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Magarinina

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1

Thursday, December 5th 2019, 8:48pm

Mattone sullo stomaco aiuto

Ciao ragazzi, vi scrivo perché ho davvero bisogno di sfogarmi un po'. Frequento il quinto anno di Giurisprudenza a Bologna e la mia carriera universitaria è stata piena di soddisfazioni e di bei ricordi. Qualche esame mi ha dato ansia, ma per la maggior parte sono riuscita a studiare bene ed ad essere serena. Da un annetto a questa parte ho iniziato a vivere la preparazione degli esami molto male, con tanta tanta ansia, il culmine l'ho raggiunto a maggio quando ho dovuto dare procedura penale materia bellissima ma che mi ha davvero tolto i sentimenti. A settembre ho dato un altro esame ed ha iniziato a prendermi l'ansia per la laurea.. Di rimanere indietro e non riuscire a laurearmi in tempo o nemmeno a laurearmi. Ora il 18 di dicembre avevo deciso che avrei dato un altro esame, il penultimo grosso che mi era rimasto ( me ne mancano 8 di cui 5 sono piccolissimi) ed avevo tanta paura che si ripresentasse nuovamente l'ansia e così è stato. Da lunedì non riesco nemmeno a mangiare da quanto sto male, sono seguita da una psicologa da tanti anni e da due prendo paroxetina 20mg una volta al giorno. Mi sento in un vicolo cieco. Provo davvero con tutta me stessa a stare tranquilla, a pensare positivo, a seguire i consigli che mi vengono dati ma sono sfinita. Non riesco a studiare 8 ore al giorno con un magone del genere, mangiando il minimo indispensabile e non posso pensare di finire l'università in questo modo... È impossibile. Vorrei che scattasse qualcosa dentro di me ma non so come sia possibile che succeda.

stellapolare

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2

Thursday, December 5th 2019, 11:02pm

Rallenta tesoro. Per esperienza, rallenta.

Non succede nulla se ci metti 6 oppure otto 8 mesi in più. Finisci con calma e serenità.
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

gloriasinegloria

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3

Thursday, December 5th 2019, 11:43pm

Ciao
so da mio figlio che procedura penale a Bologna è un esame molto impegnativo, e particolarmente con un docente.
Poi c'è che all'ultimo anno, in qualunque sede universitaria, cominci a vedere chi si laurea in tempi ottimali, e se si tratta di compagni di studio indubbiamente può capitare di sentire quell'ansia in più che deriva dalla paura di restare indietro o addirirìttura di non farcela.

Personalmente penso che ognuno abbia la propria vita e vicende, e concordo totalmente con Stellapolare sul fatto che se impieghi tot mesi in più non cambia assolutamente nulla e che è invece molto importante rallentare, se necessario, per darsi il proprio tempo in serenità. ;)

4

Friday, December 6th 2019, 10:27am

Sarà la proc pen che porta male? Quando ho dato quell'esame che tra l'altro ho trovato bellissimo e tendenzialmente facile o meglio, molto più semplice della proc civ, mi sono sfinita. Non dormivo più, mangiavo poco e una volta finito ci ho messo un bel po' a riprendere i ritmi normali e dormire senza sonnifero.
La spiegazione che mi sono data allora è che si tratta di uno degli ultimi mattoni di giurisprudenza, per cui ci arrivi quando sei da un lato sufficientemente grande per capirlo ma anche stufo/stremato da tanti anni di studio. Se ti può interessare la mia opinione, ritengo non drammatico laurearsi con un po' di ritardo. C'è più che altro la voglia di finire perché non si vuole più fare la vita da studente ma per il resto se guardi da un'altra prospettiva, quello che ti aspetta sono almeno trent'anni di lavoro, senza sosta, senza possibilità di prenderti due mesi di relax. Va bene non parcheggiarsi all'università ma nemmeno ammalarsi per chiudere presto. Al tuo posto cercherei di fare meno, magari preparando quegli esami cuscinetto senza pretendere troppo da te stessa.
namasté

Magarinina

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5

Friday, December 6th 2019, 10:45am

Grazie ragazzi per le vostre risposte! La questione è che se mi si chiede di studiare tipo mezza giornata, o anche di più, non avendo i ritmi stressanti delle settimane prima degli esami, riesco ed anche con piacere (ancora). Quando arrivo alle due settimane prima e mi rendo conto che devo "tirare" e sacrificare molte cose, non riesco più. Il mio corpo mi dice che non c'è la fa, che devo "scazzare" e lasciarmi andare... Ho un metodo di studio molto rigoroso, mi programmo le pagine da studiare tutti i giorni da sempre su un'agenda e questo mi ha permesso di avere ottimi risultati fino ad ora, ma non adesso il mio corpo non segue quello che la mia testa mi dice di fare. Vorrei tanto ritrovare quella serenità e scioltezza che avevo i primi anni di studio, in cui sempre studiando però non avevo ansia di laurearmi e non programmavo la mia vita sulla base di un traguardo che era così lontano... Ora che si è avvicinato, la paura di non raggiungerlo o di raggiungerlo in ritardo mi fa questi scherzetti, ma so che non lo raggiungerò mai se continuerò in questo modo, che mi fa perdere anche la passione e la soddisfazione che studiare e superare un esame mi ha sempre dato... Da qualche parte devo partire, non so se sia più giusto posticipare l'esame per prepararlo con più serenità o andare comunque studiando solo quello che mi sento di studiare e quanto riesco...

