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luke

Alla ricerca di me stesso..

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Monday, October 8th 2012, 6:50pm

esiste un'uscita in questo labirinto?!

Salve a tutti ragazzi....eccomi qui,ho appena finito di studiare e ripenso a ciò che ho appena fatto...in camera,da solo a ripetere ad alta voce ciò che avevo appreso dal libro..una normale attività che,per il sottoscritto,si rivela fonte di nervosismo e malinconia...proprio così,lo studiare è una delle attività che mi ricorda la mia situazione,e che carica me stesso di forti emozioni negative..ho grosse difficoltà a ripetere da solo,ciò che studio..perchè?be perchè quando parlo,non mi sento in me...mi sembra quasi di essere un robot che ripete meccanicamente qualcosa che in realtà ha compreso nella sua essenza..mi sento quasi spettatore dei miei pensieri,del mio modo di articolare il discorso e di pronunciare le parole...e questo naturalmente è fonte di dispendio di energie sia fisiche sia mentali..perchè sono costretto più volte a ripetere ciò che dico per sincerarmi di dire cose giuste,di dire cose sensate..parlo,naturalmente,di una piccola parte di ciò che da due anni fa parte di me...questo strano velo che ha avvolto la mia vita e che mi impedisce di vederla nella sua chiarezza,e di coglierla nella sua più pura essenza...lotto spesso con i miei pensieri,divenuti ormai una minaccia per il sottoscritto,come se dietro di essi io possa cogliere il sintomo di un qualche problema mentale,di un qualche disturbo di cui sono affetto...perchè il problema vero è che io non riesco a convincermi del fatto che ciò che sto vivendo sia normale,sia frutto della sola ansia...non mi sento psicologicamente sano,sento di avere qualche problema che sto trascurando,ho paura di convivere con qualcosa di insano dentro di me...come faccio,con le mie sole forze a convincermi che tutto ciò è pura fallacia..come faccio a tornare in sintonia con la mia mente e con il mio inconscio...come faccio a ritornare a vivere serenamente??...vorrei tanto sapere se ci sia una qualche via di uscita...che non sia imbottirsi di pillole e vivere di emozioni che non sono mie!!

Sabry_Ciao

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Tuesday, October 9th 2012, 4:55pm

Ciao Luke ... leggendo il tuo post, mi viene da farti una domanda: tu ami il percorso di studi che hai scelto? E' una cosa che hai scelto tu, liberamente? Te lo chiedo solo per cercare di capire la causa di questo tuo sentirti robotizzato; quando fai qualcosa con passione, qualcosa che ami, certo può anche essere qualcosa di faticoso, che implica un notevole dispendio energetico .. ma a prescindere da ciò, lo si fa comunque sempre con piacere, e la fatica che ci investi ti lascia poi sempre un senso di appagamento, mai svuotato o peggio, carico di negatività. Forse potrebbe essere qui l'origine di tutta la catena di disturbi e percezioni negative della realtà, che da un pò di tempo a questa parte stai vivendo? Forse semplicemente ti senti spettatore inattivo della tua vita, non ti senti libero di viverla come vorresti, perché non è quella stai sognando per te. In questo caso è più che normale se ti senti estraneo a ciò che fai, a ciò che provi e gli stessi pensieri, come dici tu, non ti appartengono perché sono il risultato di una realtà parallela a quella che dovresti vivere ...

luke

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Tuesday, October 9th 2012, 5:18pm

Ciao Luke ... leggendo il tuo post, mi viene da farti una domanda: tu ami il percorso di studi che hai scelto? E' una cosa che hai scelto tu, liberamente? Te lo chiedo solo per cercare di capire la causa di questo tuo sentirti robotizzato; quando fai qualcosa con passione, qualcosa che ami, certo può anche essere qualcosa di faticoso, che implica un notevole dispendio energetico .. ma a prescindere da ciò, lo si fa comunque sempre con piacere, e la fatica che ci investi ti lascia poi sempre un senso di appagamento, mai svuotato o peggio, carico di negatività. Forse potrebbe essere qui l'origine di tutta la catena di disturbi e percezioni negative della realtà, che da un pò di tempo a questa parte stai vivendo? Forse semplicemente ti senti spettatore inattivo della tua vita, non ti senti libero di viverla come vorresti, perché non è quella stai sognando per te. In questo caso è più che normale se ti senti estraneo a ciò che fai, a ciò che provi e gli stessi pensieri, come dici tu, non ti appartengono perché sono il risultato di una realtà parallela a quella che dovresti vivere ...

