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Sabrina96

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Sunday, January 26th 2020, 5:10pm

La mia angoscia costante, il mio forte risentimento verso la società e la vita in generale e la mia frustrazione derivata dal mio senso di impotenza

Buon pomeriggio a tutti/e!

Come avrete intuito dal titolo, oggi vorrei discutere con voi in merito al mio stato d'animo perennemente angosciato e poco speranzoso verso la vita e la società odierna e sapere possibilmente il vostro parere riguardo ciò che mi sta passando per la testa da un po' di tempo a questa parte.
Parto col dire che man mano che sono cresciuta, ho incominciato a perfezionare sempre di più le mie doti di osservatrice e a fare resoconti sempre più dettagliati sulle dinamiche sociali e relazionali che caratterizzano questo mondo e a cui ho modo di assistere quotidianamente.
In teoria questo fatto dovrebbe costituire un fattore positivo per la cresciuta di un individuo, in quanto solitamente sta a significare il vero e proprio ingresso nell'età adultà (e di conseguenza nell'età della maturità e della consapevolezza). E lo è, sia ben chiaro... Tuttavia, negli ultimi tempi (e in particolar modo dall'inizio di quest'anno) ho dovuto ridimensionare l'ammontare della mia curiosità, poiché a forza di assistere a scenari sempre più negativi, pessimistici e semi-apocaliticci [di cui potrei fare esempi da manuale, ma i cui più importanti possono essere considerati i seguenti: l'Australia che non cessa di bruciare, le tensioni sempre più aspre fra Iran e USA e in generale in diversi stati del Medio Oriente, il Coronavirus (le cui devastanti conseguenze sembra che stiano venendo bellamente ignorate dal nostro governo, in quanto i voli da e verso la Cina continuano ad essere effettuati nonostante ci sia in gioco la vita di tutti noi), la sempre più massiccia propaganda effettuata dai media e dagli esponenti politici e istituzionali più importanti d'Italia e del mondo, la sempre più diffusa povertà e le ingiustizie sociali (come bullismo, sfruttamento nei posti di lavoro e violenze fisiche e psicologiche perpetrate all'interno di molte famiglie), l'inquinamento ecc.] sto seriamente mettendo a repentaglio la mia sanità mentale e mi sto sempre più sentendo come un dannato dell'inferno dantesco sottoposto a cicliche e perenni torture. Ok, forse sto esagerando facendo questo tipo di paragoni, ma penso che al tempo stesso sia necessario per farvi meglio intendere l'intensità della mia sofferenza interiore e del mio malessere provocato dalla situazione mondiale disastrata che stiamo vivendo. A tal proposito, vi posso addirittura garantire di aver provato più di una volta una sensazione di fiato corto e di "buco nel petto e nella gola" ogni qualvolta sono venuta a conoscenza di fatti drammatici e vergognosi che caratterizzano la nostra società e il nostro scenario socio-politico. Alla luce di tutto ciò, sono quindi finita con il convincermi sempre di più (magari egoisticamente) a condurre una vita in solitudine non appena ne avrò l'occasione e che la morte sia una delle poche vie di uscita definitive da questo inferno. Con questo ovviamente non dico che non gioisca delle cose belle e positive che la vita ci offre o che addirittura arrivi a negarne l'esistenza come farebbe un misantropo convinto, ma di una cosa sono ormai più che certa: mentre le sensazioni gratificanti e gioiose durano un battito di ciglia (nel senso che basta poco per farle svanire); il dolore, l'angoscia e il senso di smarrimento durano al contrario quasi sempre di più e hanno effetti a lungo termine sulla mia concezione della vita e sul mio modo di vedere le cose.
Il punto però qual è? E' che da un lato mi ritengo fiera di aver preso consapevolezza di tutto ciò e di star cercando bene o male di non omologarmi al vortice di pecorismo che attanaglia questa società schifosa (dico "bene o male" perché purtroppo a certe piccole cose poco piacevoli devo adeguarmi pure io se voglio permettermi di vivere almeno in modo dignitoso), dall'altro lato mi ritengo frustrata e impotente, in quanto mi deprime il fatto che a tutti questi problemi non si sia riusciti a trovare una soluzione o che quantomeno non ci sia mai sforzati in tal senso. Inoltre, mi fa rabbia sapere di essere una di quelle poche persone che pur cercando in tutti i modi di sforzarsi di comportarsi nel modo più corretto in società e pur cercando di non mettere in difficoltà nessuno, si trova costantemente in difficoltà e piena di ansie e paranoie; mentre quasi sempre la gente che compie le peggio porcate e non sente il benché minimo rimorso per le proprie azioni (e addirittura alcuni si sentono pure fieri della propria pochezza mentale) la scampa quasi sempre alla giustizia ed è libera di compiere le proprie aberrazioni senza vergogna alcuna.
Ad ogni modo, qualcuno di voi ha mai provato le mie stesse sensazioni? Ritenete sia davvero sensato scegliere di vivere in solitudine per sfuggire il più possibile ai meccanismi perversi di questa società alla deriva o che le mie siano solo buffonate?

