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31

Saturday, November 24th 2018, 12:37pm

grazie per avermi insegnato qualcosa in più con le vostre risposte..io non penso di essere un caso da antidepressivi.. però alcune fobie sono pesanti..

@Lu, nemmeno io credevo che per curare l'ansia occorressero gli antidepressivi eppure il medico me li ha prescritti nonostante io sia tutto tranne che depresso! Anzi lui stesso si è complimentato per il mio carattere che ha definito positivo. Tuttavia e ciononostante, mi ha dato il Cipralex! Di fatto questi farmaci hanno diverse funzioni sulla psiche quindi il termine "antidepressivi" è un termine in se grossolano o finanche errato poiché sono degli "inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina" per cui non bisogna farsi trarre in inganno dal fatto che sono anche usati nella depressione poiché alla base dei fenomeni ansiogeni, le fobie etc. ci sono comunque complessi meccanismi legati ai neurotrasmettitori e alla nostra errata gestione degli stati emotivi.

fran235

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32

Saturday, November 24th 2018, 12:47pm

Ciao Michele, premesso che non ho il benché minimo titolo per contestare una terapia che ti è stata prescritta da un medico laureato, specializzato e con esperienza...pensi che lui possa essere certo che tu abbia un deficit di neurotrasmettitori monoaminergici? Perché è lì che dovrebbe agire il farmaco se la causa della tua ansia fosse questo
The sound of waves in a pool of water
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Lorenzo De Luca

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33

Saturday, November 24th 2018, 1:16pm

Avrebbero sarebbe il termine coerente.
L'ansia patologica.
Si: vengono prescritti antidepressivi, li chiamano cosi,il nome poi è fuorviante, perchè in teoria curerebbero un po' di tutto.
Tratterebbeo direi.
Non ho capito su quali basi scientifciche possa esserne certo fran...no. assolutamente no.
Usa quelli(Ilo psichiatra) perchè gli vien data come teoria quella, che lui prende esattamente come tale, utile potenzialmente anche per extra sintomi, che ormai fanno parte delle indicazioni di quei farmaci.
Nelle parametrazioni tra quelli e un effetto placebo spesso non vi è alcuna differenza, a volte poca differenza.
Una psicoterapia ha pure parametrazioni maggiori rispetto a un farmaco "selettivo".
Il deficit di cui scrivi: dubito lo possano provare in futuro scientificamente .
Però se ne vendono tanti cosi facendo, ed è dato per assodato quindi al momento quelli si usano principalmente.
Questo sempre in teoria perche nelle pubblicazioni è stato dimostrato che si scelgono sopratutto quelle a supporto di un funzionamento positivo escludendo quelle che lo sconfesserebbero.
Nemmeno io li assumo Adam.
In me l'ansia la creavano in maniera esponenziale, oltre ad altri effetti sgradevoli sul sonno e altri .
Però questo è un inciso personale (quest'ultimo, gli altri no).
Preferisco a quelli altri.
Un bezodiazepinico è stata la scelta del mio psichiatra.
La nostra errata percezione e gestione degli stati emotivi,forse con una psicoterapia si ottengono risultati notevoli in questo.
Va delineato quale adatta a noi.

Per tutto quanto ti auguro anche io che si risolva al meglio per te,stia sempre meglio nel futuro Michele

34

Saturday, November 24th 2018, 1:34pm

pensi che lui possa essere certo che tu abbia un deficit di neurotrasmettitori monoaminergici? Perché è lì che dovrebbe agire il farmaco se la causa della tua ansia fosse questo

Ciao Fran! Onestamente non mi pongo nemmeno il problema poiché mi sono fidato di lui (non avevo altre alternative). So solo che ha dedicato una vita a queste problematiche per cui do per scontato che abbia una esperienza clinica tra le migliori.

fran235

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35

Saturday, November 24th 2018, 2:31pm

Ci credo, ma immagina sempre il parallelo con il diabete. Tu hai certi sintomi, racconti la tua storia. Un buon medico capisce subito che probabilmente hai il diabete. Ciononostante prima di darti l'insulina ti fa fare le analisi delle urine, la curva glicemica e la glicata. La maggior parte dei psichiatri, compresi quelli di grande esperienza, non hanno questo approccio. Tendono a seguire un protocollo che, a mio modesto parere, è molto più debole di quello seguito in altre branche della medicina.
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36

Saturday, November 24th 2018, 2:47pm

La maggior parte dei psichiatri, compresi quelli di grande esperienza, non hanno questo approccio. Tendono a seguire un protocollo che, a mio modesto parere, è molto più debole di quello seguito in altre branche della medicina.

