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mpoletti

Amico Inseparabile

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421

Friday, January 19th 2018, 4:44pm

diana, oggi mi sembri un po' agitata. ....
ti riporto un paio di aneddoti. Ovviamente, non posso dire di ricordarmi cosa accade/cosa diciamo io e la terapeuta durante tutta la seduta: sfido chiunque a farlo.
Certe cose le ricordo, altre no: è psicanalisi, sai anche tu come funziona il giro (anche se non ti sei trovata bene, l'hai provata sulla tua pelle). Far assimilare le cose al cervello è un conto, farle assimilare all'inconscio un altro....
Comunque, a proposito dei risultati, una volta dissi alla dottoressa che certi giorni non bevevo nulla fuori pasto, salvo un paio di caffè e la bottiglia dell'acqua restava sulla mia scrivania ancora sigillata (letteralmente). Passano poche sedute e...riferisco alla dottoressa che ora bevo circa mezzo litro d'acqua al giorno lontano dai pasti, più - ovviamente - quella durante i pasti.
Manco mi ricordavo che la cosa era saltata fuori.

diana33

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422

Friday, January 19th 2018, 5:12pm

perchè dovrei essere agitata?

comunque bhe io mi ricordo di cosa viene detto da una seduta all'altra. me lo segno proprio per evitare di dimenticarmene e sprecare la seduta a vento.

come ti ho già detto non ho propriamente fatto psicanalisi. siccome molti orientamenti derivano dalla psicanalisi, forse ti ho detto ciò.
se ti ho chiesto come funziona il lettino è perhcè non ho mai fatto psicanalisi pura.

però in tutti gli orientamenti se la terapia funziona te ne accorgi.

come vedi non sono arrabbiata, ma leggendoti ti vedo sempre più abbattuto e meno incline a risolvere la situazione.

mpoletti

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423

Monday, January 22nd 2018, 10:28am

Non sono abbattuto per la terapia in sé,intendiamoci; anzi, sta andando benissimo.
Il problema è mia madre che, a ruota, tira dietro mio padre.
Loro avrebbero bisogno di una terapia come e quanto me, ma non se ne rendono conto: sono convinti che il mondo debba girare secondo le loro regole e che ogni spiegazione non razionale è inaccettabile.
Partendo da questo presupposto, le considero persone malate psicologicamente che non si vogliono curare. Se vogliamo, mi sento come un padre con il figlio tossicodipendente: il figlio ha sbagliato sicuramente, magari è finito nel giro della droga per chissà quale motivo...Però, cavolo, è sempre suo figlio!
I cambiamenti (miei) ci sono stati, ma non saranno mai accettati dai miei genitori. Quindi, mi tocca agire di nascosto, ma casco ancora in un loro tranello: consciamente o meno, mettono in atto tutti i mezzi e gli interi possibili per far sì che io non possa allontanarmi da loro.

diana33

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424

Monday, January 22nd 2018, 10:47am

la cosa ideale non è agire di nascosto. ma va bene che per ora vada bene così e tu abbia trovato sta soluzione.
quello che deve essenzialmente cambiare, e magari sta già cambiando, è il tuo modo di vedere il rapporto con i tuoi.
poi cambia anche il rapporto con gli altri.
non ti credere che per me sia facile. anche io spesso cado enl tranello che devono cmabiare loro, ma arrivo poi alla consapevolezza che non cambieranno.
sto lavorando molto per iniziare a veder pregi in me stessa. se cmabia la mia autostima, sono più energica e affrotno emglio le situazioni.
se sto a pensare che siano glia ltri al cambiare, resto ferma in tante lacrime.

l'importane è che tu con il tmepo riesca a capire questo.

mpoletti

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425

Monday, January 22nd 2018, 3:10pm

Più che il rapporto con i miei genitori, credo sia cambiato di più il mio rapporto di vedere gli altri, parenti, amici o colleghi che fossero.
Detto in estrema sintesi, seppure ognuno con il loro carattere, vedevo gli altri come se fossero tutti migliori di me, che avessero una vita (per quanto non perfetta) più soddisfacente della mia.
Il lettino ha sviluppato la mia empatia, ma manca ancora un grosso pezzo: quello di riuscire a comunicare le mie opinioni. Esempio generale: da mesi a questa parte, vedo anche i difetti "caratteriali" altrui: gente che tratta male il prossimo, che non considera le necessità degli altri, gente ansiosa che non sa di esserlo...In poche parole, cose che io considero ingiuste (che poi lo siano veramente, è un altro paio di maniche).
Da qui ad esprimere la propria opinione, il passo è lungo. Non ne faccio un discorso del "io ho ragione io e tu hai torto" quanto, piuttosto, capire che anche io sono libero di esprimere la mia opinione, ma:
1. Molti miei ragionamenti mi sembrano "banali", quasi lapalissiani, quindi inutile dirli
2. Se mi trovo davanti una persona con un carattere più sanguigno del mio....mi sembra di non avere le forze (o le argomentazioni? Chi lo sa?) per "far valere" la mia opinione, cioè far capire all'altro che la mia opinione personale ha la stessa dignità della sua.