Grazie di cuore per l'attenzione e buon proseguimento!

This post has been edited 1 times, last edit by "Sabrina96" (Jan 26th 2020, 5:18pm)


stellapolare

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Sunday, January 26th 2020, 7:04pm

Io di maturo nel tuo discorso trovo solo l'analisi del contesto sociale.
Per il resto vedo solo una bella bacchettonata e niente più.
Tu cosa fai per cambiare le cose oltre che indignarti? Forse se ti impegnassi parte dea frustrazione passerebbe.
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

stellapolare

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Sunday, January 26th 2020, 7:06pm

...parte *della
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

Sabrina96

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Monday, January 27th 2020, 12:56am

Io di maturo nel tuo discorso trovo solo l'analisi del contesto sociale.
Per il resto vedo solo una bella bacchettonata e niente più.
Tu cosa fai per cambiare le cose oltre che indignarti? Forse se ti impegnassi parte dea frustrazione passerebbe.


Il punto è ciò che mi fa davvero male all'anima e al cuore è il fatto che anche se mi sforzassi a fare qualcosa per il bene per il prossimo (cosa che comunque cerco di fare nel mio piccolo, in quanto mi ritengo abbastanza educata e generosa), le cose rimarrebbero esattamente invariate. Ora ti chiederai "Ma come puoi avere la certezza di ciò?".
Semplice: mi vengono in mente le gesta coraggiose di tutte quelle persone che addirittura hanno dato la loro vita per apportare benefici in questo mondo marcio (basti pensare a gente come Martin Luther King, Nelson Mandela, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, lo stesso Gesù e via discorrendo) e il fatto che nonostante tutti i loro buoni propositi per migliorare le generazioni future, i loro sforzi e le loro azioni altruistiche, stiamo comunque assistendo a un decadimento sociale senza precedenti in ogni caso. Questo perché se ci pensiamo bene, alla fin della fiera il 99% della restante popolazione del pianeta, seppur autoproclamatasi "progredita", è rimasta str*nza fino al midollo tanto quanto il passato (sono giusto cambiate le modalità di str*nzaggine, se vogliamo essere più precisi), nonché la stessa a calpestare quotidianamente il prossimo senza alcun rispetto e senza farsi troppi scrupoli. Inoltre, essa ha paradossalmente l'ipocrita tendenza a inaugurare (tanto per fare un esempio) giornate in ricordo delle persone citate prima o di tutti coloro che sono stati barbaramente sterminati durante la guerre del passato (basti pensare agli ebrei della Shoah), ma allo stesso tempo è la stessa ad avere il coraggio (per fini meramente economici, lucrativi e di vantaggio politico) di finanziare le milizie di gruppi terroristici (e di cui non c'è di certo il bisogno di sottolineare la pericolosità, in quanto sappiamo tutti di cosa sono capaci) e di favorire lo sfruttamento minorile nei paesi del terzo mondo o in via di sviluppo tramite la delocalizzazione delle imprese multinazionali.
Uno a questo punto mi direbbe "Beh, se proprio ti stanno a cuore queste tematiche, agisci!". Io a tal proposito rispondo: "Magari potrei anche farlo, ma vi sono due fatti importanti da considerare: primo, in confronto alla collettività (composta quasi sempre da teste vuote e fuori dal mondo) e alle autorità che hanno in mano le sorti del globo, io sono una caccola insignificante, pertanto è estremamente facile che i miei sforzi per cercare di cambiare le cose rimangano vani. Secondo, chi mi garantisce che dopo la mia morte, le cose non saranno destinate ad andare come prospettato?"
Per meglio avvalorare la mia tesi e per far intendere ancor di più il mio discorso, propongo come esempio eclatante proprio Falcone e Borsellino: due magistrati coraggiosi e tenaci che in nome della giustizia e della vera democrazia hanno combattuto la mafia senza sosta e che ci hanno rimesso la vita per questa giusta causa. Poi però che è accaduto? Certo, la loro tragica morte ha commosso l'intera nazione e ha sensibilizzato moltissimo l'opinione pubblica sull'importanza della lotta contro queste organizzazioni criminali che ormai da troppo tempo attanagliano il costrutto socio-politico italiano e mondiale con la loro insulsa presenza. Ancora oggi poi loro vengono ricordati e tutto quello che vogliamo, ma poi? Cos'altro è stato fatto per smantellare SUL SERIO le organizzazioni mafiose? Ti dico io cosa: NULLA!
Sono stati giusto arrestati alcuni dei boss più pericolosi, sono state fatte indagini ecc., ma intanto però gli esponenti più in vista della politica italiana sono essi stessi mafiosi e ce li ritroviamo pure in Parlamento! Roba da far accapponare la pelle e da far venire automatico (e lecito) chiedersi "Ma come? Falcone e Borsellino hanno dimostrato così tanto valore e coraggio nell'affrontare queste ingiustizie e lo Stato, al posto di onorare la loro memoria portando avanti ciò che loro con tanta fatica avevano iniziato, accoglie a braccia aperte tra le fila del Parlamento le stesse persone che hanno messo in ginocchio l'Italia intera?".
E' per questo che dico che nutro una profonda tristezza e angoscia per quel che riguarda le dinamiche tramite cui va avanti questo sistema malato e corrotto alla radice e il desiderio di isolarmi da questa società di m*rda non fa che acutizzarsi ogni giorno che passa.
Spero di essere stata sufficientemente esaustiva con questa mia risposta.


