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Areoplano

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331

Wednesday, January 3rd 2018, 8:25am

Purtroppo la tua situazione è più comune di quanto pensi. Certo che ogni situazione ha le sue diversità superficiali ma chi conosce queste dinamiche vede ciò che ovviamente chi è coinvolto non riesce, altrimenti avrebbe almeno un'idea per come fare per cambiare la situazione.
Etichettarsi come "sono troppo buono" è già un ostacolo che ci si pone al cambiamento. Nessuno è il proprio carattere. Casomai ci si identifica con quello e si crede di esserlo. Sostanzialmente se collego il titolo del post "paura di restare solo" a ciò che racconti è esattamente ciò che ti in trappola. La paura di restare soli ci fa in sintesi essere accondiscendenti e cercare il controllo. In realtà se non avessi questa paura non ci sarebbe bisogno di controllarsi: azione reazione punto. Non mi piace ciò che dici? Educatamente ti dico quello che penso. Non sono d'accordo sul fare una cosa? Educatamente te lo dico ma non la faccio se ritengo non sia giusto. Se poi dall'altra parte ricevo minacce, dispetti o ripicche, non è un tuo problema, non devo aver paura di restare solo. Se i genitori usano tecniche che hanno sempre funzionato per farmi sentire in colpa, posso pensare tutti quelli che voglio su di loro ma è sempre un problema mio. Non immagini quanto genitori investono sui sensi di colpa dei figli per avere qualcuno che si occupi di loro in vecchiaia.
Nel tuo caso ci sta proprio bene un "forza è coraggio" Non aver paura e cerca di studiare e comprendere queste dinamiche, scoprirai che la paura di restare soli è solo un'illusione come la maggior parte delle altre paure.

P.s. ho fatto un po' di confusione esprimendosi un po' in prima è un po' in seconda persona ma credo si capisca.

mpoletti

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332

Wednesday, January 3rd 2018, 10:34am

Grazie per il tuo intervento, Aeroplano: mi hai fatto riflettere.
Per meglio specificare il mio "sono troppo buono", forse sarebbe meglio usare il termine "accondiscendente".
Il motivo l'ho già spiegato: litigare mi fa stare male, a prescindere che litighi con i miei genitori, con te o con il diavolo in persona.
Quando parlo con qualcuno metto in secondo piano il suo ruolo (amico, collega, conoscente, ecc.) per anteporre un concetto semplicissimo: siamo tutti persone che meritano rispetto. Non trattare rispettosamente una persona non è nelle mie corde; se qualcuno si arrabbiasse con me, significa che in ultima analisi non l'ho rispettato. Il motivo pratico l'ho già detto: non mi piace litigare. Quello psicologico più sottile: detesto far star male le persone.

Quando qualcuno si arrabbia con me, mi scuso non solo formalmente, ma anche emotivamente, perché mi sembra di averla maltrattata. Siccome siamo tutti diversi, non posso pretendere che gli altri abbiano lo stesso modo di comportarsi con me: salvo che la persona abbia fatto un errore molto grossolano o abbia un carattere molto remissivo, il litigante con cui avrò a che fare cercherà di sfogarsi (attaccando o difendendosi, a seconda del caso e del suo carattere). Io cercherò di difendermi, fornendo giustificazioni esclusivamente pratiche (es.: "Ho fatto così perché....") sperando di essere capito.

diana33

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333

Wednesday, January 3rd 2018, 10:49am

aldilà della lite che può essere gestita anche in modo pacifico (se si impara a comunicare bene), il tuo problema sono le tue scelte e idee, che reprimi.
sarebbeb più giusto che magari eviti lo scontro per quieto vivere, ma sbagli nel non attuare ciò che vuoi comunque.
è molto probabile che, siccome non sei in grado di portare avanti le tue idee, passino persino per essere sbagliate e quindi non le fai.

quindi il problema in s enon è la lite, che alla fine è una conseguenza per esprimere se stessi, ma il tuo funzionamento.
hai paura di restare solo, di prenderti la responsabilità della tua vita, agendo secondo i tuoi schemi: non hai fiducia in te stesso, credi di valere zero.
e di conseguenza gli altri hanno n grosso potere su di te, perhcè tu non hai niente da sostenere.
anzi forse una parte ti conviene anche questo schema: se non hai responsabilità eviti di sbagliare.

ed è quello che tu continui a sviare, portando l'attenzione sugli altri e ciò che fanno con te.

la psicoterapia serve a buttarti e ad affrontare le tue paure: se continui a fuggire dalle tue paure spostando il problema su altro, come speri di uscirne?

ed è ciò che gli altri stanno cercando di dirti: tu ti fissi sui tuoi o sulle altre persone, quando dovresti dare occhio e analizzare te stesso.
ma ciò ti fa paura perhcè ti mette in contatto con un grosso dolore e la solitudine. quindi scappi portando attenzione su gli altri, stai male perhcè non è il fulcro del problema ma vorresti che gli altri cambiassero...
e il circolo vizioso si ripete

