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mpoletti

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301

Tuesday, November 28th 2017, 3:54pm

Michele, è proprio questo il punto: le regole del mio mondo interno non mi stanno più bene.
Purtroppo, sono numerose e di certo non le ho ancora scoperte tutte. Per quanto riguarda quelle che ho scoperto, non riesco a sostituirle ancora con qualcosa di più adatto a me.
Tra il (molto) serio ed il (poco) faceto, ti faccio un esempio: io sono la classica persona che dà del Lei ad una nuova conoscenza, anche se questa ha solo un paio di anni più me.
Sembra una cosa di poco conto, ma è solo per farti capire: non mi riesce proprio di incontrare una persona per strada e darle del tu .
Strano a dirsi, questa rigidità va a farsi benedire solo su internet, sul luogo di lavoro e durante i corsi.....mi sa che ho appena scritto una cosa interessante da approfondire con la psi!

diana33

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302

Wednesday, November 29th 2017, 11:19am

devi tenere conto di alcune cose:

-molte cose di base nostre non cambieranno mai, perhcè sono alla base del nostro carattere
-devi tenere conto dell'età che hai

non dico che ti devi arrendere e lasciar perdere, ma devi tenere conto che hai 38 anni. nel senso che magari rispetto a me che ho più di 10 anni in meno per me sarà più facile determinati cambiamenti, come sarà ancora più facile rispetto a me o te a uno di 20 o più piccolo.
quindi in sostanza tu dovrai fare il doppio della fatica rispetto a me e il triplo rispetto a un 20 enne, tenendo conto che è vero che il nostro cervello si può plasmare in qualch emodo, ma hai 38 anni di abitudini e atteggaimenti consolidati.

questo per riportarti a un piano di realtà perhcè da come ragioni, a volte, hai le pretese di cmabiamento facile un po' tipiche della nostra società che vuole tutto e subito, ma anche dell'adolescente, che gli sbasta spesso un azione per innescare meccanismi di cambiamento.

a te mi dispisace dirlo ti ci vorrà più di una volta e ti invito a documentarti su ciò.

mpoletti

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303

Wednesday, November 29th 2017, 2:05pm

Diana: NI.
Sapevo fin da subito che non sarebbe stato semplice, ma mi rendo sempre più conto di quanto sia rigido e che questa mia caratteristica non agevola certo la mia guarigione.

304

Wednesday, November 29th 2017, 2:12pm

Michele, è proprio questo il punto: le regole del mio mondo interno non mi stanno più bene.

Allora cambiale! Non ci riesci? Imponiti per riuscirci. Io ho iniziato ad affrontare l'ansia solo quando in me è scattata una molla interiore, una voglia di rivalsa, il volermi riprendere la mia vita. Deve scattare quel meccanismo che scatta quando arrivi all'esasperazione, quando non ne puoi più di sottostare a qualcosa che non ti consente di vivere come vorresti.

mpoletti

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305

Tuesday, December 12th 2017, 4:42pm

Oggi è stata una giornata che non posso definire in altro modo, se non di m***a.
Uno di quei giorni in cui non accade nulla di evidente, se così posso dire, che fanno sì che i pensieri si affastellino in testa.
Ci sarebbero tante cose che vorrei modificare nella mia vita: eppure, ad ognuna di esse, non riesco a trovare una soluzione.
- Vorrei un lavoro completamente diverso, ma chi mi prenderebbe in considerazione a quasi 39 anni?
- Vorrei una compagna, ma dove la trovo?
Dicono che spezzettare i problemi in sotto-problemi funzioni: questi problemi mi sembrano monolitici. In altre parole, non riesco nemmeno a spezzettarli in sotto-problemi: mi sento come se io, piccolo uomo, dovessi fronteggiare un gigante.
Non so nemmeno io se preferirei essere solo oppure no, in momenti come questo: data l'età, devo prendere le responsabilità della mia vita. Essendo single, potrei dire: "Beh, posso fare ciò che voglio!". In realtà, non posso fare questo ragionamento: sono single, è vero, ma ho comunque una famiglia alle spalle....mi sento in dovere di ricambiarli, in qualche modo. In altri termini: se sono felici loro, sono felice anche io, non viceversa.
C'è una magra consolazione: l'ultima volta che mi accadde una cosa simile, riuscii a sfogare il mio dolore con la dottoressa...Da allora, seguì un tempo di relativa calma emotiva.