Buonanotte!

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Monday, January 27th 2020, 8:15am

Ad ogni modo, qualcuno di voi ha mai provato le mie stesse sensazioni?

Sì, se parliamo della valenza angosciante del tanto e troppo che non va.

Ritenete sia davvero sensato scegliere di vivere in solitudine per sfuggire il più possibile ai meccanismi perversi di questa società alla deriva o che le mie siano solo buffonate?

No. Apprezzo molto la soltudine, ma non per le ragioni che indichi. E trovo che l'impegno sociale sia fondamentale, a qualunque livello e in qualunque forma.

Poi penso spesso a due aspetti.
Il primo è che l'intera storia umana sia stata storia di sopraffazioni cruente di pochi su popoli interi, e sicuramente molto più cruente di quelle che un europeo può constatare oggi (almeno in Europa). Come dire che abominii di ogni sorta non sono uno specifico del nostro tempo, e che anzi...istruzione e cultura e memoria storica assolvono il loro ruolo nella sensibilizzazione verso la civiltà, pur non essendo immuni da possibili derive, senza le quali non si spiegherebbe la pura follia criminale che - non dimentichiamolo mai - non fu solo di Hitler, bensì di popoli interi, e come noto non risale al paleolitico.
Il secondo aspetto è che la quantità e qualità dell'informazione finiscano per attuare un vero e proprio bombardamento psicologico. L'ossessione di ogni testata di dare per prima la notizia e possibilmente in modo sensazionale (sommando TV, radio e quotidiani) è quantitativamente su livelli da stalking, mentre qualitativamente (almeno in Italia) segue lo stesso stile scomposto e violento della bassissima politica che la foraggia.
Questo sì deprime, ma credo sia opportuno rifletterci per immunizzarsi almeno un po' , piuttosto che per fare il gioco dei tanti che per smania di potere personale contano proprio su un popolo infiacchito o stremato, a cui promettere "io ti salverò" (e quando a pronuciarlo è chi non riesce neanche a salvare la propria faccia!) .

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Monday, January 27th 2020, 11:29am

Ma ti rendi conto che tu giudichi continuamente tutti? Non capisco cosa ti porti a pensare così male degli altri e non di te stessa, scusami tanto eh.

Il mondo non va a rotoli, e ti invito a documentarti con i fatti (leggi Factfulness di Hans Rosling) e non a fidarti del tuo fallibile intuito.

Ti assicuro che anche una sola persona può cambiare le cose, vedi nelson mandela che tu hai così generosamente citato.

