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lulabeth

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Thursday, May 28th 2020, 5:16am

Derealizzazione strana???

Salve a tutti.
Scrivo qui perché ormai sono arrivata ad un punto drastico della situazione e come ogni volta che sto in questo punto mi ritrovo in questo forum per cercare di capirci un po’
sono ricaduta nella derealizzazione, o per lo meno è quello che penso io che sia in quanto sono già stata male in passato (2017) a seguito di un attacco di panico.. me la sono portata dietro un anno facendo psicoterapia e grazie all’aiuto di quello che ormai è il mio ex ne ero decisamente uscita fino a quando circa due settimane fa, a seguito di un attacco d’ansia dovuto ad un mio complesso nei confronti di ciò che provo per una persona mi ha riportato questa sensazione che inizialmente ho affrontato come facevo tempo fa perché appunto ero riuscita ad uscirne..
solo che iniziano ad esserci pensieri strani ora ossia il perenne pensiero di non esistere, quasi convinzione o pensieri suicidi casuali tipo “ora mi butto giù dal balcone” nonostante io personalmente non voglia morire e sono pensieri che la prima volta che mi venne questo sintomo e questi pensieri sono quasi perenni e non fanno che causarmi ansia.
ho paura di star impazzendo davvero in questo caso, non riesco più a controllare questi pensieri e ho paura di arrivare ad un punto in cui non ce la farò più e perderò la ragione.
è normale avere certi pensieri? la prima volta che mi venne avevo questo senso di irrealtà che però riuscivo a gestire ma ora è sempre più strano come se il mio cervello volesse proprio convincermi che non esisto e che niente esiste, miliardi di domande “esistenziali”
se provo a distrarmi vengo presa da un senso di confusione strano..
non so più come fare...

Allegria!

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Thursday, May 28th 2020, 1:10pm

Ciao Lulabeth,
mi dispiace tanto perchè so che il senso di irrealtà e la derealizzazione sono sintomi tremendi.. io ci sono in mezzo, da piu di un anno e mi sento impazzire. I pensieri che fai tu vengono anche a me, nonostante siano l esatto contrario di ciò che provo (figuriamoci se uno si butta dalla finestra, muoio solo al pensiero!) eppure vengono eccome. Io soffro di ansia generalizzata e ipocondria e i medici mi dicono che la mia derealizzazione/senso di distacco/irrealtà sia dovuta all'ansia e all'ipocondria e che passerà... ma io non ci credo, sto male ogni giorno H24.
Tu hai avuto una diagnosi da un medico o psicoterapeuta?
Come hai fatto ad uscirne l'ultima volta? Riesci ad attuare le stesse tecniche ora? Sai inoltre la tempistica di guarigione, per cui non scoraggiarti, vedrai che ne uscirai alla grande anche stavolta! Spero di uscirne anch'io :)

lulabeth

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Thursday, May 28th 2020, 5:20pm


Tu hai avuto una diagnosi da un medico o psicoterapeuta?
Come hai fatto ad uscirne l'ultima volta? Riesci ad attuare le stesse tecniche ora? Sai inoltre la tempistica di guarigione, per cui non scoraggiarti, vedrai che ne uscirai alla grande anche stavolta! Spero di uscirne anch'io :)


Sì, sono stata in terapia per un anno e mezzo nel 2017 e ieri sono andata dalla mia nuova psicoterapeuta per affrontare questo problema nuovamente.
sembrerà una cavolaia ma ne sono uscita vivendo.. perché questi sintomo nel mio caso è dovuto prettamente all’ansia e alla paura che ho verso i sentimenti che provo.. è solo vivendo e evitando di entrare in un circolo vizioso ne sono uscita solo che adesso nonostante io sia consapevole che mi passerà è come se tutto ciò che ho attorno avesse perso COMPLETAMENTE senso ed è come se mi stessi convincendo che alla non esisto..
le tecniche passate non funzionano in questo periodo in cui è MOLTO pressante il pensiero.

Allegria!