ehi sabry...be la tua analisi è molto interessante pero non credo sia così...nel senso che,sebbene lo studio sia una fonte notevole di stress e ansia(sia in termini di dispendio di energie mentali,sia in termini di preoccupazione per ciò che devo fare e per la possibilità che possa fallire i miei obiettivi...e a tale riguardo bisogna anche mettere in evidenza il fatto che in passato ho commesso un errore abbandonando lo studio per un lasso di tempo consistente senza un motivo di fondo..),nonostante tutti questi elementi,io credo di applicarmi in ciò che mi piace...amo il diritto e tutto ciò che è ad esso connesso..devo sottolineare anche il fatto che,a causa di quel lasso di tempo caratterizzato dall"inerzia",ho dovuto leggermente modificare il mio percorso di studi passando ad una laurea triennale..ma penso che sia stata una delle decisioni piu mature e coscienziose che abbia preso nella mia vita poichè viviamo purtroppo in una società che ci obbliga a scelte piu immediate e pratiche..(e comunque nulla mi impedisce alla fine del percorso di integrare gli esami e riprendere la quinquennale).Però in generale non credo sia questa la radice della mia condizione,o al massimo puo esserci un certo senso di colpa verso me stesso e verso i miei genitori per il tempo perso..ma per quanto concerne la scelta di studi non penso ci siano esigenze interiori che ignoro..

MishCry

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Tuesday, October 9th 2012, 5:47pm

Ciao Luke, sai avvolte quando sento la mis voce, mi sembra strano.. Quasi non fossi io.. Posso darti un consiglio?.. Prima di leggere e di studiare, libera la mente.. Da tutto, studia per scoprire, e non pensare a te.. Pensa solo a cio che leggi o sudi o guardi.. Respira profondamente ogni volta che ti senti diverso.. E comunque l'ansia si cura.. Senza medicine e roba varia..spero sia stata utile ,pensa di meno. (:

Sabry_Ciao

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Tuesday, October 9th 2012, 6:24pm

Ok, la mia era una possibile ipotesi ;) senza dubbio, il lavoro mentale comporta stress e un certo grado di ansia da prestazione, di cui il fisico non può non risentire almeno in minima parte ... vorrei condividere con te alcune mie osservazioni basate su quanto hai scritto, che mi sono sembrate un pò in contraddizione con quanto dici (sono solo osservazioni, eh! una mia interpretazione di quanto hai scritto, quindi te ne chiedo anticipatamente scusa :) ) ... Hai scritto che hai commesso un errore abbandonando gli studi per un periodo: perché credi che sia un errore? Il fatto che tu poi li abbia ripresi non credi sia anche grazie a quel periodo di pausa, durante il quale hai potuto riflettere e capire qual era la scelta da fare? In fondo siamo noi che ci diamo un tempo per fare e portare a termine le cose, ma in realtà tendiamo troppo a standardizzare questo tempo, non tenendo conto che non siamo tutti uguali, e che gli unici tempi da rispettare sono quelli propri, personali di ognuno ... come quando si tratta di capire un concetto, non tutti ci arriveranno con gli stessi tempi, e lo stesso è per le scelte che facciamo.
Poi hai scritto: ma penso che sia stata una delle decisioni piu mature e coscienziose che abbia preso nella mia vita poichè viviamo purtroppo in una società che ci obbliga a scelte piu immediate e pratiche.... E' un ragionamento sensato, ma è, appunto, un ragionamento, fatto con la testa :) come se tu sentissi il bisogno di giustificare la scelta fatta, oppure di convincere te stesso di aver fatto la scelta giusta (mentre quando qualcosa ti appassiona, pensi all'emozione che ti regala, sai che è così, senti che lo vuoi fare e non cerchi le ragioni) ... A questo, forse, si aggiunge anche il senso di colpa verso i tuoi genitori, per il quale ti sei impegnato a non deluderli, e facendo una scelta più immediata e pratica puoi mantenere più facilmente questo impegno ...
Scusa ancora per questa mia "analisi"!! :)