Credo che dovresti inoltre far pace con la certezza che al mondo esiste il male perché esiste anche il bene.
Dovresti abbandonare questa visione pessimistica e svilente dell'intero genere umano e iniziare ad alzare le chiappe e fare qualcosa nel tuo piccolo, tralasciando il fatto che per fare le cose grandi bisogna essere grandi (hai forse problemi di autostima?).
Riprenditi. Sai perché sono dura? Perché non io, ma mio marito è uno di quelli che si fa il culo ogni giorno per cambiare le cose e nel suo piccolo, tra incazzature e momenti no, ce la sta facendo.

Quindi esci e muoviti.
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

Sabrina96

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Monday, January 27th 2020, 12:44pm

Ma ti rendi conto che tu giudichi continuamente tutti? Non capisco cosa ti porti a pensare così male degli altri e non di te stessa, scusami tanto eh.

Il mondo non va a rotoli, e ti invito a documentarti con i fatti (leggi Factfulness di Hans Rosling) e non a fidarti del tuo fallibile intuito.

Ti assicuro che anche una sola persona può cambiare le cose, vedi nelson mandela che tu hai così generosamente citato.

Credo che dovresti inoltre far pace con la certezza che al mondo esiste il male perché esiste anche il bene.
Dovresti abbandonare questa visione pessimistica e svilente dell'intero genere umano e iniziare ad alzare le chiappe e fare qualcosa nel tuo piccolo, tralasciando il fatto che per fare le cose grandi bisogna essere grandi (hai forse problemi di autostima?).
Riprenditi. Sai perché sono dura? Perché non io, ma mio marito è uno di quelli che si fa il culo ogni giorno per cambiare le cose e nel suo piccolo, tra incazzature e momenti no, ce la sta facendo.

Quindi esci e muoviti.


Non ho citato il fatto che spesso e volentieri me la prendo eccome con me stessa (ricordo di averlo scritto nel primo thread di presentazione quando mi sono iscritta su questo sito) e i sensi di colpa sono sempre dietro l'angolo (ebbene sì, problemi di autostima non mancano, lo ammetto). In ogni caso me la prendo per il semplice fatto che avendo io una vita complessa tanto quanto quella altra gente e avendo non solo assistito, ma anche vissuto sulla mia pelle certe dinamiche negative irrisolvibili (che non ho elencato nel mio thread perché altrimenti sarebbe venuto fuori un papiro), posso dire che le mie percezioni sono dettate da fattori oggettivi e da un solido fondamento. Che io poi abbia espresso il tutto in modo un po' esageratamente nichilista forse è vero, però non nego di star esprimendo le mie idee con il massimo della sincerità, e devo dire che mi dispiace di aver fatto suscitare in te una reazione tanto dura.
In ogni caso, tornando al discorso principale... Tu dici che tuo marito si fa in quattro per andare avanti, il che è ammirevole e lo rispetto molto, ma sappi che anch'io, nel mio piccolo, mi faccio il mazzo per sopravvivere, in quanto sto studiando all'università e sto cercando di prendere la patente in quanto l'auto mi occorre per il mio futuro lavoro. I miei genitori, poi, non essendo più giovani, non potranno certo mantenermi in eterno. Essendo io poi vincolata dallo studio (soprattutto tenendo conto che sono fuori corso da due anni) e non riuscendo a lavorare e studiare allo stesso tempo, non posso fare più di tanto. Posso solo limitarmi a studiare e trarre alcune conclusioni sulla base di quelle che sono le mie esperienze e ciò che sto assistendo.
Inoltre, non so se hai notato, ma nel mio thread non ho per nulla negato l'esistenza di cose positive [io stessa sono piena di passioni e sto facendo di tutto per coltivarle (cosa anch'essa scritta nel mio thread di presentazione)]. Ho solo cercato di far notare il fatto che purtroppo queste hanno una durata relativa, mentre la durezza e l'amarezza della vita sono troppo spesso durature (anche se si cerca di non farlo palesare). E ripeto, lo dico sulla base delle mie esperienze oggettive di vita e dopo anni di osservazioni tacite.
Che poi qualcuno abbia una visione di vita più positiva della mia non è qualcosa che critico, anzi... Massimo rispetto per tutto e tutti! Sono sempre felice di sapere che qualcuno si sia realizzato e sia riuscito ad abbracciare uno stile di vita positivo e gratificante. Io non impongo mai le mie prospettive su nessuno (anche se sarà sembrato così nel mio thread precedente e di questo chiedo scusa), ci mancherebbe altro. Ho solo cercato di aprire una discussione e confrontarmi con prospettive diverse per ampliare la mia (che non voglio certo far apparire come una verità assoluta).
Poi, altra cosa che ci tengo a far notare (e che mi scuso se non l'ho citata precedentemente) in nome dell'onestà e della trasparenza: io sono molto introversa e ho timore del giudizio altrui (e adesso scommetto che mi massacrerai per questa mia affermazione), per cui ogni volta che cerco di far sentire le mie idee, allo stesso tempo cerco di non creare scompiglio tra nessuno. Forse è anche per questo che non ho preso iniziative di rilievo. Dico "forse" perché magari sono nel torto, sta di fatto che ci tenevo a farlo notare.
Inoltre, dico che di norma non sono tanto singoli eventi e/o i fatti negativi ad avere un effetto così devastante nella mia psiche (altrimenti a quest'ora mi sarei suicidata, non ti pare?), quanto gli eventi e/o i fatti negativi messi insieme, cioè quando questi tendono ad avvenire a distanza ravvicinata o comunque tutti nello stesso momento. E' da lì che avverto un malessere psicologico e fisico tangibile, perché appunto la somma di tutti questi avvenimenti porta ad ampliare a dismisura la mia preoccupazione e a far vanificare in me quasi ogni speranza per il genere umano. E ti garantisco che non lo faccio apposta, ma è un meccanismo che avviene in automatico nella mia mente.