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Tuesday, June 2nd 2020, 3:37pm


Tu hai avuto una diagnosi da un medico o psicoterapeuta?
Come hai fatto ad uscirne l'ultima volta? Riesci ad attuare le stesse tecniche ora? Sai inoltre la tempistica di guarigione, per cui non scoraggiarti, vedrai che ne uscirai alla grande anche stavolta! Spero di uscirne anch'io :)


Sì, sono stata in terapia per un anno e mezzo nel 2017 e ieri sono andata dalla mia nuova psicoterapeuta per affrontare questo problema nuovamente.
sembrerà una cavolaia ma ne sono uscita vivendo.. perché questi sintomo nel mio caso è dovuto prettamente all’ansia e alla paura che ho verso i sentimenti che provo.. è solo vivendo e evitando di entrare in un circolo vizioso ne sono uscita solo che adesso nonostante io sia consapevole che mi passerà è come se tutto ciò che ho attorno avesse perso COMPLETAMENTE senso ed è come se mi stessi convincendo che alla non esisto..
le tecniche passate non funzionano in questo periodo in cui è MOLTO pressante il pensiero.


Lulabeth, la cosa più importante è che tu abbia ripreso una psicoterapia, che sarebbe la cura. Poi io condivido assolutamente che si combatte "vivendo", è verissimo perchè quando non ci si pensa, non si ha il senso di distacco. lo si ha quando ci siam dentro, ossia mentre o dopo che ci si pensa. Quando pian piano passerà in secondo piano probabilmente (SPERO E PREGO) passerà. È nel mentre che è dura, perchè si ha addosso come una patina che ti fa sentire strodita, in confusione e poi derealizzazione a seguire e tutto si mixa fino a che io non ci capisco piu niente e mi sento proprio impazzire. Ma a detta dei medici, è ansia. È "solo" ansia. Ma come si fa a credere che l'ansia possa portare a tanto? Io ci sono giorni che mi chiedo come abbia potuto fare quello che ho fatto, tipo lavare j piatti o cucinare per dire! con questo distacco pazzesco! Teniamo duro, speriamo passi. Io cosi male, in tanti anni di ansia, non ci sono mai stata!

lulabeth

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Wednesday, June 3rd 2020, 10:27am

Lulabeth, la cosa più importante è che tu abbia ripreso una psicoterapia, che sarebbe la cura. Poi io condivido assolutamente che si combatte "vivendo", è verissimo perchè quando non ci si pensa, non si ha il senso di distacco. lo si ha quando ci siam dentro, ossia mentre o dopo che ci si pensa. Quando pian piano passerà in secondo piano probabilmente (SPERO E PREGO) passerà. È nel mentre che è dura, perchè si ha addosso come una patina che ti fa sentire strodita, in confusione e poi derealizzazione a seguire e tutto si mixa fino a che io non ci capisco piu niente e mi sento proprio impazzire. Ma a detta dei medici, è ansia. È "solo" ansia. Ma come si fa a credere che l'ansia possa portare a tanto? Io ci sono giorni che mi chiedo come abbia potuto fare quello che ho fatto, tipo lavare j piatti o cucinare per dire! con questo distacco pazzesco! Teniamo duro, speriamo passi. Io cosi male, in tanti anni di ansia, non ci sono mai stata!


Sei così stupita dal fatto che possa essere solo ansia ma prova ad immaginare quanto il tuo cervello sia stressato da tale situazione e dalle situazioni circostanti.
Non devi stupirti né dubitare del fatto che sia solo ed esclusivamente questo perché è effettivamente così.
Devi farti forza e convincerti di ciò perché se inizi a pensare che possa essere altro non farai nient’altro che alimentare l’ansia e quindi difficilmente ne riesci ad uscire.
Tu? Hai già iniziato la psicoterapia? io ogni qualvolta mi si ripresenta questa situazione corro subito per evitare di stare peggio e farmi prendere da trip strani ahaha.. e almeno mi tiene legata alla realtà. ^^

repcar

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Wednesday, June 3rd 2020, 11:54am

Ma a detta dei medici, è ansia. È "solo" ansia. Ma come si fa a credere che l'ansia possa portare a tanto? Io ci sono giorni che mi chiedo come abbia potuto fare quello che ho fatto, tipo lavare j piatti o cucinare per dire! con questo distacco pazzesco! Teniamo duro, speriamo passi. Io cosi male, in tanti anni di ansia, non ci sono mai stata!