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diana33

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306

Tuesday, December 12th 2017, 5:45pm

se tu credi che tu abbia un dovere verso la tua famiglia...credo che sia questo il problema.

vedi tutto come un gigante perhcè c'è un problema gigante a monte: è come maometto che deve andare alla montagna, ma davanti alla montagna c'è uno snorlax che dorme...e che impedisce la visuale di questa montagna: non si sa se sia alta, bassa, piena d'erba o tutte rocce.

questo esempio stupido per dire che finchè senti degli obblighi verso la tua famiglia e quindi legato a loro, qualsiasi scelta farai (anche non scegliere), sarà sbagliata per te.

se poi alla fine vuoi prenderti questa cosa nei loro confronti, puoi anche scegliere questo, ma sappi che per te non ci sarà spazio.

ti troverai a fare una scelta: o tu o loro.

con questo non voglio dire che devi tagliare i ponti con loro o escluderli dalla tua vita. se scegli te stesso dovrai "ucciderli" emotivamente (come dice la mia psicologa) iniziando a scegliere cosa è giusto per te(anche se loro non sono d'accordo) in alternativa dovrai "uccidere" i tuoi desideri.

mpoletti

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307

Wednesday, December 13th 2017, 9:52am

Diana, personalmente credo che il problema sia un po' più complesso di così.
La mia psicologa dice che dovrò elaborare il lutto, in pratica concordando con la tua.
Ho provato a scrivere questo post un paio di volte, ma non riuscivo ad essere sufficientemente chiaro.
Il concetto non riguarda solo i miei genitori, ma tutte le persone che conosco, fisicamente o meno.

Cercando "sentirsi in colpa" su Google, ho trovato questo articolo, secondo me chiaro e calzante a proposito della mia situazione emotiva.
Ti faccio un esempio che riguarda, a suo modo, noi due: tu stai partecipando alla discussione dandomi il tuo punto di vista, ma non solo. Tu stai cercando di spronarmi con tutte le forze possibili.
Non finirò mai di ringraziarti per starmi vicino anche solo con i tuoi messaggi di sprone. Qui si crea un cortocircuito: mi sento in debito con te, perché vorrei riuscire a ricompensarti di tutti i messaggi che scrivi (che, per me, sono una sorta di sostegno) uscendo dal mio pantano emotivo.

308

Wednesday, December 13th 2017, 3:38pm

Poletti, figurativamente parlando tu dovresti cambiarti d'abito, dovresti toglierti da dosso tutte queste congetture e gettarle nella spazzatura, dovresti cioè abbandonare questa filosofia troppo complicata. Leggo spesso i tuoi post e noto che l'elemento di fondo è creare difficoltà dove non ci sono, cerchi sempre una risposta a tutto. Se posso permettermi il cambiamento che devi importi è passare dalle parole ai fatti, dai pensieri alle azioni.

mpoletti

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309

Wednesday, December 13th 2017, 4:11pm

Michele, questo è un forum: è tuo dovere scrivere ciò che pensi, non devi chiedermi permesso.

A febbraio scorso, la huesera diede di me questa calzante definizione

Quoted

immagina di essere l'autista di una navetta che porta i turisti dal parcheggio all'inizio del percorso nella natura, distanza 800 m.
immagina di fare avanti indietro per otto ore al giorno, sosta per un panino a mezzogiorno, niente di più. 7 gg su 7.
ripetilo per una trentina di anni.

alla fine di questi trent'anni, se qualcuno dovesse darti in mano un mezzo da usare in piena libertà, secondo te, sapresti cosa fartene...immediatamente?


Ora, non dico che non sia per nulla cambiato in circa dieci mesi; tuttavia, ogni volta che conseguo un qualunque risultato, il cervello mi pone davanti ad un'altra questione: detta spiccia, risolto un problema, se ne presenta un altro. Per esempio:
A parte che vorrei vivere la vita con più leggerezza emotiva (il che non vuol dire da scriteriato), devo fare i conti con ciò che sono in realtà e l'età che ho. Impossibile, per esempio, sognare di diventre campione del mondo di calcio e magari capocannoniere del torneo.
Devo fare i conti con ciò che ho, con ciò che desidero, con il gap fra le due cose....
Sono problemi abbastanza comuni a tutti, ne sono consapevole....Ma a me sembrano troppi!

Areoplano

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310

Wednesday, December 13th 2017, 6:29pm

Siamo educati direttamente o indirettamente ad inseguire degli obbiettivi e farci delle illusioni. Es: ci devi credere, devi essere convinto, ce la puoi fare ecc...
Se ci creiamo delle illusioni è inevitabile che prima o poi si evolvono in delusioni con conseguenti sensi di colpa, fallimento, scoraggiamento...
Pare che essere realisti equivalga ad essere pessimisti e quindi dei perdenti.
Desideriamo continuamente fino a non comprendere nemmeno più cosa vogliamo o cosa ha dato origine a quel desiderio.
Poi ci complichiamo la vita per rincorrere ciò che nemmeno sappiamo più se o perché lo vogliamo.
L'unica soluzione è mettersi veramente d'impegno e modificare la rotta.
Ma attenzione a non entrare nel meccanismo che posso ottenere ciò che voglio se solo provassi seriamente ad essere diverso.
E' vero l'opposto, più comincio ad essere me stesso meno mi importa di ottenere qualcosa perché una persona non può desiderare nulla di più che essere pienamente se stesso.
Se sei pienamente te stesso non desideri altro.

