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piccolap

Utente Attivo

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Monday, February 20th 2012, 11:30pm

chiedo aiuto ...

Ciao a tutti, sono nuova del forum.
Vi scrivo (anche se nn so se è il posto giusto) nella speranza di avere un aiuto.
Sto insieme da 6 anni ad un ragazzo meraviglioso, stiamo benssimo insieme tant'è che stiamo andando a convivere con propositi di matrimonio. Però c'è un grosso problema che lo fa stare malissimo e io non so più cosa fare: lui non si accetta nel suo contesto lavorativo, mi spiego meglio. Lui lavora coi suoi genitori nell'azienda di famiglia, fa principalmente le mansioni di operaio tecnico specializzato ed è a mio avviso anche molto bravo, in più ogni tanto da anche una mano in ufficio per le classiche mail in in glese ecc. Il problema è che lui non vuole assolutamente portare un indomani avanti questa attività, in più si sente inadeguato al contesto, dice che sta male ecc. Il disagio è iniziato quasi immediatamente, dopo qualche mese dall'inizio dell'attività. È il suo primo lavoro: mentre entrambi stavamo facendo l'Università (due cose completamente differenti) lui ha lasciato perchè nn era molto portato a suo dire (mentre i voti dicevano il contrario). Alchè i suoi genitori gli proposero di lavorare li e lui accettò. Da quel momento sono passati 5 anni: dopo il primo anno è stato un crescere di sbalzi d'umore per il disagio al lavoro, pianti la domenica sera. Il suo carattere non lo aiuta per niente perché lui di base è molto introverso (mentre io sono l'esatto opposto). Sta di fatto che come si può intuire lui non riesceva parlare della cosa ai suoi genitori. Oltretutto lui ultimamente ha pure una mezza idea di lavoro alternativo, solo che è come fare un salto nel vuoto, ha un rischio d'impresa molto alto e lui ha paura di fallire perché si sente uno schifo e incapace di fare qualsiasi cosa.
Nel tentativo di aiutarlo, l'ho convinto a intraprendere un percorso dallo psicologo, però dopo 3 mesi il dottore ha deciso di finirla li perché riteneva inutile perché il problema è il fatto che lui nn riesce a parlarne ai suoi genitori, mentre secondo me oltre a questo c'è una grandissima insicurezza nei suoi mezzi da raddrizzare.
Io lo sostengo sempre, gli sto accanto anche perché sono l'unica con cui lui riesce a parlarne, però non so più che fare, ultimamente durante la settimana e la domenica è sempre giù, a volte non riesco a farlo parlare e sempre più frequentemente mi dice che pensa al suicidio e io mi sto davvero spaventando tanto. Lui cerca di rassicurarmi dicendomi che è solo un momento figlio di una situazione ingarbugliata, però secondo me così si distrugge.
Mi potete dare un consiglio? Scusatemi per la lunghezza dell'intervento ma sono davvero disperata.

Vi ringrazio

Moravya

Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché sano secondo la volontà altrui ! (Friedrich Nietzsche)

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Tuesday, February 21st 2012, 1:30am

Qui la situazione è davvero grave.

Perchè alla base ci sta una profonda insicurezza e crisi interiore.
Davanti ad un problema .... fattelo dire.... banale.

Qui non si tratta di lavorare per un capo scorbutico che lo tratta male, al quale vuole dire addio, lasciando un lavoro fisso e andando verso un lavoro forse precario......... (questa ipotesi sì che manderebbe in crisi chiunque)......


Qui si parla di un ragazzo che deve solo saper parlare con i genitori!
i genitori !!!
ma che è sua madre una dittatrice?
se va a dire "papà, voglio cambiare lavoro".. lo frustano?

cosa crede che potrebbe succedergli al massimo???

voglio dire, se hanno capito che lui non voleva studiare e fare l'università allora capiranno anche il suo bisogno di cambiare lavoro!!!


e poi può sempre lavorare per altre ditte, fare nuove esperienze ed apportare le nuove esperienze nella ditta di famiglia sotto forma di consigli !!!

cioè, non deve vedere la cosa come un problema ma come un'opportunità !!!

un giorno potrebbe anche cambiare idea e prendere in mano la ditta di famiglia ma per cambiare idea lui adesso deve fare una strada diversa.
se sta male lì deve cambiare lavoro.

Lui avrà sempre la possibilità di rientrare al massimo se ci sarà crisi di lavoro... ma questa è un'alternativa di emergenza.