diana33

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426

Monday, January 22nd 2018, 3:19pm

quello credo sia una fase successiva.
devi prima costruire e rafforzare un'austostima, che ammettilo anche tu, è altalenante.
usa come esperimento i tuoi, che va bene tutto ma anche se non saranno d'accordo con te ti vorranno sempre bene.
non usare i colleghi di lavoro come esperimento perhcè le cose potrebbero portarti guai.
puoi usare gli amici per magari esternare emozioni positive, superare alcune paure del giudizio.

credo che rafforzando questo ti verrà anche più spontaneo capire quando vale la pena esprimere le proprie opinioni e in qaule misura.

perchè davvero da come scrivi in molti casi non ne vale la pena esprimere la tua opinione perhcè perdi tempo.
purtroppo non siamo in una società di uguali e purtroppo ci sono delle regole che ti invito al lavoro di rispettare: non metterti a fare il paladino di nessuno perhcè rischi il posto seppur indeterminato. puoi costruire la tua vita fuori dal lavoro. puoi rischiare fuori dal lavoro. al lavoro credo che come stai facendo ora va bene: il tuo lavoro.

però sono cose che capirai con il tempo.

mpoletti

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427

Tuesday, January 23rd 2018, 3:42pm

Diana, sul rispetto delle regole la cosa non riguarda l'ambito lavorativo: so bene che ci sono delle regole da rispettare.
Il problema è fuori dal lavoro e non solo in famiglia.
Nel mio piccolo, sto facendo delle nuove esperienze: i corsi, sto organizzando saltuariamente delle uscite, ecc. Capendo che le regole della mia famiglia non sono universalmente accettate o accettabili: esistono anche altri modi di vivere altrettanto validi!
Il problema è che sono ancora un po' inesperto e, quindi, agisco non con prudenza (che sarebbe anche giusto), ma con timore: ho paura di fare una qualche grossa gaffe che potrebbe rovinare un rapporto d'amicizia che potrebbe crearsi ancor prima di averlo creato.
Certo, sono riuscito a costruire qualcosa (d'importante? Questo non saprei dirlo) con i compagni di corso di cinema, sto provando a fare la stessa cosa con quelli di scrittura creativa: ma da qui a costruire un rapporto stabile...ce ne corre!

mpoletti

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428

Thursday, January 25th 2018, 12:02pm

Aggiorno questo thread solo perché oggi compio 39 anni.
Sì, insomma, è il mio compleanno: "Una giornata particolare", per citare il titolo di un film.
Ieri, classica seduta sul lettino. Mi sto rendendo sempre più conto che ho sbagliato a tenere un comportamento troppo buono. In vita mia, non ho mai detto fuori dai denti ad altri che avevano tenuto un comportamento che mi faceva soffrire. In pratica, ho ingoiato ogni singolo rospo mi si presentasse davanti. Il risultato è stato che mi sono avvelenato : ora, di tanto in tanto, sputo un po' di quel veleno.
Per quanto riguarda le cose belle - che, sicuramente, sono capitate - non riesco a dargli il giusto peso; potrebbero essere l'antidoto al veleno suddetto, ma le considero cose - a loro modo - banali, che hanno tutti o che possono fare tutti. Ecco spiegato il motivo per cui, ogni volta che sono sdraiato sul lettino, esclamo: "Tutto qui!". Una volta dissi pure: "Se lo faccio io, può farlo chiunque!" perché m considero una persona normale o, per meglio dire, banale.
Detesto il pronome "io" usato in determinati casi dai miei interlocutori: sottintende un'importanza o un valore (chiamiamolo come vogliamo) a ciò che siamo, ciò che facciamo, ecc. che io non vedo in me. Sono "solo" una persona come tante, con un lavoro come tanti, con delle passioni come tante. Per esempio, se fossi un Premio Nobel o una star in qualsiasi campo, avrei sicuramente un motivo di apprezzare ciò che faccio e ciò che dico...ma non è così: per quanto personali, il mio modo di vedere il mondo, ragionare, vivere, ecc. è quello di una persona comune. Essendo - appunto - di persona comune, è una cosa che potrebbe fare chiunque e le differenze grandi e piccole che ci sono fra i diversi modi di vivere e/o vedere le cose non permettono di "emergere": resto invischiato nella massa di persone che frequento ogni giorno.
Come è possibile valorizzare una cosa che può fare chiunque? Giuro che non lo so...

