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Anita1

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1

Sunday, January 26th 2020, 12:39pm

DOC da luogo

Ciao a tutti.
Premetto che soffro da parecchi anni di DOC (sulla morte, sulla religione) anche se me ne sono resa conto tardi e ho sempre messo in atto rituali che mi facessero sentire meglio, sia gesti, sia numeri, sia parole. Mi sono accorta tardi che effettivamente fossero delle compulsioni.
La mia domanda è: è possibile avere un DOC che sia strettamente collegato ad un luogo?
Vivo al momento fuori Italia per studiare, devo stare qui solo un altro mese. Il DOC da un certo punto in poi si è preso tutto di me: più voglio tornare a casa e riprendermi la mia vita perché qui non mi piace e sto male, più la mia mente mi crea interrogativi come: e se volessi rimanere qui? Se rimanessi bloccata qui? Se qualcosa ti spingesse qui? E non riesco a capire perché visto che qui non mi piace niente, mi sento sola e lontana da me stessa.
Quindi cominciano le paranoie e i dubbi e mi sale l'ansia e la tachicardia. Nei momenti di lucidità so benissimo come stanno le cose e mi sembra così strano, ma subito dopo sale il primo dubbio. Non capisco perché visto che a breve tornerò a casa...
Non vivo più e insieme al DOC, provo ansia, solitudine e angoscia e i giorni sembrano non passare mai...

repcar

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Sunday, January 26th 2020, 4:00pm

il tuo doc ti è stato diagnosticato da un medico o altro? In tutti questi anni che soffri di doc quali strumenti hai messo in atto per limitare e prendere consapevolezza di questo tuo disagio psicologico?
Come sempre, per chi non lo sapesse non sono medico, ma un "veterano", quindi quello che scrivo sono frutto delle mie esperienze personali e lettura di testi nel settore psicofarmacologici.
Da una parte del tuo discorso capisco il doc poichè i rituali ripetuti con gesti etc. fanno parte del quadro psicologico (n.b. si parla di doc quando questi gesti si ripetono decine e decine di volte nell'arco della giornata e non semplicemente quando magari si torna indietro per controllare la porta chiusa, il gas, scaramanzie etc.)
Dall'altra, parte l'interrogativo che percepisco più come un'ansia generalizzata, certamente una comorbidità del doc.
Bisognerebbe inquadrare il tutto in base alla tua anamnesi che solo uno specialista del settore può valutare.
Sei fuori dall'Italia per studio, quindi persona che ha affrontato diversi "stress", magari racconta un po più di te e della nascita di questo tuo disagio?
Sempre a disposizione...... :thumbup:

Anita1

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3

Sunday, January 26th 2020, 4:19pm

Doc

Anzitutto ti ringrazio moltissimo per la risposta.
Devo dire che ho sempre sofferto di ansia e attacchi di panico, soprattutto in età pre-adolescenziale, l'ansia è rimasta mentre gli attacchi di panico sono svaniti quasi del tutto.
Ho sempre messo in atto rituali e compulsioni, anche senza una reale preoccupazione però poi ho capito che era legato a delle ossessioni ed è rimasto tale: spegnere o accendere la luce un certo numero di volte, usare una mano piuttosto dell'altra, contare le cose da utilizzare, se ho due cose una deve essere sempre più in alto dell'altra, dire un certo numero di volte "no" in situazioni eccessive e così via... Prima lo facevo in automatico, poi ho cominciato a rendermi conto che non era normale e tardi ho capito perché.
Sono una persona solare, determinata, ma ansiosa. Ho avuto doc che non mi sono stati diagnosticati ma mi sono rispecchiata in tutto ciò che ho letto, e li ho avuti in relazione alla morte, alla religione... Non ho mai capito perché e soprattutto non venivano sempre in momenti negativi.
Sono una persona estremamente sensibile e in generale ragiono molto sulle cose.
L'ultimo disturbo da doc religioso l'ho avuto un paio di anni fa, era un periodo stressante, e la situazione è degenerata per mesi facendomi vivere in incubo. Poi è passata e sono tornata più forte di prima: mi sono trasferita in una nuova città, ho intrapreso un percorso di studi che mi piace molto, ho intrapreso una relazione importantissima con la mia ragazza, ho trovato la felicità, insomma, la stabilità e non c'era niente che non mi piacesse. Purtroppo la mia laurea consiste nel fare un anno all'estero obbligatorio, quindi ho dovuto lasciare per forza quella realtà per trasferirmi per sei mesi. All'inizio ero abbastanza entusiasta, curiosa, almeno vivevo in modo tranquillo. Forse ho avuto aspettative troppo alte, ma comunque non mi piaceva molto. A novembre è venuta per un mese a trovarmi la mia ragazza. All'inizio è stato tranquillo, poi ho cominciato a provare forti vuoti allo stomaco per l'angoscia perché lei se ne sarebbe andata, mentre io sarei rimasta qui. Il punto è che non me lo spiego perché ci saremmo viste di li a poco per le vacanze di Natale. Ad ogni modo sono stati i venti giorni più lunghi della mia vita... Mi sono rinchiusa in me stessa senza voler vedere né fare niente... Ho cominciato a soffrire d'ansia e di angoscia e solitudine e tristezza e ogni giorno, invece di pensare che sarei tornata a casa dalla mia famiglia e da lei, ero ossessionata dal problema di dover poi tornare qui dopo le feste per un altro mese e mezzo.
Quando sono tornata a casa per le vacanze per più di venti giorni, è scomparso tutto dopo i primi due giorni: sono tornata me stessa, completamente leggera e felice e sicura di me. Ogni tanto mi venivano delle ansie perché pensavo che sarei dovuta tornare all'estero ma poi mi calmavo e mi godevo il momento.
Purtroppo è arrivato il momento di tornare qui e da quando sono tornata sono ossessionata dal tempo, dall'ansia, dall'angoscia e da quello che ho scritto nel post precedente. Il fatto che tra un mese tornerò a casa non riesce a calmarmi. Per questo chiedo aiuto...

repcar

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Thursday, January 30th 2020, 12:36pm

Sono una persona solare, determinata, ma ansiosa


Diciamo con il dire che di base sei una persona ansiosa. Quando l'ansia raggiunge determinati livelli allora si innesca un meccanismo di comorbidità con le classiche fobie, che possono essere più o meno evidenti. Naturalmente lo stato ansiogeno viene alimentato moltissimo dallo stress. Ripeto che le cosiddette "ossessioni" se sono limitate e circoscritte in un periodo breve allora sono dovute a stati di stress prolungato (famiglia, lavoro, studio, amore etc.) che vanno via non appena lo stress inizierà a normalizzarsi.
Non devi diagnosticarti personalmente il doc per il motivo semplice (tranne che non sei un medico) perchè se ti affidi ai sintomi=patologia allora entri in un tunnel senza uscita, per non parlare poi se il tuo medico si chiama dott. Google.. :minigun:

Sono una persona estremamente sensibile e in generale ragiono molto sulle cose


Personalmente ritengo che questi studi fuori Italia abbiano accresciuto lo stress ed ecco il motivo di questa ricomparsa delle piccole ossessioni.
Parlare di doc nel vero senso della patologia e sintomatologia che ne deriva mi sempre escluso nel tuo caso, ma sempre ti ricordo che non sono un medico....
Sei una persona intelligente e sensibile vedrai che ne uscirai, ma occorre metterci anche della nostra forte volontà (capisco che non è facile) quindi non stare a svilirti per i sintomi che hai, ritenili passeggeri e momentanei dovuti a diversi fattori.
Come sempre in bocca al lupo....... :thumbup:

Anita1

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Friday, January 31st 2020, 11:38am

Grazie per la risposta. Il problema è che questa situazione mi sembra esattamente come quando ho avuto il DOC dovuto alla religione, alla morte, proprio allo stesso modo, mi sento così e i pensieri sono gli stessi...
Non faccio che mettere in atto una serie di compulsioni mentali per calmarmi e dirmi che il voglio solo tornare a casa e niente mi bloccherà qui, perché la mia volontà è un'altra. Per paura quindi evito di toccare alcune cose, evito di fare alcune strade, di frequentare alcuni luoghi, di toccare le cose più volte, di non utilizzare certi oggetti per paura che possano "infettarsi" di questa città... Come posso spiegarlo questo?

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