Jivanmukti

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Tuesday, October 9th 2012, 6:27pm

Devi capire il vero motivo che ti fa pensare di essere un nemico di te stesso, la vera causa che ti fa pensare di avere una psicosi. Devi acquisire la conoscenza di quelle parti "sane" e di quelle "malate" della tua mente, di come interagiscono e di come riappacificarle. Bada bene: io parlo di conoscenza diretta, non di autoconvinzione. Nessuno potrà mai convincersi per sentito dire di una cosa che non crede essere vera. Per modificare le convinzioni radicate nel subconscio ci vuole un'esperienza diretta.
Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce se stesso è illuminato.
Colui che vince un altro è potente; colui che vince se stesso è forte.

luke

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Tuesday, October 9th 2012, 6:44pm

Devi capire il vero motivo che ti fa pensare di essere un nemico di te stesso, la vera causa che ti fa pensare di avere una psicosi. Devi acquisire la conoscenza di quelle parti "sane" e di quelle "malate" della tua mente, di come interagiscono e di come riappacificarle. Bada bene: io parlo di conoscenza diretta, non di autoconvinzione. Nessuno potrà mai convincersi per sentito dire di una cosa che non crede essere vera. Per modificare le convinzioni radicate nel subconscio ci vuole un'esperienza diretta.

ma no ragazzi...forse mi sono espresso male...io non credo di essere psicotico o schizzofrenico o qualunque altra cosa(almeno spero:P)...semplicemente da quando due anni fa ho avuto un brutto attacco di panico,la mia vita non è piu la stessa...essa è dominata da sensazioni di depersonalizzazione,derealizzazione,da pensieri ossessivi e cose del genere...e a causa di queste sensazioni,molto spesso,mi sembra di essere anormale,mi sembra di vivere in una specie di realtà artificiale,onirica,strana...ma io non sono convinto dentro di me di essere pazzo...ne ho semplicemente molta paura:)

luke

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Tuesday, October 9th 2012, 6:55pm

Ok, la mia era una possibile ipotesi ;) senza dubbio, il lavoro mentale comporta stress e un certo grado di ansia da prestazione, di cui il fisico non può non risentire almeno in minima parte ... vorrei condividere con te alcune mie osservazioni basate su quanto hai scritto, che mi sono sembrate un pò in contraddizione con quanto dici (sono solo osservazioni, eh! una mia interpretazione di quanto hai scritto, quindi te ne chiedo anticipatamente scusa :) ) ... Hai scritto che hai commesso un errore abbandonando gli studi per un periodo: perché credi che sia un errore? Il fatto che tu poi li abbia ripresi non credi sia anche grazie a quel periodo di pausa, durante il quale hai potuto riflettere e capire qual era la scelta da fare? In fondo siamo noi che ci diamo un tempo per fare e portare a termine le cose, ma in realtà tendiamo troppo a standardizzare questo tempo, non tenendo conto che non siamo tutti uguali, e che gli unici tempi da rispettare sono quelli propri, personali di ognuno ... come quando si tratta di capire un concetto, non tutti ci arriveranno con gli stessi tempi, e lo stesso è per le scelte che facciamo.
Poi hai scritto: ma penso che sia stata una delle decisioni piu mature e coscienziose che abbia preso nella mia vita poichè viviamo purtroppo in una società che ci obbliga a scelte piu immediate e pratiche.... E' un ragionamento sensato, ma è, appunto, un ragionamento, fatto con la testa :) come se tu sentissi il bisogno di giustificare la scelta fatta, oppure di convincere te stesso di aver fatto la scelta giusta (mentre quando qualcosa ti appassiona, pensi all'emozione che ti regala, sai che è così, senti che lo vuoi fare e non cerchi le ragioni) ... A questo, forse, si aggiunge anche il senso di colpa verso i tuoi genitori, per il quale ti sei impegnato a non deluderli, e facendo una scelta più immediata e pratica puoi mantenere più facilmente questo impegno ...
Scusa ancora per questa mia "analisi"!! :)