Posso anche essere d'accordo su quanto dici ma la domanda è: quali alternative avremmo?

Lu898

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37

Saturday, November 24th 2018, 3:00pm

la serotonina si trova anche in natura..perché non ci danno direttamente una cura con mandorle o cioccolato fondente?? oppure le fialette che vendono in erboristeria o farmacia?? io ho 100 dubbi..anch io 8 anni fa ho fatto la cura e stavo bene, anche se l ansia alcune volte tornava ma sapevo gestirla,sono ingrassata 45 kg e credimi ero bella come il sole sai quanto mi ha segnato tutto quel grasso?? ad oggi non riesco a dimagrire nemmeno con l acqua, perchè? mi dicono perchè sono ansiosa, e allora che cavolo..VI HANNO FATTO FARE MAI GLI ESAMI DELLA TIROIDE?ANCHE A VOI MASCHIETTI?? TANTE VOLTE E' QUELLA CHE PORTA QUESTI PROBLEMI..e mai ho usato un ansiolitico MAI.. però prendendo anche antidepressivi per tot periodo poi torna, anche dopo anni..quindi?!? che si fa?? io non ho problemi a seguire una cura se mi viene data, perchè anche per me certi punti danno fastidio e vorrei superarli..e solo che penso: a novembre dell'anno scorso non uscivo da casa avevo paura, oggi esco senza farmaci..quindi perchè non posso riuscire a fare un viaggio o andare da un dentista?? o meglio dal dentista vado mi siedo ma poi ho paura della puntura o altro perchè ho dei sintomi in quel momento che mi fanno scappare via..ci sono un sacco di se e di ma..in qualsiasi direzione guardi..sia per chi prende farmaci e sia per chi non li prenda..

38

Saturday, November 24th 2018, 3:10pm

oggi esco senza farmaci..quindi perchè non posso riuscire a fare un viaggio o andare da un dentista??

Perché evidentemente in queste due situazioni nel tuo cervello scattano degli allarmi che ti mandano in ansia. Ti dirò una cosa: ho smesso di chiedermi il perché mi viene l'ansia tanto cosa mi cambia? Se ho un blocco devo risolverlo ed ho due strade: A) andare in analisi e sperare che nei tempi delle varie sedute riesca a comprendere le reali ragioni della mia ansia, B) mandar giù una o due pillole al giorno per non so quanto tempo e veder svanire tutte le mie paure in tempi abbastanza brevi.

Non voglio apparire come un sostenitore dei farmaci ma a mio parere restano la soluzione più immediata a un problema quando un problema crea degli impedimenti o delle limitazioni. Logicamente ognuno decide in base alla propria coscienza e alle proprie idee.

fran235

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39

Saturday, November 24th 2018, 3:33pm

La maggior parte dei psichiatri, compresi quelli di grande esperienza, non hanno questo approccio. Tendono a seguire un protocollo che, a mio modesto parere, è molto più debole di quello seguito in altre branche della medicina.

Posso anche essere d'accordo su quanto dici ma la domanda è: quali alternative avremmo?


Un po' quello che diceva Lorenzo. Visto che non esistono analisi semplici per verificare eventuali squilibri chimici del cervello, quantomeno test incrociati, diagnosi differenziali. Prima di dare un farmaco che altera equilibri delicatissimi occorrerebbe estrema cautela.
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40

Saturday, November 24th 2018, 3:41pm

Un po' quello che diceva Lorenzo. Visto che non esistono analisi semplici per verificare eventuali squilibri chimici del cervello, quantomeno test incrociati, diagnosi differenziali. Prima di dare un farmaco che altera equilibri delicatissimi occorrerebbe estrema cautela.

