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loredana

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16

Tuesday, November 22nd 2011, 6:57pm

Come ti capisco!



Anch'io vivo questi brutti momenti.

Si lo avevo capito perchè prima di postare il mi oproblema ero andata a vedere se qualcuo avesse il mio stesso problema per capirci un pò qualcosa.
Il ferro da stiro è un esempio, che poi alla fine posso anche dirmi "vabbè ma se ti prendi un ferro rotto te la cerchi perchè se sta nel cassonetto un motivo c'è"....Sono invecce i casi come il marciapiedi, o il farmaco ai quali non trovo nessuna spiegazione che mi mettono in impassee tornano a galla periodicamente per anni

Pasina

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17

Tuesday, November 22nd 2011, 7:12pm

Ehi lory..puoi tranquillamente superae questa paura e questa ansia...vivi serena..comepotresti far del malea qualcuno??? e anche se succedese che colpa ne avresti??? le cose che accadono sono accidentali e non perchè tu vuoi far del male a qualcuno.
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vissik

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18

Wednesday, November 23rd 2011, 11:05am

Allora Loredana, ottimi gli esempi. Si rifanno direttamente al nostro senso di potere.
Generalmente quanto maggiore è il nostro senso di potere, tanto minore è l'ansia, perchè, portando alle estreme conseguenze l'ipotesi negativa, noi "sappiamo" di avere gli strumenti per porvi rimedio. Esempio molto ma molto banale. Devo fare un brutto tratto di strada, ho paura di essere aggredito, sto in ansia. Se prendo lezioni di kung-fu (non solo lezioni, ma se faccio anche qualche combattimento in palestra e posso toccare con mano l'acquisizione di questa nuova capacità), sicuramente attraverserò quel tratto di strada con più sicurezza, perchè saprò di poter superare una normale aggressione. Ma poi che succede, se la mia mente si ostina? Che inizio a pensare "e se mi sparano addosso?". Il mio "potere" non è attrezzato per un'eventualità del genere, quindi se razionalmente posso valutare quante siano le possibilità di essere aggredito a mano armata in base alla zona e all'ora del giorno, l'irrazionalità mi può far ripiombare nel disturbo d'ansia. Questo sicuramente sparirebbe se io avessi la CERTEZZA di poter resistere anche ad un evento di questo tipo, dovrei essere Superman, così le pallottole mi rimbalzano addosso. In tal caso non starei in ansia per qualcosa del genere... almeno fino a quando non mi presentano la Kriptonite...

Quello invece di cui stai parlando tu, è senso di colpa, direttamente proporzionale a quello che sei in grado di fare, non inversamente come nel caso dell'ansia (qui si può intravvedere la mancanza del famoso "sano egoismo", forse) Io POTEVO fare qualcosa e non l'ho fatta. Ovviamente anche questo senso di colpa si basa su presupposti non sempre fondati nel tuo caso.
La prima soluzione è quella di intervenire, quando puoi, proprio perchè poi sai che ti senti in colpa se non lo fai. Fermi la macchina, individui la buca, e poi? Poi ti confronti con la realtà: puoi fare un gesto, uno qualunque, per migliorare, nell'ambito di quel famoso possibile, la situazione? Attenzione che spesso la situazione è puramente percepita, immaginata. Fermando la macchina e andando nei pressi della buca (con le dovute precauzioni per non farti investire, come il giubbetto catarifrangente) magari ti accorgi che ti era sembrata molto più profonda, che una persona dentro non ci può cadere, e allora tutta la tua elucubrazione si smonta da sola. Oppure effettivamente hai riscontrato un grosso pericolo per qualcuno, e allora ti inventi un modo per segnalarlo, magari infilandoci dei rami dentro o, se proprio non riesci a fare nulla, chiami il 115 o il 113, o il 118 (o all'anas, la forestale o quant'altro secondo i casi) e passi l'informazione a chi di mestiere deve occuparsi di queste cose, che magari ti può anche dire cosa fare nell'immediato. Insomma, o il rischio NON c'è, e devi accorgertene, oppure c'è, e allora sei una persona con un encomiabile senso civico. Se questo controllo non lo fai, scatta l'ansia ed il senso di colpa (senza ombra di dubbio dannoso ed eccessivo, che dipende dal tuo passato ecc., ma qui ci concentriamo solo sui comportamenti).

Altro caso, la gravidanza. Ti trovi di fronte a due ipotesi, nessuna delle due verificabile, nessuna delle due che porta conseguenze, ed ovviamente tu scegli per la peggiore. Questo processo, considerando la teoria del caos, si rivela molto dannoso perchè a pensarci bene qualunque tuo gesto potrebbe innescare conseguenze non verificabili, non direttamente riconducibili e non imputabili a te. Per esempio, se un tuo futuro nipote uccide qualcuno, sei responsabile tu perchè hai messo al mondo un suo genitore? Se qualcosa non è verificabile, e non è corregibile o evitabile, come qualcosa che riguarda il nostro passato, ecco, lì c'è da lavorare perchè il problema si allarga (portato all'estremo puoi arrivare ad immaginarti le cose, così ti troveresti davvero nel più invalidante ossessivo compulsivo, tipo "devo lavarmi le mani oppure infetto qualcuno"). Anche qui, proviamo a vedere se razionalizzando si riesce a contenere il problema. Primo qual è il problema, aver stroncato una vita, o non essere riuscita a concepire? Nel primo caso analizzando vedrai che prima di arrivare anche solo ad un rudimentale pensiero occorre che un po' di tempo passi. Anche se dici che con la prima settimana già quell'ammasso di cellule è una vita, devi vedere in che modo agisce il farmaco: molto spesso quegli ammassi di cellule vengono comunque eiettati naturalmente e senza accorgersi di nulla, quindi non hai causato danno alcuno, e così via.
Vite a 64 bit - Caosfera edizioni

