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Lamela

Nuovo Utente

  • "Lamela" started this thread

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16

Thursday, January 3rd 2019, 2:06pm

Una cosa che mi aiuta nei momenti di sconforto è pensare che in ogni caso, prima o poi, tutti noi dovremo morire. L'unica cosa che possiamo fare è decidere come vivere quello che ci resta, viverlo male o cercare di viverlo al meglio delle nostre possibilita.


Io vorrei solo vedere nel futuro e scoprire di dover morire a 92 anni per cause naturali, mi basterebbe questo, anche se arrivare a 110 anni non mi dispIcerebbe affatto.. :)
La vita è troppo troppo troppo bella e a causa della mia patologia son 3 mesi che non riesco a godere della sua bellezza..
Il mio più grande desiderio ? L’immortalità!
Invidio chi ha fede e chi segue filosofie antiche in cui l’immortalità dell’anima è il principio fondamentale, almeno hanno qualcosa in cui credere. Per me da agnostica è davvero tutto così difficile. Penso che la morte sia come quando dormiamo e non sogniamo, come quando si è sotto anestesia totale durante un intervento ( l’ho provata ) non ti rendi conto di niente nemmeno del momento in cui tutto diviene buio. L’unica struggente differenza è che non ci si sveglia: mai più.
Mi fa venire i brividi pensare a tutto questo. Un pensiero che prima sfioravo raramente, a cui pensavo davvero in maniera sporadica, per qualche manciata di secondi ora è pensiero fisso.

Morire è davvero così facile. Vivere con la consapevolezza della morte è la vera difficoltà .

xanacs

Utente Attivo

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Date of registration: Nov 24th 2016

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17

Thursday, January 3rd 2019, 5:20pm

Una cosa che mi aiuta nei momenti di sconforto è pensare che in ogni caso, prima o poi, tutti noi dovremo morire. L'unica cosa che possiamo fare è decidere come vivere quello che ci resta, viverlo male o cercare di viverlo al meglio delle nostre possibilita.


Io vorrei solo vedere nel futuro e scoprire di dover morire a 92 anni per cause naturali, mi basterebbe questo, anche se arrivare a 110 anni non mi dispIcerebbe affatto.. :)
La vita è troppo troppo troppo bella e a causa della mia patologia son 3 mesi che non riesco a godere della sua bellezza..
Il mio più grande desiderio ? L’immortalità!
Invidio chi ha fede e chi segue filosofie antiche in cui l’immortalità dell’anima è il principio fondamentale, almeno hanno qualcosa in cui credere. Per me da agnostica è davvero tutto così difficile. Penso che la morte sia come quando dormiamo e non sogniamo, come quando si è sotto anestesia totale durante un intervento ( l’ho provata ) non ti rendi conto di niente nemmeno del momento in cui tutto diviene buio. L’unica struggente differenza è che non ci si sveglia: mai più.
Mi fa venire i brividi pensare a tutto questo. Un pensiero che prima sfioravo raramente, a cui pensavo davvero in maniera sporadica, per qualche manciata di secondi ora è pensiero fisso.

Morire è davvero così facile. Vivere con la consapevolezza della morte è la vera difficoltà .


Ho sofferto di attacchi di panico per molti anni, avevo sempre tachicardia, dolore al petto, battiti irregolari (extrasistole), fiato corto e la costante paura di avere un attacco di cuore da un momento all'altro, finivo spesso al pronto soccorso come te..nessuna patologia cardiaca mai riscontrata, sono stato in terapia con psicofarmaci ma oltre che alleviare i sintomi non mi sono serviti a molto...invece da quando ho cominciato ad assumere regolarmente un beta-bloccante che mi tiene a bada la tachicardia e mi regolarizza il battito ho iniziato a stare meglio, e da quando ho cominciato a fare attività fisica regolarmente sono praticamente rinato. Ora non volgio dire di essere completamente guarito dagli attacchi di panico,ma la frequenza e l'intensità sono drasticamente ridotte (prima ne avevo uno al giorno, ora max uno al mese), e quelle rare volte in cui mi vengono la sintomatologia è talmente blanda da non dover nemmeno ricorrere ad ansiolitici.


..per quanto riguarda il discorso sulla morte, io credo che ciò che noi siamo veramente..definiamola la nostra "coscienza" sia eterna ed è sempre esistita in un modo o nell'altro anche se non ne abbiamo consapevolezza, di fatti credo che la coscienza sia l'unica cosa reale che esista e che tutto ciò che è percepibile come questa realtà non sia altro che un illusione, una proiezione della stessa, tipo un sogno.
Tu dici che l'immortalità è il tuo più grande desiderio...ma sei sicura che l'immortalità sia davvero una benedizione e non una condanna?...per quanto bella possa essere questa vita può sempre accaderti qualcosa di terribile....se ti chiudono in una cassa e ti gettano in mezzo al mare non te ne fai niente della tua immortalità. Personalmente se dovessi scegliere tra la morte e l'immortalità in questo mondo, mi rischierei la morte, almeno può esserci qualsiasi cosa,si anche quel "nulla" che tu temi ma che di fatto è sempre meglio che la sofferenza eterna in questa vita.
"Io non sono di questa epoca,io dovevo nascere nell’Ansiolitico"

18

Thursday, January 3rd 2019, 6:02pm


Io vorrei solo vedere nel futuro e scoprire di dover morire a 92 anni per cause naturali, mi basterebbe questo, anche se arrivare a 110 anni non mi dispIcerebbe affatto.. :)
La vita è troppo troppo troppo bella e a causa della mia patologia son 3 mesi che non riesco a godere della sua bellezza..
Il mio più grande desiderio ? L’immortalità!
Invidio chi ha fede e chi segue filosofie antiche in cui l’immortalità dell’anima è il principio fondamentale, almeno hanno qualcosa in cui credere. Per me da agnostica è davvero tutto così difficile. Penso che la morte sia come quando dormiamo e non sogniamo, come quando si è sotto anestesia totale durante un intervento ( l’ho provata ) non ti rendi conto di niente nemmeno del momento in cui tutto diviene buio. L’unica struggente differenza è che non ci si sveglia: mai più.
Mi fa venire i brividi pensare a tutto questo. Un pensiero che prima sfioravo raramente, a cui pensavo davvero in maniera sporadica, per qualche manciata di secondi ora è pensiero fisso.

Morire è davvero così facile. Vivere con la consapevolezza della morte è la vera difficoltà .
La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
(Ignazio Silone)