Fran, ti ripeto, in linea teorica la penso come te ma io ero giunto a non poter fare cose come andare al supermercato o in banca. Per me i farmaci sono stati la scelta necessaria perché non avrei potuto dilungarmi tra cure alternative o psicoterapie, avevo bisogno di qualcuno che mi rimettesse in piedi in poco tempo e per mia fortuna così è stato. Mi sono affidato a un luminare della psichiatria sperando che questa sia una garanzia, non dico di successo, ma almeno di essere nelle mani di una persona competente. Tutto il resto lo scoprirò vivendo.

fran235

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41

Saturday, November 24th 2018, 4:26pm

Ovviamente ti faccio un grosso in bocca al lupo. Molto probabilmente andrà tutto benissimo. Certo è che per questa terapia non era necessario un luminare. È il classico protocollo dei CIM.


Ps
Senza voler sminuire il tuo dottore
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Lorenzo De Luca

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42

Saturday, November 24th 2018, 4:43pm

Ovviamente ti faccio un grosso in bocca al lupo. Molto probabilmente andrà tutto benissimo. Certo è che per questa terapia non era necessario un luminare. È il classico protocollo dei CIM.


Ps
Senza voler sminuire il tuo dottore

Nemmeno io , ne fran, siamo contrari ai farmaci, scrivevamo dell'assenza anche totale di diagnosi.
Non sarà il tuo caso, magari per ottenere una diagnosi specifica ha usato anche una sola parte di cio che ho citato nel post precendte, e poco sopra.
Quindi è arrivato a una conclusione : è ansia e la cura in tal modo...
ok.
Ma basando una diagnosi sul sentito dire dal paziente, che cura appronterà e quanto dureranno i risultati di una terapia basata su che (se non basata su nessun esame che la identifichi?)
Il capire cosa abbia il proprio paziente vale per qualunque altra branca della medicina, ma per nulla o quasi (tranne eccezioni che ci sono)nella psichiatria.
Tu parli lui prescrive...
in base a che?
Ammettiamo lui deduca arbitrariamente involontariamente ed i buonissima fede che tu abbia patologia "X" derivata da disturbo"Y", come tale ti curerà.
Ammettiamo che deduca tu sia psicotico,borderline o altro...
ti curerà la tua ansia come secondaria a quello?
A me non dai la sensazione di alcune di queste due problematiche descritte(Lo specifico son solo esempi).
Mi capitò personalmente di avere in terapia farmacologica farmaci per diagnosi totalmente errate, ma basate su manifestazioni di sintomatologie comorbili in differenti disturbi, malattie.
Pur andando nettamente contro i test che le escludevano totalmente, "in quanto i suoi colleghi psicologi,psicoterapeuti" lui non li prendeva affatto in considerazione (fu esplicito) e mi affibbiò un farmaco totalmente inadatto che mi fece star male tra l'altro.Era esattamente un Primario Lombardo.
Non fu l'unico a trarre conclusioni sulla base di affinità di sintomi e basta.
Il risultato furono altri farmaci dati a caso, che non mi fecero nulla (tranne effetti collaterali, ma questi li do per scontati ,tutti i farmaci ne hanno).
L'ultimo sempre Primario di un Centro prima mi visitò e poi mi fece seguire da psicoterapeuti, un team di persone.
La sua prima frase dopo due ore di visita fu quella di non assumere farmaco alcuno.
Attendere nel caso.
E il suo staff non evidenziò le problematiche collaterali che gli altri vedevano come principali invece.
Il problema era un altro e alcune osservazioni cliniche degli altri erano fuorviate da similitudini di sintomatologie,ma secondarie, non primarie.
La Primaria era una condizione di cui non scrivo(scusa).
Il farmaco che assumo andrebbe preso per un periodo brevissimo di tempo.
Tre settimane ad esempio.Vado avanti da molto molto più tempo.
Non è curativo,serve solo ad abbassare le mie percezioni soglia di stress.
Stress che poi comunque si scarica su di me dopo: immagina come se assumessi un anestetico, e la durata terminasse, e tutto si scaricasse sulla persona non in fase attiva, ma passiva.
Le terapie psicologiche non potevano funzionare, perchè sbagliate le diagnosi.
Considera che non esiste solo l'analisi, ne hai scritto, nulla da dire su quella terapia,non ne scriverei mai male.
Ma tante altre.
Anche una terapia cognitivo comportamentale, altra ottima terapia, i miei medici mi dissero nel corso del tempo di non riuscire con me nonostante la collaborazione prestata(Trovai molto corrette le loro parole, in quanto rinunciavano a dei soldi, in totale onestà, potendo non farlo).
Per te ad esempio potrebbe andare benissimo ed essere molto responsivo (la terapia di per se è eccellente).
Cosi come il farmaco prescritto (ipotizzo) casualmente.
Te lo auguro.
Ma poi terminato il periodo di terapia con una diagnosi non coerente (vado sempre per ipotesi), dopo...le tue problematiche pensi non si ripresenteranno?
Anche qui : il mio augurio e che non si ripresentino più e che sia tutto utilissimo.
Poi ricordo che tu sia responsivo a quel farmaco, che viene dato come prima scelta comunque, quindi superbene, a me fa piacere il leggere che funzioni.


