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Nick Adams

Giovane Amico

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1

Thursday, September 8th 2016, 12:40pm

Il bivio: ho bisogno di voi.

Sono passati 6 anni, ed è incredibile come tutto quanto si sia trasformato in così poco tempo.

Sappiamo che la vita non è fatta semplicemente di decisioni esclusive, zeri e uno, ma è dinamica e in divenire. Eppure tutti, nella nostra esistenza, abbiamo dovuto affrontare quel momento di bivio, in cui prendere una decisione piuttosto di un'altra ha fatto la differenza per il nostro avvenire.

Sei anni fa, in seguito a uno spavento, sviluppai un particolare tipo di acrofobia (che in seguito il terapeuta avrebbe diagnosticato più correttamente come particolare tipo di agorafobia). Insieme a questa cominciai ad convivere con un sottile strato di ansia, leggerissimo, ma persistente.
Negli anni la cosa è andata via via ingrandendosi, aiutata anche dal circolo vizioso del bere: l'alcol ti rimette davvero al mondo, ti riporta più in forma di quando stavi bene, lasciandoti il giorno dopo distrutto.
Quello che era un leggero stato d'ansia è diventato un'inquietudine costante, la fobia è peggiorata incredibilmente, tanto che fatico a stare anche semplicemente al primo piano di un palazzo e qualsiasi situazione leggermente destabilizzante riesce a farmi sentire estremamente a disagio. La mia sudorazione è salita alle stelle e appena esagero un minimo con alcol o sigarette passo il giorno successivo con un fortissimo attacco d'ansia costante, che mi costringe a letto.

A tutto questo, negli episodi peggiori, si è aggiunta la depressione (o meglio, una nevrosi depressiva) che mi ha tenuto a letto per giorni interi, credendo di morire, senza fiato, senza mangiare, con quella sensazione tipica che ti distrugge psicologicamente.

Da poco sono stato lasciato varie volte dalle mie partner perché non riuscivano più a farsi carico di una situazione come quella che portavo con me.

Qual è il bivio: sono stato in cura per un paio di mesi da uno terapeuta cognitivo-comportamentale, che non ha risolto nessun problema ma, nel momento peggiore della mia vita, mi ha permesso di rimettermi in piedi e tornare ad affrontare l'esistenza. Un anno di psicoterapia con la psicologa dell'università è stato completamente inutile. Lei non mi ha mai ispirato fiducia e credo che non abbia mai centrato il mio problema.

Recentemente, al termine di una serie di controlli medici (sempre per malesseri dovuti all'ansia, ovviamente risultati tutti negativi) e un viaggio in ospedale per un forte attacco d'ansia a causa del quale non riuscivo a respirare, il medico mi ha spedito da uno psichiatra che, con un certo disimpegno e tra una telefonata e l'altra mi ha prescritto delle benzodiazepine e un antipsicotico.

Sono tornato dal medico per dire che non avrei preso la terapia farmacologica. Non ne ho mai fatto uso e ho sempre contato di poter risolvere la cosa da solo, inoltre sono estremamente spaventato dagli effetti collaterali e dalla possibilità di perdere ancora di più contatto con la realtà.

Il mio medico non ha risposto bene. Ha detto che di quello che faccio io non gliene frega niente e che ne capitano un sacco di casi di persone che non vogliono prendere la terapia e poi si ritrovano ricoverate perché aggravate in modo irreversibile. La sua strategia è stata quella di mettermi paura, ma ha detto anche una cosa giusta: quando ho cercato di difendere le mie posizioni dicendo che con uno stile di vita moderato cominciavo a stare meglio ha risposto «non stai bene. Starai bene quando non avrai ansia e fobie».

L'antipsicotico è il trilafon, da assumere 1 x 4mg al giorno. Ho parlato con altri medici che lo ritengono un medicinale un po' forte per uno nella mia condizione.

Sono nella più totale confusione, vorrei solo fare la cosa giusta e non pentirmene.

Per questo ho bisogno di sapere anche del vostro bivio.