Lui deve essere libero di fare quello che meglio si sente altrimenti passerà la vita a stare male e non uscire più di casa perchè se non sta bene con se stesso non starà bene nemmeno con gli altri !!!


E per stare bene con se stesso deve fare le cose che lo fanno stare bene.

Quindi deve andare a lavorare da un'altra parte.

Si, da un'altra parte.

Solo così constaterà e valuterà sè stesso, riacquisterà fiducia di sè, sarà più felice e renderà più felice anche te e i suoi genitori.


è tutta una catena...


E se sta male perchè pensa di non saper fare nulla ricordagli che "nessuno è nato imparato"... può andare a fare l'idraulico, l'elettricista, il muratore... quello che gli pare.

E' difficile trovare ma per trovare deve carcare tanto.



E magari, ripeto, tra tanti anni magari deciderà di dirigere l'azienda di famiglia apportando ciò che ha imparato negli altri mestieri, magari può prendere altri dipendenti che facciano il suo lavoro e lui sta lì ad insegnare.....


il futuro nessuno lo può sapere, il presente sì perchè è adesso.


Ossia, è adesso che lui sta male, ed è adesso che lui vuole cambiare lavoro....
bene, allora deve affrontare la cosa parlando con i suoi genitori (e smettere di fare il bambino... perchè mi sembra troppo esagerata la sua paura... non ha fatto niente di male, deve solo parlare con calma e spiegare perchè vuole andare via.... i suoi genitori LO CAPIRANNO, credimi).



Tu cerca di convincerlo e spiegagli tutte le opportunità che si possono presentare.

<<Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore.>>
(Albert Einstein)

Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da str*nzi.

This post has been edited 1 times, last edit by "Moravya" (Feb 21st 2012, 1:39am)


piccolap

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Tuesday, February 21st 2012, 8:14am

Preciso che i suoi genitori sono delle persone davvero buone, il problema che lui ha paura di deluderli. In più negli anni è aumentata la sua insicurezza. Per questo avevo insistito affinché lui intraprendesse un percorso da uno psicologo... Ora non so più cosa fare...

4

Tuesday, February 21st 2012, 2:17pm

Il fatto è che i genitori rappresentano nella psiche il giudizio, specie se i genitori sono persone scrupolose ( anche se buone ), o ambiziose. La soluzione è, come diceva qualcuno, "uccidi il padre e la madre", ovviamente metaforicamente, uccidere quelle istanze che sono traslate dalla fisica realtà alla propria psiche di figlio. La paura di sbagliare, è la paura di dover ammettere il fallimento nei confronti del genitore interiore. Finchè permane il genitore interiore, si deve sempre dimostrare qualcosa a sè stessi, e si ha paura di fallire, biosgna individuare quel genitore che è sempre parte del Super Io freudiano, e liberarlo, e liberarsene... Questo significa diventare uomo, affrontare ogni prova con la tranquillità di riuscire o di sbagliare.

piccolap

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Wednesday, February 22nd 2012, 8:28am

Come posso aiutarlo concretamente? Visto che il suo psicologo ha gettato la spugna così velocemente?

piccolap

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Wednesday, February 22nd 2012, 11:41pm

Datemi qualche consiglio...

7

Thursday, February 23rd 2012, 12:20am

Paola, secondo me il problema è proprio che tu con lui fai la mamma, e invece lui deve diventare uomo e smettere di essere bambino. Se anche lui aspetta che tu lo salverai non ne uscirà mai, almeno questa è la mia opinione.

piccolap

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Thursday, February 23rd 2012, 10:54am

Non è che faccio la mamma, il problema è che lo vedo stare male... Se vedi che una persona a cui tieni molto e lo vedi sempre più giù cosa si fa? È in confusione e l'unico aiuto che poteva essere davvero concreto ( ovvero il dottore) si è dissolto nel nulla... E ha provocato in lui ancora più confusione...

9

Thursday, February 23rd 2012, 12:26pm

Purtroppo il dottore raramente è un aiuto concreto... Ormai data la mia esperienza sia in campo medico che psicologico, ho realizzato che non esiste nessuno al mondo che può capirci e curarci meglio di noi stessi... ( a parte per gli interventi chriurgici che lì è ardua senza aiuto esterno :-D) So che magari ti fa sentire impotente, ma se non decide di tirarsene fuori lui con le sue forze la vedo dura... perchè il suo problema da quanto mi dici, sembra proprio essere quello.