Grazie per la pazienza e la comprensione e buona giornata.

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Monday, January 27th 2020, 1:06pm

Il secondo aspetto è che la quantità e qualità dell'informazione finiscano per attuare un vero e proprio bombardamento psicologico. L'ossessione di ogni testata di dare per prima la notizia e possibilmente in modo sensazionale (sommando TV, radio e quotidiani) è quantitativamente su livelli da stalking, mentre qualitativamente (almeno in Italia) segue lo stesso stile scomposto e violento della bassissima politica che la foraggia.


Non a caso ho rimosso la TV dalla mia stanza e quando mio padre la guarda a tutto volume in salotto io cerco di non sentire chiudendo la porta o utilizzando gli auricolari :)

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Monday, January 27th 2020, 1:48pm

No aspetta, io non ho detto che non ti fai il mazzo.

Ma non ho nemmeno detto che mio marito se lo fa. Lui lavora proprio per cambiare le cose, non solo per portare il pane a casa.

Il mazzo chi più chi meno ce lo facciamo tutti, per questo ti invitavo a dare il tuo contributo.
Se sono qui, c'è sicuramente qualcuno che mi ha mandato.

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Monday, January 27th 2020, 3:08pm

No aspetta, io non ho detto che non ti fai il mazzo.

Ma non ho nemmeno detto che mio marito se lo fa. Lui lavora proprio per cambiare le cose, non solo per portare il pane a casa.

Il mazzo chi più chi meno ce lo facciamo tutti, per questo ti invitavo a dare il tuo contributo.


Qualunque lavoro egli faccia, ha il mio totale supporto e rispetto, dico davvero.
Ad ogni modo, dato che ho avuto modo di riflettere, chiedo umilmente scusa se sarò sembrata saccente e forse anche arrogante con quanto detto finora. Credimi, non era mia intenzione e non è vero che giudico solo ed esclusivamente il prossimo. Il fatto è che quando sento il bisogno di sfogarmi per non avere un esaurimento nervoso, di avere chiarimenti e di aprire discussioni su certe cose che mi stanno a cuore spesso mi lascio andare e non tengo conto di tutte le varie sfaccettature presenti in ogni contesto e situazione (anche la più negativa).
In poche parole, mi lascio travolgere da sentimenti contrastanti e l'irrazionalità diventa preponderante, annullando momentaneamente la mia capacità di giudizio.
A tal proposito, chiedo ancora scusa e vedrò se potrò fare qualcosa nel momento in cui avrò la possibilità di lasciare la casa dei miei genitori (dato che attualmente, visto il mio stato psicologico e la mia mancanza di certezze, ammetto che non me la sento di intraprendere certi percorsi, per quanto giusti e sacrosanti).

Grazie di nuovo per la comprensione.

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