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Areoplano

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334

Wednesday, January 3rd 2018, 2:50pm

La tua paura è normalissima ce l'abbiamo tutti ed abbiamo passato tutti la paura dell'infanzia riferita ai nostri genitori. A seconda dei genitori le paure possono avere sfumature differenti. Genitori che contrattano l'affetto, altri che lo condizionano, lo pretendono ecc... ma la paura di perdere l'effetto dei genitori per un bambino equivale a perdere la propria vita non sapendo in che altro modo sopravvivere. Se i genitori quando si arrabbiano negano categoricamente l'affetto è naturale vivere con la paura di restare soli se si fa arrabbiare qualcuno.
Una cosa è arrabbiarti esplodendo e mancando di rispetto, un'altra è esprimere il proprio disappunto e anche la propria rabbia. A parte casi particolari di persone fragili o in difficoltà, non è un problema tuo se l'altra persona non sa accettarlo. Ma vedrai che sono pochissimi ed impareranno ad apprezzare la tua spontaneità e sincerità anche se potresti notare una iniziale ribellione per farti tornare alla docilità che fa tanto comodo.

Ma obbiettivame se vuoi risolvere il problema alla radice dovresti lavorate e ricercare soluzioni mirate ad affrontare la tua paura di restare solo che come ti scrissi, passa da una profonda accettazione ed elaborazione del lutto delle figure genitoriali. Ti hanno suggerito bene con Lowen perché ha un bel approccio fisico oltre che psicologico. Non a caso il lutto si esprime dapprima con la rabbia, quel senso di ingiustizia causato dalla perdita dell'amore e successivamente con il pianto liberatorio che pone fine a questo processo.

mpoletti

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Wednesday, January 3rd 2018, 2:56pm

Diana, in base a cosa sei giunta alla conclusione che io "reprimo le mie idee ed i miei desideri"? Sono curioso....

diana33

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336

Wednesday, January 3rd 2018, 3:03pm

hai detto chiaramente che sei "accondiscendente" e già questo dovrebbe bastare.
hai affermato ch enon ti piace litigare, quindi reprimi ciò che senti anche se la pensi diversamente da altri.
è stato palese quando tua madre ti ha detto delle pulizie: non ti sei opposto(perchè volevi uscire), ma hai obbedito a testa bassa per il quieto vivere, per non farla arrabbiare.
ce ne sono altri di esempi, ma non mi va di scrivere un papiro...ma basta che rileggi ciò ce scrivi.

se davvero fossi una persona che si sente libera di esprimersi che non si reprime, avresti già litigato con i tuoi e inizieresti a portarti il peso e il dolore che il distacco emotivo comporta.
come tutti del resto.

e invece no...meglio continuare a essere un bimbo di 40 anni...d'altronde fa più comodo non prendersi la responsabilità delle proprie azioni no?

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mpoletti

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Wednesday, January 3rd 2018, 3:27pm

Diana, sotto sotto lo so che stai cercando di aiutarmi, ma - se facciamo un passo indietro - stai ottenendo l'effetto opposto.
Il tuo tono (per quanto si possa capire da come scrivi) è quello di una persona che si sta arrabbiando; emotivamente parlando, mi stai mettendo con le spalle al muro in un modo "perverso": avrei le mie motivazioni per arrabbiarmi e litigare con te.
In pratica, sono bloccato: non so se sia ansia o altro, ma non è un caso che il tuo ultimo messaggio mi abbia fatto letteralmente girare la testa.
Ecco: prendiamo questi ultimi 2 messaggi come esempio pratico....Sto vivendo esattamente delle sensazioni che non vorrei mai vivere: chi vorrebbe stare male, del resto?

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338

Wednesday, January 3rd 2018, 3:33pm

carissimo, non pensare che i tuoi genitori debbano andare in analisi perché hanno dei problemi. Tutti abbiamo dei problemi, ma loro hanno raggiunto un equilibrio, Adesso devi pensare al tuo.
La prima volta fa sempre male
La prima volta ti fa tremare
Sei tu sei tu sei tu chi può darti di più

(Subcomandante Fran)

diana33

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339

Wednesday, January 3rd 2018, 3:36pm

ma questa è una tua interpretazione, come è una tua interpretazione quella del "troppo buono".
ma forse, vuol dire che in ciò che ho scritto c'è un briciolo di verità (detta più in modo schietto che arrabbiato, non ho motivo alcuno per arrabbiarmi) perhcè in te è scattato qualcosa.
sai che ho ragione sotto sotto.

tu sai benissimo che la via del dolore è quella da affrontare per uscire dal malessere che provi, ma preferisci rifuggire da tutto dando colpe che gli altri non possono/non vogliono prendersi....ma al contempo stai male comunque.

capisco come ti senti perchè anch eio sono scappata per lungo tempo, ma ora che ci sono dentro, anche se non è tutto rose e fiori, direi che è sttao meglio scegliere di crescere che non scegliere e stare male a vita.