ma no sabry,ma che scusa...anzi grazie per i consigli che mi hai fornito,non ti nascondo che sicuramente quegli elementi che tu hai menzionato giocano un ruolo fondamentale nel totum della situazione che sto vivendo...soprattutto se valutiamo il fatto che sono sempre stato abituato a ragionare con i pensieri e poco con il cuore,ahimè maledetto raziocinio;)comunque per quanto riguarda la questione dell'"errore",lo definisco come tale in quanto quella pausa è stata del tutto immotivata...e cioè non appena mi iscrissi all'università sostenni uno degli esami più difficili del percorso,e lo superai brillantemente,ma dopo mi impantanai in uno stato di lassismo e nullafacenza che non capivo all'epoca e che non riesco a spiegarmi tuttora...ecco perchè parlo di errore...perchè parlo di un evento immotivato che mi ha condizionato fortemente....per quanto riguarda invece il secondo discorso,quello relativo al percorso "deviato"...è chiaro che non possa definirla come una scelta del cuore...perchè ho sempre sognato di fare il magistrato e quindi in tal caso occorrerebbe una laurea quinquennale...ma ti posso assicurare che studiando,valutando le possibilità lavorative che mi offre quest'altra laurea,leggendo dei vari master che potrei fare,percepisco delle emozioni positive ed una volontà di buttarmici...e chi mi assicura che sarei riuscito a diventare magistrato?chi mi assicura che fare il magistrato mi sarebbe piaciuto??...non so nemmeno cosa si faccia in concreto...quindi alla fine sarebbe opinabile anche quella scelta,credo:)

Jivanmukti

Udele Fetente

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Tuesday, October 9th 2012, 7:51pm

essa è dominata da sensazioni di depersonalizzazione,derealizzazione,da pensieri ossessivi e cose del genere...e a causa di queste sensazioni,molto spesso,mi sembra di essere anormale,mi sembra di vivere in una specie di realtà artificiale,onirica,strana...ma io non sono convinto dentro di me di essere pazzo...ne ho semplicemente molta paura
Questa è comunque una forma di psicosi, un'alienazione da se stessi. Se secondo te avere la sensazione di vivere in una realtà artificiale è indice di sanità mentale...dimmi tu! :D Ad ogni modo non è qualcosa causato da ragioni fisiche, quanto piuttosto uno scisma interno. Ti capisco bene perchè anch'io ho avuto una fase di derealizzazione e depersonalizzazione molto forti, ma non è niente di grave.

Ragiona bene su questa cosa: come fai ad avere paura di essere pazzo se dentro di te sei profondamente convinto di non esserlo? Non è che magari non ne sei proprio così convinto? Se io vedo una bella ragazza mi vengono in mente certi pensieri, non la paura di essere gay!
Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce se stesso è illuminato.
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Tuesday, October 9th 2012, 8:28pm

essa è dominata da sensazioni di depersonalizzazione,derealizzazione,da pensieri ossessivi e cose del genere...e a causa di queste sensazioni,molto spesso,mi sembra di essere anormale,mi sembra di vivere in una specie di realtà artificiale,onirica,strana...ma io non sono convinto dentro di me di essere pazzo...ne ho semplicemente molta paura
Questa è comunque una forma di psicosi, un'alienazione da se stessi. Se secondo te avere la sensazione di vivere in una realtà artificiale è indice di sanità mentale...dimmi tu! :D Ad ogni modo non è qualcosa causato da ragioni fisiche, quanto piuttosto uno scisma interno. Ti capisco bene perchè anch'io ho avuto una fase di derealizzazione e depersonalizzazione molto forti, ma non è niente di grave.