Scusa, ma non è solo una questione del sapere cosa si ha, ma cerco di evidenziare una tematica del tutto disattesa, anche in una disciplina nobilissima e utilissima come la psichiatria.
Non troverai mai un mio post contro una di queste professioni, ma di ricerca di risposte su ciò che non va si.

Cibi che hanno principi attivi potenzialmente utili ne esistono ,rispondo ad altri.
Precursori.
O anche erbe.
Anche questi andrebbero presi in conto dai medici, escludiamo il far da se in tal caso, ma non lo fa nessuno poichè non considerati farmaci.
Alcuni si sommano ai farmaci stessi e psichiatri inibiscono ovviamente il loro paziente dall'assumerli (per evitargli crisi serotoninergiche ad esempio: non li cito sempre per evitare il far da se di alcune persone ed a loro danno in tal caso)...

Esistono studi su altri: che ho assunto per evitare i farmaci tradizionali nella fase del prima terapie inutili(ma nel mio caso: con voi i farmaci potrebbero rivelarsi utilissimi invece.(Lo sottolineo)

Se non si "disambigua" un disturbo una cosa può sembrare un altra.
Le descrizioni pure per un esperto ma senza esami (Test di cui ho scritto) non escludendoli possono essere facilmente fraintesi.
Sopratutto nel corso terapia, nel caso di un non funzionamento di un farmaco ad esempio.
L'indurre a pensare allora è altro con similari sintomatologie(ma nella realtà è solo che non si è responsivi a quella classe di farmaci prescritta, magari ad altre si).
Gli esempi possono essere tanti: ma la "disambiguazione è "fine" e si basa su passaggi che non vengono quasi mai messi in essere .
Mettiamo una fobia sociale, un disturbo di personalità evitante?
Si trattano allo stesso modo?
No.
Nemmeno psicoterapicamente.
Una fobia ha cause diverse e cure diverse, e spesso funzionano.
Cosi come una TCC.Un disturbo di personalità evitante cause diversi , sintomi che mimano il primo ma non lo sono, e terapie diverse,psicoterapie molto meno rispondenti, cure diverse insomma.
Ma senza il definirli non li si tratta in maniera congrua.
Il definirli vale per gli specialisti, non c'entra con l'etichettare una persona, che persona, individuo resta.
Ma cambia le sorti di una terapia e i suoi risultati.
Il capire con esami che una problematica è derivante da un iper,ipotiroidismo invece che altroproblema psichiatrico ,psicologico, fa una differenza enorme,e molti vengono medicalizzati senza esami.
O con esami non esatti (Nell'analisi non vengono ricercati).
Allora scompensi derivanti da altro (Tiroide) si trattano come?

43

Saturday, November 24th 2018, 4:44pm

Ovviamente ti faccio un grosso in bocca al lupo. Molto probabilmente andrà tutto benissimo. Certo è che per questa terapia non era necessario un luminare. È il classico protocollo dei CIM.