Resta inteso che non è mia intenzione far cambiare parere o altra convinzione dettata da esperienze personali in quanto ogni persona ha un suo percorso di vita. esperienze etc.
Resta anche inteso che la mia è una risposta non da medico ma da "veterano".
Come si fa a credere che l'ansia possa portate a così tanto? La risposta è semplice perchè come per altre malattie "evidenti e diagnosticate con esami clinici/diagnostici" tipo ipertensione, diabete etc., l'ansia ha anche dei livelli di intensità:
- lieve;
- media;
- intensa.
Certamente per le patologie psichiatriche ad oggi non esiste nessun strumento atto a definire la "malattia", ma come ben sappiamo (almeno per il sottoscritto) l'ansia, la depressione e relative comorbidità assumono il livello di malattia a seconda l'intensità, come anche corrisponde una sua evoluzione e cura. Quando di troviamo difronte ad episodi di "derealizzazione e depersonalizzazione", in quanto ambedue nel 90% si accompagnano, assistiamo ad una sua sintomatologia classica di distacco dalla realtà e viviamo in quello stato come se fossimo spettatori della nostra vita.
Difficilmente la persona dimenticherà anche un singolo episodio. Quando questi episodi diventano multipli e tali da non rendere possibile vivere la normale quotidianità, allora bisogna intervenire e le "armi" a disposizione sono due, interventi di psicoterapia integrati (in caso di severità) ad una terapia farmacologica.
Ultima cosa......nella nostra Galassia, la via Lattea, ci sono circa più di cento miliardi di stelle. Nel nostro cervello abbiamo più o meno lo stesso numero di neuroni, con la differenza, rispetto alle stelle, che tutti questi neuroni sono connessi tra loro e cooperano. Questo dovrebbe darci un’idea di quanto complesso sia il nostro cervello e riguardo al suo sistema di funzionamento non siamo neanche al 10/15 %.
Come sempre questa è e rimane una mia teoria............. :thumbup:

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Thursday, June 4th 2020, 1:21am

Tu? Hai già iniziato la psicoterapia? io ogni qualvolta mi si ripresenta questa situazione corro subito per evitare di stare peggio e farmi prendere da trip strani ahaha.. e almeno mi tiene legata alla realtà. ^^[/quote]

Si sono in psicoterapia cognitivo comportamentale da 3 anni e mezzo circa...Ma da un anno e mezzo vivo questa fase tremenda che mi terrorizza. Il mio psicoterapeuta mi rassicura, ed io subito sto meglio, non ho più sintomi.. dopo pochi giorni ricominciano. Basta un rumore forte, un movimento "brusco".. che tac arriva il sintomo di distacco. Orrendo. Davvero piuttosto rivoglio il panico puro.

This post by "lulabeth" (Thursday, June 4th 2020, 2:53am) has been deleted by user "Elettra" (Thursday, June 4th 2020, 7:15am)

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Thursday, June 4th 2020, 1:25pm

Ma a detta dei medici, è ansia. È "solo" ansia. Ma come si fa a credere che l'ansia possa portare a tanto? Io ci sono giorni che mi chiedo come abbia potuto fare quello che ho fatto, tipo lavare j piatti o cucinare per dire! con questo distacco pazzesco! Teniamo duro, speriamo passi. Io cosi male, in tanti anni di ansia, non ci sono mai stata!