2

Thursday, September 8th 2016, 2:58pm

come ti capisco..

ti capisco..sono nella tua stessa situazione, ho scritto un post poco fa, io purtroppo non ho un rapporto molto buono con le medicine..penso sempre mi facciano male ma da qualche parte devo cominciare, con la psicoterapeuta (la 4 che cambio) ho fatto un percorso secondo me utile, ma adesso sono al punto anche a detta sua che devo metterci del mio e fare le cose anche se mi fanno paura per vedere se esco da questo buco nero..per cui sono finita dallo psichiatra che mi ha dato un farmaco nuovo..sono terrorizzata ma...devo provarlo se voglio sconfiggere questa bestia..o per lo meno riuscire a stare piu serena e lavorare meglio anche con lei..
-Belive-

Alle

Giovane Amico

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3

Thursday, September 8th 2016, 5:12pm

Per la mia esperienza posso dire che senza farmaci sarei sempre a letto...ora da quando le ho riprese sto tornando a vivere..forse bisogna solo provare..siccome le cure ci sono io non vedo perché non usarle..

Chilogrammo

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4

Thursday, September 8th 2016, 5:57pm

Io prendo l'olanzapina, ed a volte qualche goccia di EN, se stai a leggere il bugiardino ti viene l'ansia, chi sa poi a te che soffri d'ansia come deve essere.
Però te le ha prescritte un medico, non uno spacciatore, lui sa quello che fa, questo dovrebbe farti rassicurare, no?

Sull'olanzapina uno degli effetti collaterali è:"morte improvvisa immotivata". Io ne ho parlato con il medico, lui mi ha detto che nel mio caso non era possibile, perché quello era un effetto che era stato riscontrato solo con le iniezioni, io prendo le pillole invece, però la molecola è la stessa e quindi sul bugiardino viene scritto ugualmente (la modalità di assunzione può variare gli effetti collaterali a quanto pare).

Sull'EN invece un effetto collaterale è il coma, ma non ho chiesto al medico, chi sa a quali dosaggi e a quali casi puo' succedere (sul bugiardino ci sono tutti gli effetti collaterali, ma tu non puoi sapere come stanno realmente le cose). L'EN non lo prendo quasi mai, però quando sono veramente distrutto e non riesco a dormire lo prendo e mi rilasso.

I farmaci mi hanno e mi stanno aiutando tantissimo, ho un immensa gratitudine nei loro confronti, anche se adesso sto scalando e vorrei arrivare a non prenderli più.

Sono come una stampella, non è detto che risolvono il problema, ma ti mettono nella condizione di poterlo fare ed è una cosa importantissima.

Come ha detto un altro utente, ormai siamo nel 2016, abbiamo medicine che prima le persone si sognavano, perché non sfruttarle?

E poi non solo i farmaci hanno possibili effetti collaterali orribili.

Le malattie hanno gli effetti collaterali più orrendi, morte, coma, depressione, suicidio, schizofrenia, demenza, ti tolgono letteralmente la vita nonostante tu sia ancora vivo.

This post has been edited 1 times, last edit by "Chilogrammo" (Sep 8th 2016, 6:39pm)


5

Saturday, September 10th 2016, 9:12am

comunque per chi è fissato con le malattie leggere anche pareri su internet dove ti dicono che la medicina prescritta causa problemi al cuore proprio sereni non si prende...io conto i minuti che mi separano all'inizio di questa Anafranil e inutile prendersi in giro..sono terrorizzata..
-Belive-

Nick Adams

Giovane Amico

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6

Monday, September 12th 2016, 12:09am

Grazie mille a tutti ragazzi, davvero.

Sara, ti ho letta e le nostre vicissitudini sono simili, mi dispiace per i tuoi problemi.

Non sono ancora riuscito a maturare una decisione sul come comportarmi: ultimamente sono successe davvero troppe cose e la mia situazione emotiva è "al vento" degli avvenimenti di ogni giorno che passa.

Finché non si stabilizzerà un po' il mio stato emotivo (e la mia vita) non credo che prenderò la decisione sul procedere o no con una cura farmacologica. Al momento sto tergiversando, finché la mia mente e il mio cuore non saranno più lucidi.

Grazie ancora per il momento.

selene7

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Monday, September 12th 2016, 8:48am

Credo sia la decisione migliore. Aspetta che svanisce la nebbia e poi decidi cosa fare, può darsi che ti senti più tranquillo ed è quindi inutile che tu le prenda...Se inizi diventi dipendente ed è un casino! (Ovviamente è riferito ad una mia esperienza personale)
Buona giornata!