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Carissimo Fran, vedi, io nella mia vita ritengo di aver vissuto profonde sofferenze e trovandomi a combattere (o meglio dire convivere) coi fenomeni ansiosi mi sono accorto sin dai loro esordi che la nostra vita (o almeno la mia per mia filosofia che ho di essa), sia un insieme di passaggi tra stati migliori e peggiori che si alternano a seconda dei momenti, dei successi, delle difficoltà, dei traumi e delle soddisfazioni, ripercuotendosi sulla sfera psichica. A fronte di questa esperienza di vita so che la felicità per me è spesso molto breve e nei periodi peggiori totalmente assente o quantomai rara per cui alla fine mi preoccupa solo di star bene o di star meglio rispetto al male che ho vissuto a prescindere dal "protocollo" applicato dal medico e poi chi vivrà vedrà. Sono ben conscio del fatto che recarmi dal "luminare" per me è solo una sicurezza in più (una sicurezza di cui avevo forte bisogno in quei giorni di forte fragilità), così come sono conscio del fatto che potrò finanche avere nuove ricadute ma per ora non mi va nemmeno di pensarci. Mi gusto questi giorni di vita "normale" almeno secondo i miei canoni di normalità lieto di poter esprimere un sorriso, di poter dormire senza agitazioni e soprattutto di poter svolgere le cose che sono abituato a fare ogni giorno.

A prescindere ho sempre piacere a leggere il tuo pensiero.

AndreaC

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44

Saturday, November 24th 2018, 4:51pm

"che faresti se avessi il diabete?Non lo curerest?", ma certo che si, prima cercherei diagnosi, e il diabetologo prescriverebbe dei test ematici, sulle urine, curva glicemica, e varie poi valuterebbe.
Se assumessi un farmaco lo direi: magari sarebbe quello ad alterare i valori glicemici


So dei cortisonici che provocano insulino-resistenza, e so che ci sono altri farmaci che, impedendo alle cellule di "aprirsi" per raccogliere il glucosio, provocano picchi glicemici. Compresi gli zuccheri industriali, per questo l'alimentazione è tanto importante, per assurdo la frutta è amica del diabetico (a differenza di quel che sostengono i medici).

Soprattutto se mangiata e non estratta la frutta diventa un carboidrato complesso e diminuisce l'insulino-resistenza, ma vallo a dire ai medici.

L'insulina di sintesi oltretutto atrofizza il pancreas (devo averlo scritto decine di volte ma vale la pena ribadirlo una volta ancora) e dopo sì che devi prenderla a vita l'insulina.

Tanto il diabete di tipo 1, quanto quello di tipo 2, si prevengono con l'alimentazione, quello di tipo 2 si può addirittura quasi sempre guarire attraverso una alimentazione vegan crudista tendenziale.

E dei grossi vantaggi si hanno anche per l'ansia, per le varie forme di depressione. La chiave è sempre un'alimentazione virtuosa.


Lo fanno in maniera automatica,per aiutare il paziente, non per fargli danno volutamente.


Purtroppo è così, l'igienismo non si insegna nelle facoltà di medicina, si insegna a seguire i protocolli. Senza vedere al di là del proprio naso. Storicamente le industrie farmaceutiche ricorrevano ai farmacisti per vendere le loro molecole di sintesi, oggi i "pusher" legalizzati sono diventati i medici.


Qui si possono leggere tantissime storie di persone come me che per problemi di varia natura sono state indirizzate a terapie sostanzialmente equivalenti senza essere sottoposte a uno studio rigoroso del caso


Eccome se si possono leggere, per questo ho quasi più paura del professionista luminare, qui c'è un utente che era andato dal più bravo della città e i danni non gli sono stati risparmiati comunque.

La psichiatria in particolare fa volentieri a meno della diagnosi, ma anche quando una diagnosi c'è, come per il diabete, spesso non si fa caso agli effetti di altri farmaci assunti dal paziente e si segue comunque il protocollo che, come nel caso di diagnosi di diabete, porta non alla guarigione, ma a cronicizzare e a peggiorare il problema, quando basterebbe cambiare dieta, quando basterebbe la visione Olistica del problema per invertire il processo. La chiave igienista promossa da Ippocrate per primo, quella sì, promuove la salute e la guarigione.


Se dovessi tornare indietro i più gettonati SSRI/SNRI, non li assumerei mai. Perchè non mi hanno dato alcun giovamento dal punto di vista dei disturbi depressivi, e mi hanno creato un danno permanente grave. Quindi nel mio caso il potenziale rischio molto remoto e raro che poi si è verificato, è stato di gran lunga superiore al beneficio. Invece un antidepressivo atipico, e un triciclico, mi hanno dato alcuni benefici nel breve periodo, ma comunque non riassumerei nemmeno questi, perchè mi sono stati prescritti comunque in situazioni in cui poteva farcela benissimo anche senza terapie farmacologiche.