Resta inteso che non è mia intenzione far cambiare parere o altra convinzione dettata da esperienze personali in quanto ogni persona ha un suo percorso di vita. esperienze etc.
Resta anche inteso che la mia è una risposta non da medico ma da "veterano".
Come si fa a credere che l'ansia possa portate a così tanto? La risposta è semplice perchè come per altre malattie "evidenti e diagnosticate con esami clinici/diagnostici" tipo ipertensione, diabete etc., l'ansia ha anche dei livelli di intensità:
- lieve;
- media;
- intensa.
Certamente per le patologie psichiatriche ad oggi non esiste nessun strumento atto a definire la "malattia", ma come ben sappiamo (almeno per il sottoscritto) l'ansia, la depressione e relative comorbidità assumono il livello di malattia a seconda l'intensità, come anche corrisponde una sua evoluzione e cura. Quando di troviamo difronte ad episodi di "derealizzazione e depersonalizzazione", in quanto ambedue nel 90% si accompagnano, assistiamo ad una sua sintomatologia classica di distacco dalla realtà e viviamo in quello stato come se fossimo spettatori della nostra vita.
Difficilmente la persona dimenticherà anche un singolo episodio. Quando questi episodi diventano multipli e tali da non rendere possibile vivere la normale quotidianità, allora bisogna intervenire e le "armi" a disposizione sono due, interventi di psicoterapia integrati (in caso di severità) ad una terapia farmacologica.
Ultima cosa......nella nostra Galassia, la via Lattea, ci sono circa più di cento miliardi di stelle. Nel nostro cervello abbiamo più o meno lo stesso numero di neuroni, con la differenza, rispetto alle stelle, che tutti questi neuroni sono connessi tra loro e cooperano. Questo dovrebbe darci un’idea di quanto complesso sia il nostro cervello e riguardo al suo sistema di funzionamento non siamo neanche al 10/15 %.
Come sempre questa è e rimane una mia teoria............. :thumbup:


Quanto hai ragione Repcar!
Si so che è ansia, ne sono cosciente ma nel mentre ho il senso di irrealtà, a me sembra di impazzire. È li il punto secondo me difficile che tiene vivo questo circolo vizioso, ci ricasco ogni volta. Faccio finta di niente, ma dentro muoio di paura di impazzire. Comunque come dice il mio psicoterapeuta, in 20 anni di ansia con tutti i sintomi questo compreso, sarei già stra impazzita.. e forse ha ragione..

repcar

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Thursday, June 4th 2020, 7:00pm

ciao......toglierei quel "forse" sostituendolo con "certamente" . La pazzia è tutt'altra cosa, oggi neanche il termine viene usato.
E' normale quando si hanno episodi del genere "credere di impazzire", essi sono provocati dall'ansia che fa da padrona. Ogni qualvolta lansia ci assale il nostro organismo quale difesa secerne ormoni chiamati "sentinella" che sono adrenalina, cortisolo etc.
Una volta cessato l'allarme il tutto dovrebbe rientrare nella norma, ma non si sa il motivo, nei soggetti ansiosi permangono più del dovuto dando quelle spiacevoli sensazioni che hai descritto, come pure un attacco di panico etc.
Chi ti scrive le ha sperimentate tutte, credimi, ecco perchè mi definisco un "veterano".
Un consiglio che ti posso suggerire è quello di lasciare fluire i pensieri in quei momenti, perchè la classica frase "ce la faccio da sola, sono più forte" etc. non fa altro che acuire la sintomatologia e credimi, l'ansia vince sempre......ma come scritto nel precedente post """a secondo il livello"". In bocca al lupo come sempre...... :thumbup:

Allegria!

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Saturday, June 6th 2020, 5:53pm

Repcar grazie, tu sei davvero un grande esperto, grazie! Dovrei averli capite anch'io certi meccanismi, in 20 anni di ansia generalizzata e ipocondria.. ma invece con questo sintomo sono andata in tilt. L'ho tutti i giorni da un anno e mezzo senza contare le vertigini, meglio note come "svarioni", senso di stordimento di non capire piu niente. Ci sono giorni che dico basta adesso tel al mio psichiatra e gli chiedo i farmaci. Perchè davvero è un incubo. Poi quando lo chiamo lui mi dice di continuare cosi, che miglioro e che guarirò.. ma chi gli crede anzi mi vede migliorata che è un anno e mezzo che mi lamento per questa derealizzazione/senso di irrealtà perenne ma io fossi un medico mi spaventerei e darei subito psicofarmaci. Subito! Tu Repcar per quanto tempo hai avuto questo sintomo orrendo? Lo avevi 24h o episodi sporadici? Io quello fortissimo, proprio distaccata totalmente che ti senti svenire, poche volte e le ricordo TUTTE. Da morire di paura. Mentre questo senso cosi di distacco ma meno forte ma sempre terribile, dura l'infinito. Ed è meno "intenso". Ma anche tu/voi avete diverse sfumature della derealizzazione? Episodi che durano pochi secondi e arrivano improvvisamente e sei completamente fuori dal mondo distaccato sembra tutto irreale anche i colori sembrano piu forti, senti ovattato ci si sente come svenire. Ed altri piu "leggeri" ma che durano appunto per tutta l'eternità, porca miseriaccia.