loredana

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19

Wednesday, November 23rd 2011, 6:56pm

(portato all'estremo puoi arrivare ad immaginarti le cose, così ti troveresti davvero nel più invalidante ossessivo compulsivo
Ecco io penso proprio di stare così visto che ormai siamo a mercoledì e il problema che mi ha scatenato tutto questo si è verificato domenica sera.
E il mio cervello torna sempre li, non c'è niente da fare.
Mi stanno dicendo più persone che non è possibile la cosa che mi sono messa in testa. Li per li va meglio e dopo ci ricasco. Ricomincio a distorcere tutto di nuovo e sono da capo a dodici tornando sempre alle peggiori conseguenze possibili.

linette

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20

Wednesday, November 23rd 2011, 9:13pm

Non so bene se funziona.

Mi viene da pensare che tu potresti scrivere. Scrivere i finali delle tue ossessioni... tutti i possibili finali. negativi e positivi.
Certo non aiuta a far smettere le ossessioni, ma almeno le condividi con qualcuno...

Non so, potresti iniziare una sorta di catena, qui, o in un forum letterario.
In fondo la fantasia non ti manca, e forse, sulla carta, quelli che sembravano strane ossessioni possono diventare romanzi fantastici.
Ovviamente ti consiglio di trovare una tua alter ego.

E magari a morire , nei tuoi romanzi, possono essere proprio gli alter-ego della gente che ti sta antipatica...!!!
"L'intelligenza è data all'uomo per dubitare" Emilie Verhaeren (dal Pensiero del momento)

Hallomarc

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21

Thursday, November 24th 2011, 6:21pm

Lory

Se prendiamo la paura solo per lo spauracchio, è dura.

Ma possiamo pensare che una data paura sia un segnale interiore che sgorga in un modo irrazionale.

Forse le paure, più che temute, possono essere interrogate.

Nel mio lavoro, per esempio, provo spesso paura. Ma da qualche tempo lo accetto abbastanza volentieri, perché la paura mi spinge a ricontrollare. La paura per me è una specie di vedetta nella navigazione in un mare di variabili che è bene siano preventivamente valutate.

Grazie alla paura , ho schivato molti pericoli.
Hallomarc has attached the following file:
  • vedetta.jpg (3.53 kB - 23 times downloaded - latest: Apr 30th 2017, 11:34pm)
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

Hallomarc

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22

Thursday, November 24th 2011, 6:41pm

Comunque le paure non devono necessariamente farci inorridire.
Meglio sarebbe forse rispettarle.

La tua paura per il vecchio ferro da stiro non è insensata. Il pericolo esiste davvero.

A me è capitato di averne uno da buttare che perdeva acqua sul cavo. E' rimasto per un po' dimenticato su un ripiano. A volte viene una donna da me per stirare. Avevamo il ferro buono, ma poteva anche per sbaglio prendere quello pericoloso.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

linette

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23

Thursday, November 24th 2011, 7:15pm

in sostanza

ogni scelta che facciamo è una porta per una realtà alternativa.

Ma ogni azione che facciamo sottende di per se' una scelta. Proprio per una sana economia psichica, tendiamo a dividere la azioni quotidiane poco rilevanti da atti ed eventi di vita più rilevanti , dei quali invece ci soffermiamo a valutare le conseguenze. Spesso ci accorgiamo proprio di aver fatto una vera 'scelta', solo con senno del poi, ed è questo procedere per tentativi ed errori che ci è dato di imparare.
A quanto pare abbiamo imparato a camminare proprio cadendo, e bruciandoci abbiamo imparato a temere il fuoco.
Prima non lo sapevamo. e se non avessimo fatto quelli che potevano sembrare ERRORI ad un occhio supervisore, non avremmo potuto godere delle bellezze della scoperta.
Ora, persa l'innocenza dell'infanzia, tendiamo a valutare costi e benefici delle nostre azioni, e farci guidare da questi, anche per valutare retroattivamente il nostro vissuto e considerare come agire in prospettiva.
Tuttavia, nonostante abbiamo con l'evoluzione sviluppato il nostro cervello per compiere questa splendida facoltà di ragionamento, non ci è umanamente dato di conoscere tutte le possibili conseguenze che le nostre azioni passate e future, possono avere. Non siamo in grado di visualizzare i possibili scenari di realtà alternative alla presente, che , proprio perchè alternative, di fatto non esistono nella nostra realtà. Possiamo usare le nostre energie psichiche per immaginare , come nel film slining doors, i possibili scenari, ma l'onniscenza del narratore, di chi sa che cosa accadrebbe davvero se un'azione fosse intrapresa a discapito di un'altra, quella non la possediamo ancora.
Per chi ci crede, l'onniscienza è un attributo di Dio, colui che tutto vede e tutto, di conseguenza, provvede.
Nell'incertezza della sua condizione umana, Tommaso Moro disse "Signore, dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre".


Ci è richiesta così non poca forza, pazienza, e saggezza, per rimanere ancorati a questa realtà, la sola conoscibile.
"L'intelligenza è data all'uomo per dubitare" Emilie Verhaeren (dal Pensiero del momento)

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