mpoletti

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340

Wednesday, January 3rd 2018, 4:38pm

Più che altro, mi è venuta in mente una frase che ho detto alla mia terapeuta varie volte con una metafora.
Se, alla data odierna, trovassi la famosa lampada di Aladino, probabilmente esprimerei un solo desiderio al Genio: "Voglio ritrovare la lampada fra 6 mesi, perché ora non ho desideri da esprimere".
Ovviamente, ciò non significa che va tutto bene, ma che, anzi - ho represso i desideri e le emozioni per troppo tempo.
Forse sarà anche per questo che - ogni tanto - mi viene voglia di provare un qualche tipo di sport "estremo" (paracadutismo, bungee-jumping, ecc.): una cosa in cui ci si butta (letteralmente) e si prova quella che è comunemente chiamata una scarica di adrenalina. Questo desiderio, però, si spegne subito con il pensiero successivo: è un'esperienza di pochi istanti...non sarebbe una cosa destinata a durare nel tempo.

diana33

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Wednesday, January 3rd 2018, 4:49pm

la felicità non è una cosa duratura, come anche il brivido.
e forse questo che non ti resta in testa e hai paura di perdere l'affetto dei tuoi genitori he è durato tanto e durerà per sempre.
ma non si può vivere sotto una campana di vetro per sempre, accuditi.
in realtà si può, ma bisogna convivere poi con la calpestata voglia di indipendenza, se arriva.

tu dici di non avere desideri da esprimere, ma se leggi tutte l tue suppliche e ciò di cui lamenti qui....ne hai di cose da realizzare.
molto probabilmente non rileggi ciò che scrivi, o deliberatamente ignori perchè devi metterci tu la fatica.

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mpoletti

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Wednesday, January 3rd 2018, 10:52pm

tu dici di non avere desideri da esprimere, ma se leggi tutte l tue suppliche e ciò di cui lamenti qui....ne hai di cose da realizzare.
molto probabilmente non rileggi ciò che scrivi, o deliberatamente ignori perchè devi metterci tu la fatica.

Premesso che ho riletto i miei interventi degli ultimi 10 giorni, non nego di avere cose da realizzare, ma sono cose che non dipendono solo da me. Faccio un esempio: devo ricrearmi una cerchia di amicizie. Proprio ieri ho mandato dodici mail a varie persone che conoscevo. Capisco che non si possa essere sempre connessi, ma ricevere una sola risposta (peraltro contenente un generico "ti faccio sapere"...che equivale ad un "no, ma non ti dico di no per non farti rimanere male...emerito idiota") avrà un certo significato.
A volte chiamo per sapere come stanno determinate persone: so che loro hanno registrato il mio numero perché mi rispondono chiamandomi per nome (ciao mpoletti...). Ho fatto più volte presente che - di tanto in tanto - mi piacerebbe ricevere anche loro notizie, ma non richiamano mai. Se tanto mi dà tanto...o sono così sfortunato da conoscere solo persone asociali, oppure...hanno di meglio da fare!
Se sulla sfera delle amicizie-conoscenze siamo messi così, figuriamoci sulla sfera sentimentale....
Forse sono io che pretendo troppo ma....nella maggior parte dei casi la gente sparisce senza lasciare traccia e senza motivo.

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Thursday, January 4th 2018, 10:24am

potrei scriverti consigli, ho pensato di farlo, ma poi mi è venuto in mente che di consigli di questo genere te ne ho dati (ne è testimone questo thread) come te ne hanno dati pure altri...ma tu continui a fare sempre gli stessi sbagli.

ti dirò solo: se ciò che hai fatto sino ad ora non ha funzionato....cambialo.

per il resto sono parole già dette, trite e ritrite, che dubito verranno assimilate neanche se ci mettessimo tutto il forum a dirtele...

mpoletti

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Thursday, January 4th 2018, 10:53am

mandami un messaggio privato, per favore...vedrò cosa posso fare: credo di non averci riflettuto su abbastanza, dovevo prendermi un attimo di "stacco" da tutto e da tutti per pensarci...Cosa che devo fare di sera, mica durante la giornata quando sono in ufficio.

diana33

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Thursday, January 4th 2018, 11:15am

inizia a rileggerti con calma tutto il thread e segnati da parte i consigli dati.
molto probabilmente non hai proprio colto certi interventi, per la fretta o altro.
dici che di sera hai molto tempo libero..

"vedrò cosa posso fare"....come se dovessi fare il compitino per dare il contentino a me o a tua mamma o alla terapeuta...
se tu non sei convinto di voler cambiar ee rimettere a posto la tua vita....non esiste consiglio utile.
vedi tu cosa fare. di certo non vinco alla lotteria se tu decidi di cambiare o meno...però visto che ti ritierni una persona che porta rispetto, se ci tieni a ciò che ti viene scritto (da me o altri) ti conviene iniziare ad ascoltare e a mettere in pratica i consigli dati.
ma per la tua vita, mica per la mia o degli altri utenti....abbiamo già i nostri guai a cui pensare.