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MichaelSan

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1

Wednesday, July 24th 2019, 2:41am

l'angoscia che ti impedisce di vivere

Ciao a tutti ladies and gentlemen :) da poco più di 2 anni (più o meno in concomitanza con il passaggio da cipralex 20 a sertralina 100 più olanzapina) la mia situazione è peggiorata sempre di più. Soprattutto negli ultimi mesi, dopo aver sospeso olanzapina e sostituito con Lyrica, ho sempre una forte angoscia, paura (di quelle che ti paralizzano e ti fanno fare brutti pensieri), ho paura anche di andare poco lontano da casa per paura che possa sentirmi male e in effetti ci sto cronicamente, in una specie di preansia continua che non mi fa vivere né cercare un lavoro, sembra tutto senza senso (quindi anche molta depressione). Detto questo ho da poco deciso di affidarmi ad uno psichiatra privato che ha deciso di sostituire sertralina con daparox 20 gocce al die, gradualmente ovviamente, più EN 0.5 due volte al die, e per il momento mantenere il Lyrica. Lo psichiatra privato non era d'accordo con l'ultima terapia prescrittami dal nuovo psichiatra del csm (cipralex 20 mg più risperdal 2 mg) che comunque non avevo iniziato visto che avevo appuntamento con il privato. La dottoressa del csm aveva visto nei miei occhi una forte angoscia, e in effetti andando a cercare meglio il significato di questo sintomo clinico mi ci ritrovo perfettamente. Ora sono combattuto, non so a quale psichiatra dare retta e quale terapia iniziare. DAPAROX + EN (solo inizialmente) o CIPRALEX + RISPERDAL? Voi avete esperienze in tal senso con queste associazioni? E secondo voi è meglio farsi seguire dal csm o da uno psichiatra privato? Ho scelto quest'ultimo (anche se a corto di soldi) per avere la possibilità di contattarla nelle emergenze. E poi, perché gli psichiatri non fanno anche psicoterapia nonostante siano abilitati e ti mandano da uno psicologo?? non sarebbe meglio che se ne occupasse solo uno specialista così da aggiustare anche la terapia in merito alla psicoterapia?? Questo non lo capisco. Risparmierei anche bei soldini

repcar

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2

Wednesday, July 24th 2019, 7:30pm

ciao.....premesso che non sono medico ma un ""veterano psichiatrico". Intanto devi partire dalla diagnosi che ti è stata fatta in quanto le due cure sono differenti, secondo il mio parere:
-paroxetina e benzodiazepina . Il primo è un farmaco utilizzato per il trattamento della depressione, stati ansiosi e l'aggiunta della
benzodiazepina, per un breve periodo, ne rafforza la cura;
- escitalopram e risperidone. Il primo è sempre un farmaco simile al primo mentre il secondo è farmaco antipsicotico di seconda generazione, il cui utilizzo, tra l'altro, è per i disturbi bipolari.
E' solito fare l'associazione di due farmaci in base alla diagnosi, in quanto possono coesistere due patologia psichiatriche concomitanti e separate(comorbidità). Tutto questo te lo dico solo a livello di conoscenza personale, ma resta chiaro che il tutto è di competenza dello specialista.
CSM o privato? Come hai giustamente evidenziato il problema sono i costi. Naturalmente ci sono eccezioni, ma se chiami quello privato ti risponde sempre mentre quello del CSM lo rintracci con molte difficoltà........e mi fermo quà. Certamente il tuo scopo è quello di raggiungere un equilibrio del tuo stato psicologico.
Dimenticavo il farmaco Pregabalin che continui a prendere è utilizzato, tra l'altro, come stabilizzatore dell'umore.
(N.B. ho utilizzato i principi attivi dei citati farmaci).
In bocca al lupo........ :thumbup:

MichaelSan

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3

Thursday, July 25th 2019, 1:08am

ciao.....premesso che non sono medico ma un ""veterano psichiatrico". Intanto devi partire dalla diagnosi che ti è stata fatta in quanto le due cure sono differenti, secondo il mio parere:
-paroxetina e benzodiazepina . Il primo è un farmaco utilizzato per il trattamento della depressione, stati ansiosi e l'aggiunta della
benzodiazepina, per un breve periodo, ne rafforza la cura;
- escitalopram e risperidone. Il primo è sempre un farmaco simile al primo mentre il secondo è farmaco antipsicotico di seconda generazione, il cui utilizzo, tra l'altro, è per i disturbi bipolari.
E' solito fare l'associazione di due farmaci in base alla diagnosi, in quanto possono coesistere due patologia psichiatriche concomitanti e separate(comorbidità). Tutto questo te lo dico solo a livello di conoscenza personale, ma resta chiaro che il tutto è di competenza dello specialista.
CSM o privato? Come hai giustamente evidenziato il problema sono i costi. Naturalmente ci sono eccezioni, ma se chiami quello privato ti risponde sempre mentre quello del CSM lo rintracci con molte difficoltà........e mi fermo quà. Certamente il tuo scopo è quello di raggiungere un equilibrio del tuo stato psicologico.
Dimenticavo il farmaco Pregabalin che continui a prendere è utilizzato, tra l'altro, come stabilizzatore dell'umore.
(N.B. ho utilizzato i principi attivi dei citati farmaci).
In bocca al lupo........ :thumbup:

Ciao Repcar! Il fatto è che in effetti non so di una diagnosi precisa, non l'ho mai chiesta. In realtà credo che non l'abbiano capito neanche loro, l'ultima volta lo psichiatra del csm ha ipotizzato un disturbo di personalità e mi farà fare un test. Il sintomo che effettivamente mi attanaglia di più è una preansia cronica, continua che sfocia a volte in angoscia pura, dilaniante. La depressione non so se sia il disturbo scatenante o solo una conseguenza del vivere perennemente in angoscia. Come ti sei trovato con la paroxetina? e con il risperdal? Il pregabalin non credo stia facendo nessun effetto significativo, infatti me lo scaleranno dopo aver introdotto il nuovo antidepressivo.

repcar

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Thursday, July 25th 2019, 11:42am

ciao.....intanto in qualità di paziente sottoposto a cure farmacologiche devi conoscere la tua patologia anche se non l'hai chiesta e dubitano anche loro, le ipotesi non sono certezze mica sei una cavia? Come sempre dico e scusami se lo ripeto non sono un medico. Affinchè una cura abbia "effetto" il principio attivo di un antidepressivo (nome improprio) va somministrato dalla dose più bassa e affinchè inizia ad esplicare il suo effetto ha bisogno di circa 3/4 settimane. In questo arco di tempo diciamo ogni settimana si telefona allo specialista e si comunica l'andamento. Se uno inizia a star bene ci si ferma con quelle dose sennò si va avanti fino alla dose massima. Se anche la dose massima non sortisce nessun effetto, si cambia molecola. Vedi, anche per uno specialista è molto difficile "azzeccare" al primo colpo il farmaco giusto, alle volte ci si deve provare più volte, ma ricorda che di molecole ce ne sono tante. Questo lo dico perchè alcuni psichiatri si intestardiscono e somministrano per anni dei farmaci che alleviano di poco la sofferenza. Non so da quanto soffri di questa sintomatologia, ma è chiaro che se la tua ansia si trasforma in angoscia vera e pura, quindi una sofferenza che si protrae per gran parte della giornata devi parlare con lo specialista per una cura appropriata perchè il farmaco esiste, bisogna avere tanta pazienza e perseveranza. Un'ultima cosa, ogni persona reagisce diversamente ad ogni farmaco, pertanto la domanda di come si trova con un determinato farmaco o l'altro dipende dai sintomi e dalla diagnosi fatta dallo specialista. In bocca al lupo....... :thumbup:

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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Thursday, July 25th 2019, 12:21pm

I consigli di repcar sono oro. Su di me di farmaci ne sono stati provati tanti, senza alcun criterio. Chiedere informazioni ai medici non è un reato ma un diritto, a volte si trovano medici restii. Comunque loro, i medici, vanno avanti a tentativi, occorre pazienza per il paziente, forse paziente deriva da pazienza in quanto il malato deve avere pazienza, quindi pazientare, finchè non si trova la cura giusta. E chiedi sempre che tipo di farmaco devi assumere, che effetti collaterali ha, e per quanto tempo prima che si possa avere un qualche effetto. Ovviamente non tutti reagiscono allo stesso farmaco in maniera uguale. Buon proseguimento.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Conan

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Wednesday, July 31st 2019, 7:57pm

Credo sia giusto così: uno specialista per i colloqui e un altro per 'le pasticche', ognuno con le sue competenze.
E' importante, inoltre, che i due periodicamente si parlino.


Conan

Milo

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Thursday, August 1st 2019, 4:10am

In casi di questo genere è importante cavarsela con il minimo indispensabile.. ovvero fare affidamento su un solo farmaco per fronteggiare il problema perchè il troppo storpia sempre... specialmente quando hai a che fare con gli psicofarmaci che danno sempre un pó di dipendenza... risulta infatti molto piú agevole cambiare cura quando quella che si è seguita fino a quel momento ha sempre previsto l'utilizzo di un solo medicinale... in ogni caso cerca sempre di evitare gli ansiolitici perchè il benessere che danno è momentaneo... quando svanisce, l'ansia ritornerà a martoriarti in misura ancora maggiore rispetto a prima che li prendessi perchè, dovrai combattere anche con le crisi di astinenza, che generano tanta irrequietezza... per quanto riguarda gli antipsicotici, posso dirti invece che un pó di appiattimento emotivo lo danno sempre... è un effetto sgradevole che peró ha il pregio di placare l'agitazione, sempre presente nelle malattie psichiatriche severe.. insomma sono dei farmaci pesanti... cerca quindi di capire bene se fanno al caso tuo...
è inutile che ti dica che io non sono un medico ma parlo soltanto per esperienza personale.. questo l'avrai capito da te... cerco di non metterlo mai in risalto perchè non ci tengo ad apparire scontato, prevedibile ma soprattutto noioso...

luca63

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Saturday, August 3rd 2019, 2:33am

. E poi, perché gli psichiatri non fanno anche psicoterapia nonostante siano abilitati e ti mandano da uno psicologo??

ottima domanda che mi sono fatto anche io più volte.

le due discipline sono contigue e, a meno che uno psichiatra non abbia da gestire mille emergenze o perizie, credo potrebbe trovare il tempo per approfondire direttamente la cura tramite l'interazione e la valutazione psicologica...

Ma se proprio proprio si ritiene che la psichiatria sia totalizzante e incompatibile con l'approccio psicoterapeutico, ma allora non dovrebbe essere la norma che i due specialisti lavorino insieme, collaborando e aggiornandosi reciprocamente di continuo?

Invece per la mia esperienza non è stato affatto così...
Ho molta stima della mia psicoterapeuta, ma è come se gli psichiatri si ponessero su di un piano più alto e misterioso...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP