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keiji11

Utente Fedele

  • "keiji11" is male
  • "keiji11" started this thread

Posts: 399

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Location: Roma

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1

Saturday, January 21st 2012, 4:57pm

L'Ansia arriva per darci un messaggio? è vero?

Apro il topic per capire che ne pensate.Spero di non fare doppioni.

L'ansia è un messaggero invisibile che porta un significato? Non ne ho mai sofferto più di tanto,ma da una settimana ho come una morsa al petto che scava scava scava e mi blocca.
Mi sento anche un pò più sensibile agli spaventi e alla paura...
Come fare per "combatterla"??

Grazie a tutti
Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.
Jules Verne


:sos:

briscola

Unregistered

2

Sunday, January 22nd 2012, 8:23am

SI l'ansia parla..

Decisamente se l'ansia arriva c'è un motivo,qualcosa che non ti sta facendo vivere serenamente,qualcosa che ti turba,cerca di capirlo ora che è solo una settimana che si manifesta,puo essere soltanto un po di stress e insoddisfazione e come arriva se ne va..ma è importante capire da dove nasce il disagio...
Ciauu

Lunino

Nuovo Utente

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Posts: 2

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Location: Ravenna

Occupation: impiegata

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3

Sunday, January 22nd 2012, 8:49am

Ogni sintomo strano del nostro corpo ci parla, ovviamente anche l'ansia
senza essere ipocondriaci o allarmarsi per tutto, bisogna ascoltare profondamente i messaggi che ci invia il nostro corpo.
Come ha scritto giustamente briscola può essere anche solo un po di stress che ti rende più sensibile a tutto, a me capita
quando sono molto agitata o stressata di scattare o sussultare per ogni piccola cosa improvvisa che mi capita attorno,
fosse anche solo una porta che sbatte.
Capire il motivo è molto importante, ma non è sempre immediato, perchè spesso questi disagi non sono razionali
e vengono da qualche parte del nostro inconscio

4

Sunday, January 22nd 2012, 10:54am

ciao, bella domanda la tua!! tutti qui ci chiediamo questo ma non troviamo una soluzione. secondo me l'unica cosa da fare è evitare di farla venire anche se è difficile. se arriva dobbiamo essere più forti e ripeterci che l'ansia non risolve i nostri problemi ma può solo farli peggiorare!

ScareCrow

Hai Paura?

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5

Sunday, January 22nd 2012, 2:02pm

L'ansia è paura, paura che qualcosa accada, timore di un avvenimento che si manifesta nel tempo precedente all'avvenirsi di esso.
L'ansia ci parla eccome...spesso la proviamo e non sappiamo perchè, aiutandoci così a focalizzare cosa ci preoccupa.
Da meccanismo di difesa quindi l'ansia può però trasformarsi in un problema quando la nostra preoccupazione cresce eccessivamente facendo divenire l'ansia non solo un cattivo fattore a livello mentale ma addirittura come penso tutti sappiate, anche fisiologico.
Quando ne sei vittima purtroppo gli unici metodi significativi per abbatterla sono: o eliminare il problema che affligge, o evitare di pensarci ;)

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

  • "PierangeloLopopolo" is male

Posts: 213

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Date of registration: Jan 13th 2012

Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

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6

Sunday, January 22nd 2012, 4:16pm

Apro il topic per capire che ne pensate.Spero di non fare doppioni.

L'ansia è un messaggero invisibile che porta un significato? Non ne ho mai sofferto più di tanto,ma da una settimana ho come una morsa al petto che scava scava scava e mi blocca.
Mi sento anche un pò più sensibile agli spaventi e alla paura...
Come fare per "combatterla"??

Grazie a tutti

Fai due affermazioni, introduci due pensieri che parrebbero contrastarsi, andare in direzioni opposte. Da un lato chiedi se l'ansia sia un messaggero invisibile capace di portare un significato, di non immediata e facile comprensione, mi permetto di aggiungere. Come tale dunque l'ansia, ciò che senti, pur difficile e spiacevole, richiederebbe come risposta utile e appropriata lo sviluppo da parte tua di una capacità di accoglierla e soprattutto di una sensibilità e impegno d'ascolto, perchè il messaggero possa dirti, comunicarti, darti ciò di cui è latore. Intesa come messaggero l'ansia potrebbe indurti a non trattarla pregiudizialmente come sgradita intrusa, a non erigere da subito barricate, a non farne una nemica, a non squalificarla come un eccesso....ma concludi proprio chiedendo come fare a combatterla. Forse, per chi vive una simile esperienza interiore, coerentemente con l’ipotesi del messaggero, andrebbe cercato l’incontro col messaggero, andrebbe favorito il rapporto, il dialogo, la riflessione capace di cogliere e di vedere cosa l’intimo sentire dice, fa avvicinare e capire, forse andrebbe allargata la capacità di contatto con la propria interiorità, che anche dell’ansia si serve per aprire una strada, per cominciare a richiamare l’attenzione, per imporre all’attenzione qualcosa che ha ben più peso dell’andare avanti tranquilli e normali. Viceversa capita che il primo imperativo sia quello di liberarsi di questi invisibili lacci, lacci tutt’altro che sfavorevoli, se in realtà vogliono indurre a capire qualcosa di vitale importanza. Da subito li si vuole spezzare per proseguire come sempre, come tutti, secondo un’idea di vita che a parte l’idea del normale e del conforme all’abituale non ha spesso nulla, proprio nulla. E’ un peccato che non poca terapia nasca su queste basi, come sforzo di ripristinare l’ordine, di proseguire secondo leggi (ottuse) di normalità facendo da subito dell’esperienza interiore sofferta e dell’intimo sentire
il segno di un cattivo funzionamento o adattamento, una scoria di cui liberarsi, un intralcio da eliminare, una pena cui cercare una qualche causa per riuscire presto a estirparla. Se la nostra interiorità fa ricorso a mezzi sensibili per portarci finalmente verso noi stessi, per farci capire, per aprirci a scoperta di qualcosa di nostro e di vero, la terapia spesso nasce e prosegue cocciuta come piano di lotta per combattere ciò che non ci è affatto nemico. Le benevoli cure non sempre ci sono così propizie. Anzichè sviluppare capacità di incontro, di dialogo con noi stessi, di apertura totale, per trovare finalmente unità con noi stessi, per scoprire che nulla di ciò che sentiamo ci è nemico o estraneo, che viceversa ci dice, che ci rivela, che ci aiuta a lavorare su di noi, a darci consapevolezza, che ci dà occasione di crescere, si insiste invece nel creare barriere, nel confermare un dissidio, nel cercare un’azione di bonifica, come se parte di noi andasse messa a tacere, eliminata. Quando si apre davvero all’interiorità e si ascolta sia il sentire che i sogni, quando si costruisce la capacità di raccogliere gli intimi messaggi, si può capire che non c’è iniziativa interiore, per quanto difficile o inizialmente scomoda, che non abbia un senso e un’utilità, che non sia capace di condurre a vedere dentro di noi, a capire, a conoscere.