Questa tua testimonianza ha un valore immenso, Adam.


In questo caso bisognerebbe anche investigare su quanti sono i reali ritorni della pregressa patologia psichiatrica, e quanti invece sono sintomi di una sindrome da sospensione non capiti e scambiati per altro.


Questo infatti accade in parecchie branche della medicina. Il farmacista Montanari spiega che la prima cosa che gli hanno spiegato il primo giorno di università è stata che TUTTI i farmaci hanno degli effetti collaterali. Tutti, sempre.

Meglio quindi vagliare tutte le altre strade possibili, prima.

Usa quelli(Ilo psichiatra) perchè gli vien data come teoria quella, che lui prende esattamente come tale, utile potenzialmente anche per extra sintomi, che ormai fanno parte delle indicazioni di quei farmaci


Il medico purtroppo è schiavo del ruolo, è bravo e non rischia nulla quando segue il protocollo, se muove qualche critica scomoda rischia di essere radiato, o si vede mandare lettere di diffida o radiazioni in tronco dall'ordine dei medici, per questo ci pensa due volte, specialmente se tiene famiglia, prima di sollevare qualche obiezione.
Per la nausea un medico un anno e mezzo fa mi prescrisse un antipsicotico. Per la nausea. Ti rifilano bombe chimiche anche quando non hai niente, per questo è di capitale importanza leggere sempre i bugiardini.

Nelle parametrazioni tra quelli e un effetto placebo spesso non vi è alcuna differenza, a volte poca differenza.


Quello che combinano le case farmaceutiche è tutto fuorchè trasparente, e sì, lessi che studi condotti dalle stesse case farmaceutiche dimostravano che il placebo era preferibile alla molecola, e di molto, nonchè privo di effetti collaterali. Uno studio di cui quasi la metà dei dati fu occultata.

La maggior parte dei psichiatri, compresi quelli di grande esperienza, non hanno questo approccio. Tendono a seguire un protocollo che, a mio modesto parere, è molto più debole di quello seguito in altre branche della medicina


A grandi linee condivido, ma quest'analisi può essere applicata a tutta la medicina occidentale. Il protocollo standardizzato è dappertutto e le patologie iatrogene sono una realtà estesa a più branche della medicina.

A) andare in analisi e sperare che nei tempi delle varie sedute riesca a comprendere le reali ragioni della mia ansia, B) mandar giù una o due pillole al giorno per non so quanto tempo e veder svanire tutte le mie paure in tempi abbastanza brevi


Ci sono altre vie, non solo le strettoie dentro cui sgomitare, per questo la fetta di universo presa in esame dalla medicina occidentale è troppo piccola per permettere agli addetti ai lavori di capire davvero cosa significhi mantenersi in salute.

Non voglio apparire come un sostenitore dei farmaci ma a mio parere restano la soluzione più immediata a un problema quando un problema crea degli impedimenti o delle limitazioni. Logicamente ognuno decide in base alla propria coscienza e alle proprie idee.


Certo, il punto è che non ci sono soluzioni, nè guarigioni, quando si intraprende questo percorso. Spegnere chimicamente un sintomo non equivale a risolvere immediatamente un problema.

Visto che non esistono analisi semplici per verificare eventuali squilibri chimici del cervello, quantomeno test incrociati, diagnosi differenziali. Prima di dare un farmaco che altera equilibri delicatissimi occorrerebbe estrema cautela.


Si ipotizzano squilibri chimici che non interessa a nessuno dimostrare per giustificare la cura, la cura diventa più importante della diagnosi.
L'importante è prescrivere tanti farmaci, poi se non vanno bene si possono cambiare, ma come diceva Adam il cervello non è il loro, è il tuo.
Se ci fosse l'interesse a trovare la causa di un disturbo si farebbero degli esami. Per questo non c'è nessun interesse a farli e per questo si tratta di un business tanto remunerativo.

This post has been edited 2 times, last edit by "AndreaC" (Nov 24th 2018, 5:16pm)


45

Saturday, November 24th 2018, 5:01pm

Spegnere chimicamente un sintomo non equivale a risolvere immediatamente un problema.

Infatti, io volevo "spegnere chimicamente un sintomo" per poter tornare a svolgere normalmente la mia vita quotidiana senza le catene dell'ansia.