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mpoletti

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256

Friday, October 27th 2017, 1:49pm

Ovviamente, non potrei sapere cosa accadrebbe uscendo dalla comfort zone se non ne esco.
Purtroppo, la mia comfort zone è limitata da sbarre che non riesco a segare; metaforicamente mi sto riferendo agli schemi mentali che adotto senza rendermene conto e che mi impediscono di fare non solo cose diverse, ma anche le stesse cose in maniera diversa.
Quando dico che mi sento bloccato, mi riferisco anche e soprattutto a questo: non vedo alternative a ciò che faccio di solito.

diana33

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257

Friday, October 27th 2017, 1:55pm

a'lternativa l'hai detta tu stesso:
"non potrei sapere cosa accadrebbe uscendo dalla comfort zone se non ne esco".
ergo devi uscire dalla comfort zone
"schemi mentali che adotto senza rendermene conto"
se sono inconsci, come fai sapere che non te ne rendi conto?

ma sopratutto....ne vuoi davvero uscire?
da quello che dici sembrerebbe che ti stia meglio la vita che fai ora dentro il tuo guscio.

a me sembra che tu non en voglia uscire, anzi non hai neanche voglia di renderti conto di come ti comporti.
o sbaglio?

stai faceno perdere tempo alla psicologa a questo punto.

mpoletti

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258

Friday, October 27th 2017, 3:17pm

diana, non è affatto così: purtroppo, resto vittima di più tranelli dettati da chissà che.
Diciamo che in passato ho visto il mondo con il paraocchi: non avevo e non vedevo alternative al modo di vivere adottato. Certo, mi rendo conto oggi più di allora che il mondo non è solo il mio guscio, per usare le tue parole. Ho cominciato ad osservarlo con (ossessiva?) curiosità.
Purtroppo, non ho ancora trovato nulla che voglia "continuare" per lungo tempo, scrittura a parte, oppure sono cose che (tutti?) provano una volta nella vita. Per esempio, il mondo è talmente grande che non sono mai tornato in una città già visitata, ho provato una volta un ristorante stellato Michelin perché volevo vedere cosa rendesse migliori di altri questi ristoranti.
In entrambe le "attività", se così posso chiamarle, c'è un punto in comune: sono cose che difficilmente ripeterò. Nel primo caso, il mondo è talmente grande che ho ancora molti posti da vedere (anche se l'anno prossimo mi sa che mi faccio una settimana in un villaggio turistico), nel secondo è solo una questione di soddisfazione e di costi: molto meglio un bel piatto di pasta in un ristorante non rinomato, ma uscendo rotolando da quanto si è mangiato.

diana33

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259

Friday, October 27th 2017, 3:24pm

Tu hai già la risposta per tutto.
sei consapevole che sei spettatore ossessivo, e forse anche passivo del tuo modo d'agire.
e hai capito che il tuo modo rigido ti limita come anche la convinzione che "lo fanno tutti e non è niente di speciale".
devi anche capire che per ora nessuno sputa fuoco o in grado di volare senza ausili.
restare vittima? fin quando ti considerai vittima e darai coloa ad altri e non sarai non artefice della tua vita (con i pregi e difetti) nulla cambierà.

hai capito tutto ma continui a girare come una trottola senza provare una nuova via.

per questo motivo io sono sempre più convinta che tu non voglia realmente cambiare.
chi vuole farlo a un certo punto dice basta si sforza in tutti i modi di trovare e cambiare pensieri, abitudini e smette di guardare al passato e sopratutto smette di dare la colpa a qualcuno che sia se stesso o gli altri.

Santacruz

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260

Friday, October 27th 2017, 7:29pm

da quello che dici sembrerebbe che ti stia meglio la vita che fai ora dentro il tuo guscio


Concordo in pieno con diana!
Ma non lo fa mpoletti perché è mpoletti!
Lo facciamo tutti noi " animali" . Il nostro cervello si è evoluto per sopravvivere e quindi una volta trovata la strategia di sopravvivenza che ci permette di far passare i giorni minimizzando le sofferenze ci aggrappiamo a quello con una forza che la parte razionale di noi non può spiegare. Rompere la propria strategia di sopravvivenza non è facile. Spesso è fatta anche di tanti pensieri di autocompiacimento ( ho in testa il codice penale) che sono solo meccanismi di gratificazione che non si trovano altrove. È del tutto normale e comprensibile. Spesso chi lamenta difetti e difficoltà lo anche aggiungendo pensieri gratificanti: sono bravo in questo, mi sento intelligente ecc... Sono cose che abbiamo bisogno di ripeterci per calmierare uno stato d'animo altrimenti chiuso ai veri piaceri. Chi ha una risposta per tutto parla da dentro il suo guscio, di cui è giusto avere rispetto, perché a volte l abbiamo costruito per colpa di altri. Da. Genitori che senza volerlo non ci hanno insegnato a volerci bene a persone che ci hanno fatto veramente del male. Per uscire dal fuscio occorre avere una intuizione, un personal trainer che ci faccia uscire. Lo psicologo e persone di esempio che ci fano da guida.

diana33

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Friday, October 27th 2017, 8:45pm

santacruz hai ragione ma un po' sta anche a noi.
io spero che non sia una cosa brutta (come è successo a me) a far tirare fuori la forza a mpoletti.
poi per tutto ci vogliono dei piccoli passi, am sta a noi accogliere e sviluppare lo stimolo dato d auno psicologo.
una volta capito il meccanismo anche andare in terapia inizia a essere piacevole e a dare i suoi frutti ogni settimana.
se invece ci si aspetta che lo psicologo faccia il lavoro al posto nostro mentre noi stiamo enlla nostra comfort zone al riparo dalle nostre paure....

mpoletti la psicologa io credo che ti abbia più volte detto di uscire dala zona di comfort. lo hai mai fatto? (mentalemnte cercando di intercettare i pensieri negativi o fisicamnete)?
o fai come i consigli del forum che vanno a vuoto? (lascia perdere la questioen dei vestiti, su cui mi pare tu sia diventato ossessivo)

Santacruz

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Saturday, October 28th 2017, 9:11am

sta a noi accogliere e sviluppare lo stimolo dato d auno psicologo


Non volevo dire che non bisogna "spronare", anzi, concordo con te.
Il mio discorso era più che altro rivolto a mettere in luce il meccanismo che sta dietro a quel tipo di comportamento irrazionale.
Penso che un passaggio difficile sia appunto superare la contraddizione:
So che questo è giusto, però mi fa male. Allora non lo faccio perché non sono mica così scemo da farmi male da solo. Ci deve essere un'altra spiegazione.
In realtà quel male non è altro che la rottura della gabbia protettiva che abbiamo adottato per sopravvivere. E siccome la sopravvivenza è la forza più grande per un essere vivente, ecco perché è così complicato farlo.
Poi ovviamente bisogna volere sul serio cambiare, altrimenti anche la "malattia" diventa una forma di autocompiacimento. Sì, noi essere umani ci aggrappiamo proprio a tutto!

Secondo me uno psicologo dovrebbe spronarti con decisione, arrivando anche al punto di consigliarti di smettere con la terapia o cambiare terapeuta, mettendoti davanti chiaramente a questo meccanismo.

Forse ho sbagliato a dire a mpoletti che l'ultima cosa di cui ha bisogno è essere messo in discussione. Quello che intendevo dire è che probabilmente la psicologa non lo sta esortando ad avere più successo a livello sociale e tutte le sere piene di impegni... non sono questi i successi che contano perché sono effimeri. Se si sposta il proprio benessere in modo automatico su eventi esterni non si riuscirà mai a ottenere un po' di serenità. E' chiaro che eventi positivi e successi materali aiutano. Ma non bastano.

diana33

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263

Saturday, October 28th 2017, 12:13pm

certo che bisogna capire cosa c'è dietro....passare dall'affacendato all'impegnato. ed è ciò che la psicologa di mp credo intenda...devo aver frainteso il tuo primo intervento...

bisogna anche volerlo, avere una curiosità tale da ampliare un po gli orizzonti della classica terapia.
io per arrivare a ciò mi sono dovuta documentare anche su altri orientamenti perche la psicoanalusi per me è limitante...e integrando la terapia leggendo articoli e un libro sulla tcc ho capito molte cose che in terapia la psicologa non mi ha mai detto (essendo con il ssn non posso scegliere l'orientamento del terapeuta).
a saperlo lo avrei fatto molti anni fa....ma forse non ero pronta ad accettare tutto quello che sto vivendo ora.

Il tutto sta al fatto se mp interessa capire il proprio funzionamento o se ciò gli fa ancora troppa paura perché tutto ciò lo metterebbe di fronte a se stesso e suoi demoni.
certo che istintivamente ci proteggiamo ma alla fine se siamo consapevoli che dovremmo affrontare il vuoto o il dolore, qualcosa scatta (almeno a livello di consapevolezza) e si sceglie se uscirne o restare nel limbo.
poi tra il pensiero e l'azione ci vuole tempo e piccoli passi questo è palese...le cose non cambiano in un giorno.

mpoletti

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Thursday, November 2nd 2017, 10:08am

Diana, questi tuoi messaggi mi fanno bonariamente incazzare.
La questione è semplicemente stagnante.
Potrei spiegarmi meglio con un esempio più teorico che pratico.
Mi sento sempre gli occhi puntati addosso, perciò ogni mio cambiamento (più o meno percepibile) non mi fa paura in quanto tale, ma - piuttosto - perché temo possa, in ordine sparso:
- Farmi litigare con qualcuno
- Incrinare i rapporti
- Varie ed eventuali


Almeno, ho messo in chiaro (soprattutto a me stesso) cosa temo di più.
Per questo mi sono creato il mio mondo fatto di abitudini, che sta mostrando sempre di più la corda. Quando non è possibile usare le mie abitudini consolidate, mi sento perso.
Esempio calzante ciò che riguarda stasera. La scuola di scrittura creativa oggi è chiusa a causa del Ponte dei morti, come lo chiamo io. Sapevo già da settimane che ciò sarebbe accaduto, ma non me ne sono preoccupato. Risultato: so che stasera non avrò nulla da fare e ...mi girano ad elica.

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diana33

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Thursday, November 2nd 2017, 10:47am

beh finché pensi che le tue decisioni saranno oggetto di giudizio e da parte degli altri....non ti muoverai perché ci sarà qualcuno che ti critichera sempre...
io non metto in dubbio che tu ti stia dando da fare...semplicemente non stai guardando te stesso e cosa vuoi ma quello che gli altri penserebbe di te...

mpoletti

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266

Thursday, November 2nd 2017, 11:08am

Diciamo che sto cercando di mediare o - per meglio dire - di trovare un punto d'incontro, spesso sbagliando, per evitare di litigare.
Faccio un esempio con te, Diana, se me lo permetti.
Immaginiamo che io e te volessimo andare a fare un viaggio insieme: io preferirei la meta A, tu la meta B. Entrambi cerchiamo di motivare all'altro la nostra preferenza.
Molto probabilmente, andremo a visitare la meta B, ma non perché tu mi abbia convinto: semplicemente, stanco di discussioni, cedo di schianto ed assecondo il mio interlocutore.
Consciamente o meno che sia, lo faccio sia per evitare discussioni, sia nella speranza che questo avvicinamento all'altro possa in qualche modo alimentare l'amicizia che si è instaurata o che si instaurerà.

diana33

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Thursday, November 2nd 2017, 11:28am

la mediazione ci può stare a patto che anche tu riesca però a ottenete ciò che vuoi.
se vuoi accontentare l'altro senza che però riesci ad andare dove vuoi...è uguale a sottomettersi.
ci sta anche assecondare, devi riuscire a organizzare anche la tua destinazione. cosa che potresti fare sia mentre vi accordate "ok oggi andiamo a Brescia (invento) ma la prossima volta che ne dici se andiamo a Bergamo?" oppure mentre uscite gli spieghi bene perché vuoi andare a Bergamo, fissando già insieme una data.

è una cosa in cui mi ritrovo anche io a dover affrontare, abituata come sino a assecondare gli altri.
Le soluzioni vi sono ma ci vuole un po per cambiare..

devi prima entrare nell'ottica che tu non sei meno degli altri e che i tuoi obiettivi si possono perseguire aldilà di ciò che pensano gli altri.
detto ciò il lato concreto non esiste se non lavori si di te sul valore che dai a te, comunemente chiamato autostima.
come dare? devi affrontare questa cosa con la terapeuta e metti in conto che ci vorrà un bel po.
te lo assicuro perché ci sono in mezzo pure io.

nel frattempo perché non ti sforzi a riempire i tempi morti con qualcosa che puoi fare da solo?
io ho deciso di leggere dei libri (di psicologia e socioligia) e ogni tanto di andarmi a vedere una mostra.
naturalmente ne io ne nessun altro possiamo consigliarti cosa fare ma perché non siamo te, con i tuoi interessi.
io fino ad ora quel tipo di libri non li avevo mai letti e non mi ero resa conto quanto l'argomento mi piacesse aldilà del forum.. incuriosita ne ho preso uno in biblioteca e ho iniziato a leggere...lo praticamente divorato! ora mi limiti a cercare testi nell'archivio della biblioteca e provo a vedere se mi piacciono.
io non posso decidere per te cosa potresti fare...per trovare nuove cose tu puoi mettere li a cercare tra le tantissime iniziative della città in cui vivi....e provarci.

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diana33

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Thursday, November 2nd 2017, 11:42am

Messaggio doppio

mpoletti

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Thursday, November 2nd 2017, 12:00pm

I tempi morti li sto riempiendo piuttosto bene, devo ammetterlo.
Ora fatico quasi a tenere il passo con i vari impegni. Restano da sistemare solo i due giorni più duri della settimana, comunemente chiamati sabato e domenica, e le due ore che precedono l'andare a letto il martedì (unico giorno libero).
Non sto a descrivere tutta l'agenda settimanale ma, essendo molto impegnato durante gli altri giorni, il week-end mi trovo nella condizione che - se non ho organizzato nulla - mi sento a disagio perché non so come riempire questi tempi morti.
Certo, qualche ora la trascorro leggendo, altre facendo lavori domestici o altro ancora. Però ci sono dei momenti in cui non ho voglia di fare nulla di preciso e non so come riempire il tempo.
Anche se stiamo parlando solo di massimo 4 ore per week-end (generalmente, la serata del sabato e il pomeriggio della domenica)...è dura.
In quei momenti, è come se cercassi di completare una frase: "Ho voglia di...." seguito da un desiderio specifico, non un banale riempitivo.
Alcune cose sono precluse da questioni oggettivamente impossibili da risolvere in quattro e quattr'otto (essendo single, a volte il desiderio di un'esperienza sessuale si fa sentire), molto spesso, però, mi sembra quasi di rifiutarmi di ammettere a me stesso cosa voglio realmente in quel momento, quasi fosse una cosa sporca o sbagliata.
Il martedì la questione è più o meno la stessa, ma con un vantaggio: trattandosi solo di un paio d'ore, è molto più sopportabile.

diana33

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Thursday, November 2nd 2017, 12:05pm

di ciò devi parlare in modo approfondito in terapia perché è una cosa che riguarda il tuo meccanismo.
il tuo obiettivo è capire da cosa derivino questi pensieri...ma devi fare in modo una volta che stai male, anche soffrendo, di cambiare prospettiva.
il cambiamento è doloroso...entra in quest'ottica che non sarà facile cambiare abitudini radicate negli anni.
cogli l'occasione anche per leggere il libro che ti avevo consigliato...potrebbe rispondere a molti tuoi dubbi.