Ragiona bene su questa cosa: come fai ad avere paura di essere pazzo se dentro di te sei profondamente convinto di non esserlo? Non è che magari non ne sei proprio così convinto? Se io vedo una bella ragazza mi vengono in mente certi pensieri, non la paura di essere gay!

be ma la paura di essere pazzo è una sintomatologia molto comune nei disturbi di ansia...come la paura di impazzire e di perdere il controllo di se stessi...non è cosi semplice,così logico...ti posso assicurare che c'è gente perfettamente etero che ha paura di essere gay...e comunque psicosi mi sembra un termine eccessivo..non credi??:P

luke

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Tuesday, October 9th 2012, 8:29pm

la cosa che condivido è quella relativa allo scisma interno,c'è sicuramente un qualcosa del genere...ma non credo che tutto ciò sia riconducibile ad una qualche "patologia mentale":)

Jivanmukti

Udele Fetente

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Tuesday, October 9th 2012, 9:22pm

ti posso assicurare che c'è gente perfettamente etero che ha paura di essere gay...e comunque psicosi mi sembra un termine eccessivo..non credi??
Se hanno paura di essere gay significa che c'è qualcosa nel loro subconscio che alimenta questo dubbio. Non c'è una persona eterosessuale ed in armonia con se stessa che può avere paura di essere gay. Psicosi forse è un pò eccessivo, ma comunque il termine indica una disturbo mentale, ed un disturbo mentale è un funzionamento anomalo della mente, che può avere cause fisiche o solamente psichiche. Secondo me la dearealizzazione è una psicosi lieve. Poi è tutta questione di termini, penso che il senso l'hai capito.

a cosa che condivido è quella relativa allo scisma interno,c'è sicuramente un qualcosa del genere...ma non credo che tutto ciò sia riconducibile ad una qualche "patologia mentale"
appunto, uno scisma interno a lungo andare diventa patologico se non si interviene. Questo vale anche per i disturbi fisici, non solo mentali. Se io abituo il mio subconscio a reagire in maniera disfunzionale ad uno stimolo, la reazione alla fine sarà patologica. Così come se mi abituo a bere 1 litro di whisky al giorno alla fine mi verrà la cirrosi epatica.
Ad ogni modo, onde evitare di finire in sterili discussioni sui termini che non è proprio il mio obiettivo, provo a rispiegarti il mio punto di vista. D'altronde se ti ho risposto è perchè penso di poterti dare dei consigli utili.
Quello che voglio dire, psicosi a parte, è che tutto il discorso derealizzazione è riconducibile ad un'alienazione di se stessi verso la propria mente. Alienazione che deriva dalla mancanza di conoscenza diretta di come essa funziona. Se ti viene la tachicardia dopo che hai corso, non pensi di essere in punto di morte, ma piuttosto che il tuo corpo stia reagendo in maniera corretta allo sforzo che hai fatto. Il risultato è che il tuo subconscio non avrà paura di malattie cardiache, anzi sarà convinto che il tuo sistema cardiovascolare funzioni bene. Questo perchè conosci le reazioni del tuo corpo e sai cosa gli succederà dopo una corsa.
Nel caso della derealizzazione ci muoviamo nel territorio ombroso dei meccanismi mentali, che spesso conosciamo molto poco e che in questi casi ci prendono alla sprovvista mostrandoci all'improvviso tutta la loro potenza. La soluzione sta tutta nel capire con chi abbiamo a che fare, chi è il nostro "nemico". Altrimenti rimarremo sempre in balìa di processi che non comprendiamo. Bisogna analizzare, studiare, capire i propri processi mentali, osservare ed anche intervenire. E tutto questo deve essere un'esperienza diretta, non una lettura o una chiaccherata. E l'esperienza diretta si fa da soli, con pazienza, delicatezza ed attenzione. Una volta che si capisce di cosa si ha paura, conquistando la certezza che questa cosa sia un processo normale della mente, la paura scompare automaticamente.
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Wednesday, October 10th 2012, 9:37pm

ti posso assicurare che c'è gente perfettamente etero che ha paura di essere gay...e comunque psicosi mi sembra un termine eccessivo..non credi??
Se hanno paura di essere gay significa che c'è qualcosa nel loro subconscio che alimenta questo dubbio. Non c'è una persona eterosessuale ed in armonia con se stessa che può avere paura di essere gay. Psicosi forse è un pò eccessivo, ma comunque il termine indica una disturbo mentale, ed un disturbo mentale è un funzionamento anomalo della mente, che può avere cause fisiche o solamente psichiche. Secondo me la dearealizzazione è una psicosi lieve. Poi è tutta questione di termini, penso che il senso l'hai capito.

