarsi di questi spettri, ma non ho idea del come fare.
Lei mi suggerisce una visita psichiatrica, penso che ci proverò. Cosa cambierà dalla visita fatta con uno psicologo?
Cambia qualcosa di fondamentale, perchè lo psichiatra potrà prescriverti psicofarmaci (se lo riterrà opportuno) che lo psicologo non può prescriverti per legge.
Personalmente sono una sostenitrice degli psicofarmaci, quando servono.
Il problema è avere la certezza del "quando servono" e anche la certezza che siano prescritti quelli più idonei e con la posologia corretta e coscienziosamente studiata e seguita sul singolo paziente.
In nessuna branca hai la certezza di rivolgerti "alla persona giusta", purtroppo. E la tua esperienza con quello psicologo la dice tutta! Incommentabile, secondo me.
Nel mio piccolo..."svolto" (si fa per dire) con un atteggiamento fatalistico, ed è l'unico sistema con cui riesco a rimuovere l'uragano di pensieri angoscianti che mi si collegano in automatico al comparto medico-sanitario.
La vita mi ha già dimostrato che quando occorre essere presenti e fattivi per casi reali...strano ma vero...spariscono le paranoie e il mio campo visivo torna acuto e attento in funzione delle'emergenza concreta, e anche con tanta fiducia verso gli addetti ai lavori.
Di più non so dirti, purtroppo.
Penso che un bravo psichiatra/psicoterapeuta potrebbe aiutare davvero, dosando parole ed eventuale terapia farmacologica, a governare/superare il problema.

Devo ad un medico di base (che ha lavorato con me come un ottimo psichiatra e psicoterapeuta) l'aver potuto persino dimenticare i miei attacchi di panico.

Poi, però, ho visto mio figlio, in prima adolescenza, non risolvere assolutamente nulla, malgrado apparente dedizione di psichiatra e psicoterapeuta, per un doc a sfondo religioso...Gli fu prescritto Zoloft, mentre il dialogo con lo psico-plurimo e pure amico di famiglia era sugli stessi livelli del tuo psicologo , e ...penso sia andata ottimamente se lo Zoloft under 18 anni non abbia scatenato istinti suicidi (come da avvertenze in bugiardino), ma è sicuro che rimasi esterrefatta dagli effetti - di quel farmaco su mio figlio - in termini di slatentizzazione di "aggressività", per esempio. E fui io ad implorarne la dismissione protocollare, perchè non vedevo alcuna evoluzione positiva circa il doc, mentre vedevo emergere quadri allarmanti su fronti del tutto inediti...

In parallelo : lo psicofarmaco che fu prescritto a me dal mio medico di base (unitamente al suo dialogare con me da vero psicoterapeuta) è lo stesso che...liberò me dagli attacchi di panico in circa otto mesi, ma è poi lo stesso che una delle mie più care amiche assume da OLTRE VENTI ANNI in dosaggi molto e molto più importanti rispetto a quelli che furono miei, e che...la lasciano, purtroppo, fragilissima, con "i nervi a fior di pelle", con tutti i suoi complessi e le sue fobie, e solo con un senso di "ottundimento generale" e stanchezza cronica che (secondo me) l'hanno solo cronicizzata nei suoi problemi, sedandola rispetto alle reazioni aggressive mediante cui avrebbe potuto esprimerli in mancanza di presidio farmacologico....

Come dire?
Resto convinta che un aiuto COMPETENTE E COSCIENZIOSO possa essere "miracoloso".
Esperienza mi ha insegnato, però, che quel "competente e coscienzioso" non è affatto garantito da titoli esposti in targhe professionali o da annunci sulle pagine gialle.

Penso che, se un nostro problema ci riduce a vivere malissimo, sia un nostro dovere verso noi stessi di cercarne il rimedio nelle sedi consone, e che sia salvifico ed essenziale l'affidarsi con fiducia.
Poi, strada facendo, penso resti altrettanto essenziale elaborare un "bilancio" della fiducia accordata e dei risultati che ha prodotto, così da poterci (anche, eventualmente,gentilmente) dissociare dal professionista prescelto e ..cercare di meglio. ;)



Ciao e grazie per aver condiviso la tua esperienza cosi nei dettagli. Per caso ha informazioni anche su sedute ipnotiche?
Come ho gia detto in precedenza io sono molto scettico, solitamente quello che faccio è cercare su google soluzioni per risolvere le cose.
Nel mio caso ho letto che l'ipnosi (ovviamente non quella che si vede in TV) può aiutare.
Che ne pensate?
Grazie a tutti per le risposte

criceto

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Thursday, September 21st 2017, 9:00pm

L' ipnosi so che viene usata per far uscire eventuali traumi pregressi,ma non saprei dirti se può funzionare.Potresti rivolgerti a qualcuno che la pratica o se c'è qualcuno che l' ha fatta per un parere.

Bloodborne89

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Friday, October 6th 2017, 12:50pm

L' ipnosi so che viene usata per far uscire eventuali traumi pregressi,ma non saprei dirti se può funzionare.Potresti rivolgerti a qualcuno che la pratica o se c'è qualcuno che l' ha fatta per un parere.



Ho provato direttamente la prima seduta di ipnosi, essenzialmente si tratta di tecniche di rilassamento e meditazione.
Se vi fa piacere vi aggiornerò su come andranno le prossime sedute.

Ad essere sinceri non so ancora giudicarla come esperienza, a volte mi sentivo forzato a fare quello che mi veniva chiesto ma forse perchè non ero del tutto rilassato...
Qualcuno ha mai avuto esperienze personali?
Ciao e grazie.