repcar

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6

Friday, December 6th 2019, 2:06pm

ciao....se non sbaglio sei seguita da una psicologa e da due anni assumi antidepressivi (impropriamente così chiamati). Sostanzialmente sei già un soggetto predisposto all'ansia pertanto lo stress prolungato dell'avvicinarsi o del solo programmare un esame ti procura ansia "non normale". Scrivi che hai anche un metodo di studio molto rigoroso, che sicuramente avrà i suoi vantaggi, ma la rigorosità in qualsiasi ambito, sia lavorativo, affettivo, familiare etc. non si concilia con l'ansia.
Consigli in questi casi ce ne sono pochi se non di "razionalizzare" i compiti lasciando stare la "rigorosità" e concederti non dico una vacanza, ma almeno delle ore dedicate alla tua persona. Lunghe passeggiate, svaghi con amici, cinema etc. possono contribuire ad alleviarti questi sintomi.
Più stressi il tuo fisico e di conseguenza la tua psiche, più sintomi ansiosi avrai.
Se sei arrivata fin quì vedrai che ce la farai anche stavolta, quindi togli via i pensieri negativi e rammenta le positività dei traguardi raggiunti.......In bocca al lupo........ :thumbup:

gloriasinegloria

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7

Saturday, December 7th 2019, 11:38pm

Se sei arrivata fin quì vedrai che ce la farai anche stavolta, quindi togli via i pensieri negativi e rammenta le positività dei traguardi raggiunti.......In bocca al lupo........

Mi associo al buon Augurio e soprattutto alla riflessione che lo precede : ormai sai che questo tipo di studio ti piace, ti dà soddisfazione, e ti riesce. E questa e la più preziosa certezza da coltivare. ;)

La stanchezza, variamente motivata, può arrivare in qualunque percorso, ed è molto semplicemente umana.
Altrettanto umano è prendersi delle pause, e anche distrarsi.
Mi permetto un consiglino che mi dava proprio mio padre quando alle medie ero brava in matematica e quindi non tolleravo che la soluzione di un problema non mi desse subito il risultato esatto. E allora, quando ero lì ad arrovellarmi, era mio padre che mi diceva "lascia stare, chiudi tutto e pensa ad altro. Vedrai che quando ci tornerai a mente fresca risolverai in un attimo!" ....e proprio così era ed è sempre stato! :)

Ricordiamoci sempre che l'ansia distrae e moltiplica la faticosità di tutto, dimezzandone il rendimento. Mentre il Diritto è un mondo interessantissimo, che si gode davvero nella calma che consente di riflettere.

Piccola confessione autobiografica, se può esserti di conforto: io avevo studiato con ottimo profitto e senza difficoltà, ma...quando mi mancavano soltanto procedura penale diritto amministrativo (e quest'utlimo era qualcosa di impossibile nella mia sede universitaria) ...per un insieme di fatti gravi e che non c'entravano nulla con il percorso di studio...l'ansia si manifestò in tutti i modi possibili e immaginabili , e francamente...tutto potevo riuscire a fare fuorchè studiare quel che mi era sempre piaciuto.
Nel mio caso l'ansia era tale che non era neanche da provarci a studiare.
Ero arrivata al punto che leggevo e mentre leggevo il mio cervello era da un'altra parte, quindi era come aver letto nulla.

In effetti feci incaxxare anche mio padre, ma mi venne da sè di prendermi il mio tempo e di svariare, chiudendo i libri per quasi un anno e pensando ad altro che mi risultava più urgente e difficile dello studio, ma molto più necessario per la mia gratificazione e per il il mio "tornare in pace".

Onestamente : ancora oggi , nei miei momenti complicati, mi torna l'incubo di non esseremi mai laureata perchè nella fantansia mancano quei due esami. E cred che questo dia la misura di quanto mi pesasse non essere pronta a concludere un percorso che era ovvio dovessi concludere e di quanto mi preoccupassero tutti i sensi di colpa per il fatto di aver chiuso libri ed aver fatto altro...
Ma la realtà è che quando tornai sui libri dopo quel lungo e provvidenziale relax "a modo mio" ...quegli esami li studiai e sostenni a tempo di record e con ottimi voti, mentre un anno prima non mi entrava in testa neanche una parola. :friends: