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mpoletti

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136

Monday, September 4th 2017, 11:44am

personalmente, mi sarei incavolata tantissimo (vabbè, in realtà probabilmente avrei cominciato a piagnucolare "Ma che hanno tutti, giocano a fare i grandi e mi trattano come una deficiente..." ma il concetto è quello).
Dall' esterno, invece, sembra che conoscendo bene le tue insicurezze abbiano voluto dare "Serietà" alla faccenda per una questione di rispetto, non so se mi spiego.

Cedra, leggo ora la tua risposta, comunque ti sei spiegata benissimo. Il discorso della serietà sta in piedi proprio perché questa è la spiegazione ufficiale che loro hanno voluto dare alla faccenda.
L'effetto che hanno avuto, però, è stato quello di appesantire la discussione in termini eccessivi. Se lo stesso dialogo fosse avvenuto, per esempio, durante una cena in pizzeria, la cosa avrebbe preso una piega diversa.
In ogni caso, preciso che nel lungo discorso sono stati tirati in mezzo sia la mia ansia, sia il mio percorso psicanalitico. La cosa mi fa girare i cosiddetti ad elica, anche perché sembra che tutti si sentano migliori di me.

137

Monday, September 4th 2017, 3:23pm

E sì che ero ritornato dalle ferie piuttosto carico ed avevo dato parte della colpa del mio malessere alla stanchezza accumulata. Perciò, credevo che il periodo di ferie mi avesse dato sufficienti energie per proseguire su buone basi almeno per un paio di mesi.

Uguale ad alcune situazioni che ho vissuto io, dove tornato dalle ferie era come se non fossi andato in ferie e sai perché? Perché chi deve realmente andare in ferie non è solo il corpo ma la mente. Io mi sono fatto vacanze bellissime ma con la psiche non ero sereno, ero sempre collegato in mondovisione alla mia ansia e ci ho messo tempo per arrivarci.

Cedra

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138

Monday, September 4th 2017, 7:15pm

sembra che tutti si sentano migliori di me



Precisamente! E non hai mai la sensazione che "giochino" a fare i "grandi"? Come se riuscissi a "vedere" dall'esterno il gioco che stanno facendo e ti sentissi a disagio? A me a volte da bambina succedeva che, mentre giocavo alle "Signore" con i regolamentari tacchi di mia madre ai piedi, ci fosse uno scollamento dal gioco. Mi guardavo allo specchio e mi sentivo molto stupida pensando "Non sono una signora ma una bambina vestita male". Oggi succede esattamente la stessa cosa con i miei coetanei: si danno tante arie, come se potessero rivoltare il mondo, ma sono solo dei 20enni che hanno ancora atteggiamenti infantili, solo che io ho il coraggio (?) di ammetterlo e devo sentirmi strana, loro sono "normali" perché è normale fingere di essere ciò che non si è ( e poi urlare a tutti che in questo mondo non c'è onestà, magari scrivendo assolute idiozie su Facebook).

E poi in ogni questione va tirata fuori la questione dell'ansia, come se un certo abbattimento non ti rendesse capace di intendere e di volere. E vorresti urlare "Sono un po' depresso, non cretino!"

Nathanim

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139

Monday, September 4th 2017, 7:39pm

E sì che ero ritornato dalle ferie piuttosto carico ed avevo dato parte della colpa del mio malessere alla stanchezza accumulata. Perciò, credevo che il periodo di ferie mi avesse dato sufficienti energie per proseguire su buone basi almeno per un paio di mesi.

Uguale ad alcune situazioni che ho vissuto io, dove tornato dalle ferie era come se non fossi andato in ferie e sai perché? Perché chi deve realmente andare in ferie non è solo il corpo ma la mente. Io mi sono fatto vacanze bellissime ma con la psiche non ero sereno, ero sempre collegato in mondovisione alla mia ansia e ci ho messo tempo per arrivarci.


Ciao,

La vacanza non è "un posto" ma uno stato mentale. Riusciremo ad andare veramente in ferie quando soprattutto la mente deciderà di venire con noi.
:)

mpoletti

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140

Monday, September 4th 2017, 9:30pm

E non hai mai la sensazione che "giochino" a fare i "grandi"?

Più che altro, ho la sensazione che recitino una parte. Mi spiego meglio inventando una persona/personaggio ipotetico. Supponiamo che un mio conoscente si consideri intelligente, bello e colto. Essendo convinto di essere così, si comporterà - appunto - da persona intelligente, bella e colta.
Le persone che lo frequentano potrebbero non vedere almeno uno di questi suoi presunti pregi: senza rendersene conto, ecco che l'individuo sta recitando una parte.
Non so se ti è mai capitato di andare a teatro: noterai senz'altro che anche l'attore più scafato non si comporta in modo assolutamente naturale quando è sul palco (normale: sta recitando!).
Il teatro, però, è ben diverso dalla vita reale; quando una persona si atteggia o, più semplicemente, non considera i suoi difetti, all'inizio mi indispone...poi mi ricordo che non ha fatto psicanalisi.

141

Monday, September 4th 2017, 9:50pm

Il problema di fondo di chi si pone tanti problemi nel relazionarsi col prossimo e che non considera il fatto che spesso il prossimo finge di essere ciò che non è. In molti casi le persone con cui ci confrontiamo hanno più problemi di noi. Le nostre insicurezze se conoscessimo realmente i nostri interlocutori ci farebbero in molti casi sentire addirittura superiori. Il problema è che molto spesso l'abito fa il monaco e ci si sente piccoli davanti a persone apparentemente grandi, sicure e arrivate. Dovremmo imparare a fotografare il mondo esterno per ciò che è realmente: un mondo molto modesto dove il disagio verso gli altri è spesso uno stato mentale.

mpoletti

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142

Monday, September 4th 2017, 10:29pm

Il problema di fondo di chi si pone tanti problemi nel relazionarsi col prossimo e che non considera il fatto che spesso il prossimo finge di essere ciò che non è. In molti casi le persone con cui ci confrontiamo hanno più problemi di noi

Questa parte del tuo intervento, Michele, mi fa venire in mente una domanda a risposta multipla per tutti: secondo voi, una persona finge sempre di essere ciò che non è
A. Sempre e solo in positivo, in modo da apparire migliore di quanto non sia in realtà
B. Anche in negativo, perché modesto o perché ha poca fiducia in sé stesso

143

Monday, September 4th 2017, 10:38pm

Anche la risposta è multipla: ci sono milioni di persone (anzi miliardi), ci sono quelle più vere e quelle che indossano una maschera, ci sono quelli che calcolano i loro comportamenti e quelli che sono più spontanei così come ci sono gli introversi, quelli che si sottovalutano, quelli buoni e vulnerabili a chi ne approfitta, quelli che se ne fottono di ferire il prossimo rincorrendo solo i loro obiettivi, quelli capaci di cambiare e plasmarsi a seconda delle situazioni e quelli che si chiudono in se stessi pensando sempre che li fuori tutta la gente sia migliore di loro.

Tu a quale categoria appartieni? Io ho indossato varie maschere o meglio ci ho provato ma quando mi guardavo allo specchio vedevo sempre me stesso mentre quando uscivo di casa vedevo sempre persone migliori. Ho gettato quelle maschere e ho iniziato a smascherare gli altri rendendomi conto che non ero l'ultimo arrivato e che loro, gli altri, hanno difetti da vendere. Per questo è importante vincersi e relazionarsi, perché solo conoscendo realmente la gente si ridimensionano i propri limiti.

Cedra

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144

Monday, September 4th 2017, 10:44pm

ho la sensazione che recitino una parte. Mi spiego meglio inventando una persona/personaggio ipotetico. Supponiamo che un mio conoscente si consideri intelligente, bello e colto. Essendo convinto di essere così, si comporterà - appunto - da persona intelligente, bella e colta.
Le persone che lo frequentano potrebbero non vedere almeno uno di questi suoi presunti pregi: senza rendersene conto, ecco che l'individuo sta recitando una parte.



Sì, sì, sì, esatto, preciso! E senti la persona distante proprio perché non riesci a "cogliere" ciò che è. E la cosa strana è che io vedo la maschera degli altri... Ma vedo anche la mia! E alle volte, quando ho a che fare con una persona, mi verrebbe voglia di fermare tutto e urlare "Fermi, rifacciamo, sto recitando, io non sono così (sia nel bene che nel male)". E altre invece non capisco dove cominci il vero me e il falso, così per tagliare la testa al toro non stringo rapporti e non deludo (e non mi faccio deludere) da nessuno.

Ho come l'impressione che nonostante tutto questo blaterare di onestà ed essere se stessi, semplicemente non si possa. Credo che nessuno di noi accetterebbe l'altro senza un minimo di recitazione. Quel che mi chiedo : gli altri non se ne accorgono? E se sì, come fanno a ignorarlo e conviverci? E come posso conviverci anche io? Perché, al di là della correttezza o no di questa recitazione, chi se la passa male siamo noi che ci accorgiamo di questa cosa (sempre ammesso che non siano paranoie) e staremmo molto meglio se come gli altri potessimo chiudere un po' gli occhi...

145

Monday, September 4th 2017, 10:53pm

Credo che nessuno di noi accetterebbe l'altro senza un minimo di recitazione

E chi lo ha detto? Se reciti è perché non riesci ad essere te stessa e temi che se fossi te stessa gli altri non ti accetterebbero, ti ripudierebbero o approfitterebbero del tuo carattere. Io non ho niente da recitare perché non ho niente da temere, io sono così prendere o lasciare! Sono disposto casomai a correggere degli atteggiamenti che possono dar fastidio come ad esempio essere troppo schietti nel discutere, quello posso adeguarlo a seconda del mio interlocutore ma quando poi si passa dalla conoscenza all'amicizia o dalla conoscenza alla relazione sentimentale se continui a mentire dopo ti porti dentro un peso sulla coscienza. Cosa penseresti se il tuo migliore amico/amica o se il tuo fidanzato ti avesse sempre mentito, anche poco, apparendo ciò che non è cioè facendo quella recita di cui parli? Delusione totale!!

Cerchiamo di essere noi stessi quanto più possibile, abbiamo solo da guadagnarci. Magari ad alcuni piaceremo di meno ma avremo delle relazioni più reali, più vere.

Cedra

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146

Monday, September 4th 2017, 11:08pm

Beh, buon per te. Hai tutta la mia stima ( è un po' d'invidia). Non temi che qualcuno possa dirti che qualcosa di te non gli piace. Io invece mi faccio fisime infinite e non le supero. Le macino e basta.
Esempio stupido: la tua risposta è cominciata con " E chi l'ha detto?" è io prima ancora di finire di leggere ho pensato "Oddio, attacca!"
Di persona, probabilmente avrei già avuto una specie di attacco isterico "sì, ma perché ti arrabbi?!" e la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
Ecco, è proprio ciò che voglio evitare, al contrario: non voglio che la gente mi dica "Di te non mi piace..." perché non ho la forza ( la maturità?) di eseguire una esame costruttivo. Passo direttamente alla fase "Mi odia, mi schifa, oddiomaperchésonocosì".

Quello che punto a ottenere è una certa serenità nel pensare "A Tizio non piace... Vabbè, posso mediare\cambiare" ma il punto è che non so come si fa, tutto qui.

Una volta un tizio mi ha accusata di mettermi troppo sulla difensiva. Mi ha detto "Non giustificarti sempre" e io mi sono incavolata di brutto perché come si fa a non mettersi sulla difensiva quando ti attaccano? Troppo facile colpire uno a terra che non ci prova nemmeno a difendersi.
E lui dopo un lungo dettagliato discorso ( più lungo e dettagliato di questo) ha detto semplicemente "Continui a difenderti". Ottimo. Smetti di colpire e io smetto di difendermi. La cosa è reciproca, mi pare. Ma siamo usciti fuori tema...

mpoletti

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Tuesday, September 12th 2017, 2:29pm

Ragazzi, come tempo fa, aggiorno un po' il post, visto che sono tornato dalla psicanalista giusto ieri: le cose stanno procedendo abbastanza bene e sono riuscito ad esprimere una sorta di "desiderio", se così posso chiamarlo.
Adesso che riesco a rilassarmi (anche se non profondamente e solo in certe occasioni) sento proprio la mancanza di ciò che io chiamo divertimento, anche se il termine è improprio: qualcosa che mi faccia fare una sonora risata anche solo per pochi minuti...sono anni che non ne faccio una così!

148

Tuesday, September 12th 2017, 2:35pm

Adesso che riesco a rilassarmi (anche se non profondamente e solo in certe occasioni) sento proprio la mancanza di ciò che io chiamo divertimento, anche se il termine è improprio: qualcosa che mi faccia fare una sonora risata anche solo per pochi minuti...sono anni che non ne faccio una così!

Il divertimento varia molto con l'età. Cosa era e cosa è oggi per te il divertimento? Per me il divertimento era prima la necessità di frequentare luoghi e persone capaci di farmi svagare, oggi tutto ciò è rappresentato dalla serenità interiore, non è legata a nessuna persona o svago specifico, trovo semplicemente divertente sorridere della vita ma spesso ciò si accompagna a delle persone solari con cui condividere questi momenti ed è altrettanto bello.

149

Tuesday, September 12th 2017, 2:41pm

Non temi che qualcuno possa dirti che qualcosa di te non gli piace

No e non perché mi reputi perfetto anzi. Semplicemente se qualcuno mi dice che qualcosa di me non gli piace mi metto in discussione, la prendo come una critica costruttiva e ci ragiono su ma ciò non equivale a cambiare per piacere agli altri. Agli altri molto spesso semplicemente ci si adatta senza violentare se stessi alla ricerca di comportamenti ideali che piacciano a tizio o a caio (e che magari ad altri comunque non andrebbero a genio). Non piacere in tutto fa parte della diversità delle persone e può in alcuni casi rappresentare anche qualcosa di interessante. Inoltre gli altri spesso criticano perché non si piacciono loro per primi e cercano il pelo nell'uovo nelle altre persone per evitare di mettersi loro stessi in discussione. Non ti è mai capitato che una persona sfacciatamente ipocrita di accusasse di essere ipocrita? Non siamo obbligati ad essere come ci vogliono gli altri così come non siamo obbligati ad accettare sempre le loro critiche, dipende molto dal legame che si ha e dal desiderio di venirsi incontro. Io ho amici ai quali per alcuni aspetti non piaccio ma siamo ugualmente buoni amici e una volta uno di questi mi disse che una cosa che gli piaceva di me è che io rimango me stesso.

mpoletti

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150

Thursday, September 14th 2017, 3:29pm


Il divertimento varia molto con l'età. Cosa era e cosa è oggi per te il divertimento? Per me il divertimento era prima la necessità di frequentare luoghi e persone capaci di farmi svagare,

Michele, per me divertimento è fare qualcosa che mi piace, con una persona che mi tratti da suo pari e non mi svaluti, che condivida con me la mia stessa passione. Ultimamente, queste occasioni ci sono, ma sono ancora piuttosto rare.
Come avevo accennato, l'anno scorso ho frequentato due corsi di cinema: terminato il corso, saltuariamente (ovvero quando troviamo un film che vada bene a tutti e siamo almeno 3 persone) ci accordiamo per andare a vedere qualcosa insieme.
In quelle occasioni, mi sento trattato da pari a pari.