repcar

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Saturday, June 6th 2020, 7:41pm

Come sempre e scusami se sempre lo ribadisco ma parlo di esperienza personale da "veterano". Quando leggo e vedo persone come te che dicono di soffrire da anni di problemi che potrebbero essere risolti, anche se non in toto, ma almeno da far vivere la normale quotidianità, allora c'è qualcosa che non va.
Iniziamo ad analizzare quali problemi si incontrano durante un percorso di terapia farmacologica, sempre secondo me:
1. inadeguata somministrazione del farmaco. In Italia è solito somministrare dosi bassi di farmaco, credendo che minore quantità sia sinonimo di minori effetti collaterali, tossicità etc. Quando si inizia un percorso, si parte con la somministrazione della dose più bassa del farmaco e step by step, contattando lo specialista almeno una volta la settimana, si procede con l'aumento del dosaggio. Quando si arriva al dosaggio giusto ed iniziano i miglioramenti si procede al c.d. "mantenimento" ed è concorde in ambiente planetario che la cura deve durare più o meno due anni, e non i canonici 6/9 mesi (sempre secondo la severità del caso). In determinati soggetti bisogna arrivare alla dose massima e nel caso in cui il principio attivo del farmaco non dimostri la sua efficacia allora si provvederà alla somministrazione di altro principio attivo (ricordo che trovare la cura giusta al primo tentativo è fattore di cu........);
2. non conoscenza da parte dello specialista della farmacocinetica, la metabolizzazione etc. dell'armamentario terapeutico di cui dispone la nuova psicofarmacologia. Personalmente consiglio sempre di rivolgersi a specialisti che operano in ambienti ospedalieri o che hanno operato, oppure strutture in ambienti universitari, in quanto sono più a conoscenza dei farmaci e della loro maneggevolezza;
3. credere che i vecchi antidepressivi siano non più validi. Naturalmente questo è dettato dalle leggi di mercato, quindi come ben saprai le Big Pharma, procederanno con i loro rappresentanti ad esaltare i benefici di antidepressivi nuovi (magari dando loro qualche regalino!!!!!!).
Onestamente "miglioro e guarirò" non deve esistere, oppure se esiste deve avere un arco di temporale ben definito, e non 20 anni di alti e bassi.
Certamente non conosco la diagnosi fatta dal tuo specialista e lungi da me credere di sopperire alla conoscenza del medico, ma in questo caso l'attrice della tua vita sei tu e se non ti sta bene per determinati motivi, cambialo.....
In ordine alla mia derealizzazione/depersonalizzazione i sintomi avevano durata variabile, alcune volte poche ore, alcune volte anche un giorno, ma l'esperienza vissuta è devastante ecco perchè ti capisco in fondo.
Ribadisco che la cura giusta esiste pertanto non darti per sconfitta.
A secondo della severità della patologia, può essere anche utile abbinare una psicoterapia di supporto perchè la sinergia delle due componenti risulta la migliore cura possibile.
In bocca al lupo e sempre a disposizione....... :thumbup:

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Saturday, June 6th 2020, 8:09pm

Grazie Repcar, la penso come te.
Sai io all'inizio mi sono curata con un antidepressivo triciclico per 5 anni dose minima
tranne in alcuni periodi che mi alzava un pochino il dosaggio ed un ansiolitico 0.25 dose minima, per un anno circa ma questo per dirti che ho provato la cura farmacologica, stavo bene, mai al 100% ma stavo bene. Il mio psichiatra ha iniziato a scalare fino alla sospensione completa. Questa fase è durata un anno forse più. Gli ultimi 6 mesi era un dosaggio davvero placebo. Dopo la sospensione un paio di mesi ho iniziato ad accusare ancora ansia ma il mio medico mi disse che ora il percorso è psicoterapeutico e infatti da un 10 anni non ho piu preso neanche una goccia di ansiolitico e ti garantisco che di momenti tremendi ne ho passati. Però sono passati e pian piano capivo e capisco l'ansia. Ma il problema grande l'ho avuto questo ultimo anno con questo sintomo tremendo che mi spaventa da morire e mi fa vivere male. Nonostante ciò, il mio psicoterapeuta e il mio psichiatra per ora concordano che non ho bisogno di farmaci e posso farcela da sola. Devo dire che, provando 5 anni di cura farmacologica e 4 anni di psicoterapia cognitivo comportamentale, per me, la seconda batte i farmaci assolutamente. È certamente un percorso piu difficile, con alti e bassi, ma ogni traguardo diciamo è come fosse per sempre ecco. Mentre coi farmaci ricordo in poche settimane stavo benissimo e pensavo che qualche settimana prima stavo male al supermercato e dopo pochi mesi partivo per una vacanza in Africa...! per dire.. Ecco il problema adesso per me è questo sintomo che mi spaventa troppo. Nonostante le rassicurazioni dei medici.. ma io fatico a credere. Poi paure paure paure... paura delle malattie mentali dell'impazzimento.. questo è panico e ansia pura, non ci piove. Non sono contraria ai farmaci anzi, li chiedo e li ho chiesti spesso! Ma per ora dicono di no. Diagnosi: ansia generalizzata e ipocondria. Con episodi di panico. Certo è che se dovessi riprendere la cura farmacologica, io non la lascerò mai più. Perchè si sta bene e poi perchè la sospensione è davvero tremenda. Tanto non curano, si sa che tolti i farmaci, tutto torna, tranne il panico che quello si cura bene con le medicine. Ma il resto torna e che senso ha non continuare? Ora spero davvero che mi passi questa fase perchè a differenza di tutto il resto, svenimento, tachicardia soffocante che gestisco bene e spengo sul nascere, ecco questo no.. è come mettessi benzina sul fuoco!

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Sunday, June 7th 2020, 1:43pm

Come sempre e scusami se sempre lo ribadisco ma parlo di esperienza personale da "veterano". Quando leggo e vedo persone come te che dicono di soffrire da anni di problemi che potrebbero essere risolti, anche se non in toto, ma almeno da far vivere la normale quotidianità, allora c'è qualcosa che non va.
Iniziamo ad analizzare quali problemi si incontrano durante un percorso di terapia farmacologica, sempre secondo me:
1. inadeguata somministrazione del farmaco. In Italia è solito somministrare dosi bassi di farmaco, credendo che minore quantità sia sinonimo di minori effetti collaterali, tossicità etc. Quando si inizia un percorso, si parte con la somministrazione della dose più bassa del farmaco e step by step, contattando lo specialista almeno una volta la settimana, si procede con l'aumento del dosaggio. Quando si arriva al dosaggio giusto ed iniziano i miglioramenti si procede al c.d. "mantenimento" ed è concorde in ambiente planetario che la cura deve durare più o meno due anni, e non i canonici 6/9 mesi (sempre secondo la severità del caso). In determinati soggetti bisogna arrivare alla dose massima e nel caso in cui il principio attivo del farmaco non dimostri la sua efficacia allora si provvederà alla somministrazione di altro principio attivo (ricordo che trovare la cura giusta al primo tentativo è fattore di cu........);
2. non conoscenza da parte dello specialista della farmacocinetica, la metabolizzazione etc. dell'armamentario terapeutico di cui dispone la nuova psicofarmacologia. Personalmente consiglio sempre di rivolgersi a specialisti che operano in ambienti ospedalieri o che hanno operato, oppure strutture in ambienti universitari, in quanto sono più a conoscenza dei farmaci e della loro maneggevolezza;
3. credere che i vecchi antidepressivi siano non più validi. Naturalmente questo è dettato dalle leggi di mercato, quindi come ben saprai le Big Pharma, procederanno con i loro rappresentanti ad esaltare i benefici di antidepressivi nuovi (magari dando loro qualche regalino!!!!!!).
Onestamente "miglioro e guarirò" non deve esistere, oppure se esiste deve avere un arco di temporale ben definito, e non 20 anni di alti e bassi.
Certamente non conosco la diagnosi fatta dal tuo specialista e lungi da me credere di sopperire alla conoscenza del medico, ma in questo caso l'attrice della tua vita sei tu e se non ti sta bene per determinati motivi, cambialo.....
In ordine alla mia derealizzazione/depersonalizzazione i sintomi avevano durata variabile, alcune volte poche ore, alcune volte anche un giorno, ma l'esperienza vissuta è devastante ecco perchè ti capisco in fondo.
Ribadisco che la cura giusta esiste pertanto non darti per sconfitta.
A secondo della severità della patologia, può essere anche utile abbinare una psicoterapia di supporto perchè la sinergia delle due componenti risulta la migliore cura possibile.
In bocca al lupo e sempre a disposizione....... :thumbup:


Ancora grazie Repcar e dimenticavo di dirti e volevo aggiungere, che non solo questo mio psichiatra preferisce per ora continuare con la sola psicoterapia, ma anche il mio ex psichiatra ora in pensione, quello con cui mi curai farmacologicamente. Stesso pensiero questo mio psicoterapeuta e anche un'altro psicoterapeuta da cui andai senpre per questo motivo, che mi liquidò dopo pochi mesi, dicendomi che non avevo bisogno di farmaci. Inoltre sono andata anche da tre neurologi e solo uno di loro mi disse che potevo prendere escitalopram 10 mg per 6 mesi ma se riuscivo, meglio fare con la sola psicoterapia. Quindi sono dieci volta piu frustrata perchè non ho un solo parere, ma piu pareri. E mi sento cosi sfigata. Inoltre persino mio marito mi ripete di distrarmi, di ascoltare i professionisti e non la mia testa che mi amplifica ogni sintomo. Eppure per me è tremendo cucinare e vedere tutto come irreale, mio marito, i miei amici, famigliari.. Che dire. Proseguo con la Tcp e prego davvero che mi passi. Io faccio tutto, evito di evitare, questo lo faccio da sempre e mi ha aiutata tantissimo, nonostante sia difficile da affrontare. Però ora con questo sintomo.. devo abbassare l'ansia. In tutto questo mi scuso con Lulabeth perchè ho proseguito su un post e topic suo. Spero che risolvi presto, Lulabeth, aggiorniamoci e forza a noi!

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Sunday, June 7th 2020, 6:29pm

non solo questo mio psichiatra preferisce per ora continuare con la sola psicoterapia, ma anche il mio ex psichiatra ora in pensione, quello con cui mi curai farmacologicamente. Stesso pensiero questo mio psicoterapeuta e anche un'altro psicoterapeuta da cui andai sempre per questo motivo, che mi liquidò dopo pochi mesi, dicendomi che non avevo bisogno di farmaci.

Non posso entrare in merito a nessuna decisione derivata da un'attenta anamnesi fatta da specialisti, non ne ho la competenza.
Certamente posso capire uno stato leggero di ansia che può essere gestito con la sola psicoterapia. Ma se non si raggiunge lo scopo??? Si va avanti per tutta la vita a cercare il "trauma" che ha acceso l'interruttore? Ripeto e ne sono convinto che un valido percorso psicologico è valido, ma solo ed esclusivamente misurando il livello dell'ansia e dei fenomeni che crea.
noltre sono andata anche da tre neurologi e solo uno di loro mi disse che potevo prendere escitalopram 10 mg per 6 mesi ma se riuscivo, meglio fare con la sola psicoterapia.

Certamente anche i neurologi possono avere la specializzazione in psichiatria, ma se si limitano alla solo "neurologia" allora la conoscenza dei farmaci è limitata alla cura di malattie del s.n.c., ambito di propria competenza.
Eppure per me è tremendo cucinare e vedere tutto come irreale, mio marito, i miei amici, famigliari.. Che dire

Infatti sei tu a gestire questi sintomi che per altre persone non vengono neanche concepiti.
Certamente continua con la psicoterapia, ricordati anche che una cosa importante è la gestione dello stress, in quanto più esso è prolungato nel tempo, più fenomeni di depersonalizzazione.
Prova anche una meditazione guidata attraverso i video che puoi facilmente reperire su youtube, mettiti una cuffia ed ascoltali. Ne troverai altri relativi al controllo della respirazione, all'inizio sembrano difficili, ma con il tempo imparerai.
Sono sicuro che presto ne uscirai, come dico sempre è come una goccia d'acqua nell'oceano.
In ordine all'utente Lulabeth se vedi vi è un lucchetto sotto il suo nick, questo vuol dire che ha chiuso il profilo.
In bocca al lupo e sempre a disposizione...... :thumbup:

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