a cosa che condivido è quella relativa allo scisma interno,c'è sicuramente un qualcosa del genere...ma non credo che tutto ciò sia riconducibile ad una qualche "patologia mentale"
appunto, uno scisma interno a lungo andare diventa patologico se non si interviene. Questo vale anche per i disturbi fisici, non solo mentali. Se io abituo il mio subconscio a reagire in maniera disfunzionale ad uno stimolo, la reazione alla fine sarà patologica. Così come se mi abituo a bere 1 litro di whisky al giorno alla fine mi verrà la cirrosi epatica.
Ad ogni modo, onde evitare di finire in sterili discussioni sui termini che non è proprio il mio obiettivo, provo a rispiegarti il mio punto di vista. D'altronde se ti ho risposto è perchè penso di poterti dare dei consigli utili.
Quello che voglio dire, psicosi a parte, è che tutto il discorso derealizzazione è riconducibile ad un'alienazione di se stessi verso la propria mente. Alienazione che deriva dalla mancanza di conoscenza diretta di come essa funziona. Se ti viene la tachicardia dopo che hai corso, non pensi di essere in punto di morte, ma piuttosto che il tuo corpo stia reagendo in maniera corretta allo sforzo che hai fatto. Il risultato è che il tuo subconscio non avrà paura di malattie cardiache, anzi sarà convinto che il tuo sistema cardiovascolare funzioni bene. Questo perchè conosci le reazioni del tuo corpo e sai cosa gli succederà dopo una corsa.
Nel caso della derealizzazione ci muoviamo nel territorio ombroso dei meccanismi mentali, che spesso conosciamo molto poco e che in questi casi ci prendono alla sprovvista mostrandoci all'improvviso tutta la loro potenza. La soluzione sta tutta nel capire con chi abbiamo a che fare, chi è il nostro "nemico". Altrimenti rimarremo sempre in balìa di processi che non comprendiamo. Bisogna analizzare, studiare, capire i propri processi mentali, osservare ed anche intervenire. E tutto questo deve essere un'esperienza diretta, non una lettura o una chiaccherata. E l'esperienza diretta si fa da soli, con pazienza, delicatezza ed attenzione. Una volta che si capisce di cosa si ha paura, conquistando la certezza che questa cosa sia un processo normale della mente, la paura scompare automaticamente.

ma tu l'hai provata?sai cosa significa?e se si ne sei uscito?

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Wednesday, October 10th 2012, 9:38pm

e comunque riguardo al gay....l'ansia o il doc ti possono portare a simili dubbi:)

Jivanmukti

Udele Fetente

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Wednesday, October 10th 2012, 9:53pm

ma tu l'hai provata?sai cosa significa?e se si ne sei uscito?

Ma l'hai letto quello che ti ho scritto? Soffro di DAP da 15 mesi e ti ho anche detto che ho avuto un periodo di derealizzazione e depersonalizzazione forte. E ne sono uscito.
Riguardo al "gay" ti ripeto: le paure esistono solo in quanto alimentate da dubbi interni. Non credo tu abbia paura di cadere nel vuoto mentre te ne stai seduto sul divano di casa tua. Nemmeno in caso di ansia o pensieri ossessivi.

Ad ogni modo ho l'impressione che tu non abbia letto per niente quello che ti ho scritto, o che comunque non te ne freghi niente. A me non interessa fare dibattiti sul nulla, volevo solo condividere delle cose con te che penso possano esserti utili.
A dire il vero la chiave per uscirne è tutta scritta nel mio post di prima. Io più di così non so cosa fare. Buona fortuna.
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