Il percorso per essere se stessi è teoricamente semplice ma praticamente complicatissimo e doloroso.
Occorre rivedere completamente tutte le dinamiche mentali e comportamentali, studiare tanto e mettersi continuamente in discussione.
Non basta lavorare solo sulla mente ma occorre lavorare anche sul corpo per ricominciare a sentire chi sei veramente. Tramite il corpo la nostra vera essenza ci comunica senza gli inganni della mente. Perché con la mente puoi osservare la mente (come citato anche dal bellissimo canto di Mahamudra di Tilopa) ma occorre una profonda conoscenza di se stessi per distinguere chi osserva chi.

mpoletti

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311

Thursday, December 14th 2017, 4:45pm

Quoted

Non basta lavorare solo sulla mente ma occorre lavorare anche sul corpo per ricominciare a sentire chi sei veramente.


Quella che ho quotato qui sopra è la parte nel mio caso più difficile. Non a caso ho cominciato la terapia dicendo alla dottoressa che ero "tutta testa".
Questo fa capire anche da dove derivi il mio controllo e come sia difficile utilizzare il corpo.
A volte, più che psicanalisi, sembra fisioterapia (detto scherzando, ma manco troppo)

Areoplano

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312

Thursday, December 14th 2017, 5:25pm

Lowen diceva nel suo libro sulla depressione che il depresso si sente bloccato e privo di energie perché depresso, in realtà è vero l'opposto che è depresso perché bloccato e privo di energie.
Pare che l'origine come sempre sia nella prima infanzia. Sostanzialmente il bambino quando è vicino alla madre si sente sicuro, il corpo è rilassato, la respirazione è regolare e si ricarica di energia.
Se privato a lungo dell'affetto e del contatto materno mette in atto strategie mirate a superare quel vortice di emozioni negative che lo pervadono: paura, frustrazione, rabbia ecc..
Queste strategie coinvolgono sempre il corpo poichè non ha altre possibilità non avendo ancora un linguaggio e una mente sviluppata per fare ragionamenti.
Con l'età queste strategie si consolidano e si cronicizzano. Ogni volta che proverà le stesse sensazioni spiacevoli ricorrerà istintivamente a quelle strategie che col tempo diventeranno sempre più "raffinate".
Non a caso nella depressione c'è sempre la repressione di un sentimento negativo.
Agire sul corpo significa sostanzialmente andare a muovere quelle parti bloccate cercando di sentire che emozioni provocano in noi e viceversa andare a cercare le emozioni e sentire su quali parti del nostro corpo agiscono. E' un lavoro lento e delicato ma dovrebbe essere piacevole, con tratti dolorosi ma quel dolore che porta al piacere, quel dolore simile a quando si sgranchiscono le gambe dopo essere state ferme per lungo tempo.
Quando il dolore invece si ferma alla base del collo e non è piacevole significa che stiamo reprimendo un sentimento.

diana33

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Thursday, December 14th 2017, 10:30pm

l'articolo parla molto bene dei legami familiari, ricollegandosi perfettamente a ciò che dicono anche gli altri utenti.
e purtroppo fin quando non ti deciderai a prendere la tua strada e lavorare seiamente su di te scontrandoti con te stesso in primis (perchè ora mi ricordi tanto me tempo fa, che dicevo che mi applicavo, poi venivo qui a piangere. in realtà anche se mi sembrava quello, non mi stavo muovendo), sarà molto difficile risollevare sia corpo ch emente

mpoletti

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314

Friday, December 15th 2017, 4:19pm

Diana, ultimamente mi sembra che tu sia molto più risoluta nei mie confronti, come a volermi dire: "Ti muovi?"
Sinceramente, vorrei anche io muovermi....ma ho tutto il corpo bloccato: non c'è uno straccio di stimolo interno che mi indichi la rotta, per così dire.

diana33

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Friday, December 15th 2017, 9:44pm

rotta?
quella che tu definisci rotta non è una via precisa, ma un salto nel vuoto (metaforicamente).
è anche sentire quel vuoto, quel dolore che fa tanto male.
stai certo che poi passa.
ma senza di quel salto.....resterai bloccsto a vitas.
e hai 38 anni, mica 20. mi spiace ma devo ricordarti anche questo.
ti devi dare una mossa perhcè più passano gli anni e la stanchezza avanza.

ma forse proprio alla tua età, stai bene così nelle tue abitudini.
per quanto io possa contare tanti anni di buio, una sola certezza avevo, un solo barlume di speranza: un giorno qualcosa sarebbe cambiato. credo che forse anche la mia giovane età me l'abbia permesso.

a me sembra invece, leggendoti, che tu non voglia cambiare veramente....spero di sbagliarmi, ma a me non sembra che in te ci sia quella scintilla e speranza che ho visto in me.

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