This post has been edited 1 times, last edit by "mpoletti" (Jan 25th 2018, 12:16pm)


diana33

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Thursday, January 25th 2018, 12:09pm

iniziando a cambiare il punto di vista in cui vedi le cose.
datti tempo e sforzo, molto sforzo.
non è assolutamente semplice come cosa.
E effettivamente non dipende assolutamente dagli altri.
come hai parlato spesso dipende molto dalle regole interne di ognuno di noi.
quindi devi combattere con le tue regole ergo con te stesso.
ed è la guerra più difficile da portare avanti.

diana33

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430

Thursday, January 25th 2018, 12:17pm

Comunque auguri!
cerca se ti è possibile oggi concederti un qualcosa solo per te. orDina qualcosa da mangiare, compra qualcosa, guarda una mostra o se riesci esci con gli amici a vedere un film.

insomma apprezzare se stessi passa anche dal gratificarti qualche volta e non al fustigarsi continuamente.

431

Thursday, January 25th 2018, 1:55pm

Buon compleanno mpoletti! :-HB

Quoted

Come è possibile valorizzare una cosa che può fare chiunque? Giuro che non lo so...

Cercando di capire che sei unico nella tua unicità. Unico e non banale.
Sarà pure un lavoro che può fare chiunque il tuo eppure ci saranno migliaia di persone che non riescono a farlo. Perché sminuirti sempre? Perché non essere soddisfatto di qualcosa in cui riesci?
[email protected]
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*sara swarovsky*

mpoletti

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432

Friday, January 26th 2018, 9:42am

Sai Sara, il concetto si spiega con un esempio. A me piace molto scrivere (infatti tengo un blog).
In genere, succede questo: appena terminato di scrivere qualcosa "di mio pugno", sono molto soddisfatto del risultato ma, se rileggo lo stesso testo a distanza di pochi giorni, mi rendo conto di alcuni difetti: passaggi poco chiari, errori di battitura, tanto per citarne un paio.
In quel momento, penso: "Però avrei potuto scriverlo meglio!"....
Andando più in generale, penso a tutte le volte in cui potevo scegliere vari modi di comportarmi....anche lì, viene fuori: "Però avrei potuto comportarmi in modo diverso!"

433

Friday, January 26th 2018, 2:33pm

beh quello che descrivi succede spesso.
Probabilmente hai delle aspettative troppo alte nei confronti di te stesso, sei troppo critico.
Anche i grandi scrittori fanno diverse revisioni prima di pubblicare un libro e spesso fanno leggere ad altri proprio per affinare gli errori ed i passaggi.
Sicuramente un po' di autocritica fa bene (molti non ne sono proprio capaci), ma troppa alla fine nuoce.
Ti dico queste cose ma alla fine anche io sono ipercritica nei miei confronti e credo che tutto derivi dal "solito" fatto di essere stati poco apprezzati dai nostri genitori, io per quanto "perfetta" potessi essere, non lo ero mai abbastanza. Nel mio caso è riferito all'estetica, nel tuo probabilmente il cerchio si amplia.
Sei d'accordo?
[email protected]
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*sara swarovsky*

mpoletti

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434

Friday, January 26th 2018, 2:59pm

Assolutamente sì, anche perché - come dicevo alla mia psi giusto l'altra sera - è come se avessi un filtro: supponiamo che una persona qualsiasi mi faccia un complimento. Io dirò: "non è niente di particolare!" mai detto "grazie" in vita mia per un complimento, veramente!
Se, però, questa stessa persona mi muovesse una critica di qualunque tipo, ecco che scatta la famosa frase: "Sono sbagliato!" che dicevo prima.

435

Friday, January 26th 2018, 4:44pm

Ho lo stesso problema, anzi a volte tendo a sminuirmi.
Sto lavorando tanto per modificare questo comportamento deleterio per l'autostima.
Ti consiglio di iniziare a dire "grazie" e gioire dei complimenti che ti fanno.
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*sara swarovsky*